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martedì 22 settembre 2026

Stranezze della vicenda umana

 

La condotta militare della Russia
nell'invasione dell'Ucraina è stata
spesso definita "strana" o anomala
dagli analisti geopolitici per via del
profondo contrasto tra la dottrina
militare teorica e l'effettiva
esecuzione sul campo
. Nel corso
del tempo, il conflitto si è evoluto
da un tentativo di guerra lampo a
una 
guerra di logoramento
asimmetrica
, caratterizzata da
scelte strategiche insolite per
una superpotenza globale.





La guerra ibrida

sui giornali europei

L’Italia, l’Unione europea sono in guerra. Formalmente, non l’hanno dichiarata né  l’Italia né l’Unione Europea e, stranamente nemmeno la Russia di Putin. E però la guerra la sta semplicemente conducendo la Russia aggredendo un Paese indipendente: l’Ucraina.

Se per fare la pace occorre essere in due, per scatenare un conflitto basta l’aggressore, che costringe l’aggredito a difendersi. Non piace a nessuno ammetterlo, compresi i governi europei, ma senza infingimenti noi cittadini europei dobbiamo riconoscerlo: siamo in guerra, l’ha deciso l’uomo, il dittatore del Cremlino. 

Gli attacchi russi ormai sono quasi quotidiani non solo in Ucraina, ma anche  in qualche Paese del continente, e non si tratta di errori bensì di scelte decise a Mosca, che punta ad un salto di qualità nelle sue  azioni: non più provocazioni ma vere e proprie incursioni. 

Stando a certi analisti e alla stampa occidentale Vladimir Putin sta intensificando l’attività per testare fino a che limite può agire prima che la Nato, colpita dalle provocazioni decida di reagire. 

I Paesi della Nato non hanno inteso finora cadere nel tranello russo, dare risposte sul campo che alzerebbero la tensione e potrebbero portare a un’escalation. Ma, prima che l’inevitabile possa accadere, sarebbe buona cosa far sapere a Putin che sta forse superando il limite.

Nel 2025 e 2026, le operazioni russe contro Paesi della Nato nella cosiddetta «grey zone», si sono via via intensificate. 

===Violazioni dello spazio aereo che costringono i jet della Nato, anche italiani, ad alzarsi e ad allontanare gli aerei russi, o ad abbattere droni armati. Dall’inizio del 2026, 570 missioni nei Paesi baltici, in Romania e in Polonia, ai confini dell’Ucraina. Sabotaggi a terra, come all’aeroporto di Lipsia (un drone armato), in Estonia, in Lituania. Tutti attacchi cibernetici a infrastrutture, a reti elettriche e telematiche, a cavi sottomarini. Disturbo delle reti Gps. Tentativi di omicidio sventati dai servizi d’intelligence occidentali. Interferenze aggressive nelle campagne elettorali portate avanti da agenti di disinformazione legati a Mosca, con l’obiettivo di sostenere i partiti filorussi europei e delegittimare le politiche della Ue nella Difesa e nel sostegno all’Ucraina.

===Putin vuole vincere la guerra contro l’Europa con strumenti ibridi, senza truppe e carri armati sul terreno, anche vista la pessima conduzione dell’armata russa in Ucraina. Intensifica l’aggressione per mettere sotto pressione e in tensione l’Unione europea, il Regno Unito e la Norvegia, fino a dividerli prima nell’appoggio a Kiev e poi a costringerli a un rapporto favorevole e sottomesso a Mosca.

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