| La condotta militare della Russia nell'invasione dell'Ucraina è stata spesso definita "strana" o anomala dagli analisti geopolitici per via del profondo contrasto tra la dottrina militare teorica e l'effettiva esecuzione sul campo. Nel corso del tempo, il conflitto si è evoluto da un tentativo di guerra lampo a una guerra di logoramento asimmetrica, caratterizzata da scelte strategiche insolite per una superpotenza globale. |
sui giornali europei
L’Italia, l’Unione europea sono in guerra. Formalmente, non l’hanno dichiarata né l’Italia né l’Unione Europea e, stranamente nemmeno la Russia di Putin. E però la guerra la sta semplicemente conducendo la Russia aggredendo un Paese indipendente: l’Ucraina.
Se per fare la pace occorre essere in due, per scatenare un conflitto basta l’aggressore, che costringe l’aggredito a difendersi. Non piace a nessuno ammetterlo, compresi i governi europei, ma senza infingimenti noi cittadini europei dobbiamo riconoscerlo: siamo in guerra, l’ha deciso l’uomo, il dittatore del Cremlino.
Gli attacchi russi ormai sono quasi quotidiani non solo in Ucraina, ma anche in qualche Paese del continente, e non si tratta di errori bensì di scelte decise a Mosca, che punta ad un salto di qualità nelle sue azioni: non più provocazioni ma vere e proprie incursioni.
Stando a certi analisti e alla stampa occidentale Vladimir Putin sta intensificando l’attività per testare fino a che limite può agire prima che la Nato, colpita dalle provocazioni decida di reagire.
I Paesi della Nato non hanno inteso finora cadere nel tranello russo, dare risposte sul campo che alzerebbero la tensione e potrebbero portare a un’escalation. Ma, prima che l’inevitabile possa accadere, sarebbe buona cosa far sapere a Putin che sta forse superando il limite.
Nel 2025 e 2026, le operazioni russe contro Paesi della Nato nella cosiddetta «grey zone», si sono via via intensificate.
===Violazioni dello spazio aereo che costringono i jet della Nato, anche italiani, ad alzarsi e ad allontanare gli aerei russi, o ad abbattere droni armati. Dall’inizio del 2026, 570 missioni nei Paesi baltici, in Romania e in Polonia, ai confini dell’Ucraina. Sabotaggi a terra, come all’aeroporto di Lipsia (un drone armato), in Estonia, in Lituania. Tutti attacchi cibernetici a infrastrutture, a reti elettriche e telematiche, a cavi sottomarini. Disturbo delle reti Gps. Tentativi di omicidio sventati dai servizi d’intelligence occidentali. Interferenze aggressive nelle campagne elettorali portate avanti da agenti di disinformazione legati a Mosca, con l’obiettivo di sostenere i partiti filorussi europei e delegittimare le politiche della Ue nella Difesa e nel sostegno all’Ucraina.
===Putin vuole vincere la guerra contro l’Europa con strumenti ibridi, senza truppe e carri armati sul terreno, anche vista la pessima conduzione dell’armata russa in Ucraina. Intensifica l’aggressione per mettere sotto pressione e in tensione l’Unione europea, il Regno Unito e la Norvegia, fino a dividerli prima nell’appoggio a Kiev e poi a costringerli a un rapporto favorevole e sottomesso a Mosca.
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