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giovedì 25 giugno 2026

Cittadino consapevole (1)

 L’Economia, una scienza sociale

L'Italia è la sesta economia
OCSE e la quarta in Europa,
rappresentando oltre il 13% del
PIL dell'UE

  Tutti i cittadini, che siano lavoratori o pensionati, che vivano con un reddito da lavoro o di pensione, o che gestiscano in proprio una piccola, media o grande azienda sono, nolenti o volenti, chiamati a occuparsi di scelte e problematiche economiche. Fino ad un trentennio/quarantennio fa l’unica economia che coinvolgeva alcuni componenti di una famiglia era quella “domestica”, quella che induceva alcuni componenti su come spendere il reddito, distribuendolo razionalmente tra i diversi bisogni primari da soddisfare: alimentari, abbigliamenti, abitazione, tempo libero … 

  Ai nostri giorni tutti, indipendentemente dall’attività che svolgiamo, siamo coinvolti consapevolmente o meno dalle grandi questioni economiche (andamento macroeconomico del Paese) e dall’andamento della finanza pubblica e privata (inflazione, tariffe etc.).

   Si tratta di un periodo, o di una situazione di breve durata? Ovviamente no! Il processo socio-economico che stiamo vivendo è iniziato da decenni e si è intensificato via via con più incidenza col trascorrere degli anni. Il rapporto tra cittadini e sistema socio-economico nel lungo termine, sopratutto negli ultimi decenni, è qualitativamente di molto mutato. Ciò che in passato interessava una ristretta cerchia di persone, e’ oggi diventata materia di scelta quasi quotidiana e di valutazione per la quasi totalità delle famiglie e pure per i singoli.

  La nostra non è più una società agricola. Dietro l’economia agricola c’era moltissimo auto-consumo. La famiglia contadina venne meno, nella nostra regione, non molti decenni fa; essa produceva sopratutto per soddisfare direttamente i propri bisogni (autoconsumo) e solo il residuo della produzione veniva immesso sul mercato dietro corrispettivo monetario. Quella era un'economia familiare nella quale la moneta, l’andamento dei prezzi e tutto ciò che vi è connesso avevano in definitiva un ruolo marginale. 

  La graduale scomparsa  di quell’agricoltura per l'autoconsumo, la sua progressiva sostituzione con un'agricoltura più moderna e decisamente orientata al mercato costituiscono un processo che ha coinvolto milioni di italiani, soprattutto a partire dal dopoguerra. Nel 1951, ancora il 42,2 per cento della popolazione attiva era assorbito dall'agricoltura, contro circa il 3,6 per cento circa attuale.

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In Italia il settore primario occupa
complessivamente circa 
1 milione
 di lavoratori
. Nello specifico, si
contano 
circa 367.000 coltivatori
diretti
 e circa 1.130.000 aziende
agricole
 attive gestite a livello
familiare o imprenditoriale


Ci proponiamo di introdurre sul Blog facili pagine di “ECONOMIA politica”. Riteniamo che nel terzo millennio tutti dovremmo conoscere gli elementi base di questa disciplina. Oltre che servirci nella vita pratica di ogni giorno, potra’ risultarci utile per giudicare i politici che gestiscono sconsideratamente i denari pubblici e che poi applicano livelli impositivi a carico delle comunità senza saperne cogliere l’incidenza sul tessuto socio-economico che si trovano a gestire.

Quanto sopra contiamo di svolgerlo nella massima semplicità e non ricorrendo né a linguaggio tecnico e ancor meno a quello matematico.

Buona lettura!


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