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lunedì 1 giugno 2026

L’America

  Sfogliare i cognomi dei residenti attuali nella città di New Orleans, negli USA, ed avere la sensazione di imbattersi in tantissimi di essi che risultano coincidenti con quelli che sussistono (o in verità, sussistevano in gran parte, fino agli anni sessanta/settanta del Novecento), con l’anagrafe di Contessa Entellina non suscita meraviglia in chi conosce la Storia degli USA, nelle sue grandi linee, e la Storia specifica di Contessa Entellina dai primi decenni dell’Ottocento ai nostri giorni caratterizzata da continui e ancora oggi inarrestabili flussi migratori non più verso gli USA, ma verso il Nord Europa.

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Perché New Orleans è cara ai contessioti?

Avviamo una serie di pagine per scoprire, pure noi che non siamo mai stati nel Nuovo Continente, ciò che per secoli ha rappresentato l’America e ciò che da qualche tempo inizia a non voler più essere nell’immaginario di noi europei, giusto la recente politica dell’imprevedibile Mr. Trump.

I primi esploratori spagnoli avevano considerato il Nuovo Continente un immenso, ricchissimo, territorio da sfruttare a loro esclusivo beneficio. Essi si impossessarono della California, del Colorado, dell'Arizona, del Nuovo Messico e dopo di loro i portoghesi occuparono il Brasile; tra il Seicento e il Settecento inglesi, olandesi e svedesi si stanziarono lungo la costa orientale.  

Compagnie coloniali munite di patenti governative organizzarono i loro stabilimenti creando centri abitati e basi commerciali. Nel nuovo continente iniziarono ad arrivare gruppi di fuggiaschi per motivi politici e religiosi: gli ugonotti francesi, i protestanti, massacrati prima in patria e poi dagli spagnoli; i «Pilgrim Fathers», padri pellegrini puritani. Tutti raggiunsero la Nuova Inghilterra, ossia quel tratto che oggi comprende il Maine, il Massachusetts, il New Hampshire, Rhode Island, il Vermont, il Connecticut, e furono i capostipiti di quella cultura «yankee» democratica e intransigente che fu l'anima dell'America. Nella Georgia dei Cherokee e dei Creek il primo gruppo di coloni fu costituito da debitori che avevano preferito espatriare anziché scontare la pena in carcere.

Al Nord si formò una popolazione cucché di coltivatori, giacché il clima rigido limitava l'agricoltura e consentiva solo la crescita di cereali. Sulla costa s'impiantarono le più lucrose attività della caccia, della pesca e i primi commerci. La borghesia ancora non esisteva, le scuole erano di la’ da venire, come del resto le industrie.

Al centro e al sud, invece, si andava formando un'aristocrazia agricola con estesi possedimenti in cui lavoravano gli schiavi negri importati; i raccolti di tabacco, indaco, riso, zucchero e più tardi di cotone che permisero il formarsi di grandi patrimoni.

Proprio per l'organizzazione sociale improntata a principi democratici di liberi stanziamenti e di libero commercio, la colonizzazione inglese ebbe maggior fortuna, mentre la Francia, che interveniva nei suoi possessi canadesi con l'imposizione di monopoli, con sistemi feudali di spartizione delle terre, con lo strapotere ecclesiastico, scoraggiava l'emigrazione, e quella popolazione di coatti era troppo scarsa per poter sfruttare il Canada. I pochi trasferiti con la forza si dedicavano alla caccia e al commercio delle pelli e finirono con l'essere assorbiti dalla popolazione locale.

(Segue) 

L’intento di queste pagine è di cogliere le ragioni della emigrazione di massa, a cominciare dall’alba dell’Ottocento, di più migliaia di contessioti in direzione degli USA. Flusso ininterrotto fino all’inizio del Novecento.

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