| Complessivamente si stima che siano più di 15 milioni gli italiani che hanno in tasca una tessera sindacale, includendo anche le sigle autonome. |
Nell'ottobre 1948 nasce la Legil, Libera confederazione generale italiana del lavoro, fondata dalla componente democristiana della Cgil.
Il 1949 è ancora più denso di avvenimenti: la Legil si trasforma in Cisl unendo le sue forze a quelle di repubblicani e socialdemocratici che nel frattempo avevano anch'essi abbandonato la Cgil. Nasce inoltre, da un'altra costola della Cgil, la Uil, formata da una parte dei socialisti e da repubblicani di tendenze laiche. Nel 1949 nasce anche la Cisnal, sindacato legato alle forze di estrema destra nostalgiche del fascismo.
Dietro a tutte queste sigle i rapporti di forza reali, il peso effettivo delle organizzazioni sindacali, sono nettamente a favore della Cgil e, all'interno di essa, della componente comunista. Nel 1950 la Cgil ha quasi cinque milioni di iscritti (oltre il 60 per cento di comunisti), la Cisl circa un milione e mezzo, la Uil circa un milione e la Cisnal ne dichiara 300 mila.
Le divisioni e i contrasti tra le confederazioni caratterizzano tutti gli anni Cinquanta e Sessanta. Solo sul finire di questi ultimi si avvia un processo di progressiva convergenza tra Cgil, Cisl, UIL, sull’onda delle lotte operaie del 1968-69.
(Segue)
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