Avere il senso del tempo
Politica indica l'arte e la pratica
di governare, amministrare una
comunità e risolvere i problemi
collettivi per il bene comune. Il
politicante, invece, è una figura
spregiativa che definisce il politico
di professione il quale antepone
gli interessi personali o di parte
a quelli della collettività.
Che ai nostri giorni viviamo una vita “frettolosa”, frantumata fra più impegni, quasi ad inseguire adempimenti e scadenze ne siamo un poco consapevoli in tanti. E però, quasi per paradosso, in tanti confidano in un rinnovato rapporto, sia col trascendente che con la natura. Esistono sicuramente fasce di popolazione che provano a capire e cogliere il senso del mondo, entro cui indubitabilmente sta il loro futuro. Per capirlo, cogliere quel senso esiste, sarebbe utile, la letteratura, e per alcuni altri l’arte; e però non pare che la società, quella dei nostri giorni in particolare, guidata dai politicanti del terzo millennio, assolva a ciò a cui dovrebbe porre attenzione. È, infatti, più facile per i tanti politici distogliere l’attenzione della gente con le distrazioni dalla realtà che assolvere al ruolo prioritario della politica. La politica diretta alla distrazione della gente consegue molto più successo rispetto a quella mirata alla crescita socio-umana, ed in ogni caso, parte significativa della società rimane sempre e comunque segnata dal miraggio.
Un amico sottolinea che la politica che sia progressista o conservatrice raramente risulta leggibile alla maggioranza della gente. E’ vero! Se lo fosse capiremmo meglio chi siamo e che cosa dovremmo fare. Ed infatti non sapendo cosa fare deleghiamo tutta la parte più rilevante che attiene al domani a chi oggi non sa fare altro che destinare risorse per distrarci.
A cosa dovrebbe servire la politica?
A volere essere pignoli, potremmo dire che esser politico significa esser chiamato a vivere un servizio, nella propria vita, ma per gli altri.
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