| Il drammatico terremoto che ha colpito il nord del Venezuela ha provocato un bilancio devastante e ancora provvisorio di almeno 1.430 morti e decine di migliaia di dispersi. La catastrofe ha avuto inizio la notte del 24 giugno 2026 con due violentissime scosse principali di magnitudo 7.2 e 7.5, le più gravi registrate nel Paese da oltre un secolo. |
Tra la popolazione, cresce la rabbia per le difficoltà organizzative dello Stato. Fin dai primi attimi dopo le scosse, decine di migliaia di venezuelani si sono mobilitati per aiutare ad estrarre le persone intrappolate o per trasportare i rifornimenti, ma in alcune zone di Caracas, l’aiuto dei volontari presso gli edifici crollati ora viene rifiutato, per permettere il lavoro dei mezzi pesanti, finalmente all’opera.
Qualcosa sta cambiando in Venezuela. Lo dimostra l’approccio delle autorità nei confronti dei giornalisti, soprattutto quelli stranieri. Molti sono arrivati al seguito delle missioni di soccorso nazionali, e questa volta la burocrazia non sembra più volerli fermare.
In Venezuela vivono alcune famiglie contessiote emigrate negli anni sessanta del Novecento. L’augurio è che stiano bene.
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