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domenica 28 giugno 2026

La Jarida di Monreale

 Conoscere i territori

La Jarida è lo strumento principale
utilizzato dagli studiosi—tra cui
le ricerche specifiche sulle 
Divise Battallarii e Divisa
Fantasine—per ricostruire la
viabilità, gli insediamenti rurali
 e le antiche trazzere siciliane.



La Jarida di Monreale (spesso definita anche platea) è uno storico registro catastale e documentale del 1182, redatto sia in arabo che in latino. Contiene l'inventario dei confini e delle terre assegnate dal re normanno Guglielmo II all'abbazia benedettina di Santa Maria Nuova di Monreale. Si tratta del registro ufficiale, di carattere diplomatico e amministrativo, con cui il re Guglielmo II d'Altavilla concesse alla Chiesa di Santa Maria Nuova di Monreale il privilegio di trattenere e amministrare i propri immensi possedimenti terrieri e feudali.

 Il documento è di fondamentale importanza per la ricostruzione storica e geografica della Sicilia medievale, in particolare per l'area dell'Alto Belice, che ovviamente include con parecchi motivi di interesse l’attuale territorio di Contessa Entellina. Elenca dettagliatamente i confini territoriali, i feudi e i casali, inclusi quelli di Entella e Calatamauro; ovviamente quelli di più o meno un millennio fa.

 Il documento è steso  in arabo e in latino, quasi a voler testimoniare il processo di transizione culturale e amministrativo in Sicilia durante il passaggio dalla dominazione araba a quella normanna. Molti dei toponimi attuali del territorio contessioto derivano direttamente da quelli arabi trascritti nella Jarida e permettono agli studiosi di mappare l'antico paesaggio rurale del periodo arabo. Effettivamente la Jarida è una fonte inestimabile per mappare antiche strade e comprendere l'organizzazione del territorio attorno all'antico castello di Calatamauro e alla città-fortezza di Entella durante il periodo delle rivolte islamiche contro l'imperatore Federico II di Svevia.

(Segue)

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