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lunedì 8 giugno 2026

Il bene di vivere bene

 Gli uomini si fanno la guerra

 Farsi la guerra è un adattamento rischioso e costoso, eppure i Trump, i Putin non rinunciano. A riprova, il conflitto si scatena spesso in condizioni di asimmetria di potere, cioè quando uno dei due gruppi si convince, a torto o a ragione, di poter rapidamente prevalere sull’altro (questo accade anche nella storia della guerra moderna). Per Putin l’Ucraina corrispondeva ad un giocattolo dinnanzi casa sua; per Trump l’Iran doveva essere un bau bau e concludere tutto.

 Per quanto ne sappiamo, in fatto di guerra la situazione cambiò completamente dal Neolitico in poi. Fu una transizione epocale: sorse la necessità di difendere stabilmente un territorio coltivato; le società diventarono sedentarie e allo stesso tempo si espansero demograficamente ed ebbero la necessità di colonizzare altre terre, esautorando gli autoctoni. Bisognava difendere i confini (una novità evolutiva), le proprietà, i beni.

  In sintesi, il conflitto fra gruppi fa parte del nostro, di noi umani,  retaggio evolutivo, a causa del «paradosso della bontà», ma come ne fanno parte anche la cooperazione, l’altruismo, il soccorso verso individui in difficoltà, la consolazione dello sconfitto, il rifiuto di scambi iniqui, cioè comportamenti improntati alla solidarietà

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