L’età per andare in pensione torna a salire, ma senza scatti bruschi. Dal 2027 l’aumento sarà graduale: un mese il primo anno, due nel successivo. Un meccanismo già previsto dall’adeguamento alla speranza di vita, ma rimodulato dalla legge di Bilancio.
Vecchiaia: si sale a 67 anni e 3 mesi . Per la pensione di vecchiaia restano fermi i 20 anni di contributi, mentre cambia il requisito anagrafico. Dal 1° gennaio 2027 serviranno 67 anni e un mese; dal 2028 si passerà a 67 anni e tre mesi. La soglia vale sia per chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996 sia per chi è interamente nel sistema contributivo, con la differenza — per questi ultimi — dell’obbligo di maturare un assegno almeno pari all’assegno sociale. Resta inoltre la possibilità di pensionamento con il solo requisito contributivo minimo (cinque anni effettivi) a 71 anni e un mese nel 2027 e a 71 anni e tre mesi nel 2028.
Anticipata: più contributi richiesti. L’aumento riguarda anche la pensione anticipata ordinaria, che resta legata esclusivamente agli anni di contribuzione. Nel 2027 saranno necessari: * 42 anni e 11 mesi per gli uomini * 41 anni e 11 mesi per le donne. Dal 2028 il requisito salirà rispettivamente a 43 anni e un mese e a 42 anni e un mese.
Per i lavoratori interamente contributivi resta inoltre la possibilità di uscita anticipata con requisito misto anagrafico e contributivo: 64 anni e un mese nel 2027, 64 anni e tre mesi nel 2028, con almeno 20 anni di versamenti e un importo minimo della pensione. Il trattamento pensionistico decorre trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti, secondo il meccanismo della cosiddetta «finestra mobile».
Nessun commento:
Posta un commento