| Le zecche sono pericolose perché possono trasmettere infezioni batteriche e virali all'uomo. Il rischio principale non è il morso in sé, ma la possibilità che il parassita veicoli patogeni gravi come la Malattia di Lyme e la TBE (Encefalite da zecca). Cosa fare?: Rimuovila subito: La trasmissione delle malattie avviene generalmente dopo 36-48 ore che la zecca è attaccata. Rimuovila con una pinzetta afferrandola il più vicino possibile alla pelle e tirando verso l'alto con un movimento rotatorio. Disinfettare accuratamente la zona dopo la rimozione. Per le 3-4 settimane successive, osserva l'area della puntura e fai attenzione a sintomi come febbre, mal di testa o ingrossamento dei linfonodi. Se noti un alone rossastro o altri malesseri, contatta il tuo medico. |
Le zecche, che un tempo in molte zone rallentavano drasticamente la propria attività durante i mesi freddi, oggi trovano spesso condizioni favorevoli per una parte più ampia dell'anno. La conseguenza più evidente sarebbe l'allungamento della stagione delle zecche. Allo stesso tempo, il clima più mite favorisce la loro presenza anche in aree montane e collinari dove fino a pochi anni fa erano meno frequenti.
Le zecche non vivono isolate nell'ambiente. Gran parte del loro ciclo vitale è legato agli animali, nel contesto siciliano, i cani, che rappresentano i loro ospiti naturali. I libri indicano inoltre cervi, caprioli, volpi, lepri, roditori e molte altre specie, tutte che contribuiscono inconsapevolmente alla loro diffusione spostandole da un ambiente all'altro.
Le zecche dipendono dal sangue durante tutto il loro sviluppo. Dalle uova nascono minuscole larve dotate di sei zampe che devono trovare un primo ospite da cui nutrirsi. Dopo il pasto si lasciano cadere al suolo, si trasformano in ninfe e ripetono l'operazione. Solo dopo un ulteriore passaggio attraverso un ospite diventano adulte. In ciascuna di queste fasi la zecca può restare attaccata per diversi giorni, dopodiché si lascia cadere tra l'erba e il fogliame per proseguire il proprio sviluppo. Le femmine adulte, dopo essersi nutrite un'ultima volta, depongono migliaia di uova nel terreno e il ciclo ricomincia.
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