A Waterloo Napoleone subisce la sconfitta definitiva.
| 18.06.1815 |
Napoleone e’ rimasto nell’opinione generale sopratutto come lo stratega che agisce per linee interne, e le vittorie per linee interne del 1796-1797 sono rimaste come un modello e una caratteristica del genio del grande capitano. Ma nel 1813, nel 1814, nel 1815 in situazione complessivamente inferiore di forze, tutte e tre le volte ricorse alla manovra per linee interne, e tutte e tre le volte, nel suo insieme, tale strategia da posizione centrale fallì. L’azione per linee interne vale infatti sopratutto quando una branca si ritrae e si dà per vinta abbastanza facilmente, cosicché il vincitore possa subito rivolgersi verso l’altra; occorre insomma che il nemico subisca senza difficoltà l’intimidazione strategica.
Tale fondamentale elemento di successo veniva meno alla fine del grande condottiero. Nel 1796, aveva potuto contare sulla diversa preoccupazione di ciascuno dei due alleati di proteggere la propria base d’operazione, Piemonte e Lombardia. Sconfitti gli Austriaci a Montenotte e a Dego, il generale Beaulieu, loro capo, si era ritirato verso la propria base, rinunciando di fatto a tenere il collegamento con l’alleato piemontese che Napoleone aveva battuto separatamente a Mondovì. Così egli aveva tenuto riunita la propria massa, separando quella avversaria.
Nel 1815 analoga la situazione: anche in questo caso Napoleone aveva di fronte a sé a Waterioo due eserciti alleati, la cui linea di ritirata era divergente e senza un vero comandante supremo. Nel 1796, però, Napoleone era di poco inferiore di forze, ora lo era moltissimo: 128.000 contro 220.000, benché il rapporto qualitativo sembrasse a tutto suo vantaggio (l'inglese Wellington aveva un esercito di mercenari tipo sec. XVIII e il prussiano Blücher un esercito di riservisti, mentre Napoleone aveva il fiore dei suoi veterani).
Napoleone fondò ancora nel 1815 il suo piano sulle diverse basi d'operazione e sulle diverse preoccupazioni degli avversari. Punto’ contro il centro della schieramento nemico e sconfisse i Prussiani a Ligny, come allora gli Austriaci a Montenotte e a Dego, calcolando che gli Inglesi si sarebbero ritirati verso nord e i Prussiani verso est, ciascuno verso la propria base, rinunciando al collegamento con l’alleato. Ma il prussiano Gneisenau non è il vecchio Beaulieu: ordina alle sue truppe di ripiegare verso nord e di stabilire a qualunque costo il collegamento con gli Inglesi, lasciando scoperta la via verso l’Elba e la Prussia.
Così Napoleone, già vincitore nel campo tattico e volto a perseguire la vittoria sugli Inglesi contro Wellington, fu sconfitto, definitivamente, nel campo strategico. Si dice che l'imperatore esclamasse all’apparire del grosso dei Prussiani: «Questi animali hanno imparato!».
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