| Il movimento sindacale in Italia ma di rappresentanza dei lavoratori, storicamente dominato da CGIL, CISL e UIL (noti come i sindacati confederali), tutelato dall'Articolo 39 della Costituzione italiana che sancisce la piena libertà di organizzazione sindacale. Il panorama sindacale italiano si articola attraverso una struttura complessa che unisce radici storiche profonde, grandi organizzazioni confederali e nuove sfide nel mercato del lavoro contemporaneo. |
Il percorso storico dei sindacati italiani riflette, nel bene e nel male e fin dall'inizio, quello dello sviluppo economico del nostro Paese.
Ad esempio, una delle ragioni del ritardo con cui sorsero le organizzazioni sindacali in
Italia è da ricercarsi nel ritardato «decollo» industriale del nostro Paese. L'industria moderna è arrivata in Italia con qualche decennio di ritardo rispetto a Paesi come la Gran Bretagna, la Germania e gli Stati Uniti.
L'economia italiana è stata prevalentemente agricola fino agli inizi del '900 e anche nei decenni successivi, fino agli anni Sessanta, i lavoratori dipendenti dell'industria non hanno rappresentato una figura sociale dominante.
I sindacati in Italia nascono quindi in ritardo e riflettono la debolezza quantitativa della classe operaia.
Le prime organizzazioni sorgono su base territoriale anziché categoriale: ciò deriva probabilmente dal fatto che i primi nuclei dello sviluppo industriale non sono omogeneamente diffusi sul territorio e fra i diversi settori produttivi. Nascono quindi, negli ultimi decenni dell'800, le Camere del lavoro, organizzazioni comunali e provinciali.
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