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domenica 13 dicembre 2020

Alle radici del Cristianesimo

  Dalla Filocalia:

Massimo il Confessore, è stato un monaco e teologo bizantino, venerato santo sia dalle Chiese cattolica e ortodossa che lo ricordano il 13 agosto di ogni anno.

X Tu renderai a ciascuno secondo le opere sue, non significa che Dio retribuisce quelle opere fatte a prescindere dalla retta intenzione.
-Dio retribuisce quelle che sono compiute, con retta intenzione. 
-Il giudizio di Dio non guarda alle cose che si fanno, ma all'intenzione.

X Se vuoi trovare la via che conduce alla vita, cercala e lì la troverai in quella via che dice: Io sono la via, la porta, la verità e la vita. Ma cercala con grande fatica perchè pochi sono quelli che la trovano, e non accada che tu, escluso dai pochi, ti ritrovi fra i molti.
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Stiamo estrapolando già da tre settimane alcune pagina introduttive dal libro di Hans Kung: Dio esiste? 
Nelle prime pagine l'autore trattegia la figura di "Cartesio",  filosofo e matematico francese, fondatore della matematica e della filosofia moderna. Scopo del libro è di usare, applicare -in un certo senso- il metodo scientifico per la ricerca del fondamento della "fede".

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Io penso, dunque sono?: René Descartes

4) La certezza fondamentale della ragione

  Ma come può l'uomo trovare questo fondamento di roccia? Il cammino che Descartes aveva tracciato chiaramente già nel suo Discours - come "assaggio" e scoperta vissuta -nelle sue Meditazioni viene percorso in maniera sistematica - e molto più radicale - sotto il profilo della dimostrazione dell'esistenza di Dio ew dell'essenza dell'anima umana. Quello che nel Discours si presenta come storia del suo spirito, nelle Meditazioni viene rappresentato e, fondamentalmente, sviluppato come la storia dello spirito stesso. E' il cammino audace del dubbio metodico (avanzato in maniera sistematica) e radicale (che giunge alle radici); e perciò universale (chge si estende a tutto). Nei Principi esso viene ripetuto nello stesso ordine.

Tutto ciò su cui si può dubitare
  Come può, quindi, l'uomo raggiungerre un fondamento stabile, irremovibile, in mezzo a tutti i suoi reali e possibili errori? "Già da qualche tempo mi sono accolto che, fin dai miei primi anni, avevo accolto come vere una quantità di false  opinioni, onde ciò che in appresso ho fondato sopra principi così malsicuri, non poteva essere che assai dubbio ed incerto,; di guisa che m'era d'uopo prendere seriamente una volta in vita mia a disfarmi di tutte le opinioni ricevute fino allora, in mia credenza, per cominciare tutto di nuovo dalle fondamenta, se volevo stabilire qualche cosa di fermo e di durevole nelle scienze"
  Ma questa "grandissima impresa", questa "distruzioner (eversio) generale delle sue opinioni" l'uomo, preferisce rimandarla alla sua "età matura".  A tal fine lo stesso Descartes non soltanto si è appartato, ma si è anche fissato delle regole metodiche, e persino alcune regole morali; una "morale par provision", pur in mezzo ad ogni sorta di dubbi, una "morale" molto conformistica, accettata comer "provvisoria", ma che Descartes finisce per dichiarare definitiva. E così ora -impavido, ma avanzando lentamente, per non cadere, come un uomo che cammina nell'oscurità e solo- egli  percorre il cammino pericoloso del dubbio che, come spera e si attende, lo vede condurre non alla disperazione, ma ad una certezza indubitabile.
   Ora l'uomo dubitante constata subito che è possibile dubitare di quasi tutto, "di tutte le cose, e particolarmente delle cose materiali". E per spiegare come tutto sia dubitabile non occorre esaminare ogni cosa in particolare, il che richiederebbe un lavoro infinito: "Poichè la rovina delle fondamenta trascina necessariamente con sé il resto dell'edificio, io attaccherò dapprima i principi sui quali tutte le mie antiche opinioni erano poggiate". 
  E ciò avviene in quattro tappe:
   Prima riflessione: La percezione sensibile è insicura ! Poichè spesso i sensi ci ingannano, non ci si può mai fidare interamente di essi. La certezza del mondo esterno in generale è dubitabile".
   Tuttavia: l'incertezza può riguardare le cose più piccole e più lontane, ma non me, che sono qui seduto, con le mie mani e con tutto il mio corpo ?

   Seconda riflessione: Non è possibile distinguere con sicurezza la veglia dal sonno! In sogno possiamo ripetere le stesse esperienze che facciamo in stato di veglia, e cioè: che io sono qui seduto, con le mie mani e con tutto il mio corpo. Non potrebbe tutto ciò essere soltanto un sogno (allucinazione, fissazione) ? Anche la certezza  della mia esistenza corporea, quindi, è dubitabile.
   Tuttavia: L'incertezza può riguardare tutti questi particolari, ma non la natura dei corpi in generale, la loro estensione, quantità, grandezza, numero, luogo e tempo?  2+3  non fa sempre 5, e i quadrati non hanno sempre quattro lati?

   Terza riflessione: Tutto potrebbe essere illusione ! Se ci inganniamo già tanto, perchè non dovremmo ingannarci ancher a proposito di ciò che ci sembra la cosa più certa ? Anche i concetti e i principi fondamentali più universali della natura sono dubitabili.
   Tuttavia: Una tale incertezza dell'uomo può certamente essere immaginata, ma soltanto se si presuppone che il Dio infinitamente buono abbia creato l'uomo in una così radicale assurdità. Il che però è in contrasto con la bontà di Dio.

   Quarta riflessione: Al posto di Dio potrebbe esserci uno spirito che ci spinge all'errore! Non si potrebbe "per un istante supporre che vi sia, non già un vero Dio, che è fonte sovrana di verità, ma un certo cattivo genio (genius malignus), non meno astuto e ingannatore che possente, che abbia impiegato  tutta la sua industria  a ingannarmi"? Tutto, allora, al di fuori di me e in me non sarebbe "niente altro che il gioco ingannatore di sogni".

   Descartes, che certamente rifiuta il Dio arbitrario del nominalismo, non esita a mettere radicalmente in dubbio, sia pure soltanto "per supposizione", metodicamente, la verità del creatore. In tal modo il dubbio universale e radicale ha raggiunto e colpito le radici di ogni certezza di Dio quale fondamento ultimo di ogni autocertezza ! Come si può ora evitare la disperazione di fronte ad un simile dubbio radicale? Questo metodo non porta per lo meno allo scetticismo più completo?

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Alle radici del Cristianesimo sta l'Ebraismo.

Alcune riflessioni e dati di fatto

4) Yahweh, un Dio potente e creatore, è -secondo la Bibbia- legato da patti e da impegni ad Israele, il popolo ebraico. E' un Dio che sa usare la mano pesante nei confronti delle colpe dei popoli e che nello stesso tempo è sollecito e generoso nel soccorrere i giusti e coloro che si ravvedono.
   Stando alla Bibbia Egli è l'unico Dio, nel senso che è l'unico a cui Israele deve tributare il culto, diversamente da quanto capita agli altri popoli che possiedono più divinità, una per ciascun evento della vita. Peraltro,  Yahweh pur essendo rappresentato come il Dio di Israele nello stesso tempo è raffigurato in un contesto molto più ampio che investe l'intera umanità e addirittura appare come un arbitro, l'arbitro esclusivo, delle vicende dell'universo.

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