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lunedì 21 dicembre 2020

Contessa Entellina. Dobbiamo accettare l'accellerato decremento demografico?

 Da ogni angolo del pianeta statisti, multinazionali, studiosi, religiosi, università e giornali osservano con interesse il procedere -e nello stesso tempo i movimenti di regressione- dell'Europa nei confronti della lunga marcia d'avvicinamento verso l'unità. non solamente economica ma anche politica. Tutti cogliamo progressi e nello stesso tempo scorgiamo sconvolgimenti che via via alterano la fisionomia del vecchio continente. 

Ciò che va accadendo e che molti purtroppo non colgono o colgono con ritardo è che la società europea cambia sia nelle strutture demografiche che in quelle economiche; e sta cambiando soprattutto nella sua identità culturale. Questi cambiamenti sono comunque e prioritariamente conseguenza delle svolte epocali del sistema economico dell'Occidente. 

Le strutture economico-sociali-politiche sono pure cambiate in quello che un tempo era il secondo mondo (l'est europeo) dove però il cambiamernto sta avvenendo in direzione del riappropriamento di ciò che il comunismo si era proposto di eliminare con la forza (religione, individualità, vita comunitaria). 

Sono cambiate -ancora- le strutture socio-economiche di quello che era il terzo mondo (Africa, Asia, Sud America) e accorgersi non è affatto difficile: la Cina tallona da vicinissimo il primato sul campo economico degli Usa, l'Africa è da parte sua sconvolta da lotte intestine sia politiche che religiose e dalla fuga continua di masse di diseredati. Risulta comunque tramontato in Africa il tradizionale assetto tribale.

Molti a Contessa E. pensiamo che ciò che capita oltre l'orizzonte della contrada Cascia non ci riguarda, non ci sfiora e sono comunque affari che non tocca a noi occuparcene. Molti pensano che i problemi locali, per esempio, le strade di collegamento intransitabili che dovrebbero portarci sulla scorrimento veloce Palermo-Sciacca, la Provinciale per Campofiorito, le strade per condurci in tante delle contrade agricole del nostro territorio, dipendono solamente dalla buona o cattiva volontà delle persone a cui per più ragioni (parentela, amicizia, conoscenza e legami vari, o piccoli favoricchi) è stato dato il voto nell'urna elettorale, o pensano che competono solamente agli amministratori locali, dimenticando che gli investimenti infrastrutturali (quindi, anche della viabilità) si localizzano -quasi spontaneamente- lì dove esiste un vero, vivace, tessuto produttivo. Dove queste condizioni non esistono, e noi ci troviamo in queste condizioni,  assistiamo, purtroppo sterilmente, alle lamentele su facebook (e magari sul Blog).  Quindi? bisogna impegnarsi in politica; quella vera che conosce i fili che legano la società (cultura, strutture sociali ed economiche) e soprattutto bisogna saper leggere il diritto, quello che giornalmente sforna la Gazzetta Ufficiale.

C'è da dire -anche- che i grandi scenari socio-economici, politici e culturali riversano conseguenze ovunque, a volte contemporaneamente e a volte a modo di onde marine che si propagano via via fino a raggiungere -con lunghissimi ritardi- i pochi residenti nei paesini e nei borghi agricoli. Dovremmo allora metterci il cuore in pace e continuare ad assistere al deflusso demografico dei piccoli centri ? di Contessa Entellina ?

Noi diciamo di no. Ma non è sufficiente non essere sfiduciati. Bisogna anche essere cittadini !

Cosa significa essere cittadini ? Essere consapevoli di essere titolari di diritti civili, di quelli sociali e di quelli politici. Essere convinti che ogni diritto che viene presentato come "favore", "segno di amicizia", "attestasto di appartenenza ad un gruppo piuttosto che ad un altro" significa assecondare sistemi di "disconoscimento di cittadinanza".

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Quanto abbiamo trattegiato sopra sintetizza in linea di massima, con tanti altri filoni, il programma che ci proponiamo di affrontare in termini politici-socio-culturali ed economici nel corso del 2021, se Dio vorrà.  Proveremo inoltre a cambiare nel corso dell'anno la veste grafica del Blog.

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