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domenica 13 dicembre 2020

L'Uomo. Dalle caverne a ... (1)

 Virus, Comid-19, Pandemia ... e molto altro

Siamo da mesi condizionati da termini medico-scientifici che illuminano su ciò che accade, da coloro che possiedono una preparazione medico-scientifica. La gran parte della popolazione mondiale segue, prova a farsi una idea, si affida alle autorità pubbliche e prova ad ascoltare ciò che gli esperti trasmettono attraverso i media.

Alcuni sostengono che da alcuni decenni la società in maniera impercepibile ma avvertibile da chi è attento va abbandonando la cultura umanistica e fa facendo propria la visione tecnico-scientifica.

La tecnica ormai ha contaminato irreversibilmente lo stesso concetto di "u-m-a-n-i-t-à". L'umanità che la cultura occidentale ci ha trasmesso è fondata sull'autoreferenzialità del singolo, della comunità, della nazione e contemporaneamente sul dialogo con l'alterità. La tecnica, figlia della Scienza, secondo taluni ai nostri giorni non supplisce più alle manchevolezze o alle insufficienze dell'uomo. Essa penetra all'interno dell'essere umano e gli detta e predice nuovi e diversi "predicati generali". Una circostanza questa tendenza che procede da alcuni decenni che è apprezzatissima in un'ottica "economicistica" che però prova a spogliare l'uomo, l'umanità, dei parametri dell'umanesimo.

L'uomo va assumendo, in buona sostanza,  una natura ibrida, puntando verso una definitiva eccentricità e nel contempo ad assumere un diverso, sconosciuto ad oggi, comportamento.

Per chiudere questa nuova iniziale pagina: la "tecnica" non è più una stampella dell'uomo; già oggi essa è il volano di profondissime trasformazioni di cui l'uomo non è più padrone.

Le conseguenze non sono prevedibili. Fino a qualche tempo fa l'uomo costituiva modello e fine per qualsiasi realtà planetaria. Oggi si comincia ad immaginare e perseguire qualcosa di ibrido: le macchine che fanno e decidono al posto nostro.

La tecnologia non è più avvertita come macchina, strumento freddo. La tecnica è adesso una sorta di desinenza declinativa di soluzioni, si parla di antropopoiesi divergente da modelli coniugabili con il mondo.

L'interrogativo: in che direzione saranno utilizzati i nuovi codici e le potenzialità della tecnica ?

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