| Per il caldo estremo si muore. Quando la temperatura interna supera i 40-41 °C, il corpo non riesce più a raffreddarsi. Questo provoca il collasso degli organi vitali, gravi danni al cervello e problemi al cuore. Le categorie più a rischio sono gli anziani, i malati e chi lavora all'aperto. |
Per il caldo si parla di ondate e sembra che non piova più, ci sono solo nubifragi e grandinate. L’afa opprimente dicono alcuni che ci sia sempre stata, ma a dirlo sono tutti coloro che negano i danni del cambiamento climatico. In verità, la sensazione è che viviamo l’esasperazione dei fenomeni estremi e l’allarme lo lanciano più scienziati.
Stiamo assistendo all’ennesima occasione per dividere il mondo tra chi può vivere temperature accettabili (luoghi di vacanza, aria condizionata, giardini e case confortevoli) e chi invece è costretto a lavorare sotto il sole cocente o soffre in aree tormentate dalla siccità o è talmente povero che non può permettersi di combattere l’afa e tutto quello che ne consegue.
Le statistiche sui morti sul lavoro dicono che sono ormai stabilmente un centinaio al mese, nel clamore degli annunci e nella povertà dei fatti: le ispezioni all’Inail diminuiscono perché gli ispettori sono sempre meno.
Le vittime del caldo non si sa, peraltro, bene neanche in quale statistica contarle.
Come difendersi dal caldo estremo
- Bere molta acqua e mangiare frutta fresca.
- Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata.
- Restare in luoghi freschi o con aria condizionata.
- Non fare sforzi fisici intensi sotto il sole.
- Controllare spesso le persone anziane o fragili.
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