StatCounter

martedì 11 agosto 2026

Aree interne dell’Isola (2)

Contessa Entellina,
a partire dal 1870 circa,
è diventato un paese
di forte emigrazione
.
Molti abitanti sono
partiti verso gli Stati
Uniti (specie New
Orleans), la Germania,
la Svizzera e il Nord
 Italia a causa della
carenza di opportunità 
lavorative.
New Orleans accoglie
una grande comunità
 di originari contessioti.
Altri flussi si dirigono
in Europa centrale
 (Germania e Svizzera)
 e nelle regioni del Nord
Italia.
Il calo demografico
continua nel tempo,
segnato anche dagli
eventi sismici 1968
e dalle difficoltà
economiche locali.
E più recentemente
dall’assenza assoluta
della “politica”, ossia
quell'insieme delle
attività, delle modalità
di governo e delle
decisioni che riguardano
la gestione pubblica e
la direzione di una
comunità.





 Contessa Entellina, e non solo

Aree interne, addio: come ripopolarle

Consentendolo la politica, ci pensa il non profit.


«Secondo i dati completi aggiornati al 2024 nei comuni delle aree interne risiede il 22,6% della popolazione italiana - spiega Antonella Bianchino, dirigente dell’Ufficio territoriale Area Sud di Istat - mentre il 9 per cento abita nei comuni periferici e ultraperiferici. Oltre il 36% della popolazione del Mezzogiorno vive in aree interne, al Nord la percentuale è inferiore al 15 per cento. Risiedere in un’area lontana dai servizi essenziali comporta inevitabilmente una condizione di marginalità economica e sociale che ha contribuito in modo significativo al declino demografico di queste aree negli ultimi settant’anni». 

Dal 1951 un comune su quattro delle aree interne perde sistematicamente popolazione. Fra questi rientra (purtroppo a ritmi accelerati) la nostra Contessa Entellina. 

Nei primi dieci anni del nuovo secolo c’è stata un’inversione di tendenza, ma poi il calo ha ricominciato a essere marcato.

 «Guardando alla dinamica della popolazione rispetto all’anno precedente - prosegue Bianchino - a fronte di una popolazione nazionale sostanzialmente stabile rispetto al 2023, i dati evidenziano in queste aree una flessione di 24.710 unità». Una diminuzione dettata in parte dal saldo naturale, in parte dalle migrazioni interne e solo parzialmente compensata dalle migrazioni dall’estero. 

Lo spopolamento delle aree interne ha un duplice effetto negativo: da una parte impoverisce gli ecosistemi e il patrimonio territoriale, dall’altra riduce la sicurezza e la qualità della vita delle persone che continuano a viverli.

Vivere nelle aree interne della Sicilia, come ci capita nel Corleonese, offre sicuramente un contesto naturale e umano autentico ma si scontra con una viabilità secondaria e provinciale gravemente dissestata, trascurata e con politici che probabilmente non ne fanno uso. Le buche, le frane non riparate che permangono per mesi, anni ed oltre e l'isolamento logistico che complicano la vita quotidiana, i soccorsi sanitari e il lavoro agricolo e quello pendolare. E ovviamente non bastano le sterili feste paesane per far dimenticare il disagevole vivere i servizi amministrativi e sanitari dislocati nei centri maggiori: Corleone o Sciacca.


(Segue)

Nessun commento:

Posta un commento