Il cielo sopra Hiroshima
Il primo attacco nucleare della storia: sul finire della Seconda Guerra mondiale, il 6 agosto 1945, il bombardiere statunitense Enola Gay sganciò sulla città giapponese di Hiroshima la bomba atomica Little Boy. Tre giorni dopo fu sganciata su Nagasaki l’atomica Fat Man. Le esplosioni causarono in totale oltre 220 mila vittime dirette.
Il professor Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica nel 2021 per i suoi studi sui sistemi complessi ha spiegato sui giornali: «Ci sono due tipi di armi nucleari: le strategiche e le altre. Le nucleari strategiche possono andare dagli Stati Uniti alla Russia e viceversa. Per la loro riduzione c’è stato il trattato Start. Ci sono poi i missili a raggio intermedio (più di 500 km). Un missile a raggio intermedio, installato, per esempio, in Ucraina, può raggiungere Mosca in pochi minuti, il che rende l’intera situazione instabile. Nel 1987 era stato firmato il trattato INF per l’eliminazione di tutti i missili a medio raggio. Lo Start non è stato rinnovato e l’INF è stato denunciato. Non stiamo più in un mondo bilaterale, bisogna passare a un mondo multilaterale con l’ingresso della Cina tra le potenze atomiche. Si sta muovendo verso un’espansione dell’armamento nucleare. Le cose potrebbero peggiorare velocemente in una maniera imprevista».
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