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giovedì 20 agosto 2026

Il bene comune?

Il bene comune indica l'insieme
di quelle condizioni di vita sociale
che permettono a tutti i singoli
cittadini, alle famiglie e ai gruppi
di raggiungere la propria pienezza.
Tuttavia, 
il concetto
cambia molto a seconda della
visione filosofica, politica ed
economica di riferimento,
generando interpretazioni
e tensioni divergenti tra loro
.


 Politica, e non solo.

Sfogliando giornali e libri di decenni passati si ha la sensazione che parole un tempo forti, autorevoli, addirittura normative (verità, ordine, patria, giustizia, disciplina, solidarietà, educazione, regola, senso ….) siano ai nostri giorni parole vuote. Evocarle da l’impressione di evocare fantasmi, persone all’antica o come si dice adesso “politicamente scorrette”.

Rinviamo ad altra occasione l’avvenuto smagliamento delle organizzazioni partitiche e politiche dei nostri giorni, e’ certo però che la rete dei rapporti umani da più tempo -si coglie- si va smagliando, i legami civici languono, le scuole culturali diffuse sui territori, se ancora esistono, sono aperte ai minimalismi, ai pensieri deboli.

Tratteggiando il mondo di periferia, se si agisce per la collettività, ci si accorge presto che la rete dei rapporti umani si smaglia, i legami culturali e sociali languono e i grandi ideali lasciano spazio solamente ai minimalismi, alle costruzioni deboli. E sapevamo che la politica deve, dovrebbe tendere a interpretare interessi di carattere generale, ma per quanto essa si adoperi (con figure non sempre opportune), stenta a chiarirne e a difenderne il senso  alto ed intero nel quale la gran parte della società possa riconoscersi, non solo come cittadini, ma anche come persone.

Così, quando vien meno il consenso interiore a ciò che lasciamo fare, il nostro tempo pur ricco di tantissime cose da fare, finisce per apparirci privo di significato, cioè di valore.

(Segue)

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