| Nel saggio del 2026 del politologo Giovanni Orsina, Controrivoluzione. Una storia politica del nostro tempo, il fenomeno del populismo contemporaneo viene letto proprio come una controrivoluzione. La "Rivoluzione" globale: Un processo iniziato negli anni '70 che ha cercato di ridurre lo spazio della politica a favore dell'economia, del diritto globale e di una nuova morale fortemente individualista. La reazione populista: Una ribellione delle masse contro le élite, nata dalla rabbia e dalla delusione verso un sistema globale che ha finito per dimenticare i bisogni quotidiani dei cittadini. |
Giovanni Orsina, ordinario di Storia contemporanea e direttore del dipartimento di Scienze politiche della Luiss ha mandato in libreria un saggio: “Controrivoluzione”. Una «storia politica del nostro tempo» che inquadra i movimenti di idee nell’ultimo secolo, e però non rassicurante in quanto all’idea di futuro non da’ nulla di rassicurante. Il punto chiave del libro e’ l‘interrogativo: Com'è potuto finire, un mondo che sembrava destinato a sempre maggiori conquiste (civili, politiche, economiche, etiche) in mano in gran parte ai populisti di destra e di sinistra?
Preoccupato sul futuro, egli dice: “Sul futuro non ho una risposta. Nel libro scrivo che dobbiamo rallentare i processi trasformativi di questo mondo, cercare di mantenere l’ordine liberale, al quale sono piuttosto affezionato, ma eliminando questa spinta utopica. Accettando la realtà che i diritti possano anche non espandersi all’infinito, e proprio per salvaguardare la libertà».
Per Orsina la politica è anche costruzione di un’identità collettiva, visione del futuro. E una visione collettiva del futuro non può essere ridotta soltanto alla moltiplicazione dei diritti individuali. L’obiettivo dell’autorealizzazione non viene più raggiunto con la politica, ma attraverso la sfera giuridica, con una nuova moralità ugualitaria e universalista, il cosiddetto politicamente corretto, e con l’espansione del mercato.
È quello tratteggiato un ordine liberale radicalizzato, che crede di avere raggiunto un sistema perfetto, destinato prima o dopo a espandersi in tutto il mondo. Alla fine degli anni ’90 entrano in scena Clinton e Blair, col loro ottimismo e moralismo. Nel 1999 il giornalista Thomas Friedman ebbe a scrivere “The Lexus and Olive Tree”, e introdusse il concetto di “globalution”, variante politica della globalizzazione economica. Arriva a dire che "in Cina arriverà la libertà di stampa".
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