L’Economia, una scienza sociale
Con una narrazione lungo il tempo storico stiamo seguendo una percorso evolutivo per arrivare all’invenzione della moneta cartacea, ossia al facilatore dello scambio commerciale, e quindi dello sviluppo socio-economico accelerato dei nostri tempi.
| La moneta metallica nasce in Asia Minore (Lidia) nel VII secolo a.C. e arriva subito dopo in Europa grazie alle colonie greche, che iniziano a coniare i primi pezzi in argento e bronzo per facilitare i commerci nel mar Egeo e in Magna Grecia. I Romani: Inizialmente usano pezzi di bronzo non lavorato pesati sulla bilancia (aes rude), poi creano il denario d'argento nel III secolo a.C. |
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Nell'antica Irlanda una schiava valeva 3 mucche e uno schiavo 7 schiave. Ovunque il bene più diffuso per il baratto fu il bestiame, col quale si pagava qualsiasi cosa: il testo sacro dell'Avesta stabilì i compensi del medico che, a seconda della cura, andavano da un semplice pezzo di carne a un'asina da latte, o un bue, o 4 cavalli.
Ma onestà voleva che la parcella in natura fosse saldata solo se il paziente era guarito. Col bestiame si pagavano tasse e ammende che a Roma, per i diversi reati, potevano essere di due montoni o di 30 buoi. Anche gli atleti vincitori delle gare ricevevano in premio capi di bestiame.
Greggi e armenti servivano a tutti, e in epoche in cui il libero pascolo abbondava, mantenerli costava quasi niente, per questo motivo ebbero largo impiego negli scambi tanto che, successivamente, nelle varie lingue la parola che indica il denaro prese la stessa radice della parola usata per il bestiame: in sanscrito «roupan significava gregge e rupia si chiamò la moneta. In latino, da «pecus», gregge, venne una serie di parole: pecunia, denaro; peculium, piccola somma data dal padre in amministrazione al figlio; il peculato, ossia il furto di armenti, è la parola poi passata a definire il reato del pubblico ufficiale che si appropria del denaro a lui affidato. La stessa parola «capitale» viene dai capi di bestiame che costituivano un investimento.
Il pagamento in bestiame fini per rivelarsi scomodissimo: era mal divisibile per i piccoli acquisti, occupava troppo spazio nelle navi mercantili e un'epidemia poteva distruggere quanto si era appena guadagnato. Quando si diffusero i metalli, essi divennero la nuova moneta: si trasportavano più facilmente, non si alteravano, erano necessari a tutti, avevano un valore stabile a seconda del peso ed erano divisibili anche in piccole quantità.
Circolavano a mattoni, a blocchi, in verghe, in polvere, sotto forma di vanghe, coltelli, foggiati ad anelli e bracciali; per i grossi affari si cedevano addirittura miniere.
(Segue)
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