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lunedì 3 agosto 2026

Flash di Storia

 L'italia dopo il 1816

 In tutti gli Stati italiani il ritorno sul trono degli antichi sovrani porta alla liquidazione di gran parte dell'eredità bonapartista. Ritornano in vigore gli antichi ordinamenti prerivoluzionari e, in diversi Stati, la classe dirigente napoleonica è sostituita almeno in parte, dai legittimisti. 

 Grazie all'opera di alcuni ministri illuminati, come il cardinale Ercole Consalvi a Roma, Luigi de' Medici a Napoli, Vittorio Fossombroni in Toscana, il generale Adam Neipperg a Parma, la reazione non assume ovunque quel volto poliziesco che era nei voti della cultura più intransigente della restaurazione e riesce talvolta a ritrovare una continuità con il riformismo settecentesco. Ma censura, repressione, restaurazione di antichi privilegi diffondono un profondo malcontento negli ambienti liberali; nostalgici dell'età napoleonica, costituzionalisti, rivoluzionari "giacobini" e "comunisti" buonarrotiani si organizzano in società segrete. 

 Una grave crisi economica, provocata dalla carestia che investe tutta l'Europa, fa sentire le sue conseguenze in diverse parti d'Italia, suscitando manifestazioni di malcontento popolare prontamente represse dalle autorità.

 

La Repubblica Italiana, nata
nel
1946, fu voluta soprattutto 
dal popolo italiano tramite
il referendum istituzionale
 
e sostenuta con forza dai 
principali partiti antifascisti
di massa. 
Il 2 e 3 giugno
1946 i cittadini scelsero la
Repubblica con 12.718.641
voti (54,3%) contro i 10.718.502
della monarchia. 
Per la prima
volta in una consultazione
politica nazionale, il voto fu
esteso alle donne, le quali
rappresentarono la maggioranza
assoluta dei votanti (circa
13 milioni su 25 totali).

I partiti del Comitato di
Liberazione Nazionale
guidarono la transizione:
La Democrazia Cristiana
guidata
 da Alcide De Gasperi
  il 
Partito Socialista di Pietro
Nenni e il 
Partito Comunista
di Palmiro Togliatti.



…….  L'italia dei nostri giorni

Il referendum del 2 giugno 1946 segna la nascita della Repubblica Italiana. La Costituzione repubblicana promulgata nel 1948 è il primo statuto che l'Italia unita elabora  con metodo democratico. 

Il sistema politico repubblicano è caratterizzato da una successione di governi di breve durata, ma da una forte staticità del quadro politico, dovuta ai condizionamenti imposti dalla collocazione internazionale del nostro paese e alla relativa immobilità dei comportamenti elettorali, legata anche alla solidità del radicamento sociale dei maggiori partiti di massa. 

In campo sociale ed economico è la fase di più profonda e rapida trasformazione in tutta la storia nazionale.


Nell’arco di circa quattro decenni il primato nell'occupazione passa dall'agricoltura all’industria e poi dall'industria al terziario. 

L'obbligo scolastico viene ampiamente attuato, e si impone una cultura di massa relativamente omogenea in una società fino allora fortemente differenziata culturalmente per ceti e per regioni. 

Ciò favorisce anche lo sviluppo di moderne forme di consumo.


Dagli anni sessanta, ed anche da prima, del Novecento l’emigrazione dalle regioni meridionali  e nordorientali si indirizza verso i paesi nordeuropei e continua a redistribuire la popolazione pure all’interno del territorio nazionale


Dagli anni Ottanta si assiste per la prima volta a un afflusso di immigranti  mediorientali e africani, che continua tuttora sotto più forme. 

Ma avremo tempo per soffermarci sul tema emigrazione/immigrazione dal momento che noi contessioti sappiamo che ancora oggi, per incompetenza politico/amministrativa di chi dovrebbe guidarli, i giovani meridionali (e non solo meridionali), con titoli di studio o meno, continuano ad emigrare. 

Fra i rimedi che frequentemente i politici meridionali sanno trovare per riuscire popolari all’elettorato c’è lo sperpero di denaro pubblico per serate canore. Ed ovviamente … non convincono nessuno dei nostri emigrati a tornare.

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