StatCounter

giovedì 19 marzo 2026

La Repubblica fondata sul lavoro (3)

Essere cittadini implica 
l'appartenenza di una persona 
a una comunità politica
  
istituzionalizzata, lo Stato, 
comportando un insieme 
inscindibile di diritti e doveri

Questo status non è solo una 
condizione giuridica, ma anche 
una pratica quotidiana che 
definisce il rapporto tra 
l'individuo e la collettività’.


 Il Lavoro e la Repubblica

= = = L’Articolo 1 della Costituzione nell’affermare che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”  intende indicare nel lavoro l’elemento qualificante  e fondamentale della nostra forma di Stato. Il lavoro, e in questo caso non solo quello subordinato (dipendente) è inteso non come fine a se stesso o come semplice mezzo di sostentamento, ma quale mezzo imprescindibile per l’affermazione  della personalità di ciascuno dei cittadini nell’ambito della società e della collaborazione economica.

 Sul lavoro e non più sulla nascita, sul censo o su altri privilegi,  viene così fondata  la dignità del cittadino.

= = = L’articolo 4 della Costituzione, in ragione di quanto sopra evidenziato, dichiara che il lavoro è un diritto-dovere di ogni cittadino e impone allo Stato il compito di rendere effettivo e operante questo principio. Si tratta, come i giuristi sottolineano, di una norma-programmatica, cioè di una norma che non viene applicata automaticamente e il cui destinatario non è il singolo cittadino, ma la politica (il legislatore) che attraverso la legislazione deve puntare ad applicare il principio costituzionale. Su questa base si muove, o dovrebbero muoversi gli interventi e i controlli istituzionali in materia di collocamento al lavoro, di lotta alla disoccupazione, di incentivazione al collocamento giovanile.

= = = L’Articolo 35 della Costituzione, afferma la volontà della Repubblica di tutelare il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni, di curare la formazione dei lavoratori e di appoggiare le organizzazioni internazionali e nazionali volte a questo scopo. Lo Stato repubblicano si preoccupa pure del fenomeno migratorio. Al livello internazionale si occupa dei problemi del lavoro l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) collegata all’Onu. Suo compito è di promuovere sul piano internazionale il miglioramento delle condizioni dei lavoratori, attraverso delle convenzioni  che i singoli Stati, entro un prefissato termine, devono ratificare  in modo che divengano leggi nell’0rdinamento interno.

Avremo modo in prosieguo di più ampiamente riflettere sugli articoli da 36 a 41 e poi sull’art. 46, pure questi rilevanti sulla problematica lavoristica. Problematica che per più tempo intendiamo sviluppare sul blog, perché essere cittadini implica l'appartenenza di una persona a un determinato Stato, configurandosi come un legame giuridico, politico e sociale che comporta un insieme di diritti e doveri. Questa condizione non è solo uno status formale, ma un ruolo attivo che richiede la partecipazione alla vita della comunità e il riconoscimento da parte delle istituzioni.

Essere cittadini significa infatti essere titolari di diritti garantiti dalla Costituzione e dalle leggi. In Italia, tra i principali diritti figurano:

  • =Pari dignità sociale ed eguaglianza davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali (Art. 3 Costituzione).
  • =Libertà personali e civili: libertà di pensiero, stampa, riunione e associazione.
  • =Diritti politici: il diritto di voto e la possibilità di partecipare alla vita pubblica.
  • =Diritti sociali: accesso all'istruzione, assistenza sanitaria e tutele sociali.


Nessun commento:

Posta un commento