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sabato 28 marzo 2026

L’illusione di ingrossare la propria immagine (2)

Farsi un’idea illusoria di  qualcuno 

=Mostrarsi superiori nasconde insicurezza 

 Ciascun essere umano è una realtà complessa che offre nei confronti della società di sé una certa immagine (popolare, prestigiosa etc.) che tende via via a conservare e pure ad accrescere. La realtà di ciascuno è infatti rappresentata da un insieme di realtà. C’è l’individuo con un suo precipuo aspetto fisico, con un proprio quoziente intellettuale, con un certo temperamento (=un certo carattere), con certe reazioni primarie e secondarie. Tutto questo insieme, in maniera compenetrato, da’ forma a quella che viene detta una coscienza. Quell’insieme ora succintamente evocato è qualcuno, e’ un individuo, a cui diamo un nome, per differenziarlo socialmente da altri; altri che tutti (ed ognuno) sono dei soggetti.

Quel nome che viene dato è una sorta di aureola, che taluni definiscono il prestigio personale del soggetto, seppure non è altro che un apprezzamento dell’opinione pubblica.  L’opinione pubblica non è nient’altro che la visione, la valutazione che la società ha del soggetto di cui ci stiamo interessando. L’individuo, grazie all’apprezzamento sociale, si crea sostanzialmente una sua specifica immagine (=visione, opinione), che letta con ottica diversa  possiamo  dire che quell’individuo proietta nella società una sua specifica immagine sull’opinione pubblica. L’individuo, grazie all’immagine che sa proiettare, diventa il personaggio.

Certo, la gran parte della gente non si cura, anzi nemmeno sa di quello che è, e nemmeno di come appare. Eppure, nella società, in questa società -in questa parte di mondo- l’immagine conta (interessa)  più della realtà vera. L’illusione vale più dell’obiettività. E quest’asserzione ci spiega perché in questa parte di mondo vige la corsa all’apparenza (=il gioco di chi è più bravo ad ingannare): fare la migliore impressione!

(segue).

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