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domenica 15 marzo 2026

La Riforma della Giustizia

Voteremo il 22
e 23 marzo sulla
riforma costituzionale
della magistratura.

In caso di Sì,
entreranno in vigore
carriere separate
per giudici e pm,
due CSM distinti
e una nuova Alta
Corte disciplinare;
in caso di No,
resterà l’attuale
sistema.










 Pare che la gente ancora non si senta coinvolta

No, non serve la laurea in giurisprudenza ne’ saper svolgere a chiacchiere il mestiere di politico per assumere una determinazione favorevole o contraria rispetto ai quesiti referendari sulla Giustizia. Sul blog proveremo a riportare argomentazioni di entrambi gli schieramenti, per farci un’idea personale, individuale, in modo che ciascuno recandosi al seggio elettorale abbia una visione ed una consapevolezza sulla problematica.

1) Punto centrale del Referendum è la separazione delle carriere. Attualmente esiste semplicemente la separazione delle funzioni. 

Per meglio capire riportiamo una brevissima cronistoria: Il 1989 e’ l’anno in cui in Italia fu introdotto il processo accusatorio, un modello (un metodo) secondo il quale la prova si forma nel processo, nel contraddittorio delle parti, ossia nel confronto fra accusa e difesa.

In seguito nel 1999, con una delle tante riforme fu introdotto il cosiddetto giusto processo. Fino ad allora, giudici e pubblici ministeri si scambiavano spesso la funzione. Poteva accadere che un presidente della Corte d’Assise da giudice poteva transitare subito (in un diverso procedimento)  procuratore, pubblico accusatore. 

Dal 2005 si comincia a mettere qualche barriera, con i decreti Mastella-Castelli: si può fare il passaggio da giudice a pm e viceversa, ma solo cambiando regione, e con limiti temporali. Ancora dopo arriva  la legge Cartabia, che stabilisce un solo passaggio possibile, con però il cambio del distretto giudiziario.  Ciò e’ avvenuto con la strenua opposizione dell'Associazione magistrati.

Quello rappresentato è il quadro attualmente esistente: è la separazione delle funzioni. Cosa diversa di ciò che col referendum si punta a perseguire, nelle intenzioni dei promotori e’ la separazione delle carriere. L’architettura del processo accusatorio, sostengono, prevede la terzietà tra le due parti - accusa e difesa - davanti a un giudice.

(Segue)
Sul blog proveremo ad esporre contenuti e motivazioni sia del SÌ che del NO.

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