| La democrazia prospera principalmente nei paesi che garantiscono libertà individuali, Stato di diritto, partecipazione attiva dei cittadini e trasparenza istituzionale. |
Il giudizio sull’America di Donald Trump è di quelli che definire impietoso è già apprezzabile. Per la prima volta nella loro Storia gli Stati Uniti non sono più considerati una «democrazia liberale» bensì una «democrazia elettorale» e sono scivolati dal ventesimo al cinquantunesimo posto nella classifica di 179 Paesi. Per raggiungere postazioni così indietro sul versante della tutela dei diritti e della divisione dei poteri, l’ungherese Orbàn ci ha messo quattro anni, gli USA di Trump molto meno.
Trump occupa posizioni più o meno equivalenti a quelli del turco Erdogan, del serbo Vučić, dell’indiano Modi. In testa alla graduatoria stanno Danimarca, Svezia e Norvegia e l’Italia sta al trentasettesimo posto. Il declino nazionale è iniziato dal 2017, accelerato negli ultimi anni. Contribuiscono all’indebolimento dello stato di diritto, l’intolleranza verso la separazione dei poteri e verso la libera stampa.
Nessun commento:
Posta un commento