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martedì 24 marzo 2026

C’era una volta il ceto medio

Ci fa sapere il CENSIS 

C'era una volta, negli anni '70, un ceto medio 

rampante e felice, effetto dell'ascensore sociale, 

che funzionava e moltiplicava le aspettative.

«Sentirsi ceto medio era il segnale della riuscita sociale». 

Ciò che il CENSIS non dice è’ che in quegli anni il Meridione

si svuotò’ delle sue migliori energie, l’emigrazione verso il

Nord Europa raggiunse dimensioni inimmaginabili.

Continua il CENSIS: L’ascensore sociale poi si fermò. 

«Gli italiani si sono adagiati nella loro agiatezza piccolo-borghese». 

È venuto meno persino il desiderio di una vita migliore. 

E la società molecolare adesso vive più di rancori che 

di aspettative, che crede meno al lavoro e allo studio come 

mezzi per emanciparsi dalla propria condizione sociale. 

E il ceto medio, impoverendosi, è diventato una trappola 

identitaria, non una orgogliosa appartenenza. 

===========Il 59° Rapporto Censis descrive un'Italia "bella ma stagnante", caratterizzata da un profondo inverno demografico, deindustrializzazione e un calo del potere d'acquisto delle famiglie (-6% in quindici anni). Il ceto medio è in difficoltà, con disuguaglianze in aumento e una crescente necessità di welfare familiare, spesso sostenuto dai nonni pensionati.

Il Censis evidenzia una tendenza al "tirare a campare", con la ricerca di piccoli piaceri e la necessità di adattarsi a un contesto socio-economico difficile.

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