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sabato 21 marzo 2026

Riflessioni pigliando spunto da S. Maria del Bosco

 

Manuel Portaceli Roig (Valencia, 
1942) è un rinomato architetto
spagnolo e professore universitario, 
celebre per i suoi interventi di 
restauro e riqualificazione che 
mettono in dialogo l'architettura 
storica con il linguaggio
 contemporaneo.
Nella giornata di ieri 
Portaceli ha ricevuto il 
prestigioso 
Piranesi Prix 
de Rome alla carriera
 presso 
la Casa dell’Architettura di 
Roma, dove ha tenuto una 
lectio magistralis sulla sua 
lunga esperienza professionale.













Riceviamo e volentieri pubblichiamo

L’Architettura

Manuel Portaceli Roig,  grande figura della tradizione architettonica spagnola è stato premiato dall’Accademia Adrianea e dall’Ordine degli architetti di Roma con il «Piranesi Prix de Rome», col più importante premio di architettura per chi opera sui contesti storico-archeologici.

A noi interessa cogliere l’aspetto culturale che sta alla base di questo importante premio e più ampiamente sull’arte architettonica che, lo sappiamo tutti, caratterizza gran parte del centro storico palermitano.

La base 

L’Architettura è un’arte utile, ed ha la sua ragion d’essere non tanto nel gesto o nell’opera spettacolare, ma nella capacità di rispondere con intelligenza e sensibilità ai bisogni umani in luoghi concreti. Esiste piu’ di un legame fra architettura, storia e ambiente umano, ancora ai nostri giorni nei quali ci accorgiamo dell’avvenuto indebolimento delle coscienza di ciò che la cultura europea, e più in generale la civiltà europea, hanno realizzato in passato. Stiamo in pratica pensando a certi quartieri di espansione della Palermo dei Lima e Ciancimino e alla distruzione, da questi e altri prima di loro portata avanti nella città.

L’Italia, la Sicilia sono territori della memoria. 

Non si possono costruire rimodernare le città prescindendo dalla memoria storica. Non è questione di nostalgia, perché la memoria ci offre metodi, strumenti di giudizio ed esperienze accumulate per affrontare il presente con lucidità. 

In architettura, il luogo e il territorio non sono uno sfondo: Progettare nel rispetto dei territori e delle tradizioni significa comprendere la logica profonda di un luogo, affinché l’architettura nuova stabilisca un rapporto vero con esso.

Ha ancora senso parlare di classicismo in architettura? 

Classico a Palermo (via Maqueda, via Roma etc.) vuol dire eterno. Se per riconoscerne il valore, e inserirsi consapevolmente in quel fiume che è la storia, sì: ha pienamente senso continuare a parlare di classico. Naturalmente si tratterebbe di assumere che l’architettura appartiene a una continuità culturale. 

In Spagna si aprì un periodo di entusiasmo e di rinnovamento in molti ambiti della vita pubblica e, fra questi, vi fu anche il recupero del patrimonio architettonico. Intervenire su un monumento non è solo un problema archeologico o documentario, ma è, in ultima istanza, un problema di architettura. Questa idea è formulata chiaramente in alcuni testi sul restauro: il monumento “detta” il modo di agire e ogni caso richiede una soluzione specifica.

Ricostruire non può significare semplicemente tornare a edificare superficie costruita. Ricostruire una città, una cittadina, significa ricostruire luoghi d’incontro, di scambio, di memoria; in definitiva, ricostruire l’habitat di cittadini liberi e uguali. L’architettura potrà agire con dignità nella ricostruzione solo se si metterà dalla parte della vita comune, della memoria e della dignità dell’abitante. In simili situazioni si è obbligati a ripensare la casa al di là dei suoi usi standard. Compaiono in simili situazioni un modo di abitare nel quale la vita quotidiana e la creazione si intrecciano. Costruire per un artista non dovrebbe significare assecondare l’eccentricità, bensì comprendere con precisione una forma particolare di vivere e di lavorare. 

«Bisogna saper vedere. Perché progettare non è disegnare forme più o meno ispirate. Progettare significa dare risposta, mediante l’architettura, a esigenze concrete. L’architettura è un’arte utile».

(Segue)

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