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venerdì 27 marzo 2026

La letteratura (24)

Luigi Pirandello

Luigi Pirandello (1867-1936) 
è
una delle figure più influenti
e rivoluzionarie della letteratura
italiana ed europea del
Novecento, capace di traghettare
la narrativa e il teatro dal verismo
ottocentesco a una moderna
concezione relativistica e
psicologica
. Vincitore del Premio
Nobel per la letteratura nel
 1934, ha trasformato la
scrittura in uno strumento
di indagine profonda dell'animo
umano e della crisi d'identità
moderna.



Grazie
 alle collaborazioni su cui potremo contare sulle pagine di Letteratura, su Pirandello ci intratterremo abbastanza a lungo. Si tratterà di pagine di visioni del vivere che Pirandello ha maturato  nell’arco della sua vita, dal 28 giugno 1867 al 10 dicembre 1936. Un tempo entro cui non mancarono sconvolgimenti sociali, scientifici e tecnologici che inevitabilmente incisero nello stile di vita e nel modo di leggere il mondo da parte di uno scrittore ed artista quale Pirandello fu.

Pirandello era nato in una Sicilia prettamente agricola poco dopo l’Unita’ del Paese e già nei primi anni del Novecento riferisce di un mondo avviato ad essere dominato dalla tecnica e dalla meccanica. Egli non apprezza il processo ed il corso della storia che intravede all'orizzonte e comincia nelle sue meditazioni e nelle metafore a parlare di alienazione dell’uomo. Di fatto egli vive criticamente la transizione che vede scorrere nel suo tempo e sempre di fatto, con impegno morale e conoscitivo, manifesta il suo rifiuto.

Le rare occasioni in cui nella sua opera di scrittore si manifesta l’espressione del progresso egli usa una sorta di tonalità divinatoria negativa, a fronte della nostalgia del passato (ritenuto più umano, più integro e più vero).  Nel suo SI GIRA… (1915)  così riporta …quattro generazioni di lumi, quattro, olio, petrolio, gas e luce elettrica, nel giro di vent’anni, eh… eh… sono troppe, sa?  e ci si guasta la vista, e anche la testa; e anche la testa, un poco (….). Tante cose nel buio vedevo con quei lumi la’, che loro forse non vedono più con la lampada elettrica. Pirandello nei suoi romanzi, anche in anni distanti da quel 1915, non riporterà nei suoi romanzi o drammi mai cenno dei nuovi mezzi di comunicazione: telefono, radio ed altro ancora. Farà qualche cenno ai treni ottocenteschi. Tram ed automobili da lui vengono presi di mira, come se egli soffrisse quell’avvento di nuova tecnologia.

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Su Pirandello contiamo di doverci intrattenere per qualche tempo.

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