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martedì 3 marzo 2026

La riforma della Giustizia (3)

Euripide (circa 485-406 
a.C.) 

è stato 
uno dei tre grandi
tragediografi greci dell'età 
classica, noto per il suo 
approccio innovativo, 
razionalistico e introspettivo

Le sue opere smantellano i 
valori tradizionali, ponendo al 
centro la psicologia dei 
personaggi, le loro passioni 
e le angosce interiori, 
rendendolo il più "moderno"
 tra gli autori tragici antichi
.






Prima di entrare nel merito del Referendum

riporteremo riflessioni e ruoli

attesi dal buon funzionamento della Giustizia

=  = = = = =

Quando le leggi siano state scritte, chi è debole e chi è ricco hanno uguale giustizia.

E’ lecito ai più deboli, se sono accusati, rispondere alla pari a chi ha più mezzi: 

il più piccolo vince il più grande, se la giustizia è dalla  sua parte.

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Quella riportata è  una celebre riflessione sulla parità dei cittadini di fronte alla legge,   è tratta dalle 
Supplici (vv. 433-437) di Euripide, noto tragediografo greco del V secolo a.C..
Il Contesto: Il passo è pronunciato da Teseo, re di Atene, in risposta a un araldo tebano che difendeva un modello politico tirannico.
Il Significato: Euripide, attraverso Teseo, esalta i vantaggi della democrazia e delle leggi scritte (nomoi gegrammenoi), che garantiscono uguali diritti sia al povero che al ricco, permettendo al più debole di rispondere alla pari al potente e di prevalere grazie alla giustizia e alla ragione, non alla forza. 
Il concetto di Isonomia: Questo brano è una delle più antiche e chiare affermazioni del principio di isonomia (uguaglianza di fronte alla legge) e dell'uguaglianza dei diritti (isegoria) alla base della democrazia ateniese.

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