Nella geografia degli Atti, Gerusalemme ha una posizione di eccezionale importanza. San Luca si differenzia però da San Marco che attribuisce alla Galilea il ruolo di polo opposto alla Giudea e a Gerusalemme. San Marco nel suo Vangelo aveva costruito uno schema, in cui Gerusalemme rappresenta il luogo dell’ostilità a Gesù e della sua prima predicazione. La Galilea invece era la terra di origine di Gesù e della sua prima predicazione. Per evidenziare la polarità fra Gerusalemme e Galilea, San Marco evita di menzionare la Samaria, a cui invece San Luca e San Giovanni attribuiscono presenza significativa. La Galilea per la sua posizione marginale, al confine con i territori pagani viene privilegiata in quanto ponte verso l’estensione universale: Galilea delle genti, veniva chiamata dai giudei. Ma proprio dalla Galilea arriva Gesù…
San Luca, invece riduce il ruolo della Galilea e concentra la sua attenzione su Gerusalemme (citata 93 volte fra Vangelo e Atti) contro le 13 volte evocata da Matteo, 10 da Marco e 12 da Giovanni.
Nella prima parte degli Atti Gerusalemme costituisce la sede della comunità cristiana nascente, in ossequio ad una precisa disposizione di Gesù, che lo aveva chiesto nell’ultimo incontro con gli apostoli, che restassero a Gerusalemme fino al compimento della promessa del Padre, ossia fino all’invio dello spirito Santo. La comunità di Gerusalemme viene presentata come il modello di ogni chiesa.
In seguito Gerusalemme è il luogo di partenza dell’espansione del Vangelo in tutto il mondo, ma resta anche il punto di riferimento nelle varie fasi di ampliamento della missione. E' infatti possibile notare, a proposito della seconda fase, quella in Giudea e Samaria, che a conclusione della missione in Samaria si ha l'intervento di apostoli venuti da Gerusalemme, i quali alla fine ritornano a Gerusalemme (8,14.25); e successivamente anche Pietro, dopo la conversione di Cornelio a Cesarea, sale a Gerusalemme per render conto della missione in Giudea, che aveva suscitato perplessità (1,1-2). Ma anche la fase successiva ha ancora spesso Gerusalemme in primo piano: a Gerusalemme, come risulta da 12,25, si attuano l'uccisione dell'apostolo Giacomo, l’imprigionamento e la liberazione di Pietro, eventi raccontati nel c. 12. A Gerusalemme si svolge l'importante concilio, che consacra e regola tutta la missione ai pagani, sempre irrilevante per il futuro (c.15). In molte occasioni, dunque, Gerusalemme, in quanto sede dei dodici apostoli, svolge il ruolo di legittimazione di tutta la missione cristiana.
(Segue)
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La religione quale sistema di significati
e di Assoluto.
Scopo del blog e’ di individuare un quadro del fatto religioso in un quadro possibilmente essenziale e ordinato (schematico?). E’ ovvio che qui, sul blog, non si potrà essere né completi né rivelatori di chi sa cosa. Come già preannunciato il solco che si seguirà e’ di natura prettamente sociologico, se si vuole culturale, non certo partigiano di una o l’altra religiosità. E la sociologia più che soluzioni solleva e si pone sempre interrogativi; interrogativi che nascono in ciascun essere umano: da dove veniamo, dove andiamo, chi siamo, perché la vita, perché la gioia di alcuni e la sofferenza di altri?
La “sociologia della religione”, più specificatamente, si propone di cogliere la caratterizzazione di fondo che si trova nell’essenzialità dell’essere, del “fatto religioso”.
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