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martedì 24 marzo 2026

Il Novecento (4)

L’attuale fase storica e politica che vede una sostanziale divaricazione nella visione del mondo nella parte “Occidentale”, fra Usa ed Europa, riteniamo di dover pubblicare per qualche tempo le riflessioni di Eric John Ernest Hobsbawm (Alessandria d'Egitto, 9 giugno 1917  Londra, 1º ottobre 2012). E’ stato uno storico e scrittore britannico, considerato uno dei principali intellettuali del XX secolo, ha dedicato la sua vita agli studi sull'evoluzione del capitalismo industriale, il socialismo e il nazionalismo

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Eric HobsbawmConsiderato uno dei principali intellettuali del XX secolo.

Un secolo diverso

Un mondo diverso. Per tre motivi.

 

Primo... "E tuttavia il mondo alla fine del Secolo breve non può essere paragonato con il mondo ai suoi inizi in termini di computo storico dei "più" e dei "meno".

È infatti un mondo qualitativamente diverso per almeno tre motivi.


In primo luogo, non è più un mondo eurocentrico.

=Il Novecento ha portato al declino e alla caduta dell'Europa, che all'inizio del secolo era ancora il centro indiscusso del potere, della ricchezza, della cultura e della “civiltà occidentale”.

=Gli europei e i loro discendenti si sono ridotti  da forse un terzo dell'umanità a non più di un sesto (..). 

=Le industrie che erano sorte sul suolo europeo sono emigrate altrove. 

=I paesi che un tempo guardavano, al di là degli oceani, all'Europa oggi guardano altrove. (...).


 Proprio lo sforzo di creare una comunità europea unita e sovranazionale e di inventare il senso di un'identità europea che le corrisponda e rimpiazzi le vecchie forme di fedeltà alle nazioni e agli stati sorti nei secoli scorsi dimostra quanto profondo sia il declino del nostro continente. ( ...)»


(Segue)


(E.J. Hobsbawm, Il secolo breve).

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