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lunedì 2 marzo 2026

La nostra presenza nel mondo

Il dibattito geopolitico contemporaneo
identifica principalmente la 
Russia
 (come erede diretta dell'Unione
Sovietica) e la 
Cina (nonostante il
mantenimento della struttura formale
del Partito Comunista) come potenze
ex comuniste che oggi adottano
politiche estere descritte da molti
analisti e critici come "imperialiste" o
neo-imperiali.
La Russia ha intrapreso un percorso
che, specialmente sotto Vladimir Putin,
è stato definito "imperialismo periferico"
 o mirato al ripristino dell'influenza
sovietica. L'invasione su larga scala
dell'Ucraina nel 2022 è vista come un
tentativo di ripristinare il controllo
imperiale sui territori dell'ex URSS.
La Russia utilizza anche attività proxy
privacy (=inferiore, scarsa privacy)
e relazioni diplomatiche/economiche
per estendere la sua influenza in
Africa.





Le giovani generazioni ci interpellano (4)  

Transitiamo su un pianeta dalle mutazioni imprevedibili, inimmaginabili.

= = =Nei decenni trascorsi ci eravamo convinti (vedasi il libro: la fine della Storia e l’ultimo uomo, di Francis Fukuyama) che nel mondo, dopo il crollo ovunque del comunismo, non vi sarebbero stati più alternative alla democrazia (e alla libertà individuale), dal momento che l’unica alternativa di sistema, il comunismo, si era dissolto da sé stesso.

= = = Quel crollo del sistema oppressivo si è, tuttavia, rivitalizzato. La Storia, con la sua ovvia e sempre vitale forza, ci ha consegnato in Russia un regime di estrema destra e non solamente lì. Come a voler dire che un certo mondo voglia sperimentare ruoli e meccanismi, pur sempre antidemocratici, ma da altra sponda. 

= = = Come in fisica si ha a che fare con l’antimateria e in biologia con l’anticorpo, in politica pare che si preferisca transitare da un estremo all’altro, dal breznevismo alla destra estrema putiniana.

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