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domenica 22 marzo 2026

La domenica è fatta per riflettere

 

Saulo Paolo di Tarso, noto
poi come San Paolo, fu un
accanito persecutore dei
primi cristiani, approvando
la morte di santo Stefano e
imprigionando credenti.
Da zelante fariseo
considerava il Cristianesimo
una minaccia, finché una 
visione di Gesù sulla via
di Damasco lo converti’,
trasformandolo nel 
principale apostolo dei
gentili.






Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli” 

Ancora Gerusalemme 

Dal punto di vista compositivo, si nota l'intenzione di Luca di agganciare la figura di Paolo alla fase iniziale di formazione ed espansione della chiesa, quella che parte da Gerusalemme: i primi riferimenti a Paolo, ancora persecutore (7,58; 8,1.3), si intrecciano con la parte finale dell'episodio di Stefano e un po' lo scombinano; e inoltre il consenso di Paolo all'uccisione di Stefano viene collegato con la persecuzione contro Gerusalemme che produrra’ come effetto la dispersione dei cristiani in Giudea e Samaria (8,1).

L'episodio di Damasco (9,1 ss.) viene presentato tra la missione di Filippo in Samaria (c. 8) e quella di Pietro in Giudea (9,32 ss.) e in qualche modo interrompe la sequenza Samaria-Giudea. Gli effetti di incoerenza e di disordine che ne derivano sul piano cronologico e storico risultano proprio per questo tanto più significativi ed espressivi.

Le contraddizioni iniziali di Paolo (persecutore/apostolo) nascono da Gerusalemme e sono le stesse contraddizioni di Gerusalemme, città insieme fedele e infedele, chiusa in se stessa e insieme capace di esprimere forze di espansione universalistica. Le contraddizioni di Gerusalemme sono le contraddizioni dell'umanità. Ma la scelta di Paolo apre uno sbocco alla contraddizione. Si può notare che la duplicità di Gerusalemme si riflette perfino nella duplice denominazione che Luca usa, nel Vangelo e negli Atti: Hierousalèm, che è trascrizione del termine ebraico e Hierosòlyma, che segue la grafia ellenistica. Con la prima denominazione egli intende richiamarsi soprattutto alla città santa, luogo del compimento del disegno di Dio e dell'opera redentrice di Gesù; con la seconda allude alla città profana, ma anche alla città colpevole, che non ha accolto il suo Signore. La distinzione di significato delle due denominazioni risulta più chiara nel Vangelo, ma trapela anche negli Atti: si nota una preferenza per la forma ebraica nei cc. 1-15 e nella parte relativa al soggiorno di Paolo a Gerusalemme (20,16-25,3), mentre il nome greco è usato prevalentemente nei cc. 16-19 e 25-28. 

Si può notare che la duplicità di Gerusalemme si riflette perfino nella duplice denominazione che Luca usa, nel Vangelo e negli Atti: Hierousalèm, che è trascrizione del termine ebraico e Hierosòlyma, che segue la grafia ellenistica. Con la prima denominazione egli intende richiamarsi soprattutto alla città santa, luogo del compimento del disegno di Dio e dell'opera redentrice di Gesù; con la seconda allude alla città profana, ma anche alla città colpevole, che non ha accolto il suo Signore. La distinzione di significato delle due denominazioni risulta più chiara nel Vangelo, ma trapela anche negli Atti: si nota una preferenza per la forma ebraica nei cc. 1-15 e nella parte relativa al soggiorno di Paolo a Gerusalemme (20,16-25,3), mentre il nome greco è usato prevalentemente nei cc. 16-19 e 25-28.


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L’uomo è l’esperienza religiosa

Per quanto ne sappiamo,  l’essere umano sin dalle origini ha collettivamente coltivato l’esperienza religiosa. Sociologi, etnologi ed altri studiosi, compresi gli storici, asseriscono che l’uomo ha sempre coltivato una qualche tradizione religiosa, partendo da quelli che sono ancora oggi i grandi interrogativi sulla vita: perché il mondo? perché la vita? perché la morte?

Su questa pagina settimanale di contenuto riflessivo religioso, aggiungeremo delle riflessioni, pure esse settimanali, a sfondo antropologico, sociologico. Intendiamo riflettere sul fatto religioso in quanto tale: dall’identità religiosa alle diverse tradizioni religiose fino alla visione laica che oggi conquista spazio specialmente nella parte occidentale del pianeta.

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