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venerdì 20 marzo 2026

Il Novecento (1)

Un secolo diverso

 Introduzione. Il promotore e conduttore del blog ritiene che, dal secondo dopoguerra mondiale, siano cambiati molti punti di riferimento culturali, politici e persino valoriali rispetto alla prima metà del Novecento. Dalla vittoria delle potenze democratiche sul nazi-fascismo nella seconda guerra mondiale, si è assistito in prosieguo al crollo dell’altrettanto violento sistema sovietico-comunista per arrivare, ai nostri giorni, a vedere sulla scena mondiale personaggi in auge come Putin, Trump  e tanti altri con le loro rinnovate vocazioni imperiali/autoritarie che pare provengano da un mondo quando l’essere umano era ancora rivestito di bestialità e non conosceva né la Carta dell’Onu né le tante lezioni della Storia impartite all’essere umano negli ultimi quattro/cinque millenni.

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E’ un’espressione che pare
provenga da un mondo 
quando l’essere umano era
ancora rivestito di bestialità 
e non conosceva né la Carta
dell’Onu né le tante lezioni
della Storia impartite all’essere
umano negli ultimi cinque
millenni.

Il concetto di "Guerra alla
Guerra" è anche il titolo di un
famoso libro fotografico di
Ernst Friedrich del 1924, che
denunciava l'orrore del primo
conflitto mondiale


Per fare guerra alla guerra e all’ignoranza,

diffondiamo la Cultura.

 L’unica competizione da ammettere. Con ottica prevalentemente storica ci proponiamo di percorrere la cultura (prevalentemente italiana, ma non solo italiana) del secolo scorso, dall’inizio Novecento fino ai nostri giorni, per tentare di cogliere il perché l’essere umano preferisca competere con le armi e la violenza contro altri esseri umani piuttosto che ricorrendo al pensiero costruttivo e solidaristico puntando con l’ingegno di cui dispone alla crescita sociale, culturale, scientifica e conseguire per questa via la realizzazione complessiva dell’umanità intera.

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Il  Novecento in Europa era iniziato con grandi intenzioni di novità rispetto all’intero processo storico dei tanti secoli passati. Sul blog ci proponiamo riflettere in che misura ci ha provato, nel bene e nel male, e perché in tanti ci siamo accorti che pur avendo esso dato qua e là il meglio e il peggio contemporaneamente, su esso ormai possiamo dire semplicemente che e’ stato un secolo diverso.

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"Fare guerra alla guerra" vuole essere un impegno etico e concreto per promuovere la cultura della pace e della nonviolenza, partendo dalle azioni quotidiane di ciascuno di noi fino all'impegno politico e sociale che tutti siamo chiamati a coltivare non attendendo che a darci la pace siano i Putin o i Trump.


(Segue).

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