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giovedì 5 marzo 2026

La riforma della giustizia (4)

Leonardo Sciascia
La Giustizia è tutela e
realizzazione di tutti i
valori fondamentali dell’uomo, 
è questione di libertà e
democrazia. Le norme
giuridiche si sappia, che
di sicuro sono “diritto”
ma, tuttavia, non è detto
che rappresentino
l’espressione della giustizia
come valore, superiore
 alle mutevoli leggi umane.

Fu proprio Sciascia che si
spese per l’approvazione del
referendum del 1986 sulla
legge sulla responsabilità
civile del magistrato dinanzi
alla distorsione nell’esercizio
del potere giudiziario.
«Quando i giudici godono
il proprio potere invece di
soffrirlo, la società che a
quel potere li ha delegati,
inevitabilmente è
costretta a giudicarli»













Prima di entrare nel merito del Referendum

riporteremo riflessioni e ruoli

attesi dal buon funzionamento della Giustizia

=  = = = = 

Non è pensabile che una riflessione sulla Giustizia possa prescindere da una più ampia riflessione sull’uomo e seguire un percorso disallineato e indipendente da quelli che la società, la cultura, la moralità possono, a loro volta, comportare.

Secondo più esperti del diritto e dei codici esistono nella stratificazione legislativa e nei codici tante norme non opportune, ne’ necessarie ( perché non sempre ciò che è legittimo è anche opportuno e necessario). A leggere certi interventi di magistrati capita cogliere che se e’ vero che siamo tutti uguali davanti alla legge, e’ anche vero che ad un analogo provvedimento della legge non fanno seguito conseguenze identiche.

Fra altre osservazioni in materia di giustizia che qua e là con frequenza capita di cogliere c’è quella di un avvocato che commentando una sentenza, non vi coglie ragione, o meglio non vi trova ne’ scienza ne’ coscienza di aderenza alle norme giuridiche, ma vi ravvisa la Ragione di Stato in relazione, ad esempio, di dover, di fronte ad una figura istituzionale da una parte e all’intelligenza dall’altra, il giudice decidere di seguire la prima perché non si sente di fare diversamente. La spiegazione appare cinica? Si è sempre fatto così, per principio si è spinti a credere chi riveste uno status. Si tratta, in simile evenienza, ovviamente, di assimilazione, o più semplicemente di pigrizia, ha sempre visto fare così.

Perché la Giustizia è vista come organo di punizione?  Una teoria asserisce che si punisce per reprimere, per retribuire il male per il male. Sostiene il ministro Nordio in un libretto datato  anni fa’ che “ se il reato è la negazione del diritto, la pena, che è la negazione della negazione, riequilibra la bilancia della giustizia”.

Un’altra teoria asserisce che si punisce per intimidire i consociati attraverso la cosiddetta pena esemplare. Per la Costituzione repubblicana si punisce invece solamente per fini rieducativi. E purtroppo, in tanti sostengono che il carcere sovraffollato, o comunque in quanto carcere, non ha nulla a che fare con la rieducazione.

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Le riflessioni di questa pagina originano dalla  lettura del Quaderno Leonardo Sciascia n. 9

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