StatCounter

domenica 1 marzo 2026

E adesso ?

L’ayatollah Khamenei è stato ucciso

L’isolamento dell’Iran appare visibile. Una vasta coalizione arabo-sunnita moderata, ha condannato le ritorsioni iraniane ma nessuno ha avuto a che dire sull’attacco iniziale di Stati Uniti e Israele. Stavolta non c’è il rischio che l’attacco esterno stringa la popolazione iraniana attorno al regime. Nelle ultime manifestazioni contro la dittatura islamica si erano levate sempre più spesso le proteste delle piazze, a favore di un intervento «liberatore» dall’esterno.

Cosa succede adesso? Il ruolo dell’Iran è essenziale in quell’area del pianeta;  andrebbe evitato il vuoto di potere, il rischio di un’altra Libia. In Iran non e’ esistita sotto  Khamenei un’opposizione politica organizzata che oggi possa assumere il governo. I pericoli sono tanti, come i dubbi. Del resto, alla vigilia dell’attacco, persino il Pentagono ha fatto trapelare obiezioni sia tecniche che politiche. Sulle analisi inquiete sul «dopo» neessuno ha certezze e il Medio Oriente è una trappola di sorprese.

Per il governo cinese è : «Inaccettabile l'uccisione di un leader di un Paese sovrano e l'incitamento a un cambio di regime». La Cina ha espresso «ferma condanna» per l'uccisione della Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, ribadendo l'appello a una cessazione «immediata» delle operazioni militari in Medio Oriente.

 Il ministero degli Esteri di Pechino ha definito l'uccisione dell'ayatollah una «grave violazione della sovranità e della sicurezza dell'Iran, nonché un attacco agli scopi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite e alle norme fondamentali delle relazioni internazionali». 

Pechino ha quindi espresso la propria ferma opposizione e condanna per quanto avvenuto, chiedendo «un'immediata cessazione delle operazioni militari» nella regione. Pure Putin ha inviato solidarietà e condoglianze ai vertici del potere iraniano.


Nessun commento:

Posta un commento