| Nella Sicilia tra il XVI e il XIX secolo, le "terre" erano centri abitati feudali, spesso feudi baronali o principati, che fungevano da fulcro amministrativo ed economico nel contesto del latifondo. Caratterizzate dalla presenza di un baglio o un castello, queste località divennero nuclei di nuovi insediamenti grazie alla licentia populandi. |
Prima degli arbereshe
Nella Sicilia feudale
Il termine latino casale corrispondente all'arabo rahl o manzil compare nella topografia dell’Isola nell'XI sec., ma è intorno al 1120 che si impone nella terminologia ufficiale latina, ancora in alternanza con vicum, per poi diventare di uso esclusivo verso il 1150, e almeno fino alla fine del XIII sec. designa in Sicilia un villaggio rurale aperto, privo di difese, appartenente al territorio di un castrum (cioè di un abitato fortificato e munito di castello: quello che verrà definito terra nella terminologia ufficiale del regno normanno-svevo).
Il casale è caratterizzato, con rare eccezioni, da un rapporto di dipendenza giuridica, amministrativa e militare, e i suoi abitanti, che generalmente appartengono alle etnie sottomesse (greco-bizantina e musulmana), sono di norma donati insieme al casale stesso e alle relative terre. Riguardo alle dimensioni, il termine casale può indicare realtà molto diverse, estendendosi dal villaggio di una certa grandezza e articolazione, talora anche con edifici di culto (chiesa o moschea) e con strutture produttive (per esempio fornaci di ceramica e vetro) alla semplice azienda agricola a carattere familiare.
Con un processo che intorno al 1350 può dirsi ormai concluso, e i cui caratteri costituiscono uno dei grandi problemi aperti dell'archeologia medievale siciliana, il popolamento rurale per casali tende a rarefarsi, e nel corso del XIV sec. può dirsi completamente scomparso: la popolazione vive ormai tutta raggruppata nelle terrae fortificate, e anche se il termine casale compare ancora in documenti del XIV sec., non corrisponde più ad un abitato, ma ad un tenimentum terrarum o feudo, cioè ad un territorio spopolato.
(Segue)
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