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giovedì 15 ottobre 2026

Il Novecento (3)

L'incidente di Ual Ual 
fu uno scontro armato avvenuto 
il 5 dicembre 1934 presso la località
di Ual Ual (o Walwal), un'area
desertica dell'Ogaden ricca di pozzi
d'acqua posizionata lungo il confine
conteso tra l'Etiopia e la Somalia
Italiana
. L'evento vide contrapposte
le truppe dell'Impero etiopico e un
presidio militare italiano composto in
larga parte da dubat (truppe coloniali
somale). Questo scontro, che provocò
la morte di circa 107 etiopi e 30 soldati
del presidio italiano, fu amplificato a
fini propagandistici dal regime fascista
e divenne il principale 
casus belli formale
per l'aggressione e l'inizio della 
Guerra
d'Etiopia
 nell'ottobre del 1935.





Conoscere il passato per 


non ricadere negli stessi pericoli

*.    *.    *pagine di Storia in breve
Anni venti e trenta

Il 30 ottobre 1922 Benito Mussolina raggiunge la capitale e chiama accanto a sé anche due liberali, due democratici, due popolari, i cattolici e due capi di stato maggiore. E rimanda a casa le camicie nere, che sono entrate a Roma marciando, o a cavallo, qualcuno anche in carrozzella. 

Quando il duce ha in mano il potere, lo esercita con durezza, finiscono le libertà di stampa e di riunione, c'è un tribunale speciale che non concede appelli, ma Mussolini esalta la gente con la conquista dell’Impero, crea l’Opera maternità e infanzia, promuove la «battaglia del grano», si accorda con la Chiesa, fonda le Corporazioni. Poiché soffre il tormento delle culle vuote, tassa i celibi, premia le famiglie numerose ed esprime al federale di Ravenna il suo programma: «O bambini o legnate». Mussolini piace. «Grande attore prima che tribuno, più tribuno che politico, più politico che statista», dice di lui lo storico Gianfranco Bianchi.


In Germania si inneggia: «Heil Hitler». Il cancelliere arriva a guidare il Paese con l'appoggio della gente, odia gli ebrei ma anche gli sport violenti, è gentile con le signore e bacia la mano alla segretaria, è pieno di premure per il suo cane alsaziano, e disprezza e teme gli intellettuali, gli piacciono i film sentimentali e le operette «con gran mostra di gambe», come annota uno stretto collaboratore, l'architetto Albert Speer. Il 1° settembre 1939 ordina l'assalto: e l'Europa trema. Dodici anni, tre mesi e otto giorni durerà la dittatura del «caporale boemo», come lo chiamava Hindenburg.


Gli anni Trenta sono anni difficili per l'Europa. In Italia si è già instaurata la dittatura di Mussolini e in Germania Hitler sale al potere debellando ogni opposizione con metodi spesso brutali. La Russia è dominata dal pugno di ferro di Stalin. L'evento del secolo, a Mosca, è stata una rivoluzione: quella di ottobre. Nel 1917 è caduto l'impero degli zar. Non c'è pietà per nobili, borghesi, ma neanche per migliaia di socialisti rivoluzionari. La dittatura del proletariato di Lenin, e poi di Stalin, passa come un rullo compressore.


Anche gli intelletuali sono in crisi. Alla disordinata, ma fertile Germania di Weimar, si sovrappone quella della croce uncinata.

La Francia è scossa da continue lotte sindacali e politiche. Cosi pure la Spagna, ma due grandi scrittori, Federico García Lorca e Rafael Alberti, danno al loro Paese «la più bella poesia d'Europa». Nell'aprile del 1939 le truppe franchiste entrano in Madrid. Sui muri delle case diroccate si legge ancora, sbiadita, la scritta: «No pasarán», non passeranno. Le guerre cominciano sempre con un riferimento a nomi trascurabili, che sono anche dei pretesti: Sarajevo, ed è l'inizio di quella che ci ostiniamo a chiamare «Grande Guerra»; Ual-Ual, ed è l'avvio della nostra «impresa etiopica»; Danzica, una cittadina sul Baltico, e si incendia tutto il mondo.

Il 1° settembre, lo stesso giorno in cui Hitler attacca la Polonia, la Francia mobilita e, una settimana dopo, il generalissimo Maurice-Gustave Gamelin ordina che scatti la «Manovre Pierrot». È il nome in codice che sta a indicare l'intervento militare francese a sostegno di Varsavia per alleggerire la pressione tedesca sul fronte orientale. Parigi e Londra hanno dichiarato guerra alla Germania. Intanto le truppe polacche, in poche settimane, vengono sbaragliate. Gamelin ordina ai suoi di rintanarsi nei bunker, considerati imprendibili, della linea Maginot. 

Il 10 giugno anche Mussolini, che dice di aver bisogno di alcune migliaia di morti per sedersi al tavolo della pace, prende la grave decisione di entrare in guerra. I francesi si sentono pugnalati alle spalle: solo quattro giorni dopo i nazisti issano la bandiera con la croce uncinata sull'Arco di Trionfo a Parigi.

(Segue)

martedì 22 settembre 2026

Il Novecento, per flash (8)

 Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

*.   *.   *
L'epoca delle catastrofiidentifica la prima grande fase
del "Secolo breve", un periodo
compreso tra il 1914 e il 1945
 
teorizzato dallo storico britannico 
Eric Hobsbawm nel suo celebre
saggio 
Il Secolo breve. Questa
specifica macro-era si apre con lo
scoppio della 
Prima guerra
mondiale
 e si chiude con il
termine della 
Seconda
guerra mondiale
, racchiudendo
trent'anni di sconvolgimenti
globali che distrussero la
vecchia società borghese e
l'egemonia eurocentrica.










L’epoca delle catastrofi.


L’epoca delle catastrofi che caratterizzarono gli anni Trenta si apri in Asia, nel 1931, con l'attacco giapponese alla Manciuria. Alla condanna della Società delle Nazioni, Tokyo rispose abbandonando l'organizzazione nel 1933. 

Gli Occidentali non avevano intenzione di farsi coinvolgere in una guerra nell'Estremo Oriente e Pechino fu costretta a riconoscere il protettorato nipponico sulla Manciuria, retta dal governo sedicente autonomo dell'ultimo imperatore cinese P'u Yi.


Nell'ottobre 1933 la Germania lasciò a sua volta la Società delle Nazioni, in cui era entrata nel 1926: la sicurezza collettiva teorizzata da Thomas Woodrow Wilson si sgretolò. L'intesa tra Francia e Gran Bretagna (che l’avevano voluta) si rivelò debole e concesse libertà d'azione ai dittatori. 

Il 16 marzo 1935 Hitler, violando il Trattato di Versailles, ristabili il servizio militare obbligatorio, esprimendo l'intenzione di ricostituire un esercito i cui effettivi sarebbero variati da 500.000 a 600.000 uomini. La Francia reagì firmando con l’Unione Sovietica un patto di mutua assistenza abbastanza vago, mentre l'Inghilterra, senza consultare la Francia, autorizzò la Germania a costruire navi da guerra di tutti i tipi ponendo come unico vincolo l'obbligo di non superare il 35 per cento del tonnellaggio inglese.


Lo stesso anno, rivendicando un maggiore spazio vitale per gli Italiani da raggiungersi attraverso le conquiste belliche, Mussolini attaccò l'Etiopia dell'imperatore Hailè Selassiè. Questi si appellò alla Società delle Nazioni che approvò alcune sanzioni economiche contro il paese aggressore, ma si rivelarono un fiasco e l'impero del negus non tardò a passare sotto la dominazione italiana.


Sempre nel 1935 le truppe tedesche entrarono nella regione smilitarizzata della Renania. Fu l'ultima occasione per fermare Hitler senza ricorrere alla guerra poiché, nel caso di un intervento dell'esercito francese per impedire l'occupazione, quello tedesco aveva l'ordine di ritirarsi. La Francia però, nel momento in cui l'Italia si batteva contro le sanzioni e l'Inghilterra negoziava con Hitler, non osò prendere una simile decisione: le fondamenta dell'asse Roma-Berlino furono gettate.


Nel 1936 alcuni ufficiali stanziati nel Marocco spagnolo insorsero agli ordini del generale Francisco Franco. Il movimento si propagò in molte città della Spagna e il governo repubblicano si oppose: fu il prologo della guerra civile.


Mentre la Francia del Fronte popolare diretto da Léon Blum e la Gran Bretagna spaventata dal possibile radicamento del comunismo in Spagna adottarono una posizione di non intervento, la Germania nazista e l'Italia fascista inviarono non soltanto del materiale, ma anche migliaia di soldati che affronteranno i volontari di tutte le nazioni europee riuniti nelle brigate internazionali. La guerra civile fu atroce: «Si fucila così come si ara la terra», notò il pilota-scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry. Il 26 aprile 1937 l'aviazione tedesca bombardava la città basca di Guernica. Due anni più tardi Franco trionfava e, come avevano già fatto Mussolini e Hitler dichiarandosi rispettivamente duce e Führer, fondò un regime incentrato sulla figura del caudillo.


Nel frattempo i nazisti erano entrati in Austria senza incontrare resistenza e molto di più ottennero al Congresso di Monaco, il 30 settembre 1938, quando il Primo ministro inglese Arthur Neville Chamberlain e quello francese Edouard Daladier permisero lo smembramento della Cecoslovacchia. I due uomini politici credevano ingenuamente di avere realizzato con successo la loro politica distensiva, ma fu un'illusione che si dissipò rapidamente: il 14 marzo 1939 la Slovacchia filonazista proclamò l'indipendenza, la Boemia e la Moravia furono dichiarate protettorato tedesco, mentre Memel e il Memelland venivano strappate alla Lituania. L'Albania fu invasa dalle truppe di Mussolini.


Le democrazie non erano ormai più nelle condizioni di operare un'inversione della loro politica, ma s'impegnarono a garantire l'indipendenza e l'integrità della Polonia, della Romania e della Grecia; in realtà, non furono in grado di proteggere nessuno e Stalin ne era cosciente tanto che, mentre i negoziati fra i paesi occidentali  e l’URSS erano ancora in corso, firmò il patto tedesco-sovietico.


(Segue)

mercoledì 16 settembre 2026

Il Novecento, per flash (7)

 

L’inizio del Novecento coincide
con la parte finale della 
Belle
Époque
, un'era caratterizzata da
un'enorme fiducia nel progresso
scientifico, ma anche da profonde
inquietudini sociali e politiche.

L'introduzione della catena di
montaggio nelle fabbriche di
Henry Ford trasforma la produzione
di massa. In Italia, questo periodo
coincide in gran parte con
l'
età giolittiana, segnata da riforme
sociali ma anche da forti tensioni
tra il Nord industrializzato e il Sud
arretrato.




Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

*.    *.    * 
Le astronavi ci hanno dí già portato sulla Luna. 

İn un secolo, il Novecento, una generazione è stata testimone di tanti prodigi, e di molte crudeltà, e nuovi traguardi sono in vista: bısogna rispondere ancora  a tantissime domande. Perché ci si ammala di cancro, perché diventiamo vecchi, perché siamo destinati a morire?

Si pensa di creare la vita in provetta, di prevenire le malattie ereditarie, di influenzare il clima, spostando gli iceberg, di modificare, con immense serre, l'agricoltura. 
Intanto, gli eredi di due guerre definite grandi e di molti «piccoli» ma tremendi conflitti hanno visto la fine di tre ideologie: fascismo, nazismo, comunismo - e la caduta di alcuni imperi: anche il colonialismo è morto, e la Cina si è svegliata.

Nel 1900 gli italiani erano poco più di trenta milioni. Stavano comparendo i primi ascensori, i termosifoni, la luce elettrica, i telefoni. Soltanto le persone istruite comperavano il giornale, che costava cinque centesimi, e per sistemare le dispute si facevano i duelli. 

Dall’Inghilterra arriva il precursore di James Bond: Sherlock Holmes. Da appena un anno circolavano le prime vetture FIAT: capitale sociale lire ottocentomila. Non c'erano i fumetti, ma in edicola offrivano i fascicoli di Fantomas, di Nick Carter o di Buffalo Bill.

Il bandito di moda si chiamava Giuseppe Musolino; inciampò in un filo di ferro e fu catturato da un brigadiere dei carabinieri. Nel dicembre 1901 Guglielmo Marconi riceve senza filo il primo segnale Morse attraverso l'Atlantico. Dice Edison: «Questo Marconi è un giovanotto serio, molto in gamba».

Sono gli anni del signor Gillette, rasoio di sicurezza. Appaiono le prime dattilografe, l'aspirina, l'espresso. Ogni tanto qualche guerra: cominciano la Russia e il Giappone e il 2 gennaio 1905 cade Port Arthur e l'ammiraglio Togo, a Tsushima, mette fuori uso la flotta dello zar.
(Segue)

martedì 15 settembre 2026

Il Novecento per flash (6)

Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

Nella Germania della Repubblica di Weimar l'ala sinistra del movimento operaio e gli spartachisti, sedotti dall'apparente vittoria dei sovietici, tentarono una rivolta.

Mancavano tuttavia del sostegno popolare e i loro capi, Karl Liebknechte e Rosa Luxemburg erano sprovisti di carisma. Le elezioni del giugno 1920 misero in luce lo spostamento dell'opinione pubblica verso destra, preludio dei futuri successi delle posizioni più estreme. A tale evoluzione politica contribuì anche il modo in cui erano stati stipulati i trattati di pace che non erano stati negoziati conformemente alla tradizione del diritto pubblico europeo, ma imposti, e la popolazione e l'esercito tedeschi li avevano recepiti come un diktat. Hitler perciò consolidò il suo prestigio nei confronti delle masse grazie alla sua capacità di liquidare nell'arco di tre anni le imposizioni del Trattato di Versailles. Egli presentò il comunismo e il capitalismo come creazioni ebraiche, dando vita al fantasma di un potere invisibile — gli Ebrei, i gesuiti, i massoni definiti complessivamente heimatlos — che determinò la nascita dell'antisemitismo, l'uso perverso del darwinismo e sfociò nell'idea di una razza superiore: sei milioni di persone, per la maggior parte donne, vecchi e bambini, prive di ogni potenzialità bellica, saranno sterminate nel nome di questa barbara ideologia.


In Italia la vittoria nella guerra non contribuì al ritorno della pace. Le occupazioni delle fabbriche da parte degli operai crearono un malcontento generale rapidamente sfruttato da Benito Mussolini che, nel marzo 1919, fondò un movimento, i "fasci di combattimento". Egli abbandonò il programma di riforme sociali di natura rivoluzionaria per una politica fondata sul nazionalismo, la glorificazione del passato romano e l'esaltazione della forza e del capo, il duce, seducendo le classi medie, i funzionari, i piccoli commercianti, gli agricoltori e gli studenti. Circa 50.000 fascisti marciarono su Roma senza incontrare alcuna resistenza e a Mussolini fu offerta la carica di capo del governo.


Il crollo di Wall Street del 1929 
(noto anche come il 
Big Crash) 
è stato il più disastroso crollo
borsistico della storia degli
Stati Uniti
 ed ha segnato la
fine degli "anni ruggenti",
dando ufficialmente inizio
alla 
Grande Depressione 
su scala globale.


Dall'altra parte dell'Atlantico, inebriati da una prosperità frutto dell'adozione d'innovazioni tecnologiche e di nuovi metodi di produzione, in particolar modo nell'industria automobilistica, orgogliosi della notevole impresa realizzata nel maggio 1927 dall'aviatore Charles Lindbergh, che uni New York a Parigi con un unico battito d'ali, gli Americani cominciarono ad acquistare spensieratamente a credito autovetture, radio, elettrodomestici, mobili e si lasciarono prendere da una febbre borsistica incontrollata. 

La speculazione fece lievitare le azioni senza mantenere alcun rapporto con il valore effettivo delle imprese, finché nell'ottobre 1929 tutto il sistema franò in pochi giorni. In realtà, il crollo di Wall Street s'inserisce in quella che, secondo il ciclo di Kondratiev, è definita una "crisi congiunturale", conferendole un carattere drammatico senza precedenti.

L'interdipendenza delle economie si fece palese e la crisi si estese in breve tempo alle altre nazioni: le banche fallirono, le fabbriche chiusero e le scorte di materie prime marcirono nei depositi. In Brasile si bruciò addirittura il caffè nelle caldaie delle locomotive. Molti stati pensarono di evitare la crisi ricorrendo al protezionismo, limitando le importazioni e aumentando le tasse doganali.

Se negli Stati Uniti il New Deal di Franklin Delano Roosevelt, eletto alla Casa Bianca l'8 novembre 1932, consenti un risanamento economico favorito da una ripresa congiunturale, in Germania l'aumento della miseria in seguito alla crisi economica fece il gioco del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori  (NSDAP) di Adolf Hitler, che alle elezioni amministrative del settembre 1930 ottenne 6,4 milioni di voti e 107 seggi. L'industria pesante puntò su di lui e versò al suo partito circa due milioni di marchi all'anno. Nel 1932, in occasione delle elezioni presidenziali, Paul Hindenburg, figura rimasta emblematica, conquistò la maggioranza, ma Hitler, con 13,6 milioni di voti ottenne più del doppio delle preferenze raccolte nel 1930; alle elezioni legislative dello stesso anno confermò tale risultato e il 30 gennaio 1933 divenne capo del governo.

Non rispettando i principi della legalità, instaurò una dittatura, eliminando spietatamente tutti gli avversari e i rivali, soprattutto durante la "notte dei lunghi coltelli".


(Segue) 

lunedì 14 settembre 2026

Il Novecento, per flash (5)

 Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

*.    *.    *
 
Con l'ascesa al potere di Iosif
Stalin
, l'Unione Sovietica si
trasformò in uno dei più rigidi 
regimi totalitari della
storia del Novecento. A
partire dal 
1927-1928, Stalin
accentrò tutto il potere nelle
sue mani, plasmando ogni
aspetto della società,
dell'economia e della cultura
russa. 
terrore e le purghe: Qualsiasi
forma di dissenso politico o
sospetto di opposizione veniva
 eliminata. Attraverso le "grandi
purghe", milioni di persone
 (inclusi vecchi compagni di
partito e ufficiali) vennero
giustiziate o deportate nei 
gulag, i campi di lavoro
forzato in Siberia. 
La
figura di Stalin venne
divinizzata attraverso i
mass media, l'arte e la cultura
dello Stato. Il regime
controllava capillarmente
l'educazione e la vita privata
dei cittadini per plasmare una
nuova società aderente
all'ideologia comunista.






Primi anni del dopoguerra, a partire dal 1919



I problemi economici e sociali iniziarono a manifestarsi nel corso dell'intero xx secolo, così come i vari orientamenti politici, cominciano ad emergere disordinatamente a partire dal 1919, dopo la firma dei trattati di Versailles, di Saint-Germain, di Trianon, di Neuilly e di Sèvres. 

L'Europa, che per più di quattro anni aveva dilapidato le sue risorse, divorato le sue riserve e si era indebitata per pagare i proiettili del fuoco di sbarramento, perse definitivamente il dominio dell'economia mondiale che fino ad allora aveva esercitato per secoli. Il vecchio continente da creditore divenne debitore, in particolar modo degli Stati Uniti, che si ritrovarono al primo posto dell'economia mondiale.


Thomas Woodrow Wilson, il presidente degli Stati Uniti, ovvero della nazione il cui intervento in guerra rappresentò il fattore decisivo per la soluzione del conflitto, tenendo conto che i trattati di pace assomigliano a una resa dei conti imposta dai vincitori, non si accontentò di uno statuto diplomatico simile ai numerosi accordi realizzati nei secoli precedenti, ma propose di unire le forze morali e spirituali dei diversi paesi per dare vita a un'organizzazione collettiva e permanente che mantenesse in maniera stabile la pace. 


L’ideologia wilsoniana e il suo misticismo democratico furono alla base della fondazione della Società delle Nazioni di cui, paradossalmente, gli Stati Uniti non saranno membri. Non molto tempo dopo, il francese Léon Bourgeois si convinse della necessità di affiancare all'Assemblea Generale della Società delle Nazioni una Commissione per la cooperazione intellettuale, con l'incarico di studiare soprattutto i problemi di coordinamento delle biblioteche scientifiche, dei diritti d'autore, della preservazione del patrimonio architettonico in Europa e in Asia, dell'organizzazione e del ruolo dei musei, del cinema didattico e dell'elenco delle maggiori opere musicali. Vi fecero parte dodici personalità dal prestigio internazionale, fra le quali Albert Einstein, Marie Curie, Henri Bergson, Gonzague de Reynold, Jules Destrées. In seguito si aggiungeranno, fra gli altri, Salvador de Madariaga, John Galsworthy, FélixWeingartner, Paul Valéry, Helen Vacaresco, Henri Focillon.


Presto però cominciarono a emergere quei conflitti che condurranno a una nuova catastrofe mondiale. Mentre l'alternanza del potere fra socialisti e conservatori avvenne in maniera democratica nei paesi in cui la tradizione parlamentare aveva resistito alla bufera, in altri dove la miseria si era aggiunta alle umiliazioni della sconfitta, o allo scontento per la vittoria, le masse popolari non appena vennero sollecitate da forze rivoluzionarie o nazionaliste furono pronte a seguire i capi carismatici di sinistra o di destra.


Nel 1917 in Russia la Rivoluzione determinò la fine del potere degli zar. Lenin, che utilizzava "un linguaggio di fuoco applicando una logica di scure", trasformò i soviet di deputati, operai, contadini e soldati, in semplici organi di diffusione del suo potere dittatoriale. Dopo una guerra civile che fece sprofondare il paese nel caos, quello che si è soliti chiamare il "comunismo di guerra" consolidò la rivoluzione attraverso un implacabile sistema repressivo. Inoltre l'ideologia comunista non solo si dichiarò internazionale, ma si definì anche integrale, includendo, oltre all'ordine politico anche quello sociale, religioso e morale.


Ciò che ne spiega il fascino è che l'idea comunista e quella democratica sembrano confondersi, perché hanno in comune la speranza in un mondo libero da ogni dominazione e da ogni sfruttamento. Quando però nel 1922 Stalin divenne segretario generale del Partito comunista, sfruttò le rivalità personali, eliminò i suoi avversari e costrui progressivamente il suo impero autocratico, dove il partito si sostituì all'eguaglianza, la delazione alla fraternità, la coercizione alla libertà.


(Segue)

sabato 12 settembre 2026

Il Novecento, per flash (4)

Il XX secolo, definito dallo
storico Eric Hobsbawm
 "
Il secolo breve", è
stato un'epoca di
radicali trasformazioni
 geopolitiche, progressi
scientifici senza
precedenti e conflitti
devastanti che hanno
ridisegnato il mondo
moderno.
Ci soffermiamo solo
su due: 1) 
Prima
guerra mondiale
(1914-1918):
 Il conflitto
globale scatenato
dall'attentato di
Sarajevo che ha
causato il crollo di
quattro grandi imperi
 (Ottomano, Russo,
Austro-Ungarico e
Tedesco). 2) 
Caduta del muro di
Berlino (1989) e
dissoluzione dell'URSS
 (1991):
 Eventi che hanno
sancito la fine del blocco
comunista in Europa e
il termine della Guerra
Fredda.

Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli.

 Oltre un quarto di secolo ci separa da quello che è stato il XX secolo  (1901-2000), l’ultimo del secondo millennio dell’era cristiana. Il secolo è iniziato sotto il pontificato di papa Leone XIII e ha visto grandi trasformazioni globali, tra cui le due guerre mondiali, il Concilio Vaticano II negli anni Sessanta e una forte spinta all'apertura ecumenica e missionaria, ma anche processi di secolarizzazione e laicizzazione in Occidente. 

Il Novecento, volendolo caratterizzare su alcuni eventi chiave, è stato improntato da profondi sconvolgimenti politici, sociali e tecnologici, tra cui le due guerre mondiali, l'ascesa dei regimi totalitari e la nascita della società di massa.  

Tre, in particolare con accanto tantissimi altri feroci tiranni, sono stati i totalitarismi: 1) l'affermazione del fascismo, 2) del nazismo e 3) dello stalinismo. 

Devastante è stato nel 1939-1945 il conflitto più disumano della storia, culminato con l'Olocausto e l'uso della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki.

Di contro, in più parti del pianeta, si è avuto la partecipazione attiva delle masse alla vita politica e sociale, con i grandi partiti, le grandi organizzazioni sindacali  e il suffragio universale.

Rilevante è stata l’impresa dell'astronauta Neil Armstrong, il primo uomo a camminare sul suolo lunare durante la missione Apollo 11.

Caratterizzante e’ stato il boom economico e il progresso lungo l’intero secolo e sopratutto dalla  seconda metà, accompagnati da rivoluzioni tecnologiche, scientifiche e dall'era dell'informazione.

= = =   = = =

Questa pagina, che sarà  di ampio respiro, nel senso che non sarà monotematica, verrà curata da Pino e si svilupperà pertanto su varie ed ampie tematiche con cadenza almeno settimanale. L’autore e conduttore della pagina appartiene alla generazione testimone di tanti prodigi, ma anche di tante crudeltà (…guerra del Vietnam, invasione sovietica in Ungheria etc. etc.), di tante domande (… perché ci si ammala di cancro; … perché siamo destinati a morire? … come spiegare la fine di tre ideologie nel corso del secolo XX (fascismo, nazismo, comunismo)?

venerdì 11 settembre 2026

Il Novecento, per flash (3)

Il "secolo breve" (1914-1991),
un'epoca di enormi
trasformazioni, tragedie
e conquiste che hanno
plasmato il mondo
contemporaneo.










Conoscere il passato per non

ricadere negli stessi pericoli

*.    *.    *

Nel XX secolo sono accadute tantissime situazioni, terribili e meravigliose.

    La statura della gente -è dato  leggere- risulta aumentata dai cinque ai quindici centimetri, gli adolescenti maturano più rapidamente; rimaniamo (forse non tutti)  il più a lungo possibile giovani, e viviamo più a lungo; c'è meno fatica nel lavoro, e più tempo per lo svago, stiamo preparando le megalopoli che creeranno nuove società, si modificano le abitudini e i costumi.

    L'ideale del Progresso in più parti dell’Occidente si è realizzato. Il novanta per cento degli scienziati di tutti i tempi ha vissuto e vive in questi ultimi cento anni. È dall'ultimo decennio dell'Ottocento che gli uomini godono di nuovi benefici o di insperate comodità: l'acqua corrente, le strade illuminate, la possibilità di conservare o congelare il cibo, e di usare macchine per cucire, lavare o scrivere, di tagliare l'erba e il grano con falciatrici meccaniche, di comunicare col telefono o col telegrafo, di ascoltare voci o suoni col grammofono o con la radio, e vediamo con la televisione, gli avvenimenti nello stesso momento in cui accadono.

    Ci vestiamo non solo di lana o di cotone, ma di fibre sintetiche. Il Concorde, il supersonico anglo-francese e’ riuscito a collegare in poco più di due ore Parigi con New York.

    Nel 1900 un medico viennese, il dottor Sigmund Freud, pubblicò un libro L'interpretazione dei sogni, di cui in otto anni si vendettero soltanto seicento copie, che ha aperto nuove strade alla conoscenza della nostra psicologia: analizzato gli istinti, i sentimenti, le emozioni. Scrisse: «Oh, la vita potrebbe essere molto interessante solo se si sapesse e capisse qualcosa di più». Con i raggi X si «legge» all'interno del corpo umano, e la medicina e la fisica progrediscono per le sostanze misteriose individuate da Pierre e Marie Curie. Sono stati debellati il vaiolo, la poliomielite, ed è praticamente sconfitta la tubercolosi. Si arriva, generalmente, oltre gli ottant'anni. Mar Planck e Albert Einstein, con le loro teorie, hanno rivoluzionato le concezioni della natura e della materia. Dopo l'energia che ricaviamo dai fossili e quella nucleare prodotta dall'atomo, stiamo pensando di utilizzare quell'immensa fonte che è il Sole.


(Segue)