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giovedì 30 aprile 2026

L’uomo, la società degli uomini (4)

 La cultura caratterizza


La cultura caratterizza 
l'identità di un gruppo umano,
distinguendolo dagli altri
attraverso un insieme
condiviso di conoscenze,
credenze, arte, morale, leggi,
costumi e abitudini acquisite
.
Essa agisce come un sistema
operativo appreso e dinamico
che guida il pensiero
e il comportamento,
permettendo
 l'adattamento all'ambiente.

La cultura plasma il modo in
cui le persone percepiscono
la realtà, si relazionano e
agiscono, costituendo il
 "patrimonio" materiale e
immateriale di una
società.




Il mondo, visto sotto l’ottica culturale, e’ veramente vasto, grande, esteso dal Pacifico all’Atlantico. Sono stati i paesi occidentali, dai portoghesi agli spagnoli fino agli inglesi, dal XV secoli in poi ad avventurarsi in un nuovo mondo ed hanno ricominciato a raccordare le tante “idee” diffuse nel pianeta che fino ad allora apparivano separate e contrapposte. Da quel XV secolo le tante idee e visioni di vita e del mondo iniziarono ad essere organizzare in civiltà.E qualche problema per l’umanità cominciò a sorgere.

 Ponendo attenzione a quanto emerge all’attenzione di noi occidentali, in quel XV secolo va corretta la convinzione di noi occidentali che la civilta’ sia sorta nel bacino mediterraneo al seguito della storia greco-romana e che, in seguito, si sia riaffermata in quest’area del pianeta nel XV secolo col Rinascimento. 

 Gli studiosi dei nostri giorni puntano a mettere in risalto e a ricostruire la sussistenza di relazioni umane da sempre esistite, sin dall’età del bronzo e fino all’età delle esplorazioni che lungo i secoli si incontravano e poi si allontanavano. Da quegli incontri, connessioni umane, avvenivano cambiamenti storici. 

 Sennonché sui libri di Storia, di noi occidentali, si e’ cominciato ad usare il termine “civiltà “, e da quell’uso sono iniziate le tante fratture fra quelli che sono sempre stati e continuano ad essere gli esseri umani.

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 (Avremo modo e tempo di meglio cogliere….)



lunedì 27 aprile 2026

L’uomo, la società degli uomini (3)

La cultura caratterizza

L'evoluzione dell'umanità,
dalle prime testimonianze
simboliche nelle caverne
fino alla conquista
dello spazio, rappresenta
un viaggio unico di ingegno,
adattamento e curiosità.
Questo percorso può
essere riassunto
attraverso alcune
tappe fondamentali che
sul blog contiamo di 
percorrere.




Pare che la nostra civiltà, il nostro vivere in questa parte di mondo, in Occidente, sia un’immensa tessitura di più caratteristiche provenienti da varie culture e vari popoli: 

-il diritto romano, 

-l’assetto socio-economico più o meno individualistico 

- la religiosità diffusasi duemila anni fa dalla Palestina etc. etc.

 Secondo alcuni studiosi però a voler cercare la tessitura dei filoni originari (sin dalle origini dell’uomo) non è cosa facile. Si sarebbe, come forse è normale che accadesse nel corso dei secoli, sviluppata una sorta di guazzabuglio socio-culturale.

 Effettivamente a sfogliare i testi di Storia o di Sociologia lo sviluppo della cultura occidentale è basata su valori che già rinveniamo nella Storia dell’antica Grecia e in quella di Roma. Cultura, questa,  che in qualche modo e’ andata smarrita nei cosiddetti secoli bui medievali per poi riaffermarsi col Rinascimento e da allora rilanciati -appunto dall’Occidente- in ogni direzione del pianeta. 

 La narrazione di vita occidentale attinge ancora dagli scritti biblici e dalla storia medio-orientale che, ai nostri giorni, trova vasta accoglienza in tutte le terre ad occidente del globo mentre la Storia e la vicenda complessiva dell’umanità, sebbene abbia molto da riconoscere all’Occidente, non va sicuramente limitata a questa sola sfera della Terra, anche perché sia i Greci che i Romani, da parte loro, non hanno fatto altro che dilatare e riadattare visioni e invenzioni dei mesopotani, dei fenici, degli  egiziani e di altri popoli medio-orientali.

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Col quadro finora tracciato ci proponiamo di cogliere valori, o meglio, di tratteggiare lo sviluppo culturale nel pianeta, con le ascese (e periodiche cadute) che vedono l’uomo arrivare grazie all’ingegno sulla Luna, e nel contempo, purtroppo a promuovere minacce, tirannie e guerre per imporre supposte superiorità culturali.


sabato 11 aprile 2026

L’uomo, la società degli uomini (2)

La cultura caratterizza 
l'essere umano come un 
complesso dinamico e operativo
di modelli, simboli, comportamenti
e conoscenze appresi, condivisi
e tramandati all'interno di una 
società’.

Essa plasma l'identità individuale e 

collettiva, permettendo 
l'adattamento all'ambiente e la 
costruzione di significati per 
interpretare il mondo.















La cultura caratterizza

 Mariarosa Maiolisi, esegeta, filologa moderna ed esperta del genere letterario che tiene insieme letteratura e informazione,   spiega perché lo scrittore dei nostri giorni è colui i cui libri  «non sono inerti e legati al gesto, finito, della lettura, ma aprono mondi e rimettono in discussione consapevolezze acquisite».

 Allo scrittore  “la finzione serve a trattare una realtà poco chiara e viceversa la realtà avvalora la finzione artistica portando con sé la veridicità che la contraddistingue”.

Ma la cultura cosa è? 

Cosa intendiamo per cultura stando ai media ?

La cultura nella televisione italiana si è sempre manifestata come qualcosa di episodico, di occasionale, di inaspettato: quando appare sullo schermo, ha inevitabilmente le forme dell'apparenza, è timido sussulto, vibrazione esteriore. Ed è perciò sempre più raro trovarla nelle trasmissioni cosiddette, quelle definite  culturali. In nome della cultura in te, l’intelligenza è stata più volte sfregiata, se non umiliata.


Cultura in tv non significa occuparsi della presentazione di libri o fare discorsi complicati, significa, dovrebbe significare piuttosto:

creare suggestioni, 

stabilire connessioni (connettere vuol dire unire cose distanti, produrre un pensiero), 

consigliare sentieri: l'idea delle frecce decreta nuovi sensi, rassicura lo spettatore e lo protegge dall'angoscia del silenzio. 

Il commento dovrebbe offrire un po' di competenza sulle strategie di gioco. Chiedere canto e controcanto forse è troppo. Impossibile non riscontrare il protagonismo dei telecronisti che a volte danno la sensazione di essere loro in campo.


Cosa riteniamo sia?

Cultura e’ insieme complesso di conoscenze, credenze, arte, morale, diritto, costumi e abitudini acquisite dal vivere nella società. Comprende sia manifestazioni materiali (oggetti, cibo) che spirituali (idee, valori) che formano, plasmano l'individuo intellettualmente e sopratutto socialmente. Cultura e’ pure un sistema condiviso, appreso e tramandato, che definisce l'identità di un gruppo sociale, da una nazione a una comunità ridotta.


lunedì 6 aprile 2026

Parole frequenti sui media

 

Knesset è il parlamento
 d'Israele. È composto da
120 membri eletti ogni
quattro anni tramite il
sistema proporzionale e
detiene il potere legislativo
.




Knesset

Si tratta del parlamento di Israele, è un organo monocamerale che detiene il potere legislativo dello Stato. È composta da 120 membri eletti ogni quattro anni secondo un sistema proporzionale e ha la sua sede a Gerusalemme. L’attuale presidente è Amir Ohana, eletto nel 2022 ed è un politico che fa parte del partito Likud, guidato dal premier Benjamin Netanyahu.

venerdì 3 aprile 2026

L’uomo, la società degli uomini (1)

 Opinioni e discussioni che

non troveranno mai soluzioni.

La violenza in Medio Oriente nel 2026 ha raggiunto livelli critici, con un'escalation che colpisce duramente i civili, specialmente in Palestina, Libano e Iran.

Si registrano al momento oltre 340 bambini uccisi, diffusi attacchi alle infrastrutture sanitarie e un drammatico aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania, causando sfollamenti di massa e una grave crisi umanitaria.

La violenza dei coloni ha costretto un numero di minori palestinesi dieci volte superiore ad abbandonare le proprie case rispetto al passato. In Libano, oltre 800.000 sono sfollati a causa dei bombardamenti e dell'escalation militare. Vengono colpiti ospedali e personale medico, violando il diritto internazionale umanitario. La comunità internazionale e le organizzazioni umanitarie, come segnalato da Unicef Italia, chiedono un intervento urgente per proteggere i civili e garantire l'accesso agli aiuti umanitari. La situazione, descritta anche da Amnesty International, evidenzia un clima di impunità per le violazioni dei diritti umani.

=  =  =  = Anno 2026

-La violenza ci è intorno, 

-perché la violenza ci assale,

- di violenza muoiono persone che ciascuno di noi può conoscere, persone come noi,

 -violenza esercitano persone o situazioni all'interno delle quali potrebbe capitarci di muoverci. 

-Qualcuno arriva alla conclusione che Rousseau non aveva capito assolutamente niente. L'uomo non è affatto originariamente buono, e pertanto non è la società che lo deforma, l'uomo è originariamente, di sua natura,  cattivo, l'uomo è portatore di male.

-I Puritani parlavano dell'innata pravità (=malvagita’) del genere umano; non c'era solo Rousseau che parlava dell'innata bontà del genere umano; c'era anche, e c'è ancora, una corrente di pensiero che ha sempre sostenuto un po' il contrario. Il vecchio discorso dell'uovo e della gallina. 

-Ciascuno di noi ha le sue opinioni, se ne può discutere all'infinito e si può asserire che non verrà mai veramente risolto.

martedì 31 marzo 2026

Gli ex dc si sono incontrati

 Un amarcord,

Nostalgici ottantenni 

Dario Franceschini ha riunito i già’
"ragazzi 
ribelli" della giovanile della
Democrazia 
Cristiana. 
L'incontro si è concentrato
sulla memoria 

storica, in particolare digitalizzando 
l'archivio della rivista "Nuova politica",
 con un approccio ispirato ai valori 
democratici cristiani.



 Erano circa duecento incanutiti di una storia di altri tempi, eredi di un passato che l’avvento del bipolarismo, della seconda repubblica, ha disperso in più direzioni, ma testimoni delle origini ovunque abbiano poi optato di collocarsi. Ieri la loro attuale appartenenza, quell’incontro (stando ai giornali) è parsa una reunion di traditi e traditori

Seduti ai tavoli hanno rivissuto la loro esperienza attraverso frammenti delle interviste televisive di Mixer, dove Giovanni Minoli ha intervistato quei già capi della balena bianca, pronti a tratteggiare da Ciriaco De Mita, ad Antonio Gava, da Giulio Andreotti, ad Arnaldo Forlani, un Amintore Fanfani che si riteneva il migliore in una scuderia di asini. Franco Marini sempre con la pipa, Mino Martinazzoli sempre preoccupato. Un amarcord. 

Mescolati nel salone c’era chi è stato qualcuno e chi vorrebbe diventare qualcosa, come Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli. Perché ci saranno le elezioni e poi la corsa al Quirinale. Dario Franceschini ha preso la parola, in quanto ideatore dell’evento, con Pier Ferdinando Casini al fianco, ed ha puntato nel non rinfacciarsi più l’accusa di tradimento per aver scelto di stare a destra o a sinistra: «Non saremo più la saliera della politica ma possiamo ancora essere il sale della politica».

domenica 11 gennaio 2026

Il Leonardo da Vinci Russo

  Prima lettera de “La Colonna e il fondamento della verità “


Filosofo, matematico e teologo,
Florenskij è considerato per il
suo geniale eclettismo una
sorta di “Leonardo Da Vinci

Pavel Florenskij (1882-1937),
poliedrico pensatore, scienziato,
matematico, fisico, teologo e
prete ortodosso russo, paragonato
a Leonardo per la sua genialità
enciclopedica e l'ampiezza dei
suoi interessi che spaziavano
dalla scienza all'arte, dalla
filosofia alla mistica,
vittima
della repressione staliniana
.

La teodicea
 (dal greco theos,
dio, e 
dike, giustizia) è la 
branca della filosofia e della
teologia che tenta di giustificare
la bontà e la giustizia di Dio di
fronte all'esistenza del male
nel mondo
, una problematica
introdotta e sistematizzata da
Leibniz nel suo libro 
Saggi di
teodicea
 (1710). Cerca di
conciliare un Dio
onnipotente e buono con la
presenza di sofferenza e
malvagità, spesso attraverso
concetti come il libero arbitrio e
la creazione del "migliore dei
mondi possibil.










Pavel Florenskij . 

Lettera Prima: Due Mondi

  Mio mite, mio limpido!

 Quando per la prima volta dopo la tua partenza ho aperto la porta della nostra stanza  costruita a volta, gelo, tristezza e solitudine mi hanno investito. 

   Vi sono entrato ahimè solo, senza di te. 

   Non è stata soltanto una prima impressione. Eccomi  lavato e rassettato. Ecco il file dei pensieri materializzati, allineati sugli scaffali, come prima. Il tuo letto è al suo posto, e anche la tua sedia (voglio almeno l’illusione  di averti ancora con me!). Nel lumino di terracotta, come allora, continua ad ardere l’olio e un piccolo fascio di luce raggiunge il Volto Acheropito del Salvatore. Come allora, a sera tarda, fuori della finestra, il vento continua a fischiare tra gli alberi. Come allora, ecco il bastone della guardia notturna che conforta con il suo rintocco e le locomotive a vapore con il loro urlo rauco. Al mattino, come prima, si intrecciano i richiami degli uccelli. Come allora, verso le quattro,  la campana chiama al Mattutino. Mi si fondono i giorni e le notti: come se non sapessi dove sono e che cosa mi succede. Sotto le volte della nostra camera, tra le anguste pareti, si sono insediati il non terrestre e l’atemporale; oltre le pareti la gente passa, parla, racconta le novità, legge il giornale, e va e viene incessantemente. Le locomotive a vapore lontane urlano come contralti. Qui e’ l’eterna quiete, la’ e’ l’eterno movimento; tutto come prima … Ma tu non sei con me e l'universo mi sembra vuoto; non solo, del tutto solo in tutto il mondo. Eppure questa triste solitudine mi brucia nel petto dolcemente. A tratti mi sembra di essere trasformato in una foglia  che il vento fa girare a mulinello per la strada.

  Stamane mi sono alzato di buon mattino e ho avvertito qualcosa di nuovo; infatti nello spazio di una notte e’ terminata l’estate, il vento strappa e trascina via, serpeggiando, le foglie dorate, gli uccelli si raccolgono a stormi, le gru volano in lunghissime file, si sono insediati da noi i corvi e le cornacchie, l’aria è pervasa dal fresco profumo autunnale delle fronde appassite, trascinate via dall’angoscia.

  Sono andato nella radura del bosco.

  Le foglie cadevano a una a una, volteggiando nell’aria come farfalle morienti e finivano in terra. Sull’erba piegata il vento giocava, “con le tenue ombre” dei rami. Com’è bello, e brioso, è angosciante! Fratello mio, lontano e tranquillo!  In te c’è la primavera, in me l’autunno, un costante autunno, come s’è tutta l’anima si struggesse di dolce pena nel vedere queste foglie svolazzanti, nell’annusare “l’aroma dei tremuleti impalliditi”.

   Pare che l’anima ritrovi se stessa a cospetto di questa morte,  nella trepidazione che presagisce  la risurrezione. A cospetto della morte! La morte infatti mi circonda. E non parlo ora dei miei pensieri, né della morte in generale, ma della morte dei miei cari, perduti in questi anni: come foglie ingiallite sono venuti a mancare, a uno a uno in questi ultimi anni. In essi avevo avvertito un’anima, in essi talvolta risplendette per me un riflesso del Cielo. Non ebbi solo del bene, e la coscienza si inquieta. “Che cosa ho fatto per loro?”. Non ci sono più, tra me e loro si è aperto l’abisso.

   Il cuore si era unito a loro per l’eternita’, e a uno a uno, come foglie d’autunno, eccoli volteggiare sulla voragine nebbiosa. Cadono senza ritorno, non posso più abbracciare le loro ginocchia, spargere lacrime, chiedendo perdono, chiedendo perdono davanti al mondo intero.

  Con un risalto indelebile mi tornano alla mente a uno a uno tutti i peccati, tutte le “piccole bassezze”. Come sigilli di fuoco mi penetrano sempre più a fondo le “piccole” disattenzioni, l’egoismo, la durezza di cuore, che un po’ alla volta hanno mutilato l’anima. Mai niente di apertamente cattivo, mai niente di sensibilmente peccaminoso ma sempre, ( sempre, o Signore!) queste piccole miserie si sono accumulate, e guardando indietro non vedi che bassezza. Nulla di buono …oh, Signore!

   Le foglie autunnali cadono disegnando cerchi sulla terra. Calda e placida arde la lampada perpetua, le persone amiche muoiono l’una dopo l’altra. “So che risorgeranno nella risurrezione nell’ultimo giorno”, e tuttavia, con sorta di pena pacata, davanti alla nostra croce che tu hai composta con semplici bastoni e che fu santificata dal nostro starec, gentile, ripeto: “Signore! Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe stato morto”.

   Tutto volteggia, tutto scivola nell’abisso della morte. Solo Lui rimane, solo Lui è immutabile, vita e riposo. “A Lui tende tutto il corso degli eventi, come la periferia verso il centro, in Lui convergono tutti i raggi del tempo”. Queste parole non le dico io, con la mia povera esperienza: le testimonia Teofane il Recluso, che si è sprofondato tutto nell’Unico Centro, l’En. Per contro, al di fuori di quest’Unico Centro, “l’unica certezza è che niente  c’è di certo e che niente c’è di più miserabile e di più superbo dell’uomo: solum certum nihil esse certi et homine nihil miserius aut superbius, come scrisse Plinio il Vecchio., uno dei pagani più nobili, consacrato tutto alla sua sete infinita di sapere. Si, nella vita tutto si agita, tutto vacilla in immagini di miraggio, ma dal profondo dell’anima si innalza la necessità ineluttabile di appoggiarsi alla “Colonna e Fondamento della Verità” (1 Tim 3,15), della Verità e non semplicemente di una delle verità particolari, bonaria, umana, che si contorce e vola lontano, come polvere spinta verso i monti dal soffio del vento; della Verità (Istina) integra ed eterna nei secoli, una e Divina, della Verità luminosa e sovraluminosa, di quella Verità-Giustizia (Pravda) che secondo un antico poeta è “il sole del mondo”.

   Ma come ci accosteremo a questa “Colonna” ?

   Presso il corpo incorrotto del beato Sergio, che sempre placa l’anima inquieta, in ogni giorno e in ogni ora sentiamo la preghiera che promette pace anche alla ragione turbata. Tutto il brano evangelico (Mt 11.27-30) che si legge nell’Ufficio  (Moleben’) del santo ha un significato sopratutto conoscitivo, oso dire teoretico-conoscitivo, gnoseologico. Questo significato appare tanto più caro se notiamo che l’oggetto di tutto il capitolo 11 del Vangelo di Matteo è il problema della conoscenza, dell’insufficienza di ogni conoscenza razionalistica e della necessità di una conoscenza spirituale. Si, Dio “ha nascosto” tutto ciò che unicamente si può definire degno di essere conosciuto “ai dotti e i sapienti” e “lo ha rivelato ai piccoli” (Mt 11.26). Sarebbe violenza ingiustificata alla Parola di Dio interpretare  “i dotti e i sapienti” come “pseudotti” e “pseusapienti” ma che poi in realtà tali non sono, come anche ravvisare  nei “piccoli” dei sapienti virtuosi. Il Signore senza alcuna ironia ha detto proprio quello che voleva dire: la vera sapienza umana, la vera razionalità umana sono insufficienti proprio in quanto umane. Allo stesso tempo l’-infanzia- mentale , il difetto di quella ricchezza mentale, la quale impedisce di entrare  nel regno dei Cieli , può essere la condizione  per acquisire la sapienza spirituale. La Sapienza di tutto è in Gesù Cristo e perciò si può ottenere La Sapienza solo per Lui e da Lui. Tutti gli sforzi umani tormentosamente compiuti dai poveri sapienti per attingere la conoscenza sono vani. Come goffi cammelli essi sono oberati  dalle loro conoscenze , e come acqua salmastra  la scienza può soltanto acuire la sete  del sapere senza mai dissetare l’intelletto ardente. Invece il “giogo soave” del Signore e il Suo  “peso leggero” danno all’intelletto ciò che non dà (né può dare) il peso crudele , gravoso e molesto della scienza. Ecco perché presso la tomba che effonde grazia continuano a risuonare, come sorgente perenne di acqua viva, le parole divine: “Tutto è stato dato a me dal Padre mio: e nessuno conosce il Figlio se non il Padre; e nessuno conosce il Padre eccetto il Figlio e colui al quale il Figlio avrà voluto rivelarlo. Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e Io vi ristorerò. Prendete su di voi il giogo, e imparate da me, perché sono mite e umile di cuore; e troverete pace per le anime vostre; il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11,27-30).

   Lungi da me il desiderio di convincere qualcuno; parlo dalla mia pochezza, e se anche una sola anima  sentisse che non le parlo con la bocca  ne’ all’orecchio, io sarei soddisfatto. So che tu mi accetti, perché sei tu che spezzi le mura del mio egoismo.

   Fratello dell’anima mia! Anche lontano e solo, sono con te. Elevandomi al di sopra del tempo, vedo il tuo sguardo chiaro e parlo ancora con te, a faccia a faccia, per te intendo scrivere le mie pagine discontinue. Non ti dispiacerà se le scrivo senza metodo, segnando appena alcune pietre miliari.

   Di nascosto, durante le notti sorde d’autunno, nelle ore sacre del silenzio, quando sulle palpebre spunta una lacrima di entusiasmo, mi metterò a scriverti schemi e miseri frammenti delle questioni che abbiamo tanto discusso insieme. Sai già che cosa scriverò, capisci che non intendo insegnare  e che semmai il tono cattedratico proviene dalla mia incapacità. Se un maestro saggio trasmette quasi scherzando nozioni difficili, lo scolaro inesperto assume un tono solenne anche nelle sciocchezze. E io sono soltanto uno scolaro che, facendo da eco, ripete per te le lezioni dell’amore.

domenica 21 dicembre 2025

Il Leonardo Da Vinci russo

Il pensiero di 
Pavel Florenskij
 è una sintesi originale e
complessa di filosofia,
teologia, matematica e
arte, incentrata sulla 
metafisica concreta
 (il "Tutto nel frammento") e
sull'esperienza religiosa come
fondamento della conoscenza,
rifiutando la separazione tra
scienza e fede per cercare una
visione unitaria del mondo
radicata nell'amore e nel
simbolo
. Sottolinea
 l'importanza dell’icona
 della parola e della liturgia come
trasparenza del divino, e della
matematica come struttura del
pensiero, invitando a superare
l'individualismo per trovare
il senso nell'alterità e nella
Trinità.












Pavel Florenskij nasce il 9 gennaio del 1882 nel villaggio di Evlach (in Azerbidzan), Russia. Dopo la laurea in matematica e fisica all’Università di Mosca rinuncia alla carriera universitaria per dedicarsi allo studio  della filosofia e iscriversi all’Accademia Teologica di Mosca ove completa gli studi nel 1908. Si sposa con Anna M. Giacinto e nel 1911  viene consacrato sacerdote della Chiesa Ortodossa. Padre di cinque figli, riesce a conciliare un’intensa attività di ricerca e di insegnamento con le diverse esigenze familiari e pastorali. 

Dopo la rivoluzione del 1917 Florenskij  sceglie di restare in Russia intensificando la sua attività di ricerca sia in ambito filosofico-scientifico, sia teologico, artistico e pedagogico. In ragione delle sue competenze scientifiche viene inizialmente risparmiato dalla repressione, consentendo il suo insegnamento di Teoria della spazialità al Vchutemas di Mosca, e la sua collaborazione in qualità di ingegnere al piano di elettrificazione  della Russia. Nonostante il suo autorevole prestigio intellettuale il filosofo  e sacerdote russo, dopo essere stato accusato di attività antirivoluzionaria, venne condannato all’esilio a Niznij Novgorod, poi rilasciato dopo tre mesi. 

Arrestato nuovamente nel 1933 viene condannato a dieci anni di lavori forzati prima nel campo di Skovorodino, continuando anche qui le sue ricerche e brevettando numerose invenzioni scientifiche, poi alle isole Solovkij, presso uno dei più terribili  campi di concentramento  del periodo staliniano. Dopo cinque anni di gulag, a seguito di una sentenza speciale della trojka, Florenskij veniva condannato  alla pena suprema, e fucilato l’8 dicembre 1937 a Levasovo, nei pressi di Leningrado.

Nell’ultimo trentennio e’ in atto in Russia, ma anche in molti paesi d’Europa, una rinnovata scoperta  dell’opera e della testimonianza  di padre Florenskij, riconoscendo in lui uno dei pensatori  più geniali del secolo XX. 

(Segue)


domenica 14 dicembre 2025

Il Leonardo Da Vinci russo

Pavel Florenskij una figura
la cui esistenza può essere
legittimamente considerata
emblema degli splendori
e delle miserie del
Novecento.

Un personaggio dalla
sorprendente versatilità che,
prima di trovare la morte
nel gulag di staliniana
memoria, fu capace di
 “frantumare ogni barriera
tra filosofia, teologia,
matematica, fisica,
biologia, storia e critica
dell’arte, muovendosi con
rigore e competenza
all’interno di ciascuno di
questi
campi”.











Pavel Florenskij è stato un genio eclettico che ha unito filosofia, matematica, teologia ortodossa e scienza, vedendo il mondo come una ricerca di significato integrale e l'esperienza religiosa come lotta per la verità, fondendo razionalità e misticismo, con il cielo come simbolo di infinito e pace. È stato un pensatore interdisciplinare che cercava la verità nelle contraddizioni e nelle profonde connessioni tra l'essere umano, l'universo e Dio; sostanzialmente una figura chiave della spiritualità russa del XX secolo.

Stolp (Столп) in russo significa "colonna", e si riferisce principalmente a "La colonna e il fondamento della Verità" (Stolp i utverždenie istiny), l'opera fondamentale del pensatore russo, teologo e scienziato Pavel Aleksandrovič Florenskij (1882-1937), un'opera molto complessa e interdisciplinare, che esplora la verità attraverso la fede, la matematica, l'arte e la teologia. Egli vedeva la filosofia come la  traduzione di esperienze esistenziali, in significati  esistenziali. L’opera è considerata un capolavoro del pensiero cristiano del Novecento. Florenskij, martire della Chiesa ortodossa e vittima della repressione sovietica, fu un genio poliedrico, definito il "Leonardo da Vinci di Russia", che provò e sotto più aspetti riuscì ad unire matematica, filosofia, teologia e critica d'arte in un percorso spirituale e intellettuale profondo.

Da pensatore  eclettico, da filosofo, teologo, scienziato (matematico, fisico), ingegnere, semiologo, critico d'arte e sacerdote ortodosso fu perseguitato dal regime sovietico, arrestato, mandato nei Gulag (Solovki) e fucilato nel 1937, diventando un martire della fede. Trascorse la vita nel cercare una conoscenza integrale, unendo fede e ragione, spiritualità e scienza, con riflessioni originali su icone, simboli e significato.

La colonna e il fondamento della Verità" = (Stolp), El'opera teologica e filosofica costruita come un saggio epistolare, che interseca vari campi del sapere.  Il pope russo -e’ ammesso universalmente- trascorse l’intera vita cercando la verità, la conoscenza, la Chiesa e la mistica, integrando matematica, filosofia antica e teologia. Il testo è fondamentale per comprendere il suo pensiero e resta uno dei capolavori del cristianesimo novecentesco.

Scrisse, oltre al capolavoro, altri migliaia di testi, tra cui "Le porte regali" (sulle icone), "Lo spazio e il tempo nell'arte", e raccolte di lettere dal Gulag come "Non dimenticatemi”. Il suo pensiero, vasto e profondo, continua a essere riscoperto e studiato, con molti suoi scritti emersi dopo l’avvenuto crollo dell'URSS.

= = = 

Sul blog ci proponiamo di riportare aspetti e pagine di sue riflessioni.

domenica 12 ottobre 2025

Parole frequenti sui media

flotilla

  • La Global Sumud Flotilla è l’iniziativa umanitaria internazionale a cui hanno preso parte più di 50 imbarcazioni per rompere il blocco israeliano della Striscia di Gaza e rifornire di viveri e medicinali la popolazione palestinese.  

  • Flottiglia" indica un raggruppamento di navi militari di tipo simile, come cacciatorpediniere o torpediniere, sotto un unico comandoIl termine può anche riferirsi a una specifica iniziativa di navi e attivisti, come la Global Sumud Flotilla, che cerca di rompere l'assedio di Gaza portando aiuti umanita.

  • Significato genera: 1) Militare: Un gruppo di unità navali dello stesso tipo, come ad esempio una flottiglia di cacciatorpediniere, che operano sotto un'unica autorita’. 2) Iniziativa umanitaria: Si riferisce a un movimento di piccole imbarcazioni che sono partite dai porti del Mediterraneo con l'obiettivo di portare aiuti e rompere l'assedio di Gaza, dimostrando solidarietà e sostegno umanitario.

venerdì 10 ottobre 2025

Parole frequenti sui media


È il modo più comune per
dire "ciao" o "salve" in ebraic



Shalom

Shalom vuole significare pace, ma anche salute, completezza, prosperità e armoniaÈ comunemente usata come saluto "ciao" o "arrivederci" e può anche essere un augurio di benessere completo in tutte le aree della vita, estendendosi a significare la volontà di integrità e reciprocità. 

Il 23 ottobre 2023 Yocheved Lifshitz, 85 anni, viene liberata dai miliziani di Hamas. Al rilascio stringe loro la mano e dice «shalom», il saluto in ebraico (=pace). Attivista della sinistra israeliana, si era sempre spesa per i poveri di Gaza.


sabato 23 marzo 2024

Le origini -1-

 Più volte sul blog ci siamo occupati delle origini della vita, dell’uomo. Immagino che, fino a quando il blog continuerà a voler manifestare idee, storie, racconti, riflessioni etc., sempre tornerà a dedicare pagine su quelle che storici e ricercatori continueranno a ritenere finestre sulle “origini” del mondo e soprattutto dell’uomo.

Per alcune pagine procederemo per argomenti.

* * *

Ere geologiche


Le ere geologiche sono espressioni, usate dagli studiosi per suddividere dei tempi geologici, scandite da significativi avvenimenti ( fenomeni orogenetici o variazioni della vita animale o vegetale). Sostanzialmente le ere geologiche costituiscono una cronologia i cui intervalli vengono denominate “Ere”.

Sui testi scientifici ne vengono elencate cinque:

==Era Archeozoica, comincia contestualmente alla formazione della crosta terrena (= quattro miliardi di anni fa),

==Era Paleozoica, circa 570-225 milioni di anni fa,

==Era Mesozoica, circa 225-65 milioni di anni fa.  In questa era scompaiono, senza che ad oggi si sia pervenuto alle ragioni, i grandi rettili, e iniziano a diffondersi i mammiferi e compaiono i primati

==Era Cenozoica, circa 65-2 milioni di anni fa. In questa era le terre emerse e gli oceani si distribuiscono in modo via via sempre più simile allo stato attuale. Il Cenozoico viene dagli studiosi suddiviso in Paleocene, Eocene, Oligocene, Miocene e Piocene. Gli ominidi fanno la loro comparsa nell’era geologica più recente, la Neozoica (o Quaternaria), cominciata ca. 2 milioni di anni fa, e in cui noi stessi stiamo vivendo i nostri giorni.

La tettonica, branca della geologia.

Studi congiunti della geologia, paleontologia e biologia riportano, con asserzioni giudicate dalla scienza inconfutabili, che la posizione geografica dei continenti non è rimasta costante nella storia della Terra, anzi l’attuale configurazione delle terre emerse è tale da non più di 60 milioni di anni (vedi l'immagine).