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mercoledì 8 luglio 2026

Parole frequenti sui media

 

Per classe dirigente (o establishment) si intende l'insieme delle persone che, per ruolo e influenza, guidano la società. Comprende il gruppo che detiene il potere decisionale, economico, politico e culturale, ed ingloba politicidirigenti d'azienda e finanzierialti funzionari della pubblica amministrazioneprofessionistigiornalisti e intellettuali.

Il ruolo fondamentale di una classe dirigente è quello di orientare le scelte collettive e di guidare il Paese, sebbene la sua composizione e la sua autorevolezza possano variare significativamente a seconda del contesto storico e sociale

 Essa non si plasma nelle scuole di formazione ma nelle professioni, nell'impresa, nel sindacato, nell'arte, nella cultura. E’ una  questione di passione per lo studio, la scuola, l'educazione.

 Con la logica calcistica del vivaio, il campione viene fuori se hai il vivaio, non per concorso. Non lamentiamoci se …

Europei, le origini nella Storia greca


La storia greca è il codice genetico del 
pensiero occidentale. Ha inventato 
categorie universali—dalla 
democrazia al razionalismo—che, 
attraverso Roma e il Rinascimento,
 sono diventate il fondamento 
indiscusso delle istituzioni, della 
scienza e della filosofia del mondo 
moderno.
John Stuard Mill (Londra 1806 - Avignone 1873) è stato un filosofo ed economista britannico. Tra i massimi esponenti del liberalismo classico e dell'utilitarismo, ha riformulato la morale in senso qualitativo ed è stato un pioniere dell'emancipazione femminile e del suffragio universale.

 C’e’ una frase nelle sue tante opere che suona così:   

La battaglia di Maratona,

anche come evento della storia 

inglese, e’ più importante della 

battaglia di Hastings. 

Se in quel remoto giorno il 

risultato dello scontro fosse 

stato diverso (se i greci non avessero 

vinto),Britanni e Sassoni forse 

vagherebbero ancora per le selve”.

La frase intende sottolineare che le radici comuni della civiltà occidentale risiedono nella grecità e danno per dimostrato il suo valore preternazionale e fondativo che scavalca a un tempo i confini dei popoli e le barriere dei tempi.

In altre parole: la Storia greca come storia universale, come snodo essenziale per intendere il mondo moderno.

(Segue)

martedì 7 luglio 2026

L’Occidente continua ad essere unito?

 Equilibri mondiali
La NATO (Organizzazione del Trattato
dell'Atlantico del Nord) è un'
alleanza
politico-militare nata nel 1949 e
composta da 32 Paesi membri tra
Europa e Nord America
. Il suo scopo
principale è garantire la libertà e la
sicurezza degli Stati aderenti attraverso
la difesa collettiva.

In settimana ci sarà una riunione Nato ad Ankara (Turchia). Importante per capire lo stato delle relazioni tra gli Stati Uniti, principali finanziatori dell'Alleanza atlantica, e gli alleati europei che il presidente americano Donald Trump non smette di criticare (sia per i contributi ritenuti insufficienti alla spesa militare dell'Alleanza, sia per non l'averlo seguito nella guerra contro l'Iran, decisa unilateralmente da Usa e Israele).

 L'articolo 5 dello Statuto Nato ribadisce l'«impegno incrollabile alla difesa collettiva». È di fatto il caposaldo della Nato e stabilisce che un attacco armato contro uno o più Stati membri, in Europa o in Nord America, è considerato «un attacco contro tutti». Trump aveva dato più volte segnali ambigui in proposito, ha detto persino che stava valutando l’ipotesi di uscire dall’alleanza, facendo temere che non volesse più applicarlo (o non volesse applicarlo in toto). La dichiarazione serve a rassicurare tutti gli altri Stati membri, soprattutto gli europei, sulla tenuta (almeno per ora) dell'alleanza. 

Gli aiuti all'Ucraina.  Il documento, che deve ancora ricevere l’approvazione definitiva da parte dei leaders al vertice, impegna anche i membri della Nato a fornire 70 miliardi di euro in aiuti militari all’Ucraina per il 2026 e livelli di sostegno «almeno equivalenti» nel 2027, secondo la dichiarazione licenziata dagli ambasciatori.

Il documento afferma anche che la Russia rappresenta «una minaccia a lungo termine» per «la sicurezza e la stabilità euro-atlantiche» e che «gli alleati ribadiscono che l’Iran non deve mai entrare in possesso di armi nucleari e invitano l’Iran a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz».

Italiani emigrati, contessioti emigrati. (2)

Gli italiani che si trasferiscono
all'estero, che rappresentano un
esodo in forte crescita (con oltre
 150.000 partenze in alcuni anni
record) , 
mantengono abitudini
culturali forti, ma si adattano
inevitabilmente ai ritmi e alle
regole del Paese ospitante,
dando vita a un ibrido tra
integrazione e conservazione
delle proprie origini.

La cosiddetta "fuga dei cervelli"
(che rappresenta oltre il 50% di
chi parte e si concentra nella
fascia tra i 20 e i 40 anni)
impara necessariamente la
lingua e si adatta agli standard
lavorativi locali per fare
carriera. Tuttavia, anche
loro spesso cercano di
mantenere uno stile di vita
e una socialità molto legati
all'Italia.


La chiamano mobilità umana e della migrazione, in realtà rappresenta la Storia della ormai secolare migrazione italiana, la cui narrazione periodicamente è perseguita dal Rapporto İtaliani nel Mondo, edito dalla Fondazione Migrantes, che abbiamo voluto consultare prima di avviare una serie di pagine sull’emigrazione sul blog.

Tutti siamo consapevoli, noi che restiamo dove siamo nati e coloro che per ragionevoli motivi sono emigrati, che l’Italia è profondamente cambiata grazie anche a questi movimenti prevalentemente dal Sud al Nord e verso l'estero, oltre che,  in seguito alcuni, una minoranza, dall'estero sono rientrati nella terra di origine. 

 La multiculturalità fa ormai parte della nostra realtà, ma noi italiani siamo stati tra i primi a produrla e ad esserne portatori. Oggi, quando riflettiamo sull'emigrazione all’interno delle nostre famiglie significa parlare della nostra identità, in virtù dei percorsi che si sono tracciati -appunto- nelle nostre storie familiari, caratterizzate, in alcuni casi, da spostamenti lunghi centinaia o migliaia e migliaia di chilometri.

La società cambia, ma il destino migrante dell'uomo meridionale italiano resta. Tante famiglie ai nostri giorni, anche senza essersi mosse dalla nostra Italia,  vivono nella multiculturalità e nella pluralità in conseguenza dei significativi flussi immigratori.


Nel 1891 l'Enciclica Rerum Novarum, di Papa Leone XIII, parlava del Novecento ormai alle porte come del secolo delle migrazioni: cosa che è effettivamente avvenuta e che continuiamo a rilevare ancora oggi che siamo nel terzo millennio. Un uomo, una donna, una famiglia emigrano con tutto ciò che sono e, quindi, anche con col loro bagaglio culturale. E questo non deve stupite: gli italiani che vanno all’estero per alcuni decenni continuano a vivere da italiani. Non c’è pertanto da eccepire se gli immigrati prima di completamente integrarsi nei nostri costumi necessitano di anni, e persino di decenni.

Parole frequenti sui media

 

L'Interpol (Organizzazione
Internazionale della Polizia
Criminale) è a tutti gli effetti
un'
organizzazione
intergovernativa
. Riconosciuta
ufficialmente dalle Nazioni Unite,
 
permette alle forze di polizia
di 196 Paesi membri di
collaborare per prevenire e
combattere la criminalità
internazionale.

Si tratta di un organo di
coordinamento, 
non
possiede una propria forza di
polizia di intervento diretto
sul campo
 . Il suo scopo è
unicamente quello di facilitare
lo scambio di informazioni e
assistere le polizie locali
nelle indagini transfrontaliere.





Interpol

L’Organizzazione internazionale della polizia criminale ha sede a Lione e unisce le polizie di 196 Paesi. Il suo obiettivo è consentire agli investigatori di condividere informazioni su criminali che agiscono oltre i confini nazionali.

La costituzione dell'Interpol vieta tassativamente all'organizzazione di intervenire o essere utilizzata per questioni di carattere politico, militare, religioso o razziale. Il suo focus resta unicamente il crimine comune transnazionale (es. terrorismo, traffico di esseri umani, pedopornografia online e cybercrimine).

Fu istituita nel 1923, quando si chiamava International Criminal Police Commission. Rifondata nel 1946, dopo essere stata trasferita a Berlino sotto il controllo della Germania nazista dal 1938 al 1945, ha invece assunto l’attuale nome e l’attuale struttura dieci anni più tardi.

Nel rispetto del principio di neutralità politica che la sua Carta costitutiva esplicita, l’Interpol non ha competenza in materia di crimini politici, militari e religiosi: le principali aree dove invece l’organizzazione interviene ed è attiva sono la pubblica sicurezza, il contrasto al terrorismo e la criminalità organizzata, la lotta contro la pirateria, i traffici illeciti di droga, di esseri umani e armi, e ancora il riciclaggio di denaro, la pornografia minorile, la corruzione, i crimini informatici e quelli ambientali

lunedì 6 luglio 2026

Anni sessanta

L’emigrazione permanente del Meridione
La Sicilia alla fine degli anni
cinquanta  visse una profonda
lacerazione socio-economica:
l'isola fu investita
da 
un'emigrazione di massa
senza precedenti
, fattore che
sradico’ il vecchio mondo
contadino senza però integrarlo
pienamente nel "miracolo economico"
italiano. Mentre l'Italia
centro-settentrionale procedette
grazie al boom dei consumi, la
Sicilia divenne un territorio di
forti contrasti strutturali e
speranze deluse


Centinaia di migliaia di
siciliani, in prevalenza
giovani maschi, emigrarono
verso il "Triangolo
Industriale" (Milano, Torino,
Genova) o verso l'Europa
settentrionale (Germania,
Belgio, Svizzera).





Mi e’ stato chiesto cosa ero, cosa facevo, nei primi anni sessanta. Ero appena un ragazzino, ma ricordo bene che quelli erano anni di profondi disagi sociali, umani all’interno della comunità di Contessa Entellina, e della Sicilia in generale. Ogni mattina alle 5,30 la corriera di Stassi partiva sovraccarica di gente, contessioti, che emigravano, in direzione della Germania, Svizzera, Francia, Belgio spesso con le valigie di cartone rilegate con cordicelle (e più volte con spago) per evitare che cedessero al sovraccarico dei contenuti. I giovani, ma anche i meno giovani,  intraprendevano il viaggio della speranza. Contessa riprendeva la via della migrazione che dagli anni venti era stata bloccata dal Fascismo che puntava ad avere molte baionette piuttosto che tanti posti di lavoro.  In questa nuova svolta migratoria non si andava più in America, a New Orleans,  ma nel Nord Europa.

Era quello, nel 1960, un tempo di cambiamenti: quell’anno, stando al censimento, il Paese (Italia) aveva raggiunto una popolazione di 50 milioni e 45 mila italiani e la stragrande maggioranza non se la passava affatto bene. Un operaio, se trovava lavoro portava a casa 45.000 lire al mese. Il Giornale di Sicilia costava 30 lire e a Contessa Entellina lo si comprava presso la rivendita delle sorelle Tardo, in via Liuzza. I governi dell’epoca erano, in un certo senso più che retrivi, in termini politici. La Democrazia Cristiana non aveva la maggioranza assoluta e in Parlamento varava solamente leggi che soddisfacevano le forze più retrive dell’estrema destra, gli eredi del Duce e il gruppo parlamentare monarchico. Ricordo che nel corso di manifestazioni per uno sciopero nazionale promosso dai sindacati la repressione fu tremenda e la Polizia fu autorizzata a sparare e le vittime nel corso degli scontri furono dieci (fra Sicilia e Reggio Emilia).

 Devono passare altri tre anni perché inizi la stagione dei governi di centro-sinistra con nuovi protagonisti, Pietro Nenni e Ugo La Malfa. Il quadro politico cambio’, ma quello sociale necessitò inevitabilmente di ulteriore lungo tempo.

(Segue)

Statuto dei Lavoratori

Lo Statuto dei Lavoratori
 (Legge 20 maggio 1970, n. 300)
 è il 
testo normativo fondamentale
del diritto del lavoro in Italia
.
Emanato sull'onda delle lotte sindacali
dell'Autunno Caldo, la legge ha
l'obiettivo principale di 
portare i
principi della Costituzione Italiana
all'interno dei luoghi di lavoro
,
tutelando la dignità, la libertà e l'attività
 sindacale dei dipendenti. I padri politici e
intellettuali della norma furono i ministri
del Lavoro Giacomo Brodolini e
Carlo Donat-Cattin, insieme al giurista
Gino Giugni.



Il curatore del Blog, per più anni ha gestito i rapporti 

lavoristici di una medio-grande azienda. A distanza di decenni

dal pensionamento, ritiene di rievocare l’assetto legislativo

dello Statuto dei Lavoratori e successivo,   che caratterizza  un periodo, per certi aspetti, storico.

* * *     * * * 

Legge 20 maggio 1970, n. 300, pubblicatasulla GURI 27 maggio 1970, n. 131. Norme sulla tutela delle libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento.

L'idea di adottare uno «Statuto dei lavoratori», diretto a garantire il rispetto delle libertà costituzionali negli ambienti di lavoro nacque molto tempo fa. Infatti, il decennio successivo all'entrata in vigore della Costituzione fu caratterizzato dalla tendenza da parte imprenditoriale, a restringere e ridimensionare i diritti dei lavoratori all'interno delle aziende, soprattutto con riguardo all'aspetto della tutela sindacale. l datori di lavoro, infatti, forti dell'assenza in tale periodo di una disciplina limitativa dei licenziamenti, tendevano a isolare i pochi attivisti sindacali e a mantenere i lavoratori in una posizione di inferiorità, nel perseguimento di una logica diretta a impedire che nei posti di lavoro si organizzasse e si sviluppasse una forza politica-sindacale capace di influire in modo determinante sulle strutture sociali, provocandone dei cambiamenti radicali. 

Il legislatore del 1970 si propose di contro di attribuire al sindacalismo tradizionale una posizione di privilegio all'interno delle singole aziende, e segui’ la linea promozionale e di sostegno garantendo con tale meccanismo anche allo Stato di avere come interlocutori dei soggetti stabili e maggiormente disponibili al compromesso. Su queste basi venne emanato lo Statuto dei lavoratori.


Il titolo I dello Statuto ha per oggetto innanzitutto la tutela della libertà e della dignità dei lavoratori ed è diretto a evitare quelle situazioni di repressione che potrebbero attuarsi nell'ambito dell'impresa (come l'uso della polizia privata nelle fabbriche, il controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, l'assunzione di informazioni sui lavoratori, l'esercizio del potere disciplinare, ecc.). 

Il titolo Il, quindi, mira a rafforzare l'effettività del principio della libertà sindacale all'interno dei luoghi di lavoro ed enuncia i principi generali di libertà, imponendo al datore di lavoro essenzialmente di astenersi da una serie di comportamenti che la limiterebbero. 

Il titolo IlI mira, invece, a eliminare o attenuare quegli ostacoli che di fatto impediscono l'esercizio dell'attività sindacale. In quest'ottica viene richiesto al datore di lavoro non un comportamento passivo, l'astensione, ma un atteggiamento positivo di collaborazione, il che sarà per lui più gravoso.

Proprio per questa ragione il titolo III è denominato «Legislazione sostegno» dell'attività sindacale, in quanto il legislatore ha predisposto dei mezzi affinché i sindacati possano agire efficacemente.

Tuttavia proprio perché, come sopra accennato, i diritti riconosciuti dal titolo IlI richiedono una collaborazione del datore di lavoro, e sono dunque un onere per lui, ma soprattutto in considerazione della scelta promozionale sopra esaminata e perseguita nell'elaborazione dello Statuto, il legislatore non ha voluto riconoscere tali diritti indistintamente a tutte le organizzazioni sindacali, ma all'interno di queste ha operato una selezione attuata fondamentalmente dall'art. 19, che apre il titolo IlI, e al commento del quale si rinvia. 

Nell'ambito del titolo IV, che reca disposizioni varie e generali, di rilievo è la disposizione di cui all'art. 28 (repressione della condotta antisindacale), che introduce un efficace strumento diretto a rendere effettivo il principio di libertà sindacale garantito nei titoli precedenti. 

Il titolo V contiene alcune norme sul collocamento superate dagli interventi normativi successivi (v. ASSUNZIONE) e, infine, il titolo VI determina sostanzialmente il campo di applicazione della normativa e contiene altre disposizioni finali e penali.


 Nelle prossime pagine contiamo di  esaminare i singoli articoli e le specifiche fattispecie.

Italiani emigrati, contessioti emigrati. (1)

La mobilità umana post-Unita’

Da Palermo a New Orleans.
Il flusso comincia lentamente
ancor prima dell’Unita’, per
divenire questione di massa
nel Meridione italiano, dal
post Unita’ d’Italia.

 Il fenomeno migratorio costituisce una pagina importante della vicenda storica di Contessa Entellina, di cui è necessario preservare e diffondere la memoria. Personalmente ho notizie di famiglie residenti a Contessa Entellina che negli anni sessanta hanno smobilitato il loro modesto patrimonio locale e sono emigrati in Venezuela. In relazione ai fatti tragici che da giorni travagliano quel Paese, sarebbe interessante che a Contessa Entellina qualcuno che abbia conservato i rapporti con quei concittadini facesse conoscerci le condizioni.

A proposito di emigrazione. La Direzione Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri favorisce iniziative di informazione e valorizzazione della storia della nostra emigrazione, nella convinzione che sia indispensabile comprendere le caratteristiche e l'importanza di quella "altra Italia" che costituisce, ancora oggi, una fondamentale risorsa per il Sistema Paese. In questa prospettiva è stato istituito, come struttura permanente del Ministero degli Affari Esteri, il Museo Nazionale dell'Emigrazione, inaugurato nel 2009 con sede al Vittoriano che ospita una biblioteca sull'emigrazione.

Sul blog ci proponiamo di coinvolgere i lettori nella conoscenza del tema migratorio, che  ci è utile non solo per comprendere appieno le difficoltà ed i drammi vissuti dai nostri connazionali, e da chiunque debba lasciare il proprio Paese, ma anche perché ci rende consapevoli dei progressi fatti e ci richiama, ora che l’Italia è anche Paese di destinazione di flussi migratori, ad un impegno di assistenza, di solidarietà e di presa di coscienza dei diritti degli stranieri che oggi rischiano la propria vita per venire in Italia, ed in Europa, a costruire un futuro migliore per sé e per i propri congiunti.


Chiudiamo questa introduzione sul fenomeno migratorio richiamando un nuovo fenomeno con cui siamo di recente chiamati noi italiani a confrontarci: quello dei "cervelli in movimento", le persone - in particolare i giovani - che vanno all'estero per cercare opportunità di lavoro e acquisire competenze che possono poi essere messe a frutto anche nella madrepatria. Non si tratta di un evento assimilabile alle vecchie "ondate migratorie",  né per la sua natura né per i numeri coinvolti. I giovani che vanno all'estero non fanno riferimento alle associazioni tradizionali e richiedono servizi, anche consolari, diversi rispetto alle comunità "storiche". Con i giovani della nuova migrazione, generalmente muniti di diplomi di laurea, occorre rapportarsi in modo dinamico e flessibile, con il duplice obiettivo fondamentale: cercar di dar loro servizi consolari adeguati alle loro esigenze e fare in modo che essi siano incentivati a ritornare in Italia, dopo esperienza all'estero, portando con sé il bagaglio di competenze acquisite e contribuendo ad arricchire il capitale umano del nostro Paese. Ma… pare che non sia questo l’intento più recente.


(Segue)

domenica 5 luglio 2026

Un Personaggio

Sergio Mattarella è il 12º e attuale Presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 3 febbraio 2015. È stato eletto per un primo mandato nel 2015 e successivamente riconfermato per un secondo mandato nel febbraio 2022. Politico, accademico e giurista di origini siciliane, rappresenta l'unità nazionale e funge da custode della Costituzione Italiana


Le radici della parola “Parlamento”:


…riflettere sulla radice della parola “Parlamento”: 

il luogo dove le parole costituiscono, fondano, la

nostra identità senza congelarla in un simulacro.

Fa pensare allo spreco che spesso si fa delle parole.

E al peso che le parole hanno. Fa pensare  alle 

parole che costruiscono e a quelle che possono 

distruggere.

Alle parole vuote, insignificanti, che non impegnano; 

e a quelle piene, dense di significati.

La domenica è fatta per riflettere

I discorsi costituiscono
circa un quarto dell'intero
libro e rappresentano il cuore
 del kerygma, ovvero il primo
 annuncio della fede cristiana.





Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

I discorsi

I discorsi sono una “forma” molto rilevante negli Atti, già dal punto di vista quantitativo: è stato calcolato che sono 24, e occupano circa 300 versetti, un terzo dell’opera.

Per lo più sono discorsi di apostoli: Pietro e Paolo ne pronunciano un buon numero ciascuno, Stefano uno; Giacomo uno; ma anche altri personaggi parlano a varie circostanze (Gamaliele, membro del sinedrio; Tertullo, avvocato dei giudei, il governatore romano Festo, ecc.). C'è anche un discorso, in realtà una preghiera, della comunità (c. 4). Alcuni sono molto lunghi: il più lungo è quello di Stefano, ma molto ampi sono quelli di Pietro in occasione della pentecoste e quello di Paolo adAntiochia di Pisidia.

Hanno suscitato discussioni: c'è chi ha ritenuto che riproducano, seppure a sintesi, discorsi effettivamente pronunciati e chi li considera un espediente letterario dell'autore, simile a quello adottato dagli storici classici, per suggerire un interpretazione degli avvenimenti. Certamente la rielaborazione letteraria ha un pes decisivo, già nel numero e nel carattere dei discorsi: potremmo notare che sia a Pietro sia a Paolo, due figure messe in parallelo anche per altri aspetti, sono attribuiti un numero simile di discorsi importanti (6 o 7), i discorsi di Paolo si possono raggnuppare a tre a tre: tre discorsi missionari, tre discorsi apologetici, e questi ultimi sono rivolti a tre tipi di interlocutori diversi: agli anziani (cristiani) di Efeso, a Mileto (c. 20); ai giudei di Gerusalemme (c. 22) e al re Agrippa, a Cesarea di Palestina (c. 26). Ogni discorso assume un valore esemplare.

I discorsi più ampi e importanti sono accuratamente elaborati dal punto di vista retorico e vengono articolati in parti; inoltre l'autore si preoccupa di adeguare linguaggio e temi al carattere dei personaggi e alle situazioni (già vi abbiamo accennato). Un ruolo importante, nei discorsi ai giudei, hanno le citazioni bibliche.

Alcuni temi di base vengono ripetuti nei diversi discorsi secondo uno schema fisso. I discorsi spesso accompagnano, come un commento, eventi capitati: ad es., il promo discorso di Pietro segue ai fatti prodigiosi della pentecoste (c. 2), il secondo al miracolo di guarigione dello storpio (c. 3).

La forma che assumono i discorsi negli Atti si differenzia alquanto da quella dei discorsi di Gesù, che hanno un carattere sentenzioso o prescrittivo o parabolico

sabato 4 luglio 2026

La cultura, cosa è?

La distanza tra l'Europa e
gli Stati Uniti nell'era Trump è
diventata evidente su più
fronti, separando due modelli
di società e di governance.
Questo allontanamento si
basa su divergenze profonde,
che coinvolgono le scelte
economiche, la tutela dei
diritti e la visione del ruolo
dell'Occidente nel mondo.

L'approccio isolazionista
statunitense mira a
disimpegnarsi dal ruolo
di "poliziotto del mondo" e
mette in discussione accordi
storici. L'Europa, costretta
a fare i conti con un conflitto
alle proprie porte, si trova
a dover ripensare e rafforzare
la propria autonomia
strategica e il suo sistema
di difesa comune.






Viaggio dentro il processo culturale. 

Per qualche tempo all’interno delle pagine del blog contiamo di intrecciare storia, cronaca, politica, sentimenti umani ai problemi della cultura. Stiamo assistendo ai nostri giorni alla frattura (rottura?) di visione delle cose del mondo fra USA ed Europa e ci chiediamo se il dato e’ solo politico, magari con l’aggiunta economica, oppure fra le due sponde dell’Atlantico sta accadendo qualcosa di più profondo? Qualcosa di culturale? Parleremo pertanto di cultura, di arte e di politica in quanto espressione di ben altro.

La pagina, per la natura della tematica, è aperta a chi conviene su ciò che andremo sviluppando ed a chi dissente. 

= = = 

Cosa sta provocando la rottura fra Europa e Nord America? Esiste sicuramente una serie di ragioni storiche e persino ideologiche. Esiste una problematica che risale all’Ottocento che ha assistito all’unita’ spirituale e culturale fra le due sponde dell’Atlantico e che sembra recentemente via via spezzarsi. 

Partiremo da lontano, ma a noi più che la lontananza politica (che persisterà con certezza fino alla fine della presidenza Trump), interesserà quella culturale e spirituale che invece  è andata spezzandosi e probabilmente resterà di difficile ricomposizione, per non dire impossibile.  Proveremo a cogliere come dalla polemica trumpiana si sviluppa una visione nuova e differenziata delle cose del mondo; e a questo punto la differenziazione da politica va, andrebbe, letta in termini culturali. Ossia ci ritroviamo diversi noi europei dagli americani.

A) L’Ottocento europeo ha conosciuto una tendenza rivoluzionaria di fondo, sulla cui base si è sviluppato il pensiero filosofico, letterario e politico, oltre che la produzione artistica e l’impegno degli intellettuali in Europa. Il tutto era sopratutto avvenuto già nel periodo antecedente le tante rivoluzioni del 1848. Nella generalità dei paesi europei, nonostante le differenze di lingue e di stirpi, di livello politico, sociale ed economico, si puntava ovunque all’affermarsi di uno sviluppo spirituale, che era quello ereditato dalla Rivoluzione francese (nozione di popolo, concetto di libertà, fiducia nel progresso). Nel 1848, quando tutta Europa si infiammò, mai tanti poeti, letterati si ritrovarono tra gli insorti col fucile in spalla. L’arte, la letteratura sono state viste come specchio della nuova realtà in movimento, espressione attiva del popolo. In quel movimento politico del 1848 per la prima volta l’arte, la letteratura, la cultura in generale per la prima volta furono viste come specchio, espressione attiva del popolo.

C’è’ una frase di Jules Michele (1798–1874 è stato uno dei massimi storici e saggisti francesi del XIX secolo), che sottolinea la necessità del popolo nella cultura: “La generazione passata è stata una generazione di oratori, l’attuale sia di veri produttori, di uomini d’azione, che di lavoro sociale. E d’azione in molti sensi. La Letteratura, uscita dalle ombre della fantasia, prenderà di fatto corpo e realtà, sarà una forma dell’azione; essa non sarà più divertimento di qualche individuo, o di pigri, ma la voce del popolo al popolo”.

(segue)

Un personaggio

 

30/10/1871-20/07/1945
Paul Valéry (1871-1945) è stato un celebre poeta, saggista e scrittore francese. Tra i massimi esponenti del Simbolismo, è famoso per il rigore intellettuale, la poesia cerebrale e le profonde riflessioni sulla natura dell'arte, del linguaggio e della coscienza.
E’ annoverato fra gli intellettuali più influenti d'Europa e membro dell' Académie Française.

Nei suoi Sguardi sul mondo attuale, 
così giudica la “politica”:

La politica fu in primo luogo
l’arte di impedire alla gente
di immischiarsi  in ciò che la
riguarda.
In un’epoca successiva si

aggiunse l’arte di  costringerla

a decidere su ciò che non capisce.

Parole frequenti sui media


onde lente. Il sonno a onde lente, o sonno profondo non Rem, è la fase del sonno essenziale per il recupero fisico, il consolidamento della memoria e la rigenerazione cellulare. È caratterizzato da onde cerebrali delta ampie e sincronizzate. Quando la temperatura supera i 26 gradi, il sonno profondo si riduce e rende più difficile il recupero. 

Corrisponde alla fase più profonda del sonno non-REM (stadio N3). È caratterizzato da onde cerebrali ampie e lentissime (onde delta). Durante questa fase, battito cardiaco, pressione e respirazione rallentano al massimo, mentre il corpo si rigenera e il cervello consolida i ricordi

venerdì 3 luglio 2026

Parole frequenti sui media

 

L’OMS è attualmente
composta da 
194 Stati
membri.
omsL’Organizzazione Mondiale della Sanità, con sede a Ginevra, è stata istituita con il Trattato di New York del 1946 ed è entrata in vigore nel 1948. Ha come missione di garantire a tutte le persone «il più alto livello possibile di salute fisica, mentale e sociale». L'organizzazione conta 194 Stati membri e lavora con l'obiettivo di far raggiungere a tutte le popolazioni il livello più alto possibile di salute. Le sue funzioni principali includono:

  • Gestione delle emergenze: coordina la risposta globale a pandemie ed epidemie.
  • Linee guida sanitarie: stabilisce standard globali e scientifici per farmaci e cure.
  • Prevenzione e salute: promuove campagne contro malattie, fumo, abuso di alcol e malnutrizione.
  • Sostegno tecnico: aiuta i Paesi vulnerabili a sviluppare sistemi sanitari solidi