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giovedì 3 settembre 2026

La strage di via Carini

Il generale Carlo Alberto dalla
Chiesa
 (Saluzzo, 27 settembre
1920 – Palermo, 3 settembre 1982)
 
è stato uno dei più importanti 
generali, prefetti e servitori dello
Stato italiano
, simbolo indiscusso
della lotta contro il terrorismo e la 
mafia
. La sua determinazione e le
sue innovazioni investigative hanno
segnato la storia contemporanea
d'Italia, pagate tragicamente con
la vita nella 
strage di via Carini.





Era il 3 settembre del 1982 quando con il massacro del prefetto-generale Carlo Alberto dalla Chiesa, della giovane moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo scrisse qualche giornale  rischiò di morire «la speranza dei palermitani onesti» e si capì che occorreva richiamare il Paese alla «resistenza» e a una «difesa della democrazia mortalmente minacciata». 

Pertini parlo’ di «una sfida non più tollerabile». Gli editoriali di più giornali proposero di mettere mano alla legislazione antimafia, di trovare armi efficaci contro un mostro spesso annidato nei gangli (infedeli) dello Stato, perfino di «fare uso dell’articolo 102 della Costituzione che consente la creazione di sezioni specializzate della magistratura». E sarà proprio questa visione che anticiperà di dieci anni ciò che Giovanni Falcone avrebbe realizzato con l’istituzione della Superprocura e delle direzioni distrettuali antimafia. Dalla Chiesa parlando a Palermo auspicava proprio quegli interventi. Era  arrivato a Palermo cento giorni prima per intercettare il nodo mafia-politica «senza riguardi per nessuno», come il generale aveva ripetuto anche a Giulio Andreotti con riferimento agli uomini della sua corrente, definita «la famiglia politica più inquinata». 

Furono cento giorni segnati da ostilità e promesse mancate. A cominciare da quelle sui poteri di coordinamento della lotta alla mafia, mai concessi. Quel 3 settembre resta una data spartiacque nella storia della mafia e dell’antimafia. Quella sera la questione mafiosa diventò una questione nazionale e i Palazzi romani dovettero fare passi fino ad allora bloccati, come l’inserimento nel Codice penale del reato di «associazione mafiosa» (il 416 bis), la rapida approvazione della legge Rognoni-La Torre per i patrimoni dei boss e l’istituzione di un Alto commissariato contro la mafia. 


giovedì 20 agosto 2026

Cosa abbiamo capito?

 Come distinguere il

 “Vero” dall’ “Inverosimile”

La vicenda che coinvolge il
giornalista Sigfrido Ranucci e
l'ex faccendiere Valter Lavitola
 
ha assunto contorni così paradossali
ed emotivamente disorientanti da
giustificare in pieno lo sconcerto del 
"in che mondo viviamo?". La realtà
emersa dalle indagini della Procura di
Roma e dalle confessioni  ha
superato la trama di qualsiasi
fanta-thriller politico.

La vicenda mette a nudo dinamiche
profondamente ciniche della società
contemporanea
, articolate su più livell
i.
Il movente assurdo: Secondo
l'accusa e le ammissioni dello stesso
Lavitola, la bomba 
non è stata messa
per colpire o zittire Ranucci, ma
"a suo favore"
. L'obiettivo dichiarato
era quello di aumentarne a
dismisura la notorietà pubblica,
blindarne la scorta e lanciarne la
figura sul piano politico.


Ranucci resta ad oggi la vittima di un odioso attentato orchestrato da un avventuriero ambizioso, quel Valter Lavitola che, però, con Ranucci aveva una fitta frequentazione. Ranucci al primo interrogatorio ripercorse le sue direttrici di sempre. E, davanti alla richiesta di illustrare un possibile movente dell’azione dinamitarda, parlò della possibilità che fosse stata la camorra o dell’eventualità che la pista da seguire fosse quella dei cantieri navali approfonditi nel corso di due servizi di Report dal giornalista Daniele Autieri.

 Sappiamo che i quattro esecutori materiali dell’attentato dinamitardo contro il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, sono dei piccoli pregiudicati della provincia di Avellino che eseguirono il blitz su preciso input. Si tratta di un piccolo progresso a fronte dei molti silenzi. 

  Per completare il quadro, il pm antimafia Edoardo De Santis, si propone almeno due obiettivi. In parallelo a ulteriori analisi sui dispositivi elettronici di Lavitola — cellulari e pc — il magistrato potrebbe risentire i protagonisti degli avvenimenti di Pomezia, gli indagati e la vittima. 

lunedì 17 agosto 2026

Parole frequenti sui media

 

Valter Lavitola è stato
arrestato
 con l'accusa di
essere il mandante
dell'attentato dinamitardo
(una bomba esplosa nei
mesi scorsi) contro
l'abitazione del giornalista.
Durante un lunghissimo
interrogatorio di garanzia
davanti al GIP di Roma,
Lavitola ha confessato
una verità paradossale.
Secondo l'imprenditore, il
gesto serviva a far innalzare
i sistemi di protezione e la
scorta del giornalista, a
suo dire in grave pericolo a
causa di altre minacce.
Report

È uno storico programma televisivo di giornalismo d’inchiesta, nato nel 1997 su Rai 3 per iniziativa di Milena Gabanelli. Dopo la fase iniziale come Professione Reporter su Rai 2 (1994-1996), è diventato uno dei principali programmi d’inchiesta della tv pubblica.

Per i pm, Sigfrido Ranucci è solo vittima dell’attentato alla sua villetta. È vero, anche per la gip Moricca era inconsapevole e manipolato dall’astuto mandante. Ma più passano i giorni, più il Lavitola-gate sparge imbarazzi e accuse, anche tra gli estimatori del giornalista.

Il caso galvanizza Fratelli d’Italia, che rilancia sui social le parole con cui Elly Schlein, in inglese, da Bruxelles, esprimeva solidarietà a Ranucci concludendo: «La democrazia e la libertà di parola sono a rischio quando l’estrema destra è al governo».


sabato 8 agosto 2026

8 Agosto

Marcinelle, 1956
  L'8 agosto 1956, nella
miniera di carbone 
Bois du Cazier a
Marcinelle (Belgio),
un incendio a 975
metri di profondità
causò la morte di
262 minatori.
Tra i caduti si
contarono ben
136 giovani immigrati
italiani, partiti per
sfuggire alla miseria.




L’8 agosto di 70 anni fa nell’incendio sottoterra in Belgio persero la vita anche 136 lavoratori italiani. Uomini, mariti, fratelli che lasciarono il Paese spinti dalla fame e dagli accordi del dopoguerra: il Belgio per ogni minatore regalava a Roma da 2,5 a 5 tonnellate di carbone. 

Di questo parla il libro di Di Stefano sulla tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956. Il libro è un coro, un’orazione pubblica di un disastro non solo italiano ma europeo, un evento che getta una luce sinistra sul nostro dopoguerra, nel quale si coagulano alcuni temi fondamentali della nostra modernità, nata dalle macerie della Seconda guerra mondiale, e che si trovano sepolti nelle vene di una miniera di carbone, diventata letteralmente una tomba di fuoco, fumo per molti uomini.

Il libro:
L'accordo "uomo-carbone": La tragica realtà del protocollo del 1946 con cui l'Italia inviava manodopera in Belgio in cambio di forniture di carbone a prezzo agevolato.

Le colpe della giustizia: La denuncia delle misere condizioni lavorative e della disorganizzazione, che portarono all'assoluzione quasi totale dei responsabili nei processi dell'epoca.
Il dovere della memoria: La lotta attiva contro la rimozione storica di un capitolo fondamentale ma doloroso dell'Italia del secondo dopoguerra.

martedì 7 luglio 2026

Parole frequenti sui media

 

L'Interpol (Organizzazione
Internazionale della Polizia
Criminale) è a tutti gli effetti
un'
organizzazione
intergovernativa
. Riconosciuta
ufficialmente dalle Nazioni Unite,
 
permette alle forze di polizia
di 196 Paesi membri di
collaborare per prevenire e
combattere la criminalità
internazionale.

Si tratta di un organo di
coordinamento, 
non
possiede una propria forza di
polizia di intervento diretto
sul campo
 . Il suo scopo è
unicamente quello di facilitare
lo scambio di informazioni e
assistere le polizie locali
nelle indagini transfrontaliere.





Interpol

L’Organizzazione internazionale della polizia criminale ha sede a Lione e unisce le polizie di 196 Paesi. Il suo obiettivo è consentire agli investigatori di condividere informazioni su criminali che agiscono oltre i confini nazionali.

La costituzione dell'Interpol vieta tassativamente all'organizzazione di intervenire o essere utilizzata per questioni di carattere politico, militare, religioso o razziale. Il suo focus resta unicamente il crimine comune transnazionale (es. terrorismo, traffico di esseri umani, pedopornografia online e cybercrimine).

Fu istituita nel 1923, quando si chiamava International Criminal Police Commission. Rifondata nel 1946, dopo essere stata trasferita a Berlino sotto il controllo della Germania nazista dal 1938 al 1945, ha invece assunto l’attuale nome e l’attuale struttura dieci anni più tardi.

Nel rispetto del principio di neutralità politica che la sua Carta costitutiva esplicita, l’Interpol non ha competenza in materia di crimini politici, militari e religiosi: le principali aree dove invece l’organizzazione interviene ed è attiva sono la pubblica sicurezza, il contrasto al terrorismo e la criminalità organizzata, la lotta contro la pirateria, i traffici illeciti di droga, di esseri umani e armi, e ancora il riciclaggio di denaro, la pornografia minorile, la corruzione, i crimini informatici e quelli ambientali

lunedì 22 giugno 2026

Noi esseri umani

La mitezza è l'espressione di una 
forza interiore e di un profondo
autocontrollo, ben lontana dalla
passività o dalla mancanza di
carattere.

Norberto Bobbio considerava la
mitezza una virtù attiva, uno
dei più importanti antidoti
al dogmatismo e alla violenza.







Se chiediamo ad un antropologo quale sia stato il primo segno di umanità, la risposta è: un femore guarito. Ci spiegano che i “primitivi”, da quel momento non furono più “primitivi”, invece di abbandonare il malato lo protessero e lo nutrirono per mesi e mesi. Fino al suo ritorno nella comunità.

Trump ha ribaltato un’altra zona di conforto della nostra coscienza. Visto che papa Leone invitava alla pace, invece che alla guerra, Donald l’ha definito “debole”. Da saltare sulla sedia. Non solo per l’aggressione verbale, non solo per il fatto inedito, un presidente americano contro il Pontefice, pure esso americano, ma per una questione più profonda. Cioè l’uso del termine “debole” come insulto

La parola che, da sempre, porta verso il rispetto e la sensibilità, trasformata in un randello sulla testa del fragile o presunto fragile. La risposta del Papa è stata «io non ho paura», ha riacceso anche una (antica) verità: la mitezza non è arrendevolezza, solo una certa tracotanza può associare due termini così lontani.

martedì 16 giugno 2026

E’ tempo di dichiarazione di redditi

 Sul blog contiamo di simulare in seguito una dichiarazione, con situazioni ricorrenti.

= = = 

Aliquote IRPEF confermate

Per i redditi 2025:
= fino a 28.000 €. - 23%
= fino a 50.000 €. - 35%
= oltre - 43%


Sul blog contiamo di dedicare più pagine per rendere comprensibili termini, finalità e modalità su tutto ciò che attiene il rapporto cittadino-fisco.

Iniziamo intanto a sapere che le nostre dichiarazioni dei redditi possono essere sottoposte ad   Accertamento. Come avviene la procedura di accertamento?

Sulla dichiarazione presentata nel 2024 e relativa ai redditi conseguiti nel 2023 partirà: 

1) il controllo automatico entro il 31 dicembre 2026;

2) il controllo formale entro il 31 dicembre 2027 (accerta, in base all’analisi del rischio, se la dichiarazione corrisponde alla documentazione del contribuente incrociata con dati di enti terzi); 

3) l’accertamento sostanziale entro il 31 dicembre 2028 (l’Agenzia contesta la dichiarazione e chiede il pagamento di un maggiore importo);

4) Infine entro il 31 dicembre 2030 scatta «l’omessa dichiarazione» a carico di chi non ha presentato la dichiarazione, oppure con un ritardo superiore ai 90 giorni. 

Pertanto quando parliamo di «recupero evasione», una parte consistente si riferisce sempre ad annualità risalenti dai 3 ai 7 anni precedenti e in base alle norme in vigore in quel periodo. 

Dal 2023 in poi si suppone che la tendenza al recupero sarà più bassa. Perché?

Nel 2024 e’ stato introdotto il concordato preventivo biennale: una delle misure bandiera della riforma fiscale varata dal governo. 

L’Agenzia informa l’interessato che in base ai suoi  calcoli il contribuente e’ andato fuori parametro: ha dichiarato 30, ma avrebbe dovuto dichiarare 50. Se aderisce, su quei 20 in più pagherà  un’imposta compresa fra il 10 e il 15% (a seconda del grado di affidabilità) e sui 5 anni precedenti e i 2 successivi difficilmente scatteranno ulteriori controlli e verifiche. 

Lo sconto prevede un limite: la differenza fra quanto dichiarato e quanto avrebbe dovuto non deve superare gli 85 mila euro, sui quali pagherà  al massimo un’imposta del 15%.
 

Si tratta chiaramente di un sistema che può generare due distorsioni: da una parte chi consegue redditi superiori rispetto a quelli concordati non li dichiarerà, dall’altra se è tassato sulla base di un reddito predeterminato non ha alcun incentivo a produrre (ed evidenziare)  di più. Inoltre la data stabilita per l’adesione al concordato è il 30 settembre, e questo consente di fare due calcoli di convenienza. 
Una norma che può tradursi in una forma di evasione legalizzata o, più correttamente, in una sottotassazione consentita poiché il contribuente beneficia di un’imposizione inferiore rispetto al proprio reddito. Quindi pochi, maledetti e subito per il fisco, ma ovviamente si tradisce il principio costituzionale che è quello di pagare in base alla reale capacità contributiva.

giovedì 11 giugno 2026

La vita: serve uno scopo trascinante




Per vivere bene serve uno scopo trascinante fatto di ragionamenti, arte, letteratura e letture, riflessioni e scritti. Non esiste altro modo per percorrere il mistero dell’uomo, il senso della vita, il nocciolo dell’esistenza. 

 Qualcuno ha detto che il senso dell'esistenza non è un'equazione matematica o un dato di fatto oggettivo da scoprire. Si vive principalmente per creare il proprio significato attraverso le relazioni, le passioni, il superamento delle difficoltà e la continua evoluzione personale.

Claudio Spinelli, professore ordinario all’università di Pisa, arriva a una conclusione: «L’esistenza non ha un significato intrinseco, è un’assurdità ma va vissuta con la massima responsabilità. Ciascuno di noi è chiamato a scovarne il valore: Arte, stupore, fede, amore, lavoro e altro sono le finalità. Lo è anche la sofferenza». 


lunedì 8 giugno 2026

Capita in Italia

 

Sono scattati presidi e
manifestazioni di solidarietà
e di protesta in diverse città
italiane per denunciare le
condizioni limite del
 caporalato agricolo.



Bruciati vivi quattro braccianti agricoli

La fine tragica di Amin Khogyani, Ullah Qiemi, Amjad Safi e Waseem Khan, quattro braccianti agricoli bruciati vivi da due assassini venuti da lontano al pari di loro loro, ci appare appartenente ad una realtà  sociale ed umana lontana da noi, eppure quella tragedia è stata consumata sotto il nostro naso, in una realtà agricola italiana dove nel terzo millennio esistono figure di caporali e braccianti, pachistani e afghani. 

  Nella società italiana, nelle maglie delle strutture economiche pare che esistano tuttora spazi e gangli dove i più furbi e i malvagi possono sfruttare e persino ammazzare i più deboli ed i più indifesi dei loro. 

===

La strage di quattro braccianti agricoli bruciati vivi è avvenuta a Amendolara, in provincia di Cosenza (Calabria), in questi primi giorni di giugno 2026. Le quattro vittime, tre cittadini afghani e un pakistano, sono state intrappolate all'interno di un monovolume a cui è stato dato fuoco. Un quinto lavoratore è riuscito a scappare e a salvarsi.

Le vittime avevano semplicemente protestato per le condizioni di lavoro e richiesto la paga spettante dopo la raccolta delle fragole. Tra i motivi di scontro emersi dalle indagini figura anche il rifiuto dei lavoratori di vivere ammassati in dieci persone dentro una sola stanza.

Le indagini condotte dalla Procura di Castrovillari e dalla Squadra Mobile di Cosenza hanno portato al fermo di due caporali di nazionalità pakistana.

La Coldiretti ha espresso ferma condanna definendo l'episodio un orrore intollerabile. Diverse associazioni ed enti come la Comunità di Sant'Egidio e la CEI hanno chiesto di spezzare l'omertà e rafforzare severamente i controlli contro lo sfruttamento del lavoro nei campi.

Gli italiani e la ricchezza

 Parliamo di fisco

I conti pubblici italiani 
sono caratterizzati da
una situazione di criticità
strutturale, con il debito
pubblico totale che ha
superato la soglia record
dei 3.150 miliardi di euro
.
 Il rapporto debito/PIL si
aggira attorno al 138%,
proiettando l'Italia al primo
posto in Europa per questa
specifica percentuale.



Il sistema tributario italiano e’ eccessivamente inclinato sul fattore “lavoro”. La gran parte delle entrate pubbliche provengono dalla tassazione delle “buste paghe”. Non sorprende leggere le richieste di più fronti politici e sindacali di spostare la tassazione dal lavoro alle rendite. 

 L’imposta sulle case esiste già, escludendo la prima casa.  Dove sta il problema?

1)  Parlare di imposta patrimoniale significa inimicarsi i  ceti medi (quelli che sostanzialmente decidono le sorti delle forze di governo).

2)  In Italia la tassa di successione è poco più che simbolica, a differenza di molti altri Paesi. In astratto la tassa di successione sarebbe giusta. Qualcuno ci lascio’ scritto che gli uomini nascono liberi e uguali. È giusto che coloro che hanno la fortuna di nascere in una famiglia ricca contribuiscano in qualche modo all’istruzione, alla salute, alla sicurezza, al benessere dei compatrioti. Però, siamo sempre lì, la tassa di successione finirebbe per colpire le famiglie del ceto medio, ossia lo spazio di qualsiasi forza politica, di destra o di sinistra. Un ceto medio, in anni recenti impoverito dall’inflazione e che comincia a sentire i morsi di quella rivoluzione dell’intelligenza artificiale che cancellerà o almeno ridimensionerà fortemente i lavori che più finora lo hanno caratterizzato.

 3) una cosa certa è che in Italia chi prometterà nuove imposizioni fiscali perderà le elezioni.

venerdì 5 giugno 2026

Senso civico e politico (1)

Le aree più trascurate ed emarginate
della Sicilia si concentrano soprattutto
nell'entroterra (le "Aree Interne")
 e in
alcune periferie urbane, soffrendo di
spopolamento, carenza di infrastrutture
e vulnerabilità ambientale.

Le aree interne e le fasce costiere
meridionali sono le più esposte al
dissesto idrogeologico e all'avanzare
della desertificazione, con oltre il
70% del territorio isolano a rischio.






Aree da valorizzare

 Molti di noi ritengono, errando, che nulla possiamo fare di fronte agli eventi, situazioni e malvagità socio-politiche che leggiamo o comunque apprendiamo attraverso i media o che in un piccolo centro apprendiamo al bar. Lasciando da parte, almeno per ora, l’impegno politico che tutti saremmo chiamati ad assolvere dalle forme prescritte istituzionalmente, e  quello socio-culturale, che anche questo, tutti, saremmo tenuti a perseguire e coltivare, proveremo a sviluppare il concetto di politica che sul blog riteniamo di coltivare e interpretare.

 La politica per i curatori del blog è preliminarmente fenomeno inserito nel movimento culturale dei nostri giorni. Chi si occupa o comunque dedica tempo e intenzioni alla politica e’, che sia consapevole o meno, una persona impegnata per il mutamento e la crescita del Paese.  Chi milita a Destra o a Sinistra, prova a leggere e interpretare con disincanto (anche utopistico, talvolta) le contraddizioni della società dei nostri giorni e punta a intravedere, sempre, i ritardi ed i mali che traspaiono sui tanti traguardi perseguibili e frequentemente disattesi, da chi avrebbe dovuto dedicarsi, per inadeguata accortezza.

  Noi uomini abbiamo, tutti, il dovere e il miraggio di perseguire la felicità collettiva terrena, per i concittadini, o quanto meno per la maggioranza di essi. 

  Su questa pagina di politica locale, regionale e/o nazionale chiunque potrà, se lo vorrà’ scrivere. La sensazione è che molta gente, cittadini, sottovalutino i tempi che stiamo vivendo. Contessa Entellina, da uno studio non ufficiale condotto da dei volenterosi, di fatto conta (seppure non anagraficamente) un migliaio di residenti. E purtroppo il deflusso, che continua a interessare proprio le fasce più professionalizzate e più giovani, pare che non interessi a nessuno.

   L’Europa ha deciso, in un clima politico internazionale che via via si incattivisce, di dover destinare risorse al riarmo piuttosto che al risveglio socio-economico delle aree che tendono a spopolarsi.  Su questo presupposto insistere su temi culturali, sociali, politici, economici e di crescita umana e’ nella nostra area -riteniamo- doveroso. La pagina è aperta, ripetiamo, a chiunque, amici e pure a chi fra gli amici ritiene di non annoverarsi. Il filo tematico deve girare attorno a “senso civico e politico” sul presente momento storico.

mercoledì 3 giugno 2026

Riflessioni


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Ciascun essere umano, tutti rechiamo con noi la nostra piccola (raramente grande) storia. Tutti ci siamo imbattuti in vicende splendenti della vita ma anche nelle miserie che accompagnano l’umanità. Tanti di noi abbiamo attraversato il viaggio della vita da ospiti inquieti e curiosi ed abbiamo sempre voluto conoscere se le fondamenta della società fossero, o meno, solide, convincenti e sopratutto giuste.

Molti, moltissimi uomini, hanno da sempre coltivato la “cultura critica”, quell’interrogarsi se una “società più giusta” sia possibile costruirla e lasciarla a chi dopo di noi verrà. L’espressione  “uomini inquieti" evoca figure mosse da un'insofferenza profonda verso le ingiustizie del proprio tempo, individui che non hanno mai smesso di cercare e pretendere un mondo più equo, che non si sono accontentati dello status quo e, attraverso il loro pensiero e la loro azione, hanno scosso le coscienze.

Ci piace evocare le figure che hanno fatto della lotta per l'uguaglianza e i diritti la propria missione e che si possono riassumere in queste storie straordinarie:

Mahatma Gandhi: Ha guidato l'India all'indipendenza attraverso la disobbedienza civile e la nonviolenza, ispirando intere generazioni a resistere all'oppressione senza ricorrere alle armi,

Nelson Mandela: Dopo ventisette anni di carcere, ha abbattuto il regime segregazionista dell'apartheid in Sudafrica, trasformando il rancore in riconciliazione e democrazia,

Martin Luther King Jr.: Ha guidato il movimento per i diritti civili negli Stati Uniti, lottando per l'uguaglianza razziale e sognando una società fondata sul contenuto del carattere piuttosto che sul colore della pelle.

Thomas Sankara: Leader del Burkina Faso, ha dedicato la sua vita a sradicare la corruzione, combattere la fame e promuovere l'emancipazione femminile, guadagnandosi il titolo di "uomo integro",

Ken Saro-Wiwa: Scrittore e attivista nigeriano, ha combattuto contro lo sfruttamento ambientale e la devastazione della sua terra d'origine a opera delle multinazionali del petrolio, pagando con la vita il suo attivismo,

Danilo Dolci: Noto come il "Gandhi italiano", ha operato attivamente in Sicilia, nella Valle del Belice, contro la povertà, il potere mafioso e l'abbandono dello Stato. Ha promosso il pacifismo, la nonviolenza e lo sviluppo collettivo, lottando per il riscatto sociale degli emarginati,

Peppino Impastato: Giovane giornalista e attivista siciliano, ha sfidato apertamente Cosa Nostra nella sua stessa terra, venendo barbaramente ucciso nel 1978 per le sue denunce coraggiose.

Questi uomini rappresentano solo una parte di coloro che hanno cambiato la storia, sfidando le convenzioni e pagando spesso prezzi altissimi per consegnarci una società più giusta e inclusiva.

(Segue)




venerdì 22 maggio 2026

L’Occidente smarrito

Se gli USA hanno smarrito la strada …. 
La democrazia garantisce le libertà
 fondamentali, la tutela dei diritti
e la risoluzione pacifica dei conflitti
.
Tuttavia, può non "convenire" a chi
detiene il potere in modo autoritario
o a chi preferisce decisioni rapide e
verticistiche rispetto al complesso
processo di mediazione politica.

Se l’America si è affidata al primo Trump che gli è capitato, non deve essere credibile e possibile che la democrazia, in Occidente, debba affidarsi alle destre estreme e alle figure alla Salvini, che purtroppo prosperano dai Balcani al nord del Continente.

  Che le destre estreme, che hanno numi del tipo Putin, Trump ed altri ancora peggiori,  è lecito fermarli, persino secondo un padre del liberalismo come Karl Popper. 

 Occorre un sentimento. Un discorso legittimante che appassioni alla comune causa democratica e che, in quell’entità che chiamavamo Occidente, appare ai nostri giorni smarrito nel silenzio. 

  Si attribuisce allo scrittore cattolico Gilbert Keith Chesterton un aforisma utile: non è vero che chi non crede più in Dio non creda più a nulla, comincia piuttosto a credere a tutto. Con le dovute proporzioni, ciò vale anche per la democrazia: chi smette di credere nelle istituzioni liberali, può credere a qualsiasi demiurgo da circo equestre, persino ad un Trump. Ma, per ricostituire una fede, occorre almeno qualcuno che la professi ad alta voce. E la democrazia conviene a tutti.

martedì 12 maggio 2026

La materia scolastica trascurata

 

L’educazione civica

Si, l’educazione civica, nella scuola italiana è la più trascurata e dovrebbe, invece, essere la materia base per promuovere l’idea che se tutti rispettano le regole, tutti ne giovano. Il Ministero dell’Istruzione dovrebbe essere quello con più portafoglio, per trasformare le scuole in hub anche pomeridiani, con corsi gratuiti che aiutino ragazzi e famiglie. Formare cittadini e’, dovrebbe essere, primo compito delle istituzioni.

Con legge 92/2019 l’educazione civica con legge fu introdotta come “obbligatoria”, e nel  2024 furono impartite nuove linee guida, ma nonostante tutto la disciplina soffre di strutturali criticità che la rendono, per molti, una materia vuota. Da qui il disinteresse diffuso dei cittadini per la cosa pubblica. Non è un caso se poi le tante istituzioni finiscono in mano ai politicanti, in carenza di veri politici.

lunedì 11 maggio 2026

Vocabolario


L'uguaglianza davanti alla legge
 (formale) non basta; la Repubblica
interviene per eliminare le
diseguaglianze di fatto (sostanziali)
che ostacolano il pieno sviluppo
della persona, riflettendo un principio
di pluralismo.





I cittadini sono uguali di fronte la legge. Cosa vuole dire questo comma della Costituzione?

Uguaglianza è relazione. Si può essere uguali, e contemporaneamente diversi, su una miriade di aspetti di vita: economici, sessuali, sociali, culturali… quella della eguagianza e’ quindi una relazione pienamente politica, che nei secoli non ha mai smesso di interrogare la umanità e la cultura europea. E qual è la storia profonda di questo concetto appassionante e difficile? Il groviglio filosofico di un’idea di uguaglianza non è un concetto moderno.

 Il problema dell’uguaglianza risale a un passato remotissimo, addirittura preistorico: insomma, noi esseri umani continuiamo da sempre a porci le stesse domande.

Arte e cultura sono ponti.

Le culture sono ponti che uniscono le persone, richiamano la nostra umanità e ci coinvolgono emotivamente. E’ fondamentale promuovere incontri sinceri e dialogo autentico.  Investire nella cultura rappresenta sviluppo umano. La memoria è uno strumento di rinascita: arte e cultura si trasformano in patrimonio condiviso, in un richiamo storico e in fonte di ispirazione. La cultura, in questa prospettiva, invita alla riflessione, alla comunicazione e all’innovazione, ben oltre il semplice collezionismo.

mercoledì 6 maggio 2026

Noi esseri umani

 


Il progetto di un "arco di trionfo"
 a Washington, spesso definito
nei media come 
"Arc de Trump",
 rappresenta una delle iniziative
architettoniche più ambiziose e
controverse della seconda
amministrazione Trump, con
 l'intenzione di rimodellare la capitale
statunitense secondo uno stile
monumentale e personale.


I critici lo vedano come un monumento
 alla vanità personale del tycoon.






Noi esseri umani amiamo la grandeur

== Un tempo erano le dimensioni degli eserciti a far vincere le guerre. L’assedio di Costantinopoli del 717 fu fatto con 200 mila uomini e migliaia di navi.

== La Wehrmacht mobilitò 18 milioni di soldati, l’Armata rossa 34 milioni. 

== Oggi questi numeri contano poco. I russi hanno una superiorità numerica schiacciante sugli ucraini, eppure fanno fatica ad avanzare e soffrono l’incisività e la potenza dei droni, sempre più piccoli, sempre più veloci e imprendibili. 

== Oggi la potenza delle economie sta nei microchip, come l’ordine pubblico nella sorveglianza digitale, minuscola, invisibile.

== Gli imperatori romani, i condottieri tengono molto alle dimensioni. All’ampiezza dei territori posseduti, alla vastità degli imperi, alla mole dei monumenti, al numero come potenza. La dismisura è il compasso con cui misurano il mondo.

==. Donald Trump rientra in questa psicopatologia della smoderatezza, tanto da averla incisa nel suo motto di riferimento: Make America Great Again. L’ultima sua trovata è il progetto di un gigantesco Arco di Trionfo, subito ribattezzato «Arco di Trump». Settantasei metri che supererebbero in altezza sia il Campidoglio sia il Lincoln Memorial. 

== Sempre Trump, a parte guarire il mondo con poteri ultraterreni (forniti dall'intelligenza artificiale), immagina la mega sala da ballo, con tanto di colonne corinzie intagliate a mano, che vuole costruire nella Casa Bianca e che, dice lui, lo avrebbe protetto dai proiettili di Cole Thomas Allen. Sul New York Times, Mark Landler lo paragona ad altri uomini potenti. 

martedì 5 maggio 2026

Parole frequenti sui media

 

Nuova procedura di 
sfratto: una corsia veloce
per sgomberare sia gli
immobili privati che
i 22.700 alloggi pubblici
occupati in modo illegittimo.



sfratto

Lo sfratto è l’atto con il quale, nell’ambito di un rapporto di locazione, il proprietario richiede al conduttore la riconsegna dell’immobile di sua proprietà e di lasciare l’appartamento. La procedura si svolge davanti al Tribunale. Lo sfratto è esecutivo nel momento in cui il giudice, dopo aver verificato le condizioni, lo convalida emettendo un’ordinanza. 

Lo sfratto per finita locazione è una procedura legale per riottenere un immobile alla scadenza contrattuale, se l'inquilino non libera l'abitazione. Richiede un contratto registrato e una disdetta tempestiva (solitamente 6 mesi prima). Il giudice convalida lo sfratto fissando una data di rilascio, dopo la quale si procede con l'ufficiale giudiziario. 

Il presupposto: Contratto scritto e registrato, disdetta inviata nei termini, mancato rilascio alla scadenza.

lunedì 4 maggio 2026

Noi esseri umani

 Amiamo il bello, il buono

1) Tutti gli esseri umani, con naturalezza e istintivamente, osservando un panorama, un quadro d’autore, una giovane ragazza istintivamente, con naturalezza raccordiamo la visione, senza che sia necessario riflettere, al bello. Se ci chiedono perché ci sembri bello quanto osservato, può capitare di non trovare una spiegazione.

 Capita che noi umani -frequentemente- assimiliamo buono e  bello. Tutto ciò che troviamo bello in automatico lo riteniamo buono per il vivere. E però chi la sa più lunga di noi ci contesta. No, tutto ciò a cui appiccichiamo l’aggettivo bello, non è affatto detto che sia buono per la nostra vita.

  E’ davvero cosi?

 Il concetto che il bello e il buono ("kalokagathia" nell'antica Grecia) facciano sempre bene è un ideale filosofico e morale profondo, spesso considerato pilastro della civiltà occidentale. Tuttavia, nella pratica del vivere quotidiano, la risposta è sfaccettata: mentre la ricerca del bello e del bene promuove generalmente il benessere, un'interpretazione rigida o idealizzata può talvolta avere effetti inaspettati.

 ==Regola generale e’, sarebbe, che il bello, la bellezza intesa come armonia, ordine e proporzione, produce un effetto rasserenante e stimolante sulla mente.

 == Il "buono" (la bontà morale, l'agire etico, l'opera ben fatta) genera relazioni positive e un senso di realizzazione personale.

== La ricerca della bellezza e della bontà si associa spesso ad uno stile di vita sano, con effetti benefici provati sulla salute mentale e fisica, riducendo stress e ansia.

E però,

 == Il cercare ossessivamente il "meglio" o la perfezione assoluta (l'ottimo) può diventare nemico del bene, portando a procrastinazione, frustrazione e inazione.

 == Una bellezza superficiale, scollegata dalla bontà interiore o dall'utilità, può essere ingannevole o effimera.

 == La pretesa che tutto debba essere perfetto può portare a ignorare la bellezza e la bontà presenti nelle cose imperfette della vita quotidiana.

In conclusione, il bello e il buono fanno bene al vivere quando sono intesi come aspirazione alla qualità e all'etica, piuttosto che come pretesa di perfezione assoluta.

domenica 3 maggio 2026

Il caso del giorno

In linea di principio la
grazia già concessa dal
Presidente della Repubblica
non è revocabile. Nessuna
norma ne’ costituzionale
ne’ ordinaria lo prevede.

Alcuni giuristi sostengono
che pur essendo considerata
un atto definitivo e straordinario,
la stabilità della grazia può
vacillare se vengono meno i
presupposti di verità e
correttezza sui quali è stata
 fondata.


 La grazia già concessa si può revocare?

 Sì se, come avviene in via generica, nei decreti di grazia o di commutazione della pena è inserita la condizione della revoca dell'atto in caso di commissione da parte del beneficiario di un delitto non colposo entro 5 anni dal decreto presidenziale (10 anni in caso di grazia riguardante la pena dell'ergastolo). I precedenti sono pochissimi;  c'è quello di Graziano Mesina, il bandito sardo graziato da Carlo Azeglio Ciampi nel 2004 e poi condannato nel 2016 a 30 anni di reclusione dal tribunale di Cagliari con conseguente revoca della grazia. 

I costituzionalisti, a proposito del caso Minetti, richiamano un principio generale secondo cui se dovessero spuntare da una istruttoria i presupposti infondati del beneficio si apre la possibilità di revocarlo con un apposito atto. "Non ci sono precedenti di una revoca della grazia perché basata su presupposti infondati. Il costituzionalista Stefano Ceccanti dice che in mancanza di una normativa espressa, si ricorre a principi generali, seppure piuttosto vaghi. Si evidenziano, in questa circostanza,  i fondamenti erronei e l’atto e’ nullo, spiega Stefano Ceccanti, costituzionalista e ordinario di Diritto pubblico. In buona sostanza potrebbe esserci, nell'eventualità, un decreto del presidente della Repubblica che annulla l'altro perché carente dei fondamenti.

"In ogni caso - sottolinea il prof. Ceccanti - al di là del rimedio concretamente individuato non credo che un atto nullo per carenza di fondamenti possa rimanere vigente". 

In una intervista a Repubblica, il costituzionalista Cesare Mirabelli sostiene  che l'istruttoria spetta al Procuratore generale che "assume le opportune informazioni e trasmette la domanda con le proprie valutazioni al ministro della Giustizia", il quale a sua volta può fare valutazioni e "i suoi uffici possono integrare l'istruttoria con approfondimenti". In merito alla possibile revoca dell'atto per l'ex consigliera regionale, il giurista afferma che "la grazia non è revocabile, ma può essere sottoposta a  condizione" e che bisognerebbe verificare se nel decreto siano state poste clausole risolutive legate alla "cura del figlio, che ha motivato la grazia”, ricordando che lo stato di abbandono del minore è il presupposto dell'adozione anche se i genitori naturali sono viventi. In conclusione  Mirabello ribadisce che "il provvedimento di grazia risponde a una esigenza umanitaria o di equità che giustifica la non espiazione della pena, e non è sindacabile”.