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mercoledì 4 novembre 2026

I media, la giustizia, la democrazia

In una democrazia liberale e
costituzionale, il 
compito della
stampa è informare i cittadini
per garantire il controllo
democratico
, mentre il 
compito della giustizia è
applicare le leggi in modo
imparziale per tutelare i diritti
e l'ordine giuridico
. Entrambe
le funzioni sono pilastri dello
Stato di diritto, ma operano
con logiche, tempi e doveri
differenti, trovandosi spesso
in un delicato equilibrio.









Compiti della stampa

Compiti della giustizia

Non è la stampa, ossia i giornali o la televisione o peggio la piazza, che deve amministrare la giustizia ed emettere giudizi a carico di taluno, ciò non dovrebbe avvenire nei paesi che si definiscono democratici. Una cosa sono i pubblici ministeri e gli avvocati ed altro sono i giornalisti. Frequentemente in Sicilia, e non solo qui, assistiamo, o quantomeno ascoltiamo in piazze e luoghi pubblici giudizi e valutazioni a carico del prossimo, del quale quasi mai si augura il bene.

 La stampa ha il dovere di informare i cittadini su fatti e circostanze, che a loro volta alimentano il formarsi dell’opinione pubblica finalizzata a raddrizzare le storture che sempre sussistono in ogni società. In una democrazia liberale e costituzionale di cui facciamo parte come italiani, il compito della stampa è di informare i cittadini per garantire il controllo democratico, mentre il compito della giustizia è di applicare le leggi in modo imparziale per tutelare i diritti e l'ordine giuridico. 

  Entrambe le funzioni, della stampa e della giustizia, sono pilastri dello Stato di diritto, ma l’una dall’altra operano con logiche, tempi e doveri differenti, trovandosi spesso in un delicato equilibrio. 

== La libertà di stampa è garantita dall'Articolo 21 della Costituzione italiana ed è uno strumento essenziale per la democrazia. I suoi compiti principali sono: 1) Garantire il diritto all'informazione: Permettere ai cittadini di conoscere fatti di rilevanza pubblica, compresi i procedimenti giudiziari e le indagini in corso; 2) Fare da "cane da guardia" nei confronti dei poteri dello Stato, inclusa la magistratura stessa, vigilando su possibili abusi o inefficienze; 3) Contribuire al dibattito pubblico e alla consapevolezza sociale dei cittadini attraverso il giornalismo d'inchiesta e la cronaca; 4) Raccontare i fatti in modo veritiero, rispettando il segreto investigativo finché previsto dalla legge e tutelando la dignità delle persone coinvolte.

= = Il compito della Giustizia (Magistratura) è contenuto nella funzione statale esercitata da un corpo indipendente, la magistratura, regolata principalmente dagli Articoli 101 e successivi della Costituzione. I  compiti principali consistono: 1) Applicando le leggi dello Stato puntare a risolvere le controversie (civili, amministrative) e accertare i reati (penali), ripristinando per questa via l'ordine giuridico violato; 2) Assicurare che ogni procedimento si svolga nel contraddittorio tra le parti, davanti a un giudice terzo e imparziale, e in tempi ragionevoli (Articolo 111 della Costituzione). 3) Difendere i cittadini da abusi, garantendo il principio della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva. 4) Tramite i Pubblici Ministeri, indagare sui reati a tutela dell'interesse della collettivita’.

martedì 27 ottobre 2026

Parole frequenti sui media


Il nuovo "Decreto Sicurezza"
 (formalmente recante
 
"Disposizioni urgenti in
materia di sicurezza pubblica
e contrasto alla criminalità
minorile"
), è stato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 246
ed è 
ufficialmente in vigore
dal 23 ottobre 2026.
decreto sicurezza

Dopo le devastazioni dello scorso fine settimana a Milano, martedì il governo ha varato l’ottavo decreto Sicurezza: sono state introdotte misure per inasprire le pene e le sanzioni contro i disordini pubblici, la criminalità giovanile e le violenze durante le manifestazioni. Tra le nuove norme, l’arresto in flagranza differito per i reati di devastazione, saccheggio e partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche e l’estensione del fermo preventivo prevista anche per i piccoli raduni.

Questo provvedimento d'urgenza fa seguito a una precedente tornata di norme sulla sicurezza varata a inizio anno (il D.L. 23/2026 convertito nella Legge 54/2026) e introduce un'ulteriore e decisa stretta penale e amministrativa, concentrandosi in particolare sulle violenze durante le manifestazioni pubbliche e sulla responsabilità legata ai reati dei minori. Il decreto introduce nel codice penale il nuovissimo articolo 420-bis c.p., specificamente mirato a punire la violenza nelle manifestazioni pubbliche:

-Chiunque partecipi attivamente a condotte violente nel corso di manifestazioni rischia la reclusione da 2 a 5 anni.

-Per chi organizza, promuove o dirige tali condotte violente, la pena è decisamente più severa e va da 4 a 12 anni di reclusione.

-Vengono potenziati gli strumenti di prevenzione a disposizione della polizia per il mantenimento dell'ordine pubblico in contesti di piazza.

Un altro asse portante del testo è il contrasto ai reati commessi dai minori, che introduce una forte responsabilizzazione della sfera familiare:

—-Viene inasprito il principio della "responsabilità genitoriale" per i danni causati dai figli minorenni, prevedendo specifiche sanzioni economiche o risarcitorie a carico dei genitori dei minori che commettono atti illeciti o vandalismi.

—-Questa misura ha sollevato forti dibattiti politici e sociali in merito alla sostenibilità economica per le famiglie meno abbienti.

Il D.L. 190/2026 si affianca e integra le misure già introdotte dal primo decreto sicurezza dell'anno (il D.L. n. 23/2026 di febbraio), che aveva già stabilito:

= Pene più severe per il porto di armi bianche (lame superiori a 8 cm e modelli pieghevoli);

= La procedibilità d'ufficio per i furti con destrezza e l'introduzione del reato di rapina organizzata (fino a 25 anni di carcere);

= L'estensione del Daspo urbano e l'istituzione delle "zone rosse" prefettizie (fino a 18 mesi) per allontanare soggetti pericolosi da determinate aree delle città;

= L'inasprimento delle pene per la fuga pericolosa in auto davanti al posto di blocco (fino a 5 anni di reclusione).

L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha espresso forti perplessità, definendo "miope" la scelta di rispondere a problematiche sociali e giovanili unicamente attraverso la creazione di nuovi reati e l'inasprimento delle risposte repressive, senza un parallelo investimento sulle cause profonde del disagio.

sabato 24 ottobre 2026

Per non dimenticare

 

Nel luglio del 1944, a
causa della rapidissima
avanzata dell'Armata Rossa,
i nazisti non fecero in
tempo a distruggere le
strutture nel tentativo di
occultare i propri crimini.
Di conseguenza, Majdanek
è 
il campo dell'Olocausto
meglio conservato in
Europa
. Le camere a gas
originali (che presentano
ancora le macchie blu
lasciate dallo Zyklon B), le
baracche e i forni crematori
sono rimasti praticamente
intatti.
Nei pressi della città di Lublino, in Polonia, persiste ancora oggi (perché nessuno possa dimenticare) il già campo di concentramento di Majdanek (noto ufficialmente come Konzentrationslager Lublin). Li’ trascorsero mesi e mesi di prigionia fra stenti e fame migliaia di prigionieri italiani che si erano rifiutati di combattere a fianco dei tedeschi nel corso della seconda guerra mondiale. Fra essi c’era il papa di chi scrive queste righe.

 Quel campo si trova ad appena 3 km a est della città di Lublino, nel sobborgo di Majdan Tatarski. A differenza di altri lager nazisti costruiti in aree isolate o nascoste nei boschi, Majdanek sorgeva a ridosso della città ed era perfettamente visibile dai residenti, che nella situazione in cui potevano si adoperavano a buttare tozzi di pane oltre la triplice fila di filo spinato dove provavano a sopravvivere tanti prigionieri italiani, e non solo italiani.
  • Storia e Funzione: Istituito nel 1941 inizialmente come campo per prigionieri di guerra sotto il controllo delle Waffen-SS, venne trasformato ufficialmente in campo di concentramento nel febbraio del 1943. Svolse la duplice funzione di campo di concentramento e campo di sterminio immediato, dotato di camere a gas e forni crematori. Funzionò infatti sia come lager per prigionieri di guerra, sopratutto di militari italiani che rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò, che come fabbrica di morte fino alla liberazione da parte dell'Armata Rossa nel luglio 1944
  • Preservazione: A causa della rapidissima avanzata dell'Armata Rossa nel luglio del 1944, le SS non fecero in tempo a demolire le strutture e le testimonianza del feroce regime nazista. Majdanek è perciò ai nostri giorni il campo dell'Olocausto meglio conservato d'Europa, con baracche e camere a gas originali rimaste intatte. 
L’area, assieme ad altre, ospita ai nostri giorni il Museo Statale di Majdanek, il più antico museo commemorativo della Seconda guerra mondiale in Europa, fondato nel novembre del 1944. Molti recensori che hanno visitato anche altri campi (come Auschwitz) sottolineano che Majdanek offre un impatto emotivo persino più crudo. Questo perché i nazisti, nella loro fuga affrettata nel 1944, non fecero in tempo a distruggere le infrastrutture.

lunedì 14 settembre 2026

Noi di fronte al dramma altrui

 Pochi giorni fa ci è stato dato leggere sui giornali una storia terribile di un padre che ha ucciso la bambina di cinque anni, la moglie e poi si è suicidato.  

 Un orribile delitto che ovviamente nessuno giustifica. Cosa può essere accaduto in quella famiglia? 

  Quei due genitori si sono sentiti lasciati soli, senza servizi, senza aiuti.


“””””     “””””     “””””

L’omertà, l'indifferenza
sociale
 o la complicità
passiva
 di fronte a
un'ingiustizia, a un
reato o al malaffare.

Quando una comunità
sceglie il silenzio, finisce
involontariamente per 
diventare complice di
chi calpesta i diritti e la
legalità, indebolendo
il tessuto democratico.



Alcune osservazioni che possiamo allineare: 

a)  Gli esseri umani nascono liberi e uguali, nei diritti come nei doveri. 

b) Gli esseri umani sono anche diversi tra di loro: ci sono gli sportivi baciati dal talento e dalla salute. 

c) Ci sono persone particolarmente intelligenti, che troveranno cure per malattie per cui oggi moriamo.

d) Ci sono persone che nascono con diverse disabilità. La loro vita non è meno preziosa della nostra, anzi arricchiscono la comunità proprio con la loro diversità. Tuttavia hanno bisogno di aiuto. Di risorse, anzitutto. Centri specializzati, personale preparato in grado di garantire loro cure e assistenza. Quando tutto questo manca, il problema riguarda non soltanto le singole famiglie, ma tutti quanti noi. 

In quest’ultima circostanza cosa dobbiamo pensare?

Che ogni cittadino dovrebbe adempiere ai propri doveri fiscali verso lo Stato e la comunità. Molti di noi non sanno che c’è un nesso tra l’evasione e l’elusione fiscale e la mancanza di risorse della sanità. Molti di noi non sanno  che il loro denaro serva anche a garantire le cure dei compatrioti. 

E’ ovvio che la pubblica amministrazione che riceve le risorse deve impiegarle bene. Lo spreco, le serate canore e roba simile a carico degli Enti Pubblici  e -ancora- il furto ed il malaffare col denaro pubblico sono particolarmente gravissimi.

Eppure ci giriamo dall’altra parte. Noi non sappiamo e non capiamo!


giovedì 3 settembre 2026

La strage di via Carini

Il generale Carlo Alberto dalla
Chiesa
 (Saluzzo, 27 settembre
1920 – Palermo, 3 settembre 1982)
 
è stato uno dei più importanti 
generali, prefetti e servitori dello
Stato italiano
, simbolo indiscusso
della lotta contro il terrorismo e la 
mafia
. La sua determinazione e le
sue innovazioni investigative hanno
segnato la storia contemporanea
d'Italia, pagate tragicamente con
la vita nella 
strage di via Carini.





Era il 3 settembre del 1982 quando con il massacro del prefetto-generale Carlo Alberto dalla Chiesa, della giovane moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo scrisse qualche giornale  rischiò di morire «la speranza dei palermitani onesti» e si capì che occorreva richiamare il Paese alla «resistenza» e a una «difesa della democrazia mortalmente minacciata». 

Pertini parlo’ di «una sfida non più tollerabile». Gli editoriali di più giornali proposero di mettere mano alla legislazione antimafia, di trovare armi efficaci contro un mostro spesso annidato nei gangli (infedeli) dello Stato, perfino di «fare uso dell’articolo 102 della Costituzione che consente la creazione di sezioni specializzate della magistratura». E sarà proprio questa visione che anticiperà di dieci anni ciò che Giovanni Falcone avrebbe realizzato con l’istituzione della Superprocura e delle direzioni distrettuali antimafia. Dalla Chiesa parlando a Palermo auspicava proprio quegli interventi. Era  arrivato a Palermo cento giorni prima per intercettare il nodo mafia-politica «senza riguardi per nessuno», come il generale aveva ripetuto anche a Giulio Andreotti con riferimento agli uomini della sua corrente, definita «la famiglia politica più inquinata». 

Furono cento giorni segnati da ostilità e promesse mancate. A cominciare da quelle sui poteri di coordinamento della lotta alla mafia, mai concessi. Quel 3 settembre resta una data spartiacque nella storia della mafia e dell’antimafia. Quella sera la questione mafiosa diventò una questione nazionale e i Palazzi romani dovettero fare passi fino ad allora bloccati, come l’inserimento nel Codice penale del reato di «associazione mafiosa» (il 416 bis), la rapida approvazione della legge Rognoni-La Torre per i patrimoni dei boss e l’istituzione di un Alto commissariato contro la mafia. 


giovedì 20 agosto 2026

Cosa abbiamo capito?

 Come distinguere il

 “Vero” dall’ “Inverosimile”

La vicenda che coinvolge il
giornalista Sigfrido Ranucci e
l'ex faccendiere Valter Lavitola
 
ha assunto contorni così paradossali
ed emotivamente disorientanti da
giustificare in pieno lo sconcerto del 
"in che mondo viviamo?". La realtà
emersa dalle indagini della Procura di
Roma e dalle confessioni  ha
superato la trama di qualsiasi
fanta-thriller politico.

La vicenda mette a nudo dinamiche
profondamente ciniche della società
contemporanea
, articolate su più livell
i.
Il movente assurdo: Secondo
l'accusa e le ammissioni dello stesso
Lavitola, la bomba 
non è stata messa
per colpire o zittire Ranucci, ma
"a suo favore"
. L'obiettivo dichiarato
era quello di aumentarne a
dismisura la notorietà pubblica,
blindarne la scorta e lanciarne la
figura sul piano politico.


Ranucci resta ad oggi la vittima di un odioso attentato orchestrato da un avventuriero ambizioso, quel Valter Lavitola che, però, con Ranucci aveva una fitta frequentazione. Ranucci al primo interrogatorio ripercorse le sue direttrici di sempre. E, davanti alla richiesta di illustrare un possibile movente dell’azione dinamitarda, parlò della possibilità che fosse stata la camorra o dell’eventualità che la pista da seguire fosse quella dei cantieri navali approfonditi nel corso di due servizi di Report dal giornalista Daniele Autieri.

 Sappiamo che i quattro esecutori materiali dell’attentato dinamitardo contro il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, sono dei piccoli pregiudicati della provincia di Avellino che eseguirono il blitz su preciso input. Si tratta di un piccolo progresso a fronte dei molti silenzi. 

  Per completare il quadro, il pm antimafia Edoardo De Santis, si propone almeno due obiettivi. In parallelo a ulteriori analisi sui dispositivi elettronici di Lavitola — cellulari e pc — il magistrato potrebbe risentire i protagonisti degli avvenimenti di Pomezia, gli indagati e la vittima. 

lunedì 17 agosto 2026

Parole frequenti sui media

 

Valter Lavitola è stato
arrestato
 con l'accusa di
essere il mandante
dell'attentato dinamitardo
(una bomba esplosa nei
mesi scorsi) contro
l'abitazione del giornalista.
Durante un lunghissimo
interrogatorio di garanzia
davanti al GIP di Roma,
Lavitola ha confessato
una verità paradossale.
Secondo l'imprenditore, il
gesto serviva a far innalzare
i sistemi di protezione e la
scorta del giornalista, a
suo dire in grave pericolo a
causa di altre minacce.
Report

È uno storico programma televisivo di giornalismo d’inchiesta, nato nel 1997 su Rai 3 per iniziativa di Milena Gabanelli. Dopo la fase iniziale come Professione Reporter su Rai 2 (1994-1996), è diventato uno dei principali programmi d’inchiesta della tv pubblica.

Per i pm, Sigfrido Ranucci è solo vittima dell’attentato alla sua villetta. È vero, anche per la gip Moricca era inconsapevole e manipolato dall’astuto mandante. Ma più passano i giorni, più il Lavitola-gate sparge imbarazzi e accuse, anche tra gli estimatori del giornalista.

Il caso galvanizza Fratelli d’Italia, che rilancia sui social le parole con cui Elly Schlein, in inglese, da Bruxelles, esprimeva solidarietà a Ranucci concludendo: «La democrazia e la libertà di parola sono a rischio quando l’estrema destra è al governo».


sabato 8 agosto 2026

8 Agosto

Marcinelle, 1956
  L'8 agosto 1956, nella
miniera di carbone 
Bois du Cazier a
Marcinelle (Belgio),
un incendio a 975
metri di profondità
causò la morte di
262 minatori.
Tra i caduti si
contarono ben
136 giovani immigrati
italiani, partiti per
sfuggire alla miseria.




L’8 agosto di 70 anni fa nell’incendio sottoterra in Belgio persero la vita anche 136 lavoratori italiani. Uomini, mariti, fratelli che lasciarono il Paese spinti dalla fame e dagli accordi del dopoguerra: il Belgio per ogni minatore regalava a Roma da 2,5 a 5 tonnellate di carbone. 

Di questo parla il libro di Di Stefano sulla tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956. Il libro è un coro, un’orazione pubblica di un disastro non solo italiano ma europeo, un evento che getta una luce sinistra sul nostro dopoguerra, nel quale si coagulano alcuni temi fondamentali della nostra modernità, nata dalle macerie della Seconda guerra mondiale, e che si trovano sepolti nelle vene di una miniera di carbone, diventata letteralmente una tomba di fuoco, fumo per molti uomini.

Il libro:
L'accordo "uomo-carbone": La tragica realtà del protocollo del 1946 con cui l'Italia inviava manodopera in Belgio in cambio di forniture di carbone a prezzo agevolato.

Le colpe della giustizia: La denuncia delle misere condizioni lavorative e della disorganizzazione, che portarono all'assoluzione quasi totale dei responsabili nei processi dell'epoca.
Il dovere della memoria: La lotta attiva contro la rimozione storica di un capitolo fondamentale ma doloroso dell'Italia del secondo dopoguerra.

martedì 7 luglio 2026

Parole frequenti sui media

 

L'Interpol (Organizzazione
Internazionale della Polizia
Criminale) è a tutti gli effetti
un'
organizzazione
intergovernativa
. Riconosciuta
ufficialmente dalle Nazioni Unite,
 
permette alle forze di polizia
di 196 Paesi membri di
collaborare per prevenire e
combattere la criminalità
internazionale.

Si tratta di un organo di
coordinamento, 
non
possiede una propria forza di
polizia di intervento diretto
sul campo
 . Il suo scopo è
unicamente quello di facilitare
lo scambio di informazioni e
assistere le polizie locali
nelle indagini transfrontaliere.





Interpol

L’Organizzazione internazionale della polizia criminale ha sede a Lione e unisce le polizie di 196 Paesi. Il suo obiettivo è consentire agli investigatori di condividere informazioni su criminali che agiscono oltre i confini nazionali.

La costituzione dell'Interpol vieta tassativamente all'organizzazione di intervenire o essere utilizzata per questioni di carattere politico, militare, religioso o razziale. Il suo focus resta unicamente il crimine comune transnazionale (es. terrorismo, traffico di esseri umani, pedopornografia online e cybercrimine).

Fu istituita nel 1923, quando si chiamava International Criminal Police Commission. Rifondata nel 1946, dopo essere stata trasferita a Berlino sotto il controllo della Germania nazista dal 1938 al 1945, ha invece assunto l’attuale nome e l’attuale struttura dieci anni più tardi.

Nel rispetto del principio di neutralità politica che la sua Carta costitutiva esplicita, l’Interpol non ha competenza in materia di crimini politici, militari e religiosi: le principali aree dove invece l’organizzazione interviene ed è attiva sono la pubblica sicurezza, il contrasto al terrorismo e la criminalità organizzata, la lotta contro la pirateria, i traffici illeciti di droga, di esseri umani e armi, e ancora il riciclaggio di denaro, la pornografia minorile, la corruzione, i crimini informatici e quelli ambientali

lunedì 22 giugno 2026

Noi esseri umani

La mitezza è l'espressione di una 
forza interiore e di un profondo
autocontrollo, ben lontana dalla
passività o dalla mancanza di
carattere.

Norberto Bobbio considerava la
mitezza una virtù attiva, uno
dei più importanti antidoti
al dogmatismo e alla violenza.







Se chiediamo ad un antropologo quale sia stato il primo segno di umanità, la risposta è: un femore guarito. Ci spiegano che i “primitivi”, da quel momento non furono più “primitivi”, invece di abbandonare il malato lo protessero e lo nutrirono per mesi e mesi. Fino al suo ritorno nella comunità.

Trump ha ribaltato un’altra zona di conforto della nostra coscienza. Visto che papa Leone invitava alla pace, invece che alla guerra, Donald l’ha definito “debole”. Da saltare sulla sedia. Non solo per l’aggressione verbale, non solo per il fatto inedito, un presidente americano contro il Pontefice, pure esso americano, ma per una questione più profonda. Cioè l’uso del termine “debole” come insulto. 

La parola che, da sempre, porta verso il rispetto e la sensibilità, trasformata in un randello sulla testa del fragile o presunto fragile. La risposta del Papa è stata «io non ho paura», ha riacceso anche una (antica) verità: la mitezza non è arrendevolezza, solo una certa tracotanza può associare due termini così lontani.

martedì 16 giugno 2026

E’ tempo di dichiarazione di redditi

 Sul blog contiamo di simulare in seguito una dichiarazione, con situazioni ricorrenti.

= = = 

Aliquote IRPEF confermate

Per i redditi 2025:
= fino a 28.000 €. - 23%
= fino a 50.000 €. - 35%
= oltre - 43%


Sul blog contiamo di dedicare più pagine per rendere comprensibili termini, finalità e modalità su tutto ciò che attiene il rapporto cittadino-fisco.

Iniziamo intanto a sapere che le nostre dichiarazioni dei redditi possono essere sottoposte ad   Accertamento. Come avviene la procedura di accertamento?

Sulla dichiarazione presentata nel 2024 e relativa ai redditi conseguiti nel 2023 partirà: 

1) il controllo automatico entro il 31 dicembre 2026;

2) il controllo formale entro il 31 dicembre 2027 (accerta, in base all’analisi del rischio, se la dichiarazione corrisponde alla documentazione del contribuente incrociata con dati di enti terzi); 

3) l’accertamento sostanziale entro il 31 dicembre 2028 (l’Agenzia contesta la dichiarazione e chiede il pagamento di un maggiore importo);

4) Infine entro il 31 dicembre 2030 scatta «l’omessa dichiarazione» a carico di chi non ha presentato la dichiarazione, oppure con un ritardo superiore ai 90 giorni. 

Pertanto quando parliamo di «recupero evasione», una parte consistente si riferisce sempre ad annualità risalenti dai 3 ai 7 anni precedenti e in base alle norme in vigore in quel periodo. 

Dal 2023 in poi si suppone che la tendenza al recupero sarà più bassa. Perché?

Nel 2024 e’ stato introdotto il concordato preventivo biennale: una delle misure bandiera della riforma fiscale varata dal governo. 

L’Agenzia informa l’interessato che in base ai suoi  calcoli il contribuente e’ andato fuori parametro: ha dichiarato 30, ma avrebbe dovuto dichiarare 50. Se aderisce, su quei 20 in più pagherà  un’imposta compresa fra il 10 e il 15% (a seconda del grado di affidabilità) e sui 5 anni precedenti e i 2 successivi difficilmente scatteranno ulteriori controlli e verifiche. 

Lo sconto prevede un limite: la differenza fra quanto dichiarato e quanto avrebbe dovuto non deve superare gli 85 mila euro, sui quali pagherà  al massimo un’imposta del 15%.
 

Si tratta chiaramente di un sistema che può generare due distorsioni: da una parte chi consegue redditi superiori rispetto a quelli concordati non li dichiarerà, dall’altra se è tassato sulla base di un reddito predeterminato non ha alcun incentivo a produrre (ed evidenziare)  di più. Inoltre la data stabilita per l’adesione al concordato è il 30 settembre, e questo consente di fare due calcoli di convenienza. 
Una norma che può tradursi in una forma di evasione legalizzata o, più correttamente, in una sottotassazione consentita poiché il contribuente beneficia di un’imposizione inferiore rispetto al proprio reddito. Quindi pochi, maledetti e subito per il fisco, ma ovviamente si tradisce il principio costituzionale che è quello di pagare in base alla reale capacità contributiva.

giovedì 11 giugno 2026

La vita: serve uno scopo trascinante




Per vivere bene serve uno scopo trascinante fatto di ragionamenti, arte, letteratura e letture, riflessioni e scritti. Non esiste altro modo per percorrere il mistero dell’uomo, il senso della vita, il nocciolo dell’esistenza. 

 Qualcuno ha detto che il senso dell'esistenza non è un'equazione matematica o un dato di fatto oggettivo da scoprire. Si vive principalmente per creare il proprio significato attraverso le relazioni, le passioni, il superamento delle difficoltà e la continua evoluzione personale.

Claudio Spinelli, professore ordinario all’università di Pisa, arriva a una conclusione: «L’esistenza non ha un significato intrinseco, è un’assurdità ma va vissuta con la massima responsabilità. Ciascuno di noi è chiamato a scovarne il valore: Arte, stupore, fede, amore, lavoro e altro sono le finalità. Lo è anche la sofferenza». 


lunedì 8 giugno 2026

Capita in Italia

 

Sono scattati presidi e
manifestazioni di solidarietà
e di protesta in diverse città
italiane per denunciare le
condizioni limite del
 caporalato agricolo.



Bruciati vivi quattro braccianti agricoli

La fine tragica di Amin Khogyani, Ullah Qiemi, Amjad Safi e Waseem Khan, quattro braccianti agricoli bruciati vivi da due assassini venuti da lontano al pari di loro loro, ci appare appartenente ad una realtà  sociale ed umana lontana da noi, eppure quella tragedia è stata consumata sotto il nostro naso, in una realtà agricola italiana dove nel terzo millennio esistono figure di caporali e braccianti, pachistani e afghani. 

  Nella società italiana, nelle maglie delle strutture economiche pare che esistano tuttora spazi e gangli dove i più furbi e i malvagi possono sfruttare e persino ammazzare i più deboli ed i più indifesi dei loro. 

===

La strage di quattro braccianti agricoli bruciati vivi è avvenuta a Amendolara, in provincia di Cosenza (Calabria), in questi primi giorni di giugno 2026. Le quattro vittime, tre cittadini afghani e un pakistano, sono state intrappolate all'interno di un monovolume a cui è stato dato fuoco. Un quinto lavoratore è riuscito a scappare e a salvarsi.

Le vittime avevano semplicemente protestato per le condizioni di lavoro e richiesto la paga spettante dopo la raccolta delle fragole. Tra i motivi di scontro emersi dalle indagini figura anche il rifiuto dei lavoratori di vivere ammassati in dieci persone dentro una sola stanza.

Le indagini condotte dalla Procura di Castrovillari e dalla Squadra Mobile di Cosenza hanno portato al fermo di due caporali di nazionalità pakistana.

La Coldiretti ha espresso ferma condanna definendo l'episodio un orrore intollerabile. Diverse associazioni ed enti come la Comunità di Sant'Egidio e la CEI hanno chiesto di spezzare l'omertà e rafforzare severamente i controlli contro lo sfruttamento del lavoro nei campi.

Gli italiani e la ricchezza

 Parliamo di fisco

I conti pubblici italiani 
sono caratterizzati da
una situazione di criticità
strutturale, con il debito
pubblico totale che ha
superato la soglia record
dei 3.150 miliardi di euro
.
 Il rapporto debito/PIL si
aggira attorno al 138%,
proiettando l'Italia al primo
posto in Europa per questa
specifica percentuale.



Il sistema tributario italiano e’ eccessivamente inclinato sul fattore “lavoro”. La gran parte delle entrate pubbliche provengono dalla tassazione delle “buste paghe”. Non sorprende leggere le richieste di più fronti politici e sindacali di spostare la tassazione dal lavoro alle rendite. 

 L’imposta sulle case esiste già, escludendo la prima casa.  Dove sta il problema?

1)  Parlare di imposta patrimoniale significa inimicarsi i  ceti medi (quelli che sostanzialmente decidono le sorti delle forze di governo).

2)  In Italia la tassa di successione è poco più che simbolica, a differenza di molti altri Paesi. In astratto la tassa di successione sarebbe giusta. Qualcuno ci lascio’ scritto che gli uomini nascono liberi e uguali. È giusto che coloro che hanno la fortuna di nascere in una famiglia ricca contribuiscano in qualche modo all’istruzione, alla salute, alla sicurezza, al benessere dei compatrioti. Però, siamo sempre lì, la tassa di successione finirebbe per colpire le famiglie del ceto medio, ossia lo spazio di qualsiasi forza politica, di destra o di sinistra. Un ceto medio, in anni recenti impoverito dall’inflazione e che comincia a sentire i morsi di quella rivoluzione dell’intelligenza artificiale che cancellerà o almeno ridimensionerà fortemente i lavori che più finora lo hanno caratterizzato.

 3) una cosa certa è che in Italia chi prometterà nuove imposizioni fiscali perderà le elezioni.