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martedì 24 marzo 2026

Cosa abbiamo da attenderci ? (2)

La democrazia prospera
principalmente nei paesi che
garantiscono libertà individuali,
Stato di diritto, partecipazione
attiva dei cittadini e trasparenza
 istituzionale.
Gli USA e la democrazia
Circola in questi giorni il 
V Rapporto del Dem Istitute dell’Università di Gotenborg sullo stato delle “democrazie” nel mondo. L’Italia non occupa un posto onorevole, e’ posta infatti al 37’ posto.

Il giudizio sull’America di Donald Trump è di quelli che definire impietoso è già apprezzabile. Per la prima volta nella loro Storia gli Stati Uniti non sono più considerati una «democrazia liberale» bensì una «democrazia elettorale» e sono scivolati dal ventesimo al cinquantunesimo posto nella classifica di 179 Paesi. Per raggiungere postazioni così indietro sul versante della tutela dei diritti e della divisione dei poteri, l’ungherese Orbàn ci ha messo quattro anni, gli USA di Trump molto meno.

Trump occupa posizioni più  o meno equivalenti a quelli del turco Erdogan, del serbo Vučić, dell’indiano Modi. In testa alla graduatoria stanno Danimarca, Svezia e Norvegia e l’Italia sta al trentasettesimo posto. Il declino nazionale è iniziato dal 2017, accelerato negli ultimi anni. Contribuiscono all’indebolimento dello stato di diritto, l’intolleranza verso la separazione dei poteri e verso la libera stampa.


mercoledì 31 dicembre 2025

Italia 2026

I giovani laureati (e non) emigrano
sempre più, spinti da retribuzioni 
basse, precarietà, scarsità di
opportunità e un ambiente
lavorativo percepito come
tossico, preferendo paesi
come Germania, Francia
e Spagna per migliori
condizioni e qualità 
della vita, mentre la 
politica osserva il fenomeno
ma interviene con misure
assolutamente insufficienti,
mancando di una strategia
organica per valorizzare
i talenti in Italia, 
nonostante  la 
perdita di capitale
umano sia enorme.










 I dati demografici — che costituiscono le fondamenta dell’Italia di domani — sono impietosi. 

===Solo 340mila nascite nel 2025, un terzo di quelle del 1965. 

===Quei 340mila giovani rappresentano un quarto della popolazione italiana con più di 65 anni, a cui si erogano pensioni sempre più contratte dall’inflazione.

===Aumentano gli  ultraottantenni (4,6 milioni) mentre i bambini sotto i dieci anni sono (4,3 milioni). 

E noi (elettori, politici e politicanti) cosa facciamo? Abbiamo assistito nel 2024 e nel 2025 ad un fiume di giovani – 150mila nel 2024 e quest’anno 2025 saranno altrettanti – che si trasferiscono all’estero, dopo aver studiato in Italia.

In questi giorni di fine anno, in queste ore,  molti di questi giovani rientrano in Italia per vedere le famiglie. Ci spiegano che non sono soltanto  le retribuzioni insufficienti ad averli spinti all’espatrio; ma il senso di stanchezza e rinuncia che emana dalla vita pubblica italiana. Non si parla ne’ in Sicilia, ne’ nel resto della penisola, di futuro, ma qui in tanti parlano ed evocano il passato. 

Sempre i giovani, laureati e non, che rientrano in ferie per le feste natalizie, ci ricordano che qui sono rari i discorsi sull’impegno e la responsabilità individuale. I politici che siano locali o nazionali non hanno idee, non fanno progetti. Sanno essere compiacenti nei discorsi e nei colloqui e non sanno completamente impegnarsi sulle salite che il futuro riserva.

mercoledì 17 dicembre 2025

I Comuni fanno cassa

L’appetito dei Comuni

Entro la giornata di ieri -16 dicembre-  i proprietari di case  hanno versato il saldo per il 2025 dell’Imu, l’Imposta municipale unica sugli immobili.

E’ risultata  confermata l’esenzione per le abitazioni principali e relative pertinenze, escluse quelle di lusso. Esenti anche gli immobili non utilizzabili né disponibili, a condizione che sia stata presentata denuncia all’autorità giudiziaria. 

Per abitazione principale s’intende un’unica unità immobiliare ad uso abitativo classificata nel gruppo catastale A (esclusi gli uffici A/10), nella quale il contribuente dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Le due circostanze devono coesistere. L’esenzione per l’abitazione principale si applica solo a chi vi dimora e ha la residenza anagrafica; gli altri comproprietari che non vi risiedono devono invece pagare. L’Imu va invece versata per le abitazioni principali di maggior pregio, ossia quelle di categoria A/1 (immobili signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi). 

L’Imu riguarda pertanto i proprietari di immobili abitativi a disposizione, come le seconde case, nonché i fabbricati affittati o sfitti. Si paga anche sugli immobili dati in uso gratuito, salvo la riduzione al 50% tra genitori e figli a condizioni stringenti (su cui avremo modo di intrattenerci). Si paga poi sulle pertinenze non della prima casa, o comunque non agevolabili come il secondo box. L’Imu si versa anche per uffici, negozi, depositi, capannoni, altri immobili commerciali e industriali e per le aree fabbricabili da chiunque posseduti.

Devono versare l’Imu tutti i proprietari di immobili situati sul territorio italiano e coloro che sono titolari di un diritto reale di godimento, come l’usufruttuario o chi ha il diritto di uso, enfiteusi e di superficie. L’imposta municipale va pagata anche dalle società per gli immobili posseduti di qualsiasi categoria catastale, anche se utilizzati nell’esercizio della propria attività, salvo l’esonero per gli immobili-merce, costruiti o ristrutturati per la vendita e rimasti invenduti, se non locati per l’intero anno. Nel caso di più comproprietari — o più contitolari di un diritto reale — l’imposta è pagata da ciascuno in proporzione alla propria quota e con versamenti separati.

EsenzioniL’esenzione da Imu è prevista per l’abitazione familiare assegnata al coniuge separato o divorziato assegnatario dell’ex casa familiare (anche se non proprietario) e anche in assenza di rapporto coniugale, con diritto all’esenzione purché vi dimori abitualmente e risieda anagraficamente. Inoltre l’esonero si applica: 
1) alle unità immobiliari di proprietà delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale degli assegnatari o destinate a studenti soci assegnatari, a prescindere dalla residenza; 
2) agli alloggi regolarmente assegnati dagli Iacp e ai fabbricati di civile abitazione destinati agli alloggi sociali (housing sociale); 
3) all’abitazione (non locata) degli appartenenti a Forze armate, Polizia, Vigili del fuoco o alla carriera prefettizia, anche se risiedono altrove; 
4) agli immobili occupati abusivamente e quindi non utilizzabili né disponibili, a condizione che sia stata presentata denuncia all’autorità giudiziaria per violazione di domicilio o sia iniziata l’azione giudiziaria penale per occupazione abusiva. 
I comuni possono esentare da Imu l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da anziani o disabili che prendono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata nè data in comodato d’uso.

Per l’Imu, c’è la possibile riduzione al 50% dell’imposta sull’immobile dato in comodato gratuito a un parente in linea retta di primo grado, ossia tra genitore e figlio o viceversa (lo sconto non è previsto per altri legami di parentela). Lo sconto si estende, in caso di morte del comodatario, anche al coniuge di quest’ultimo ma solo se sono presenti figli minori. Per beneficiare della riduzione dell’Imu bisogna che si verifichino le seguenti stringenti condizioni: 
1) il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso comune in cui si trova la casa data in comodato (che non deve essere accatastata come A1, A8 o A9); 
2) il comodatario deve adibire l’immobile ad abitazione principale, stabilendovi la residenza anagrafica e la dimora abituale; 
3) oltre all’immobile dato in comodato, il comodante può possedere un solo altro immobile abitativo nello stesso Comune, adibito a propria abitazione principale e che non deve essere accatastato come A1, A8, A9; 
4) il comodante non deve possedere, anche per quota, oltre a quello dato in comodato e alla propria abitazione principale, nessun altro immobile abitativo in Italia (non rilevano quelli non abitativi); 
5) il contratto di comodato deve essere registrato (con il pagamento dell’imposta di registro di 200 euro), infrazione sanabile con il ravvedimento operoso e sanzioni ridotte.

Il Calcolo. Per il calcolo del saldo Imu, si parte dalla rendita catastale attribuita all’immobile all’1 gennaio 2025, che deve essere rivalutata del 5%. Per trovare la rendita si può consultare il rogito o una visura catastale recente. La rendita si può ottenere anche dal quadro RB della dichiarazione dei redditi o B del 730 e, anche in questi casi, va rivalutata del 5%. La rendita rivalutata va poi moltiplicata per il relativo coefficiente moltiplicatore, a seconda del tipo di immobile: 160 per le abitazioni e relative pertinenze (cantine, solai, box, posti auto, tettoie); 80 per gli uffici (A/10); 55 per i negozi e le botteghe (C1). Base imponibile dimezzata per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, per il periodo dell’anno in cui sussistono tali condizioni, da accertare da un tecnico comunale. Dimezzata la base di calcolo anche per i fabbricati storici o artistici. Le aliquote 2025 vanno cercate sui siti del comune o su quello del Dipartimento delle Finanze. Il link è: https://www1.finanze.gov.it/finanze2/dipartimentopolitichefiscali/fiscalitalocale/nuova_imu/sceltaregione.htm. Il sito pubblica il Prospetto delle aliquote 2025 approvato dal comune e la data della delibera; bisogna verificare nel campo «data pubblicazione» se è indicata una data entro il 28 ottobre 2025. In caso contrario si usano le aliquote di base nazionali.

Il versamento dell’Imu si effettua con il modello F24 o tramite bollettino postale. È preferibile il modello F24 perché l’Imu si può compensare con eventuali crediti fiscali o contributivi e con un unico modello si può versare quanto dovuto in più Comuni e con addebito sul conto corrente. Nel modello F24, sezione «Imu e altri tributi locali», vanno indicati: codice catastale del Comune, numero di immobili per cui si esegue il versamento, anno di imposta (2025) e importo da versare raggruppato, con codice tributo, per singola tipologia di immobile (altri fabbricati; terreni; aree fabbricabili; abitazione principale). Occorre inoltre barrare la casella «saldo». Nello spazio rateazione non si indica nulla. Il pagamento va effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, o per eccesso se superiore. Chi non ha la partita Iva può pagare con il modello F24 cartaceo in banca o posta, o con il remote banking del proprio istituto (se non ci sono crediti in compensazione di altri tributi). Chi ha la partita Iva deve utilizzare o il remote banking (se non ci sono crediti in compensazione) o il canale telematico dell’Agenzia delle Entrate. Qualunque soggetto, con o senza partita Iva, se vuole utilizzare un credito in compensazione, dovrà utilizzare obbligatoriamente il canale telematico dell’Agenzia delle Entrate.

giovedì 13 novembre 2025

Forme di vita nel mondo contadino

Contessa Entellina 

Latifondo in terra di Sicilia
-foto degli anni Cinquanta del 
Novecento-


Documentazione, memoria, racconti

 A Contessa Entellina viviamo ai nostri giorni forme di vita e di lavoro (per chi dispone di una vera attività produttiva indipendentemente che sia autonoma o subordinata) molto diverse, completamente diverse, da quelle che vigevano sul territorio mezzo secolo fa’. Nei primi anni cinquanta del Novecento era avvenuta la Riforma Agraria e sul finire di quel decennio era iniziata l’emorragia migratoria  verso il Nord Italia ed il Nord Europa e, dagli oltre tremila residenti di allora, ci siamo ridotti a quei poco più di mille effettivi dei nostri giorni. Ancora negli anni cinquanta del Novecento lo stile di vita non differiva di molto (per la gran parte delle famiglie) dal sistema di vita del XV-XVI secolo, quando i primi nuclei ARBERESHE si insediarono sul territorio.

 Ancora oggi vigono situazioni, realtà socio-economiche residuali, che non hanno avuto sufficiente spinta socio-politica di crescere del tutto. Come frequentemente usiamo fare sul blog, avvieremo, per qualche tempo, pagine evocative di vita (di disagio sociale) vigente fino a non molto tempo fa (quello anteriore al flusso migratorio verso il Nord Europa: Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Francia e verso il Nord Italia).

  Il Blog non dispone di vasta documentazione, ma chi in esso si adopera ritiene che sia sufficiente per far cogliere l’idea che quella di emigrare (fuggire) di tanti residenti dalla realtà sociale ed economica povera di Contessa Entellina nel post seconda guerra mondiale fu una necessità umana, più che una scelta. Nessuna famiglia allora curava l'auto documentazione sul contesto sociale che prima di emigrare qui veniva trascorsa. Eppure quella scarsa documentazione (fotografica o cartacea di accordi-lettere-testamenti etc.) che ancora esiste nei cassetti di tante famiglie e che a tanti appare de-vitaliziata, serve e ciascuno di noi è tenuto ad “immortalarla”. Si tratta sicuramente di documentazione parziale e priva di momenti naturali o di momenti importanti di vita sociale e però contiamo -per ciò’ di cui disponiamo- sul blog di riuscire ad evocare momenti di vita, fatica e incombenze sui campi.

 E’ ovvio che quelle società feudali, baronali e contadine non facevano uso di fotografie o di relazioni descrittive sui sacrifici lavorativi e di violenze alla dignità umana (si cominciava a lavorare o comunque ad attivarsi alle quattro del mattino e si concludeva alla luce di luna: così recita una testimonianza raccolta da chi scrive questa pagina negli anni sessanta del Novecento). 

 E’ volontà comunque che ciò che in tanti anni e’ stato raccolto vada diffuso, a beneficio di una sempre auspicata società migliore e sempre da perseguire.