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martedì 1 settembre 2026

Tanti di noi sono nati nel ‘900

 

Sul blog sono un’infinità le tematiche che gli amici lettori vorrebbero fossero trattate. E però sono sulle dita di una mano che si contano i collaboratori reali del “Blog”. E’ ovvio che accettiamo e gradiamo ogni suggerimento utile sui contenuti da affrontare, tuttavia ci piacerebbe che ad ogni suggeritore si aggiungesse un collaboratore-autore.

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 Evocare alcuni passaggi del Novecento ci e’ sembrato un suggerimento meritevole di essere accolto perché in quel secolo stanno molte radici del nostro attuale vivere ed anche perché il suggeritore (Nicola, nome non vero) si è dichiarato disponibile a fornire almeno un testo settimanale. E per presentare la pagina suggerita ha allegato un foglietto di cui qui riportiamo spunti su cui si dichiara disponibile ad esplicarne storia, senso e sviluppi.

1) Sigmud Freud pubblica un libro “L’interpretazione dei sogni” che apre nuovi percorsi alla conoscenza degli esseri umani, sopratutto ai loro istinti, sentimenti ed emozioni.

2) Con i raggi X la medicina e la fisica fanno grandi balzi in avanti ed ancora vengono debellati il vaiolo, la poliomielite, la tubercolosi ed e’ normale continuare a vivere oltre gli ottant’anni.

3) Albert Einstein  ha rivoluzionato la concezione della natura e della materia. Oltre a sfruttare l’energia nucleare, l’uomo sta puntando ad utilizzare l’immensa fonte che e’ il Sole.

4) si sta lavorando per creare la vita in provetta, di prevenire le malattie ereditarie, di influenzare il clima che proprio in questi giorni ci sta tenendo sotto tiro.

5) sono scomparse tre ideologie mortifere, fascismo, nazismo e comunismo. 

A Nicola e a quanti altri interessati, assicuriamo che il Blog ha sempre accolto suggerimenti e testi e quando non sono stati firmati sono stati assunti dai responsabili del blog.

^^^^

 Assicuriamo comunque che e’ in corso l’elaborazione di un progetto che renda più coinvolgente e culturalmente vasto e più interessante il blog.

martedì 4 agosto 2026

Agosto

 Agosto offre l'occasione di rallentare i ritmi abituali, cambiare prospettiva sul tempo libero e riscoprire il valore della quiete. Pure sul blog, per alcuni giorni, ridurremo le pagine, pronti tuttavia a riprendere i ritmi abituali nel giro di pochi giorni.

 Agosto è il tempo in cui si dà spazio ai propri reali bisogni fisici e mentali. Auguriamo ai lettori giornate di distensione e gioia pure con buone letture. Buone letture che contiamo di riportare pure noi sul blog in continuazione e via via sempre più di maggior interesse.

lunedì 27 luglio 2026

Il blog

Disattenzione per lo spopolamento
Oltre il 70% del territorio
siciliano è minacciato dalla
desertificazione, un
fenomeno che colpisce in
modo duro i comuni delle
aree interne
. Questo degrado
ambientale si unisce a
un forte calo della
popolazione e alla
mancanza di servizi di
base. I 
piccoli paesi
montani e rurali con
meno di 5.000 abitanti
perdono residenti,
soprattutto giovani.
Restano nei borghi
interni quasi solo
persone anziane.
E’ in corso la chiusura
progressiva di classi
scolastiche, presidi sanitari
e persistono difficoltà
di collegamento
 stradale e ferroviario.



Il blog da alcuni mesi, forse dall’ultimo anno, ha via via cambiato il taglio degli interventi che vengono pubblicati. Continuerà a cambiare ancora in direzione di un percorso che  privilegerà la interpretazione della vicenda umana con i filtri, o se si vuole le lenti dell’economia, della sociologia, del diritto (=legislazione) e sopratutto delle risultanze storicamente riprese dalla pubblicistica più accreditata e dai dati statistici dell’Istat che proiettano, fra pochi decenni, la desertificazione di tanti contesti isolani, il nostro contesto locale compreso.

La temporalità che principalmente ci interesserà e’ quella che comincia con l’era moderna e che poi via via proseguirà con la contemporaneità fino ad arrivare alle nostre periodiche feste di paese. Intendiamo leggere i perché ed i come, dal vivere feudale e poi latifondistico e poi ancora dal vivere di emigrazione siamo arrivati alle feste continue che coinvolgono un numero via via sempre più striminzito di persone del luogo.  

La popolazione dei paesi di Sicilia, della Sicilia interna, dei residenti in quest’angolo di terra dove e’ pure situata la nostra Contessa Entellina, si compone ormai, nella stragrande maggioranza dei casi di pensionati. I giovani che acquisiscono un titolo di studio emigrano. Al 96%.

giovedì 16 aprile 2026

Contessa Entellina e il disinteresse della politica

Continua il calo demografico,
anzi si accentua.

-Contessa Entellina continua
a non essere patria dei giovani
che, seppure formati
professionalmente con
Diplomi, Corsi di formazione,
Lauree,
etc. etc.
se vogliono essere attivi 
devono lasciare la terra
di origine in direzione dei
dei Paesi UE.

Le riflessioni di un giovane contessioto 


Il senso della politica risiede nel suo essere un'arte di servizio, finalizzata al bene comune e alla gestione etica della comunità, piuttosto che alla semplice gestione del potere

 Il senso della politica rappresenta il passaggio di testimone tra generazioni, il dialogo, il confronto, la reciprocità e l'impegno per organizzare la società intorno a ideali di progresso, in direzione del Sol dell’Avvenire.

*    *     * 

* * *  Così Enzo

 Per una Contessa Entellina migliore, per una Sicilia migliore, per  . . . 

Serve coltivare una speranza e formulare un impegno.

Serve rianimare uno spirito civico perduto. 

Serve un senso di responsabilità collettivo annebbiato da un individualismo miope e scomposto. 

* * * 

C'è una Sicilia che attende il segno di una riscossa. 

Una Sicilia, una Contessa Entellina che vorrebbero emanciparsi dalla paura di bruciare nel nulla gli anni migliori della vita dei suoi giovani.

 Serve una Contessa Entellina che creda nella possibilità di costruire  una società migliore, solidale, aperta, basata sul lavoro, lo studio e il merito. 

Non sulla furbizia obliqua, sulla flessibilità opportunistica delle regole. 

Non sull'arte - che arte poi non è - di arrangiarsi. 

                                                                Enzo


mercoledì 15 aprile 2026

Il blog

 Il curatore del blog ai lettori.

Sul blog abbiamo inteso
operare come su un diario online o
su uno spazio informativo, fondamentale
 per la brand identity e per l'interazione.



Sul blog, lungo il corso di ormai tanti anni, abbiamo scritto, assemblato fatti, idee, e in qualche modo abbiamo connesso ciò che ci sembrava slegato. A volte abbiamo narrato la vicenda storica locale, interpretandola ovviamente nel divenire con la forza dell’opinione di chi la interpretava. E’ stata attraverso questo tipo di lettura che abbiamo conservato il rapporto con i lettori.

  Abbiamo provato sempre a intessere un rapporto di vicinanza con essi, con i lettori. E’ esistito, vogliamo pensarlo, un sentimento culturale di appartenenza, di comune sentire.

 Nei sentimenti abbiamo sempre provato a mantenere un filo di coerenza intellettuale. E’ probabile che la nostra voglia di cambiamento, il nostro credere nella possibilità di cambiamento, nel senso di una società migliore, più vera e non ipocrita, sia stata più una sfida intellettuale che politica. 

Non sappiamo quanto dopo di noi potranno durare queste pagine nell’effimero dei giorni. Personalmente ci auguriamo che possa durare quantomeno il senso, il significato e l’anima culturale con cui al blog e’ stata dedicata premura e pure intenzione (=animo).

 Il blog continuerà comunque a pubblicare testi, riflessioni e quadri civico-sociali. Ciò che via via verrà meno e’ -gradualmente- il numero dei testi settimanali e di quelli giornalieri.

 Buona lettura.

mercoledì 1 aprile 2026

Voglia di capire


Questa pagina punterà settimanalmente sui continui interrogativi dell’umanità. Interrogativi su noi uomini all’interno dello scenario del mondo e nel confronto fra noi uomini. Proveremo a cogliere le stoltezze, quando piuttosto che accettare la realtà, tentiamo di contraffarla..

=. =. =

Da Socrate a Pascal, da Kant a tanti altri fino ai nostri giorni, tantissimi ingegni, si sono adoperati per trovare la “strada”, il percorso per cogliere la “verità “ sull’essere umano. 

 In ogni secolo, dai greci a quello  corrente, sono state trovate risposte e, però, accompagnate da mille interrogativi. 

 Quelle risposte che sembravano certezze hanno nel tempo, invece, quasi consolidato la certezza che, ormai, nulla sarebbe rimasto sicuro per sempre.

martedì 31 marzo 2026

Frasi di verità

Le parole ci servono 

Paul Valery,
 Sg
uardi sul mondo attuale
 (1871 – 1945), scrittore
 e poeta francese.

La politica fu in primo luogo l’arte di

impedire alla gente di immischiarsi in

ciò che la riguarda.

In un’epoca successiva si aggiunse

l’arte di costringerla a decidere su 

ciò che non capisce.

lunedì 30 marzo 2026

Frasi di verità

 Le parole ci servono

   
Non esiste essere umano che di essa, della morte, non abbia la massima avversione (paura). E’ giusto che sia così; l’autocoscienza che essa sia il massimo nemico e’ il tesoro che ci fa dire che siamo “esseri umani”.

 Di noi esseri umani solamente i filosofi hanno provato a cercare medicinali, cure, contro la ferita che infligge quella paura. Se la medicina ed i medici si occupano della cura del nostro corpo, per Epicuro la medicina della nostra anima è da individuare nella filosofia, il cui scopo e’ quello di alleviare l’animo umano. 

sabato 28 marzo 2026

Frasi di verità

*Le parole ci servono:

Per scoprire e parlare dell’esistenza,

del nostro vivere su questo pianeta.

-Dobbiamo perciò sviluppare il pensiero critico,

-dobbiamo porci domande fondamentali,

-e dobbiamo ragionare con rigore. 

Dobbiamo veicolare concetti, che possono 

diventare teorie se riusciamo a bene

argomentarle e difenderle dalle confutazioni, grazie alle parole.

giovedì 12 marzo 2026

Il blog

Nuovi processi di democrazia e partecipazione.

Il desiderio di trasformazione civica,
sociale e culturale rappresenta un
movimento profondo e diffuso, volto
a ripensare i paradigmi della
convivenza, la partecipazione
democratica
e il ruolo della cultura
come motore di cambiamento
.

Questo impulso si manifesta
attraverso nuove forme di 
cittadinanza attiva, spesso 
guidate dalle giovani generazioni, 
che cercano di costruire  comunità 
più inclusive, sostenibili e 
resilienti, come auspicato dagli
obiettivi dell’Agenda 2030.



A chi di tanto in tanto ci chiede: chi te lo fa fare a dedicare impegno ad esso, al blog? la risposta è sempre stata che esso è stato, da sempre, ritenuto (da meno di un ventennio in qua) strumento di formazione culturale e sociale, uno strumento di conoscenza che si confronta con le letture, e gli eventi della vita di chi lo dirige, di chi lo collabora  e di chi lo consulta.

 Ciascuno di noi, in fondo, è chiamato a cercare strumenti attuali e accessibili per essere ascoltati, con contenuti ora qualificati ed ora meno per far circolare il pensiero. 

Tutti dobbiamo, dovremmo,  sentire e possedere consapevolezza dei limiti, ma anche delle opportunità dei nuovi mezzi (quale, appunto, e’ un blog) che ci offrono possibilità  di dire la nostra, augurandoci ovviamente che il quadro di vita attorno a noi possa sempre migliorare e divenire sempre più aperto.

 Quanto ora riportato non significa, non vuole assolutamente significare, che tutto ciò che sul blog riportiamo è neutrale. No! Ogni espressione culturale, politica, sociale e’, inevitabilmente e sempre, un derivato della condizione e del contesto umano entro cui si vive.

 Dal punto di vista del blog, di chi scrive sul blog, ogni testo pubblicato è ovviamente meritevole di fiducia ed è pure portatore di spazio di responsabilità, talvolta suscettibile di interventi critici da parti altre, e comunque esso è, e resta, desiderio di trasformazione civica, sociale e politica.

 Ai nostri giorni stiamo assistendo al superamento di modelli culturali tradizionali in favore di una "collaborazione aperta" tra cittadini, amministrazioni e terzo settore. Questo approccio valorizza energie creative latenti e promuove spazi di sperimentazione, come nel caso dei bandi CivICa o la creazione di "ecosistemi ibridi". La cultura, detto in altri termini, non è più intesa solo come fruizione, ma come bene pubblico comune e come leva di trasformazione sociale e culturale. Essa favorisce la coesione sociale, la fiducia e il capitale sociale, attivando quelli che sono i processi di rigenerazione urbana e sociale.

Il cambiamento culturale dei nostri giorni, detto in altri termini,  non viene più imposto dall'alto, ma viene co-creato, coinvolgendo attivamente le persone e generando senso di appartenenza. La trasformazione pertanto richiede il cambiamento culturale che apre nuovi spazi di cittadinanza e un dialogo continuo tra istituzioni e società autorganizzata. Il cambiamento culturale offre uno spazio, che volendolo, può essere approfondito per la creazione di relazioni basate su interessi condivisi fra più orientamenti culturali.

=.=.=.

giovedì 1 gennaio 2026

Arriva un nuovo anno

Propositi

  Cosa possiamo immaginare su un piccolo blog di periferia per presentare un nuovo anno che arriva? E’ d’obbligo augurarci che cessino le tantissime guerre in corso in più angoli del pianeta, sopratutto quella in Ucraina. Guerra con intenti di invasione da parte di una potenza confinante e autocratica. Una guerra coloniale nel terzo millennio. Guerra con intenti di invasione e predominio pure quella che sta martoriando la Palestina, dove ebrei e musulmani stentano, anzi proprio non ci provano, a vivere in prossimità.

  Scoprire e scrutare le cause più profonde sull’origine dei tanti conflitti -lo ripetiamo- non può competere al nostro modestissimo blog, e però ci ripromettiamo di voler analizzare con ottica storico-sociali le cause che stanno alla loro origine  e alla mancata analisi dopo due guerre mondiali dell’importanza dei legami tra i popoli.

  Ci proponiamo di puntare via via sempre di più sui riflessi degli sviluppi della scienza e delle tecnologie  in quasi tutti i comparti del vivere umano e in tutte le visioni culturali che accompagnano l’umanità oltre che su tutte le teorie sociali che dovrebbero argomentare sull’utilizzo dei saperi e delle culture. 

Contessa Entellina non è esente dal
fenomeno di decrescita demografica
che
interessa gran parte del territorio siciliano,
con un invecchiamento progressivo
della popolazione.

 Punteremo via via a definire sempre più un profilo “culturale” al Blog, basato sul riconoscimento che, come una sola e’ la Terra, altrettanto lo è la specie umana in tutte le sue diversità.

Ci occuperemo della decrescita sociale, economica e demografica della nostra Contessa Entellina. Decrescita di cui non ci risulta che si sia mai dibattuto, almeno una sola volta, nella sede istituzionale locale, il Consiglio Comunale. E se non si prende in considerazione un simile dramma umano nell’organismo locale come si può pretendere che ad occuparsene sia Renato Schifani o Giorgia Meloni?
  E’ scontato inoltre che nel corso del 2026 intendiamo esplorare le emergenti e le diffuse culture che convivono sulla Terra e proveremo a cogliere il modo nuovo di scrivere la Storia. Ai nostri giorni la Storia universale non coglie più esclusivamente il punto di vista degli europei e/o esclusivamente quello dell’uomo bianco. Oggi sappiamo che quelle che fino a non molto tempo fa erano le culture dominate dall’uomo bianco, hanno oggi molto da insegnarci.

BUON ANNO 2026 AI LETTORI,

ai contessioti locali, a quelli emigrati e

ai tantissimi discendenti da più generazioni

di contessioti emigrati sin dall’Ottocento.


giovedì 25 dicembre 2025

Buon Natale ai lettori del Blog e ai loro familiari

 Natale è festa per credenti e non. 


Il conteggio degli anni nel mondo
non è univoco, ma 
il sistema più
diffuso è l'Era Cristiana (d.C./a.C.),
che conta gli anni dalla nascita di
Gesù Cristo, senza anno zero (si
passa da 1 a.C. a 1 d.C.)
. Altri
sistemi includono il calendario
islamico (dall'Egira, 622 d.C.),
quello ebraico (dalla creazione
del mondo) e il calendario cinese
(basato su cicli animali), ma
il calendario gregoriano
è lo standard internazionale.


BUON NATALE



Dall’evento di Cristo, che nasce in una sperduta località sottomessa all’Impero Romano, viene fissato il “centro del tempo”. Da quell’evento il computo degli anni  nel mondo cristiano, che non procede in una unica direzione, verso il futuro, a partire da un momento iniziale di “creazione del mondo” più o meno cronologicamente determinato (come avviene invece nel calendario ebraico, o come si usava  nell’ambito dell’Impero Romano che contava gli anni ab Urbe condita, ossia a partire dalla data  presunta della fondazione di Roma); stabilisce invece un punto “centrale”, che coincide con la nascita di Gesù di Nazareth, a partire dalla quale il tempo viene fatto scorrere indietro (anni “prima di Cristo”) e in avanti (anni “dopo Cristo).

Questo sistema di calcolo ha come conseguenza il fatto che “l’inizio” del mondo può essere spostato all’indietro, sulla linea del tempo, in un punto indefinito così come indeterminata resta, nella direzione opposta  sulla linea del tempo, la datazione della “fine del mondo”. E’ questa la grande novità introdotta nel calendario cristiano che è divenuta prassi invalsa soltanto nel corso del XVIII secolo (nel periodo precedente, infatti, il tempo “prima di Cristo” continuava  ad essere calcolato a partire dalla data presunta della creazione).

*    *    *

25 Dicembre

auguri di un sereno

Natale

ai lettori del blog e

alle loro famiglie.





giovedì 18 dicembre 2025

Oggi,….18 dicembre

 Sui Giornali

 =. =. =. =. L’Unesco premia la «Cucina italiana» però quel premio va inteso e riferito al modo in cui noi italiani intendiamo la gastronomia: a quel modo di mettersi ai fornelli, preparare i piatti; ma anche allo stare a tavola, a casa o fuori, e parlare ossessivamente di cibo. La cucina in quanto elemento essenziale che definisce la nostra identità.

=.   =.   =  Quello dell’Unesco è molto verosimilmente un riconoscimento più al valore culturale del cibo che all’arte degli chef professionali o delle nostre mitiche «nonne». È un premio che segnala il nostro rapporto speciale, viscerale, intimo e antico con le materie prime, con la cura e la valorizzazione dell’agricoltura e con la consapevolezza del valore sociale del cibo e del mangiare.

=.   =.   =. Ai nostri giorni la gente mediamente arranca con stipendi (e peggio ancora con pensioni) che non arrivano a fine mese ed e’ sparito persino un certo tessuto connettivo delle città che erano i locali dove c’era cura della materia prima e del servizio e dove si celebrava il rito collettivo del mangiare e bere fra gruppi di amici e parenti.

=.  =.   =.  Nelle città’ ai nostri giorni ad aprire nuovi locali sono hamburgerie, street food, pizzerie ed etnici. E vanno via via chiudendo i buoni ristoranti storici. Ovviamente non si intende demonizzare nessuno, tanto meno le pizze, ma e’ quasi doveroso constatare l’impoverimento progressivo dell’offerta e il cambio repentino di abitudini. Il ceto medio che frequentava i ristoranti non gode più di stipendi tali da poterli frequentare.

=.  =.   =  Tra l’altro bisogna ricordare che decenni fa la materia prima era di qualità e i prodotti arrivavano direttamente dall'agricoltura. Ai nostri giorni i ristoratori non posseggono più il rapporto diretto con i campi; la frutta, la verdura e la stessa carne non arrivano più direttamente dalla fonte produttrice accuratamente prescelta.

mercoledì 10 dicembre 2025

Oggi, ….10 Dicembre

Sui Giornali
 =. =. =. = Putin va via via consegnandosi ai cinesi.  Dopo una lunga melina Putin si è rassegnato a mantenere la promessa fatta tre mesi fa a Xi Jinping, firmando un decreto che abolisce i visti per i cinesi che vogliono entrare in Russia. Sembra un gesto di cortesia, così viene presentato dalla propaganda. In realtà, il Cremlino si piega a una richiesta ineludibile dell’alleato più forte, rinunciando al proprio sovranismo e aprendo le porte a una massa immensa di lavoratori che colonizzeranno la Russia orientale.

=. =. =. = Nei confronti del lunatico Trump, solo deferenza. Il rapporto di Putin con Trump  dev’essere valutato alla luce di un dado che per la Russia è già stato tratto. Nessuno parla di amicizia o di intesa duratura. Le indicazioni informali dell’amministrazione presidenziale ai media rivelano ben altro. La deferenza con la quale viene trattato Donald Trump è dettata dal semplice interesse. Uno Zio Sam lunatico e ricco, da lodare e sfruttare, finché c’è.

=. =. =. = Per Putin la guerra in Ucraina è vitale. L’Ucraina non è la Cecenia, ereditata da Boris Eltsin. Non è la punizione lampo inferta alla Georgia, non è la lontana Siria. In un Paese che ne è forgiato, non tutte le guerre sono uguali. Questa è la guerra esistenziale di Putin, è il conflitto per il quale lui verrà ricordato nei libri di Storia, sua massima aspirazione. Non una figura di passaggio, l’ultimo homo sovieticus, ma un condottiero. E un vincitore, che per essere tale ha bisogno non di apporre la propria firma su un trattato, ma di territori altrui da rivendicare.

domenica 7 dicembre 2025

Oggi, ….7 dicembre

Sui Giornali

 = = = =Quarto anno della guerra in Ucraina. L’ostinazione di Putin. L’orgogliosa e ostinata resistenza di Volodymyr Zelensky e del suo popolo, costituisce al tempo stesso un fastidio e una questione di principio. Il Nuovo Ordine Mondiale non potrebbe mai accettare di avere tra le sue guide una superpotenza, la Russia,  incapace di aggiudicarsi un conflitto locale nella lontana Europa. 

= = = = Al di là delle poche frasi lasciate cadere per tenersi le mani libere in caso di accettazione totale delle proprie condizioni, in Putin non c’è un solo indizio della reale volontà russa di arrivare a una pausa delle ostilità. L’economia che fa sempre più fatica non avrà alcun effetto deterrente, al massimo comporterà una ulteriore torsione autoritaria della quale si stanno intravedendo già i segni, per sopire il malcontento della società russa. 

= = = = E però questa in Ucraina non è la Cecenia, ereditata da Boris Eltsin. Non è la punizione lampo inferta alla Georgia, non è la lontana Siria. In un Paese che ne è forgiato, non tutte le guerre sono uguali. Questa è la guerra esistenziale di Putin, è il conflitto per il quale lui verrà ricordato nei libri di Storia, sua massima aspirazione. Non una figura di passaggio, l’ultimo homo sovieticus, ma un condottiero. E un vincitore, che per essere tale ha bisogno non di apporre la propria firma su un trattato, ma di territori altrui da rivendicare.

mercoledì 26 novembre 2025

Oggi, …26 novembre

 Sui Giornali  

 =.  =.   = Il piano russo-americano. Il piano discusso fra russi e americani prevede il blocco all’espansione della Nato (punto 3, ribadito al punto 7), limita l’esercito di Kiev a 600 mila uomini in tempo di pace (6) e dà solo generiche garanzie per scongiurare nuovi attacchi (10), in base alle quali la risposta militare non sarebbe né esclusa né automatica. Inoltre stabilisce il ritiro delle sanzioni nei confronti della Russia e il suo ritorno nel G8 (13). Stabilisce che la ricostruzione sarà pagata con gli asset russi congelati più altri 100 miliardi pagati dagli europei e che la metà degli eventuali profitti andranno agli Usa (14). In base a quel piano infine la Russia mantiene i territori conquistati e ne ottiene altri (21) e l'Ucraina deve indire nuove elezioni entro 100 giorni (25), mentre ci sarà un’amnistia per i crimini di guerra (26).

=.  =. =Il piano europeo. Gli europei chiedono invece di eliminare il riferimento alla non espansione della Nato (punti 3 e 7) e di innalzare il limite all’esercito di Kiev a 800 mila soldati (punto 6). Accettano che la Nato non tenga truppe in Ucraina, ma solo in tempo di pace (8). E propongono un riferimento più esplicito (10) al meccanismo di Difesa, analogo all’articolo 5 della Nato: in caso di attacco russo, scatta la «risposta militare». Inoltre prevedono che le sanzioni alla Russia siano eliminate gradualmente (13) e che tocchi a Mosca pagare la ricostruzione, lasciando fino ad allora gli asset congelati (14). Il piano europeo stabilisce infine che Kiev non cerchi di riprendere con la forza quanto già conquistato dalla Russia ma che non ceda altro (21), che indica elezioni «appena possibile» (25) e non prevede amnistia per i crimini di guerra (26), ma impegno per le vittime.

martedì 25 novembre 2025

Oggi, ….25 Novembre

 Sui Giornali  

=. =. = In cosa consiste il Pnrr: Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nasce dal programma di ripresa post pandemia europeo chiamato "Next Generation EU” (NGEU) e spesso definito dai media “Recovery Fund” (Fondo per la ripresa). Per la prima volta, attraverso il debito comune europeo, ciascuno stato membro avrà la possibilità di realizzare un piano di intervento per la ripresa attingendo da un fondo complessivo di 750 miliardi di euro.

=  =. =. Perché l’Italia è ritenuta grande beneficiaria?: L’Italia è il primo beneficiario in valore assoluto del fondo con un valore complessivo disponibile pari a 191,5 miliardi di euro da dividere in sovvenzioni da non restituire (68,90 miliardi) e prestiti da restituire (122,6 miliardi di euro). 

=. =. = L’Italia di suo aggiunge altro? Si, un'iniziativa italiana integra il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) con circa 30,6 miliardi di euro di risorse, stanziati per il periodo 2021-2026. Lo scopo e’ potenziare gli investimenti e coprire ulteriori interventi strategici che completano quelli del PNRR, sia cofinanziando progetti esistenti sia finanziando nuovi progetti in settori come sanità, innovazione, cultura e ambiente.


lunedì 24 novembre 2025

Oggi,….24 Novembre

 Sui Giornali 

=.  =.  = L’Italia che dona risorse umane, già formate. Tanti nostri connazionali, tanti siciliani, tanti contessioti (aggiungiamo noi) emigrano, vanno via, in Germania, Svizzera, Francia, Nord Italia. Alcuni fanno fortuna e conseguono tanto successo  nelle più svariate aree di attività. Tanti di loro possiedono studi seguiti nelle nostre scuole e università pubbliche e vengono apprezzati, ricercati e additati come modello.

=  =  = L’Italia degli indifferenti. L'emigrazione di laureati italiani e’ ormai un fenomeno in forte aumento, con 16.000 partenze nel solo 2023, un record che ha portato ad una perdita netta di circa 97.000 laureati negli ultimi dieci anni. Le cause principali includono salari bassi, contratti precari, mancanza di prospettive professionali e ambienti di lavoro percepiti come tossici. Molti laureati si trasferiscono in Paesi europei come Germania, Francia e Regno Unito, dove trovano migliori opportunità di carriera, stipendi più alti e migliori condizioni di vita.

=.  = . = Viene da chiedersi: se questi (contessioti), siciliani, italiani conseguono affermazioni e successo all’estero, perché la terra nativa non consente loro di esplicare ogni energia a beneficio della Sicilia, dell’Italia?

  =. =. = Per formarsi i tantissimi giovani che emigrano hanno usato le nostre scuole e le nostre università e però nel tempo in cui devono dispiegare il loro sapere e la loro professionalità i benefici, i frutti della loro formazione, vanno ai paesi esteri che li ospitano.

-  -  -

  Qualcuno spiega e giustifica quanto accade nel fenomeno migratorio come declino del Paese Italia.

sabato 22 novembre 2025

Oggi,…22 Novembre

Sui giornali

=. =. =Ernesto Galli della Loggia, giornalistaOltre la finanziaria, oltre Landini e il «campo largo» abbiamo anche altri problemi, e forse persino più importanti, anche se ce ne occupiamo poco o nulla. Ad esempio che l’Italia è un Paese ignorante. Siamo infatti tra gli ultimi in Europa come numero di diplomati di scuola superiore, al penultimo posto per numero di laureati (il 42 per cento degli iscritti all’Università abbandona dopo il primo anno) e con forti squilibri tra Nord e Sud (nel Mezzogiorno solo un giovane su cinque è laureato). Ma non si tratta solo del puro possesso di un pezzo di carta: dall’inizio del nuovo secolo è la qualità complessiva dell’istruzione, anche primaria, che è letteralmente collassata. Altrimenti non ci troveremmo davanti i dati drammatici che ci offre il Censis, secondo il quale sono sempre di più gli italiani che non capiscono un testo scritto e non sanno esporre ciò che vorrebbero dire: praticamente un popolo di semianalfabeti, incapaci di comprendere il contenuto di un qualunque avviso pubblico o di raccontare la trama di un film

L’articolo 53 della nostra costituzione stabilisce che tutti sono tenuti a contribuire alle spese pubbliche in base alla propria capacità economica e che il sistema tributario deve essere progressivo. 

=. =. =Paolo Fallai, giornalista: …. chi ha un reddito maggiore paga (dovrebbe pagare) una percentuale di tasse più elevata. Proviamo a vedere cosa succede nella realtà: il 43% degli italiani non versa neanche un euro di Irpef, che sarebbe la tassa sulle persone fisiche, perché non ha redditi o comunque non li dichiara. I dati dell’osservatorio sulle dichiarazioni Irpef 2024 sono stati presentati alla Camera a fine settembre. Il 54% della popolazione ha redditi mediani inferiori a 10 mila euro lordi l’anno. L’esodo è diventato ancora più massiccio con l’introduzione della flat tax. Si stima che circa due milioni di contribuenti, il 50% delle partite Iva, sia escluso dall’Imposta sulle persone fisiche, restando sotto i tetti che consentono di versare solo il 15%. 

… Chi paga le tasse (tutte) sono evidentemente i lavoratori dipendenti, cui vengono tolte alla fonte e quindi quei soldi non li vedono proprio. Naturalmente della sanità (medici, ospedali, farmaci), della scuola (insegnanti, edifici), della sicurezza (forze dell’ordine) usufruiscono tutti, quelli in regola con le tasse e i «furbi» che aspettano il condono o possono risiedere a Montecarlo.

venerdì 21 novembre 2025

Oggi,…21 Novembre

Sui Giornali

  

=. =. = La voglia di affermarsi delle donneUn grafico, tratto dall’ultimo rapporto di AlmaLaurea  mostra che ogni anno ormai sei laureati ogni dieci sono donneSe si guarda solo alle lauree magistrali, quelle di livello superiore, il dato sale a sette ogni dieci (in aumento dal 65% da cinque anni fa). In realtà il sorpasso fra sessi nella distribuzione dei diplomi di studi superiori risale più o meno a trentacinque anni fa e da almeno una quindicina sistematicamente sei lauree su dieci sono ogni anno raggiunte dalle studentesse.

=. =. = La struttura del Paese Italia sta cambiando. Le donne stanno uscendo dalle discipline di studi verso le quali si erano indirizzate nei primi decenni della loro emancipazione educativa di massa. Non dominano più solo le discipline umanistiche, giuridiche o magari sanitarie e farmaceutiche. L’anno scorso hanno superato gli uomini per quantità di lauree di indirizzo economico, sono arrivate praticamente alla pari nell’ambito di ingegneria civile e architettura, mentre in campo scientifico (dove erano nettamente in minoranza) ormai rappresentano sei diplomi di laurea su dieci. Anche nelle tecnologie dell’informazione e comunicazione, dove sono nettamente in minoranza, il loro numero ha iniziato a crescere.

=. =. = La dimensione economica di questa nuova realtà educativa è, se possibile, ancora più complicata. In apparenza l’Italia per questo risulta fra le più avanzate nel gruppo delle democrazie mature dell’Ocse, con un divario di paga a parità di funzioni di appena il 4% a favore degli uomini rispetto alle donne. È uno scarto minore di quello che si registra in Danimarca e ancora di più lo è rispetto a Germania, Finlandia o Gran Bretagna.