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lunedì 19 maggio 2025

Referendum abrogativi: proviamo a capire (3)

i fac-simile delle schede per il voto dell’8 e 9 giugno

modelli che riportiamo riproducono il contenuto delle schede che saranno utilizzate nei seggi, con il testo di ciascun quesito e le opzioni di voto.

Nel dettaglio, le schede saranno di colore 

diverso per ciascuno

scheda grigia per il quesito n. 3
:

 "Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi". 


Il quesito n. 3 propone mira alla reintroduzione dell’obbligo di causale per i contratti di lavoro inferiori a 12 mesi per garantire una maggiore tutela ai lavoratori precari.  In Italia circa 2 milioni e 300 mila persone hanno contratti di lavoro a tempo determinato. I rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo. Si vuole rendere il lavoro più stabile ripristinando l’obbligo di esplicitare le causali per cui si fa ricorso ai contratti a tempo determinato.

Per il sindacato promotore (Cgil), e’ nell’interesse dei lavoratori votare in quanto i rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo. Votando Si si rende il lavoro più stabile in quanto viene ripristinato l’obbligo di inserire causali per il ricorso ai contratti a tempo determinato.

Testo del quesito«Volete voi l’abrogazione dell’articolo 19 del d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81 recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”, comma 1, limitatamente alle parole “non superiore a dodici mesi. Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque”, alle parole “in presenza di almeno una delle seguenti condizioni”, alle parole “in assenza delle previsioni di cui alla lettera a), nei contratti collettivi applicati in azienda, e comunque entro il 31 dicembre 2024, per esigenze di natura tecnica, organizzativa e produttiva individuate dalle parti;” e alle parole “b bis)”; comma 1 -bis , limitatamente alle parole “di durata superiore a dodici mesi” e alle parole “dalla data di superamento del termine di dodici mesi”; comma 4, limitatamente alle parole “,in caso di rinnovo,” e alle parole “solo quando il termine complessivo eccede i dodici mesi”; articolo 21, comma 01, limitatamente alle parole “liberamente nei primi dodici mesi e, successivamente,”?»






















domenica 18 maggio 2025

Referendum abrogativi: proviamo a capire (2)

i fac-simile delle schede per il voto dell’8 e 9 giugno

modelli che riportiamo riproducono il contenuto delle schede che saranno utilizzate nei seggi, con il testo di ciascun quesito e le opzioni di voto.

Nel dettaglio, le schede saranno di colore 

diverso per ciascuno


scheda arancione per il quesito n. 2: «Piccole imprese – Licenziamenti e relativa indennità: parziale».

Il quesito n. 2 è sulla scheda arancione e riguarda i licenziamenti, e i relativi risarcimenti, nelle piccole imprese. Chiede di eliminare i limiti massimi di risarcimento oggi previsti in caso di licenziamento senza giusta causa nelle piccole imprese. Il referendum propone di lasciare al giudice la possibilità di stabilire liberamente l’ammontare del risarcimento in base alla singola situazione.

Per il sindacato promotore (Cgil), e’ nell’interesse dei lavoratori votare in quanto chi oggi lavora in una piccola impresa e viene licenziato in modo ingiustificato può ottenere un indennizzo fino a un massimo di sei mesi di stipendio. Col secondo quesito si chiede che venga eliminato questo limite, per cui se vince il Sì, chi ha perso il lavoro in un'azienda con meno di 16 dipendenti, potrebbe ottenere un risarcimento più consistente di quello attuale. La problematica riguarda solo ditte con poco personale, come un'officina o un negozio, e in casi del genere valgono infatti norme meno rigide rispetto alle imprese con più impiegati. La differenza di trattamento si basa sull'idea che così si può tutelare una piccola azienda in difficoltà, ed evitare che chiuda i battenti perché si ritrova con più dipendenti di quelli necessari. 

Testo del quesito«Volete voi l’abrogazione dell’articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, recante “Norme sui licenziamenti individuali”, come sostituito dall’art. 2, comma 3, della legge 11 maggio 1990, n. 108, limitatamente alle parole: “compreso tra un”, alle parole “ed un massimo di 6” e alle parole “La misura massima della predetta indennità può essere maggiorata fino a 10 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai dieci anni e fino a 14 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai venti anni, se dipendenti da datore di lavoro che occupa più di quindici prestatori di lavoro.”?»

sabato 17 maggio 2025

Referendum abrogativi: proviamo a capire (1)

i fac-simile delle schede per il voto dell’8 e 9 giugno

modelli che riportiamo da oggi e per i prossimi quattro giorni riproducono il contenuto delle schede che saranno utilizzate nei seggi, con il testo di ciascun quesito e le opzioni di voto.

Nel dettaglio, le schede saranno di colore 

diverso per ciascun referendum:

  • scheda verde chiaro per il quesito n. 1: «Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione»

    I) Referendum sul Lavoro 

    Quesito n. 1 - «Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione»

    Testo del quesito«Volete voi l’abrogazione del d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23, recante “Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” nella sua interezza?»

    Per il sindacato promotore (Cgil), e’ nell’interesse dei lavoratori votare , in quanto la legge Fornero offre maggiori tutela.

    - - -

    Di cosa si sta dibattendo per poi votare ?

    Disciplina generale dei licenziamenti (scheda verde)

    Oggi – Ai rapporti di lavoro costituiti prima del 7 marzo 2015, circa un quarto del totale, si applica la legge Fornero (n. 92/2012); per quelli costituiti dal 7 marzo 2015 in poi si applica il decreto legislativo n. 23/2015: uno degli otto decreti attuativi del Jobs Act .
    Effetti del referendum – Se prevalgono i «sì» viene integralmente abrogato il d.lgs n. 23/2015, col risultato che torna ad applicarsi a tutti la legge Fornero del 2012.


    Differenze e coincidenze tra la legge Fornero 2012 e il d.lgs. n. 23/2015

    • a) licenziamenti per motivo illecito (discriminazione, rappresaglia, ecc.), oppure per un motivo del tutto inesistente: entrambe le leggi prevedono la reintegrazione nel posto di lavoro;
    • b) licenziamenti per motivo ritenuto insufficiente dal giudice: entrambe le leggi prevedono un indennizzo; ma per la legge Fornero esso va da un minimo di 12 a un massimo di 24 mensilità, mentre per il d.lgs. n. 23/2015 va da un minimo di 6 a un massimo di 36 mensilità;
    • c)  licenziamenti collettivi nei quali siano applicati dei criteri di scelta ritenuti dal giudice scorretti: per la legge Fornero si applica la reintegrazione, per il d.lgs. n. 23/2015 l’indennizzo da un minimo di 6 a un massimo di 36 mensilità.
    (Segue)

domenica 27 aprile 2025

Un Personaggio

 

Aldo Cazzullo, Giornalista italiano. Dopo quindici anni a "La Stampa" di Torino, dal 2003 è inviato speciale ed editorialista del "Corriere della Sera".




Il denaro non è la misura

di tutte le cose


Non voleva morire al Gemelli; 

voleva morire a Santa Marta. 

Non voleva morire da malato, 

ma da Papa. Ce l’ha fatta. E 

anche in morte Bergoglio ha preso 

le distanze dalla curia, da una 

certa idea del papato. Si farà 

seppellire fuori dal Vaticano, a 

spese proprie, grazie a un oscuro 

benefattore, senza pesare sulle 

finanze della Santa Sede. Come a 

dire alla curia: non mi seppellite voi, 

mi seppellisce la carità cristiana. 

Nella nuda terra. Perché anche di 

papa Francesco, come di San Francesco, 

Dante potrebbe scrivere che «al suo 

corpo non volle altra bara». 

(E comunque anche Dante morì povero, 

come San Francesco, come Cristoforo 

Colombo, come Giuseppe Garibaldi, 

insomma come i più grandi italiani 

che siano mai vissuti. Perché il denaro 

non è la misura di tutte le cose).

giovedì 3 aprile 2025

Viviamo in Occidente: scrutiamo aspetti del sistema (20)

 Il credito

Ai nostri giorni la gran parte
dei pagamenti avvengono mediante
carta di credito.



La tradizione contadina nella letteratura di Verga ed altri autori siciliani e’ frequentemente tratteggiata nei comportamenti delle famiglie nei riguardi del consumo e del risparmio (parsimonia). E’ più che scontato che quel comportamento delle famiglie e’ parzialmente, se non completamente, mutato. 

 Ai nostri giorni l’indebitamento consente di integrare i flussi finanziari delle famiglie -a parità di reddito- e può consentire, nel breve termine, una maggiore possibilità di spesa. E’ tuttavia ovvio che l’indebitamento di oggi influisce nella possibilità di spesa futura (e non soltanto per il pagamento degli interessi ma anche per i rimborsi delle quote capitali).

 Generalmente le modalità di indebitamento si distinguono in due grandi categorie: a) a breve termine per soddisfare esigenze di consumo; b) a medio e/o a lungo termine  per finalità connesse all’acquisto di beni durevoli (automobili, arredi etc.), e sopratutto per l’acquisto di beni immobili (case, terreni etc.).

 In Italia, segnalano i dati statistici, il credito alle famiglie ha un’incidenza superiore a quanto si rivela nei paesi europei, dove il credito ha incidenza maggiore in direzione dei processi produttivi (industria, artigianato, commercio etc.).

 E’ ovvio ed è scontato che le famiglie e sopratutto le aziende che fanno ricorso al “credito” presso il sistema bancario, devono badare a “fare il passo secondo la gamba”. Ogni eccesso nell’indebitamento delle famiglie (e delle aziende) da fattore di sviluppo rischia di trasformarsi in fattore di crisi.

  Le autorità pubbliche avvedute e consapevoli dedicano grande attenzione  all’andamento del credito bancario;  questo nella macro-economia di un paese stimola la crescita economica ed è suscettibile di equilibrare il mercato immobiliare. Ma su questi aspetti che sanno di politica economica avremo modo di intrattenerci.

lunedì 27 gennaio 2025

Il blog

  Avevamo deciso, ci eravamo convinti che la stagione del blog fosse arrivata al capolinea, per sopraggiunte incombenze in capo al curatore; incombenze che lo avrebbero distratto dal curare e aggiornare le pagine. Eventi familiari lo avevano spinto inoltre a pensare in quel senso. 

  Dal momento che  stiamo continuando a scrivere per esso, per il blog, e dal momento che esso è diventato una sorta di diario dove riportare riflessioni, fatti e auspici, che vorremmo non siano solamente personali del curatore ma comuni a tanti, ri-confermiamo la volontà di proseguire a riflettere e ove possibile a dialogare e confrontarci con chi lo desideri e voglia usare queste stesse pagine.

   Verosimilmente i testi, come peraltro capita da più  tempo, non saranno centrati solamente sulla realtà  locale,  e però avranno sempre e comunque valenza generale per il vivere dei nostri giorni. E però, ancora, gli spunti al curatore e ai collaboratori verranno sempre dal vivere in questa area di Sicilia priva di tanti servizi che sarebbero opportuni e priva sopratutto di viabilità esterna da terzo millennio.

mercoledì 15 gennaio 2025

Politica, economia, sociologia, diritto

 
                                                 1968 - L'anno che è durato a lungo          

 Pagina 1




Nella memoria di tanti di noi, quando nella società entro cui viviamo (intesa sia come comunità locale sia come stato nazionale) tutto non va come si vorrebbe che andasse, si è soliti dire che sta succedendo un '48. Il 1848 fu effettivamente un "annus terribilis": l'intento fu di liberarsi degli stati assolutisti e, in Italia, quell'anno è ritenuto come iniziale periodo di avvio del processo di Unità del Paese.

  Per chi è nato negli anni o nei decenni prossimi alla metà del '900, l'anno terribilis  individuato dalla stampa, dai giornali e sopratutto dagli storici, è stato -a dimensione continentali- il 1968

Quel Sessantotto durò a lungo e si condenso' per la gente della Valle del Belice nell'infinito, pluridecennale,  processo della Ricostruzione dai danni del terremono del gennaio di quell'anno.

 Al livello europeo e più ampiamente alla dimensione dei paesi occidentali europei e nord-americani capitò ed esistette, un'ulteriore Sessantotto che durò a lungo, come vivaio di dibattiti, denunzie, meditazioni e commenti, che ebbe sottofondi ampiamente culturali. Si trattò, stando ad alcuni osservatori e storici, di una vasta e diffusa tempesta mediatica che verosimilmente si estese fra il 1965 ed il 1970.

1968- Iniziano le proteste studentesche
  
Negli Istituti Medi Superiori e nelle
Università inizia un lungo periodo di
proteste: gli studenti denunciano
l'esistente distacco della scuola dalla
vita


 Per quanto attiene il "Sessantotto culturale",  esso fu ricco di fermenti culturali che riuscì  ad agitare le masse dell'Occidente, iniziando ai suoi albori con le contestazioni studentesche ed arrivare alle rivolte razziali negli Stati Uniti, con guerre sconvolgenti come quella del Vietnam alle repressioni con le truppe dell'Unione Sovietica ai danni dei paesi satelliti dell'est europeo, dai grandi miti agitati in quella stagione ai relativi mutamenti degli "stili di vita".

   Sul blog, sino a quando non ci mancherà la voglia di proseguire, ci piace rivisitare gli eventi o quel "come eravamo" noi gente della   Valle del Belice e noi "osservatori" degli eventi culturali/politici che investirono l'intero Occidente. Si trattò di avvenimenti che segnarono umanamente, politicamente e culturalmente i giovani di allora, fino agli attuali anni venti del XXI secolo, quando giovani non sono più.

Il sociologo Danilo Dolci durante
una manifestazione a Portella della Ginestra
di denuncia sull’arretratezza sociale
ed economica
della Sicilia 1968.


* * * 

ED ESISTEVA LA MAFIA

Cosa Nostra 

   Secondo alcuni storici, e lo ha asserito pure il sociologo Anton Blok nel libro che fotografa il microcosmo contessioto, la mafia era nata in Sicilia per difendere i diritti feudali di alcuni discendenti dai baroni. In seguito all'instaurarsi del Regno d'Italia essa è andata sviluppandosi all'ombra del potere politico ed economico di turno fino a diventare lo sconcertante fenomeno criminoso della seconda metà dell'Ottocento e sostanzialmente dell'intero Novecento. 

 Verosimilmente ad oggi la lotta alla Mafia non è solamente devoluta alle forze di Polizia e alla Magistratura ma -in buona parte- anche alla Società Civile (=al mondo della Cultura, alle Organizzazioni Sindacali, a parte della Politica più avanzata, e, pure, alla scuola) e si sta assistendo a una discreta presa di coscienza contro la prepotenza di tutte le arroganze. Da noi pure l'arroganza ha a che fare con la prepotenza, e pare -ci spiegano i sociologi- che la prepotenza sa già di tanti elementi base della Mafia.

===

Questa pagina vorrebbe tratteggiare l'assetto dell'unica pagina giornaliera (o comunque periodica) del Blog a cominciare dalle prossime settimane. 

L’intendimento del curatore è di modificare il profilo ed il complessivo taglio culturale.

martedì 22 agosto 2023

Politica e corruzione. L’essere cittadini dovrebbe spingere tutti ad attenzionare, come proprie, le cose "pubbliche"

C L I E N T E L I S M O

C R I M I N A L I T A'

T A N G E N T I

La congiura catilinaria
 viene vista dallo
storico Sallustio come
uno degli argomenti più
 significativi della decadenza
morale e sociale della
classe dirigente romana
 (specie dei senatori)
durante il I secolo a.C.,

*  *  *

Garzón Valdés, filosofo argentino,  
ha definito 
cosi il fenomeno: 
« La corruzione consiste

nella  violazione  di un obbligo
da parte 
di un decisore con
 l’obbiettivo di ottenere

 un beneficio personale
extraposizionale 
per chi
corrompe … in cambio del

conseguimento di benefici
per il corruttore…»


Fra i paesi più corrotti al mondo l’Italia pare non faccia brutta figura. L’Indice di percezione  della Corruzione elaborato da Trasparency International, indice di riferimento di un quinquennio fa, pone la Danimarca come Paese meno corrotto al mondo, seguito da Finlandia, Svezia, Nuova Zelanda e Norvegia, mentre in coda -in ordine decrescente- stanno Afghanistan, Corea del Nord e Somalia.

L’Italia, pur migliorando, resta sempre fra i paesi che in Europa ha dietro solamente Bulgaria, Romania, Grecia.

La corruzione è antica quanto la Storia dell’umanità. È cresciuta e si è sviluppata sempre all’ombra del potere. Solamente in tempi relativamente recenti in Italia si sono allestite valide istituzioni per combattere il grave problema; problema che globalmente secondo il Fondo Monetario Internazionale, costa circa il 2% del Pil dell’intero pianeta.


domenica 13 agosto 2023

E’ domenica


 Dubitare.
Interrogarsi per scavare.
Porre domande.
Cercare risposte.


Clave Staples Lewis 

Scrittore, saggista e teologo 1898-1963

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Spesso diciamo che Dio non risponde alle nostre domande; in realtà siamo noi che non ascoltiamo le sue risposte.