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giovedì 5 novembre 2026

La Mafia esiste ancora?

Franco Roberti è un ex 
magistrato e politico 
italiano, noto in 
particolare per essere 
stato Procuratore nazionale 
antimafia e antiterrorismo 
dal 2013 al 2017.

Dov’è la Mafia?

 Franco Roberti, ha rivestito l'incarico di Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e in un suo interessante libro scrive che il contrasto alla Mafia, alle mafie, in Italia non è mai stata continua e coerente, ma ha sempre avuto … una gestione emergenziale.  …. quando le organizzazioni mafiose  sparavano, uccidevano e creavano pericolo per l’ordine pubblico, lo Stato sembrava accorgersi della loro esistenza e interveniva …. intensificando l’azione repressiva. Se invece un po’   tutto taceva, se le mafie prosperavano in silenzio, se facevano affari e intrecciavano rapporti con la politica e con l’economia, le si trattava come se non esistessero.

 Di fatto le mafie sono state e continuano ad essere un elemento costitutivo, componente endemica della società siciliana, e dice qualche autore, della società meridionale.

 Dove puntare l’attenzione vigile da buoni cittadini per cogliere la presenza del fenomeno mafioso nel nostro Meridione?  Tutti i testi libreschi, tutte le inchieste e le sentenze dei Tribunali, ci segnalano che una buona finestra per farci un’idea se il fenomeno è attivo o meno sui territori e’ quello di capire se la Pubblica Amministrazione è o meno trasparente nei suoi comportamenti o fa il gioco alternativo al sistema  dello Stato e dei poteri pubblici locali.

 Certo, non è sufficiente puntare sulla eventuale cattiva coscienza di taluni pubblici soggetti. Il fenomeno mafioso possiede, pure, radici su cause sociali ed economiche storiche e attuali. Sul blog proveremo nelle prossime settimane a riflettere sulla malattia, sul cancro malavitoso e nascosto della mafia.

(Segue)

sabato 31 ottobre 2026

Il dovere di riflettere

 

Appuntamento del sabato

 ===== 

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

. =.  =  =La scelta di campo

In giro, nel mondo politico, c’è chi

e’ arrivato a proporre l’apertura del

dibattito per la Terza Repubblica.

L’assetto dell’attuale Costituzione

viene ritenuto fastidioso perché da’

 eccessivi spazi ai pesi e contrappesi di garanzia.

I pesi e contrappesi sono proprio i vincoli

a garanzia della democrazia e della libertà.

Governare  significa mediare, rappresentare

interessi i piu vari e accettare i limiti.

Comandare  -di contro- significa pretendere

 che tutto risponda a una sola volontà. 

E’ questa la differenza fra

democrazia e autocrazia.


   I concetti qui sopra vogliono riportare il senso di un ampio e interessantissimo articolo firmato dalla giornalista Lilli Gruber. L’articolo sulla rivista “7” è una puntuale riflessione della Gruber sull’adombrata modifica della legge elettorale, elaborata dal centro-destra.

Il disegno di legge di Bilancio statale 2027

La manovra finanziaria ha un
valore complessivo di circa 
26
miliardi di euro per il 2027
 e di
27 miliardi di euro per il 2028.
Il testo passerà ora al vaglio delle
Camere in Parlamento per la
discussione, gli emendamenti e
l'approvazione finale, che dovrà
avvenire obbligatoriamente entro
il 
31 dicembre 2026 per
evitare l'esercizio provvisorio.









Principali dati

-contiene interventi per 26 miliardi (27 nel 2028) finanziati per oltre la metà in deficit con la «clausola di salvaguardia» sulle spese per difesa ed energia autorizzata dalla Commissione Ue. «Non è una manovra che risolve tutto, non pretende di farlo, ma sicuramente ha una direzione chiara» ha rivendicato la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa.

- si coglie: 1) il taglio dell'Irpef per il ceto medio, anche se più contenuto rispetto alle promesse iniziali. Il secondo scaglione, al quale si applica l'aliquota del 33%, viene esteso dai 50 mila ai 55 mila euro di reddito, anziché ai 60 mila inizialmente previsti. Il risparmio per i contribuenti partirà da circa 50 euro all’anno per chi ha un reddito lordo di 50.500 euro e aumenterà progressivamente fino a un massimo di 500 euro per chi guadagna 55 mila euro lordi. Il costo per lo Stato sarà di circa 1,3 miliardi. È una misura voluta dalla premier e sostenuta soprattutto da Forza Italia. «Tutto quello che ha chiesto Forza Italia è arrivato».

- la Lega, da parte sua, ha voluto: l'estensione della flat tax al 15% per i lavoratori autonomi fino a 100 mila euro (finora il limite era 85 mila).

- 5 miliardi sono destinati alla sanità, mentre 850 milioni finanzieranno un fondo per consentire il pensionamento volontario a 64 anni, con modalità ancora da definire. Circa 9 miliardi serviranno invece a confermare bonus, sgravi fiscali, decontribuzioni e incentivi introdotti con la manovra del 2026. Per finanziare la manovra, il governo conta su 14 miliardi di nuovo debito, suddivisi tra difesa ed energia, e su un contributo di 5 miliardi da banche e assicurazioni. Il prelievo sul settore finanziario, inizialmente contestato da Forza Italia, è stato approvato dopo un compromesso che esclude i piccoli istituti e le banche di prossimità. Altri 700 milioni arriveranno dalle società energetiche e altrettanti dal settore dei giochi. Aumenta inoltre la tassa sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax, che passa dallo 0,2% allo 0,6%. È previsto infine un miliardo di tagli ai ministeri.

- Diventa strutturale l'esenzione dal bollo per auto e moto fino a 80 kW, introdotta lo scorso settembre. Ogni cittadino potrà beneficiarne per un solo veicolo e, se ne possiede più di uno, l'agevolazione si applicherà a quello con la potenza fiscale inferiore. Arriva anche la possibilità di richiedere una targa personalizzata, scegliendo lettere e numeri, al costo previsto di 600 euro.

- Dal 2027, per ogni nuovo nato, l'Inps aprirà un fondo previdenziale sul quale lo Stato verserà 100 euro all'anno fino al compimento dei 18 anni. I familiari potranno integrare i versamenti e il capitale accumulato sarà esente da imposte e non pignorabile. Potrà essere riscattato al raggiungimento della maggiore età oppure destinato alla previdenza complementare.

- confermato e ampliato il congedo parentale retribuito all'80% dello stipendio: fino a quattro mesi per il primo figlio, cinque dal secondo e sei dal terzo, da utilizzare entro i sei anni di età del bambino. Per i lavoratori autonomi è previsto un voucher da 500 euro per tre mesi, destinato ai servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia.

- una parte delle risorse destinate all'energia servirà a dotare le scuole di climatizzatori e pompe di calore, per migliorare le temperature nelle aule. «Nessuno dovrebbe studiare al freddo o a 35 gradi, e se in passato invece di dedicare soldi a comprare i banchi a rotelle ci si fosse occupati anche di questo, oggi staremmo meglio».

martedì 27 ottobre 2026

Parole frequenti sui media


Il nuovo "Decreto Sicurezza"
 (formalmente recante
 
"Disposizioni urgenti in
materia di sicurezza pubblica
e contrasto alla criminalità
minorile"
), è stato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 246
ed è 
ufficialmente in vigore
dal 23 ottobre 2026.
decreto sicurezza

Dopo le devastazioni dello scorso fine settimana a Milano, martedì il governo ha varato l’ottavo decreto Sicurezza: sono state introdotte misure per inasprire le pene e le sanzioni contro i disordini pubblici, la criminalità giovanile e le violenze durante le manifestazioni. Tra le nuove norme, l’arresto in flagranza differito per i reati di devastazione, saccheggio e partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche e l’estensione del fermo preventivo prevista anche per i piccoli raduni.

Questo provvedimento d'urgenza fa seguito a una precedente tornata di norme sulla sicurezza varata a inizio anno (il D.L. 23/2026 convertito nella Legge 54/2026) e introduce un'ulteriore e decisa stretta penale e amministrativa, concentrandosi in particolare sulle violenze durante le manifestazioni pubbliche e sulla responsabilità legata ai reati dei minori. Il decreto introduce nel codice penale il nuovissimo articolo 420-bis c.p., specificamente mirato a punire la violenza nelle manifestazioni pubbliche:

-Chiunque partecipi attivamente a condotte violente nel corso di manifestazioni rischia la reclusione da 2 a 5 anni.

-Per chi organizza, promuove o dirige tali condotte violente, la pena è decisamente più severa e va da 4 a 12 anni di reclusione.

-Vengono potenziati gli strumenti di prevenzione a disposizione della polizia per il mantenimento dell'ordine pubblico in contesti di piazza.

Un altro asse portante del testo è il contrasto ai reati commessi dai minori, che introduce una forte responsabilizzazione della sfera familiare:

—-Viene inasprito il principio della "responsabilità genitoriale" per i danni causati dai figli minorenni, prevedendo specifiche sanzioni economiche o risarcitorie a carico dei genitori dei minori che commettono atti illeciti o vandalismi.

—-Questa misura ha sollevato forti dibattiti politici e sociali in merito alla sostenibilità economica per le famiglie meno abbienti.

Il D.L. 190/2026 si affianca e integra le misure già introdotte dal primo decreto sicurezza dell'anno (il D.L. n. 23/2026 di febbraio), che aveva già stabilito:

= Pene più severe per il porto di armi bianche (lame superiori a 8 cm e modelli pieghevoli);

= La procedibilità d'ufficio per i furti con destrezza e l'introduzione del reato di rapina organizzata (fino a 25 anni di carcere);

= L'estensione del Daspo urbano e l'istituzione delle "zone rosse" prefettizie (fino a 18 mesi) per allontanare soggetti pericolosi da determinate aree delle città;

= L'inasprimento delle pene per la fuga pericolosa in auto davanti al posto di blocco (fino a 5 anni di reclusione).

L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha espresso forti perplessità, definendo "miope" la scelta di rispondere a problematiche sociali e giovanili unicamente attraverso la creazione di nuovi reati e l'inasprimento delle risposte repressive, senza un parallelo investimento sulle cause profonde del disagio.

lunedì 26 ottobre 2026

La Mafia esiste ancora?

Franco Roberti è un ex
magistrato e politico italiano,
noto in particolare per aver
ricoperto la carica di 
Procuratore nazionale
antimafia e antiterrorismo.
Il 25 luglio 2013 è stato
nominato dal CSM alla
guida della 
Direzione Nazionale
Antimafia
, ruolo che nel 2015
è stato esteso anche alle
funzioni di contrasto al terrorismo
internazionale. Ha mantenuto
l'incarico fino al pensionamento
nel novembre 2017.
Nel dicembre 2017 è stato
nominato consigliere del
Ministro dell'Interno per le
materie di terrorismo e
criminalità organizzata.
Alle elezioni europee del 2019
è stato eletto come capolista
del 
Partito Democratico nella
circoscrizione Italia meridionale.
Ha fatto parte della 
IX legislatura
del Parlamento Europeo
,
concludendo il mandato nel
luglio 2024.


Dov’è la Mafia?

Verosimilmente la risposta al quesito scritto in rosso è: la mafia è ovunque. Lo sostiene in un suo libro l’ex magistrato Franco Roberti. Lo confermano le inchieste della Magistratura e dei media e l’esperienza delle coscienze civiche che lasciano tutte, costantemente, intendere che la mafia è ovunque. L’indice che ci fa dire che essa sta ovunque in Italia e’ -anche- la corruzione diffusissima all’interno di tantissimi ambienti.

Mafia non è soltanto quella che con metodi violenti e di intimidazione ci induce o vorrebbe indurci ad atti di subordinazione. Le mafie si servono di intimidazioni, ma frequentemente puntano a servirsi del denaro. Questo serve loro per alcuni dei loro comportamenti, quale il ricorso alla corruzione.

Le ingentissime risorse finanziarie di cui essa dispone (provenienti dalle tante attività illecite) vengono riciclate e le servono per corrompere o per metterle a disposizione di imprese che operano nella legalità. Facendo ciò, la Mafia, già altera finanziando imprese a lei vicine la concorrenza e squilibrando conseguentemente il mercato. Tante imprese legali sono costrette a chiudere perché impossibilitate a competere in condizioni impari sul mercato. Ciò e’ un danno comunitario oltre che una slealtà alla concorrenza su un mercato che dovrebbe essere libero.

sabato 24 ottobre 2026

Il Dovere di riflettere

 Appuntamento del sabato

 ===== 

Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

La superbia, figlia
dell’ignoranza.
=. =.  = La Cattedra 

Sono tantissimi i piccoli politicanti di paese e di città che con arroganza e presunzione asseriscono «non accetto lezioni». E’ il loro modo di sottrarsi in anticipo all’eventualità di essere contraddetti.


La reazione dei politicanti non è mai una 

risposta, è suscettibilità organizzata. 

C’è chi sale in cattedra per impartire lezioni a 

tutti, scambiando la propria opinione per una verità 

e c’è chi, convinto di sapere già tutto, 

considera un’offesa persino l’idea di avere 

qualcosa da imparare. 

L’ignoranza più ostinata e fastidiosa non è 

quella di chi non sa, ma di chi considera 

superfluo imparare. 


La superbia, l'ignoranza e la prepotenza formano una triade psicologica e comportamentale distruttiva, storicamente legata da una profonda relazione di causa-effetto. Come ricorda un celebre proverbio italiano medievale, "La superbia è figlia dell'ignoranza e madre della malcreanza (o prepotenza)", a dimostrazione di come questi tre difetti si alimentino a vicenda in un circolo vizioso.


giovedì 22 ottobre 2026

La Mafia esiste ancora?


La cultura della legalità non è
una semplice obbedienza formale
alle leggi, ma un 
insieme di valori,
 pratiche e consapevolezze
sociali
 che mettono al centro la
dignità umana, la giustizia e il
rispetto del bene comune. Promuoverla
significa trasformare le regole da
obblighi imposti dall'alto a principi
interiorizzati per una convivenza
civile e democratica. 

Principali Pilastri
Rispetto delle regole: 
Non si basa solo sul timore
 delle sanzioni, ma sulla
consapevolezza del valore
sociale della norma.
Responsabilità civica:
 Richiede un impegno attivo
del singolo cittadino per
il bene della collettività.
Contrasto alle mafie
e alla corruzione:
 
Rappresenta uno strumento
fondamentale di prevenzione
contro ogni forma di
criminalità e illegalità diffusa



cultura della legalità non è una semplice obbedienza formale alle leggi, ma un insieme di valori, pratiche e consapevolezze sociali che mettono al centro la dignità umana, la giustizia e il rispetto del bene comune. Promuoverla significa trasformare le regole da obblighi imposti dall'alto a principi interiorizzati per una convivenza civile e democratica

La Mafia esiste ancora ed è ovunque. Non sta solamente in Sicilia. Lo dimostrano gli articoli di giornali e le tante inchieste aperte che durano anni in conseguenza dello spirito omertoso di più spicchi di società e comunità.

 La Mafia la incontriamo quando nelle nostre città imbattiamo nei parcheggiatori abusivi che ci chiedono con determinazione una cifra prestabilita per posteggiare. Quando tanti di noi pensano alla “mafia” frequentemente pensano alla violenza e alle intimidazioni. Ed in effetti di questi comportamenti le mafie fanno uso.  E però la Mafia, le mafie ai nostri giorni fanno molto uso, basta leggere i giornali, oltre che dell’intimidazione anche della corruzione che investe uomini delle istituzioni. E la corruzione fa a pieno titolo del metodo mafioso. E capita, purtroppo, che dei politicanti favoriscano imprese malavitose a danno di quelle pulite. E queste imprese favorite inevitabilmente danneggiano le imprese pulite, vittime dello squilibrio della concorrenza.

Sulla nostra terra, la Sicilia, e non solo su essa purtroppo, pesano quei tanti comportamenti che imprigionano la verità, il regolare svolgimento della vita democratica. 

—-

Sui comportamenti non regolari della vita pubblica nella nostra Terra di Sicilia, periodicamente, svilupperemo delle riflessioni e in qualche caso riporteremo episodi che ci pervengono dai media e da chi ritiene di avere subito indebite intromissioni.

  

martedì 20 ottobre 2026

La Mafia esiste ancora?


La Legge 92/2019: 
Ha introdotto in modo
strutturale l'insegnamento
dell'educazione civica
nelle scuole italiane,
includendo la legalità
e il contrasto alle mafie.



La cultura della legalità.

Mafia, camorra, ‘ndrangheta, clientelismo caratterizzano gli italiani in qualsiasi punto della Terra. E però, di fatto, in passato, sono esistiti personaggi di cultura, politici democristiani, e figure “presunte autorevoli” nel nostro Paese che hanno ritenuto di negare una simile e palese realtà sociale di prepotenza e di violenza personalizzabile. 

Taluni altri autori e scrittori, hanno persino provato a giustificarlo ritenendo che il portato post seconda guerra mondiale della democrazia sia stato nel nostro Meridione una sorta di idolo valido sempre e comunque. Che l’illegalità di massa di alcuni decenni fa in Sicilia, e non solamente qui, sia stata una sorta di spia di istituzioni inadatte che hanno voluto inculcare valori tradizionali, sia pure legittimi, ma che provocavano il fenomeno mafia, la cancrena della mafia.

Riportavano i mali intesi “valori del rapporto diretto da uomo a uomo”, la famiglia e i vincoli di parentela, l’amicizia, l’impegno verbale che prevalgono sul contratto scritto, il senso dell’onore, il riconoscimento della leadership naturale su quella istituzionale, il carisma del “padrino”, la giustizia istantanea su quella dei tribunali.

(Segue)




sabato 17 ottobre 2026

Il Dovere di riflettere

 Appuntamento del sabato

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Franco, un collaboratore, riporterà sul blog delle brevi riflessioni. Quella della riflessione è una responsabilità etica e personale di fermarsi, pensare con attenzione e valutare le proprie azioni, le scelte passate e le conseguenze sul mondo che ci circonda, anziché agire solo per impulso o fretta. Aiuta a non subire passivamente le regole o le pressioni della società, trasformando gli obblighi in scelte consapevoli.

François Hartog nato nel 
1946) è uno dei più autorevoli 
storici e intellettuali francesi
contemporanei
, direttore di studi
emerito presso l'
École des Hautes
Études en Sciences Sociales
 
(EHESS)
 di Parigi. Allievo del
celebre grecista Jean-Pierre
Vernant e legato alla tradizione
storiografica della rivista 
Annales,
Hartog ha profondamente
rinnovato l'epistemologia della
storia e la riflessione filosofica
sul 
concetto di tempo e sul
modo in cui le società umane
si rapportano al proprio passato
e futuro.

Hartog descrive l'epoca
contemporanea (a partire
dagli ultimi decenni del
Novecento) come dominata
dal 
presentismo. In questo
regime, il futuro ha perso la
sua forza propulsiva (legata
all'idea illuminista e moderna
di progresso) e il passato
viene continuamente fagocitato
e mercificato. Il risultato è
un 
presente perpetuo
,
ossessionato dall'istantaneità,
dall'urgenza, dai social media
e dalla logica della
memoria/patrimonio, che
fatica a progettare il domani o
ad affrontare sfide a lungo
termine come la crisi climatica.






===== La Storia dell’Occidente e 

della sua cultura


 Si tratta di una lunga storia dai registri molteplici, 

sfasati, connessi gli uni agli altri come in un gioco di incastri.  


Stando a Moliere: «Gli antichi, signore, sono

gli antichi, e noi siamo la gente di adesso».  

 

Jacob Perizonius nei primi anni del xv secolo, 

dipinge un triste quadro della decadenza degli 

studi classici in Europa. 

Quel verso un giorno famoso, «Chi ci libererà dai 

Greci e dai Romani?», non è piú che una curiosità. 


E, nel momento stesso in cui il posto degli 

antichi nella scuola si fa sempre piú ristretto, 

la domanda della «gente di adesso», se mai 

ne formulasse una, sarebbe:  

«Ma chi erano insomma questi 

Greci e questi Romani?» 


Un rapporto diretto con loro è ancora possibile? 

Le loro domande sono ancora le nostre? 

Possiamo ancora, o di nuovo, far nostre 

alcune loro domande? 

La politica greca, la democrazia hanno ancora 

qualcosa da dirci, o piuttosto, siamo in grado 

di porre loro delle domande pertinenti sul nostro presente?


———-O———-

François Hartog è Direttore di studi emerito all’École des Hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi. Dei suoi numerosi lavori, in Italia sono stati pubblicati Lo specchio di Erodoto (il Saggiatore 1992), Memoria di Ulisse. Racconti sulla frontiera nell’antica Grecia (Einaudi 2002), Regimi di storicità (Sellerio 2007) e Chronos. L’Occidente alle prese con il tempo (2022). 

Sostenuto da una estesa e apprezzata esperienza di storico dell'antichità ma attento al presente, François Hartog discute il rapporto delle società con la propria storia, il loro modo di viverla e rappresentarla, in sostanza il senso del loro essere nel tempo. Centrale nella sua riflessione è il concetto di «regime di storicità», alla cui elaborazione è pervenuto utilizzando suggerimenti di Lévi-Strauss, Sahlins, Koselleck, Lenclud, lungo un percorso che va da Hegel a Heidegger, dunque di almeno due secoli della cultura europea. 

Per regime di storicità, dice Hartog, si possono intendere in un'accezione ristretta «il modo come una società tratta il proprio passato e ne parla», in senso esteso invece «le modalità di coscienza di sé di una comunità umana». Utile per capire e comparare «tipi di storia diversi», la nozione di regime di storicità, secondo Hartog, è decisiva per capire i modi storici delle società di relazionarsi e esperire la temporalità, dunque «le loro maniere di essere nel tempo». L'assunzione di questo nuovo punto di vista per studiare la storia, necessariamente all'incrocio di storiografia e antropologia, tra i suoi esiti più interessanti comporta lo sconvolgimento di un ordine del tempo, articolato in passato, presente e futuro, quindi la necessità di guardare le vicende storiche con lo sguardo non più rivolto al passato. 

Compito ineludibile quindi dello storico, pensa Hartog seguendo Lucien Febvre, è quello di «rispondere alle domande che si pone l'uomo d'oggi», non per cancellare il passato ma per «comprendere in cosa appunto differisce dal presente». Un presente ormai diventato «onnipresente»: testimonianza e denuncia del reale regime di storicità di un Occidente che, al di là degli esibiti proclami, rifiuta la memoria e si nega all'utopia di un diverso futuro.

venerdì 16 ottobre 2026

Parole frequenti sui media

 

Il Il documento sintetizza gli
obiettivi di finanza pubblica
(come i target
di crescita e deficit) e illustra in
anteprima a Bruxelles il progetto
della 
Legge di Bilancio
 (la "Manovra") per l'anno
 successivo, consentendo
alle istituzioni europee di
valutarne la conformità con i
vincoli del Patto di Stabilità.
DPB 

Il Documento programmatico di bilancio è un documento di finanza pubblica che i Paesi dell’Eurozona devono inviare ogni anno alla Commissione europea e all’Eurogruppo entro il 15 ottobre. Riassume in modo sintetico e standardizzato le principali linee di intervento della futura legge di Bilancio nazionale, prima che questa venga approvata dal Parlamento.

DPB E LEGGE DI BILANCIO: Sebbene vi sia una stretta connessione logica e temporale, il Documento programmatico di bilancio e la legge di bilancio non coincidono formalmente.

Il Dpb, curato in particolare dal Ministero dell’Economia e delle Finanze rappresenta una sintesi programmatica e preventiva che anticipa le linee guida e le misure principali che andranno a comporre la manovra vera e propria.

La legge di bilancio costituisce invece il provvedimento normativo e contabile complesso che viene discusso, emendato e approvato dal Parlamento italiano entro la fine dell’anno, traducendo in norme giuridiche e stanziamenti di spesa gli obiettivi generali già delineati e discussi in sede europea attraverso il Dpb.