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lunedì 15 dicembre 2025

Contessa Entellina e il suo declino

 Riflessioni sul declino locale, raccolte in 

piazza, in campagna, al bar o per strada.

Chiunque può dire la sua su Contessa E.

N. 5 =. =. = 

Manca il diritto di vivere bene

Il declinono demografico in Sicilia, e in particolare nelle aree interne come a Contessa Entellina, è un fenomeno marcato, caratterizzato da spopolamento, invecchiamento della popolazione e forte emigrazione giovanile verso il Nord e verso l’estero, a causa della scarsità (in verità bisognerebbe dire: a causa dell’assoluta assenza) di opportunità lavorative, portando a una riduzione di servizi e al degrado ambientale, un problema sistemico che richiede politiche di sviluppo territoriale urgenti per invertire la rotta e salvare quest’area della Sicilia interna dalla desertificazione demografica.
Cosa e’ dato cogliere sulla realtà di Contessa Entellina?
1) I giovani lasciando l’area di Sicilia (circostanza che non attiene solamente a Contessa Entellina)   in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita, creano nella nostra Isola un vuoto generazionale;
2) il saldo demografico naturale è permanentemente negativo, con pochi nuovi nati e un aumento della popolazione anziana;
3) Qui, in queste aree nessuno investe in iniziative private ed anzi un immenso patrimonio immobiliare nella nostra Contessa Entellina va in rovina per mancato uso e manutenzione, e si assiste gradualmente alla rarefazione di servizi, chiusura di aule scolastiche, depotenziamento degli ospedali di zona e viabilita’ inadeguata (oltre che rischiosa), tutte circostanze che caratterizzano proprio le aree interne della nostra Sicilia. Detto in altre parole queste aree interne (di cui Contessa Entellina è esempio) vanno via via rendendosi meno vivibili per i tanti servizi che si configurano sempre più lontani.
4) La mancanza di attrattiva inevitabilmente porta con sé l’assenza di sviluppo produttivo e di incentivi per le famiglie e le giovani coppie che nel largo lasso di tempo assumono l’inevitabile determinazione di emigrare o comunque di spostarsi in centri più densamente abitati.
5) La nostra Contessa Entellina nei risultati rappresenta il microcosmo del fenomeno tratteggiato a grandi linee: con una superficie di 136,48 km² e una popolazione di circa 1.400 abitanti nel 2025, presenta una densità abitativa bassissima (10,55 ab./km²). Questo dato, unito alla tendenza generale dell'isola, indica una marcata fragilità demografica. L’assottigliarsi della popolazione, di anno in anno, inevitabilmente si accompagna alla scomparsa di servizi essenziali e al conseguente rischio di degrado civile.
La realtà più assurda in una realtà così fragile e per nulla motivata e motivante  e’ che i programmi di rientro dei talenti emigrati e quelli di sviluppo locale condivisi non li si pensa nemmeno lontanamente immaginabili né fattibili. In simili situazioni di disfacimento si assiste a politici che con massima disinvoltura passano da destra a sinistra e non esitano dopo qualche tempo a transitare nuovamente da sinistra a destra. O ancora viceversa. Risultato? Viene a mancare persino una opinione pubblica. E ancor meno il momento della riflessione culturale.

giovedì 11 dicembre 2025

Contessa Entellina e il suo declino

 Riflessioni sul declino locale, raccolte in 

piazza, in campagna, al bar o per strada.

Chiunque può dire la sua su Contessa E.

N. 4 =. =. = 

Manca il diritto di vivere bene

Contessa Entellina sperimenta la denatalità attraverso: una bassa fecondità, un numero ridotto di nascite annue, una popolazione residente in diminuzione. D’altronde l’età media sa di pensionati più che di scolaresche.

Per quanto attiene l’emigrazione si tratta di un fenomeno storico e persistente, accentuato negli ultimi decenni dalla mancanza di opportunità lavorative, specialmente per i giovani qualificati, che spingono sistematicamente e quasi senza più  alcuna eccezione, proprio tutti i ventenni a lasciare Contessa Entellina, ogni anno, in cerca di futuro, spesso verso Paesi europei come la Germania, ma anche altrove come la Svizzera e la Francia, portando a una significativa perdita di capitale umano e impattando inevitabilmente sul futuro della comunità locale, nonostante i tentativi di inversione di tendenza e il desiderio di molti di essi di voler restare o tornare. Tornare? A fare cosa? La politica locale da noi sa solamente presiedere l’ordinarissima amministrazione. Quella regionale sa di impronte cuffariane e vive un mondo lontano dai problemi dei territori. E spesso a sfogliare i giornali si registra -in più  realtà della Sicilia interna- la perdita di opportunità sia politiche che legislative.

Sulla diminuzione della popolazione residente, l’invecchiamento demografico locale e la ricerca di mobilità sociale oltre i confini comunali e regionali continueremo a riflettere su questa pagina. Proveremo ad allertare chi dovrebbe, se e’ vero, come purtroppo e’ vero che lo Svimez ha calcolato che, entro il 2050, se ne andranno dalla Sicilia più di un milione di giovani studenti. Gli studenti universitari non percepiscono, non intravedono infatti prospettive lavorative. Così ha recentemente denunciato il rettore dell'Università, Massimo Midiri, intervenendo ad un'iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio, a Palermo, in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy.

mercoledì 5 novembre 2025

Contessa Entellina e il suo declino

  Riflessioni sul declino locale, racolte in piazza, in campagna, al bar o per strada.

Chiunque può dire la sua su Contessa E.

N. 3

Lo spopolamento di Contessa Entellina è un fenomeno piuttosto grave perché causato da mancanza di lavoro, precarietà, migrazione di giovani a cui non viene offerta nessuna prospettiva di domani. Il progressivo abbandono del paese che qui, nell’area del corleonese, conosciamo bene perché da quasi due secoli e’ stato destino dei nostri padri, e però non è, e non può essere, una fatalità. Da noi, nell’area dell’entroterra siciliano siamo alla drastica contrazione di ogni servizio e per chi sa leggere i dati degli uffici anagrafe comunali siamo all’invecchiamento delle popolazioni residenti.

Contessa Entellina non è comunità unica nel contesto che vede contrarre il numero dei residenti: Bisacquino e/o Campofiorito non stanno meglio di noi. Ciò’ però  non può consolare chi liberamente ha deciso di porsi alla guida delle comunità locali. Svolgere attività politica significa dirigere e assumere decisioni per la vita pubblica. Per contrastare lo spopolamento sono necessarie politiche volte a creare opportunità lavorative, significa migliorare le infrastrutture e valorizzare le identità locali, eseguire azioni coinvolgendo tutte le risorse locali (tutte significa amici che ci applaudono per loro assuefatta abitudine e pure non amici -anzi, deve significare porre in essere iniziative per coinvolgere sopratutto gli  avversari politici- che possiedono idee e coltivano verosimilmente fondate e legittime idee di voler spodestare chi mostra di avere esaurito ogni valida energia in direzione del ”Sol dell’avvenire”).

Per mostrarsi sempre in condizione di saper navigare, i veri politici non combattono contro chi la pensa diversamente. I politici, quelli veri, coinvolgono e non si stancano mai di mettere alla prova i loro veri o presunti avversari. I veri politici non sono coloro che intralciano, ma coloro che coinvolgono.

= = = 

Il destino di Contessa Entellina dovrebbe coinvolgere tutti. Questa pagina pertanto spunterà frequentemente sul blog, e sarà aperta alle riflessioni di chi lo desidera e sopratutto di chi e’ interessato al destino comunitario. Per oggi segnaliamo che l’eta’ media di chi ancora non è emigrato e’ di anni 50,3.

= = = = = 

Struttura della popolazione e indicatori 

demografici di Contessa Entellina negli ultimi 

anni. Elaborazioni su dati ISTAT.

Anno1° gennaio0-14 anni15-64 anni65+ anniTotale
residenti
Età media
20023121.1804881.98043,2
20033121.1844831.97943,1
20042921.1984941.98443,7
20052851.1964821.96343,7
20062941.1904911.97544,0
20072771.1874911.95544,3
20082631.2034831.94944,5
20092591.2264761.96144,6
20102501.2174721.93945,1
20112401.2064711.91745,4
20122231.1724651.86045,9
20132231.1594641.84646,2
20142081.1454591.81246,6
20152031.1314641.79847,1
20161971.1034661.76647,4
20171931.0994521.74447,6
20181761.0694621.70747,9
2019*1691.0334561.65848,3
2020*1559864521.59348,8
2021*1589304481.53648,9
2022*1469194641.52949,6
2023*1398964641.49949,7
2024*

(*)
 popolazione 
post-censimento

1378654711.47350,3

giovedì 30 ottobre 2025

Contessa Entellina e il suo declino

  Riflessioni sul declino locale, raccolte in piazza, in campagna, al bar o per strada.

Chiunque può dire la sua su Contessa E.

N. 2

Il declino di Contessa Entellina non affonda le motivazioni solamente nelle ragioni di origine economica che hanno prodotto un flusso migratorio ininterrotto da fine degli anni cinquanta e poi dal post-terremoto ad oggi. All’inizio emigravano contadini con poca terra (segno dell’avvenuto fallimento della Riforma Agraria non sostenuta nelle sue finalità gestionali come avrebbero dovuta fare i governi dell’epoca), poi operai edili nel periodo post-ricostruzione dal terremoto ‘68, oggi emigrano giovani laureati e diplomati. Alla base ci sono sempre le ragioni sociali ed economiche, ma il tutto è anche frutto dell’inerzia politica dei governi centrali, regionali e in qualche misura di parte locale.  

Le aree interne, il corleonese, e sopratutto l’area di Contessa, hanno un assetto viario che in tanti definiamo da trazzere. Ci viene sempre detto che il progetto di sistemazione della zona X  è pronto, che si attende il parere di..il timbro di …e però tutti noi residenti a Contessa E. sappiamo che raggiungere Corleone significa imbattare in tratti di strada inconcepibili nel terzo millennio. Raggiungere alcune contrade del territorio di Contessa, per dire Borgo Pizzillo, o peggio ancora c.da Petraro e/o peggio ancora inoltrarsi per intravedere la diga o i percorsi di quel versante a rimboschimento e magari per Entella, si tratta di essere persone coraggiose e bisogna disporre di un Gippone,  circostanza non alla portata di chiunque.

 Da quanto leggiamo sui giornali e da quanto apprendiamo dagli altri media le risorse economiche per la viabilità e pure per la buona vivibilità delle aree interne esistono! La legislazione pare che abbondi sia al livello regionale che nazionale. Ed allora?

  —-

Su questa pagina riporteremo situazioni che la Politica nel terzo millennio e’ in condizione di risolvere. Esistono normative e Bilanci pubblici di Enti ed Istituzioni preposte alla valorizzazione delle aree interne e ci piacerebbe che intervenissero anche nelle nostre zone. 

lunedì 27 ottobre 2025

Contessa Entellina e il suo declino

Riflessioni sul declino locale, raccolte in 

piazza, in campagna, al bar o per strada.

Chiunque può dire la sua su Contessa E.

N. 1

Il rischio di spopolamento sta minacciando, viene da dire, irreversibilmente e severamente i piccoli comuni, e sopratutto le aree interne della Sicilia, fra cui la nostra Contessa Entellina.

 Il nostro centro -come tutti ben sappiamo- è caratterizzato:
1) dal declino demografico
2) dall’invecchiamento della popolazione, 
3) dalla migrazione giovanile, 
4) dalla scarsità, per non dire dall’assenza, di tanti servizi essenziali per il buon vivere nel 2025, a cominciare da una discreta viabilità esterna, ridotta a causa della non curanza a percorsi buoni solamente -ci viene suggerito- per i carri armati. 

 Su tutti questi temi, ed altri ancora, contiamo di dover riflettere. La pagina è aperta a chi lo desideri: dagli amministratori locali ai politici di Sala d'Ercole, dagli operatori sociali ai pensionati che evocano tempi andati, dal corpo insegnante ai nostri emigrati che ci seguono dalla Svizzera / Germania etc.

sabato 8 febbraio 2025

Scossa di terremoto

 Forte scossa nella fascia territoriale compresa fra Messina e Palermo, avvertita ieri pomeriggoo distintamente dalla popolazione. Secondo le prime stime dell'Ingv la scossa è stata registrata alle 16.19, con magnitudo tra 4.8 e 5.3.

  L'epicentro della scossa è stato localizzato dalla sala operativa dell'Osservatorio Etneo dell'Ingv tra le isole di Alicudi e Filicudi a una profondità di 17 km. 

 "Non si registrano danni"  per la scossa di terremoto a quanto riportato dai Vigili del fuco all'Adnkronos.

 La scossa di terremoto sarebbe stata avvertita oltre che in tutta la costa tirrenica anche nell’entroterra siciliano.


giovedì 9 giugno 2022

Sicilia dei viaggiatori. Dal Barocco al Novecento (2)

La descrizione della Palermo seicentesca (II parte)
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Per leggere la prima parte pigia q u i
Albert Jouvin de Rochefort 
è stato un cartografo francese.
Lo spazio barocco: Palermo come Madrid
Le abitudini negli alberghi


Siamo giunti alla Porta a Mare, da considerarsi come un vero e proprio arco di trionfo per la sua altezza, la sua architettura e le sue statue che rappresentano, in marmo e a grandezza naturale come altrettanto trofei, i diversi Re di Spagna. Quel che più mi ha incantato è stato il poter scorgere lungo tutto il percorso, attraverso questo grande arco di trionfo, il mare aperto,  una straordinaria  prospettiva ancor più godibile in quanto simile ad un gran canale. Vi si passeggia con continuo piacere anche perché subito dopo si apre una piazza assai ampia, che continua in gran lungomare lastricato con pietre da taglio arricchito da diverse fontane, che si estende per tutta la larghezza della città, dalla quale è separato dalle mura e da altre fortificazioni. Si accede poi in un bel viale alberato, somigliante alla Lameda di Siviglia, perché serve anch'esso da corso alle carrozze che, dopo aver percorso la lunga strada del Cassaro, entrano alla Marina, girano lungo le mura cittadine e, proseguendo, giungono attraverso esso al convento di S. Antonio di Padova, sempre molto frequentato durante l'Officio grazie alle numerose indulgenze concesse dal Papa. Sono molto famosi i suoi chioschi per i loro affreschi ed i suoi giardini per la bontà della loro frutta.

Prospetto Chiesa dei Gesuiti
Da qui si rientra in città attraverso la Porta della strada nuova che incrocia il Cassaro; percorrendola abbiamo notato, un pò oltre il suo lato destro, la chiesa dei PP. Gesuiti, entrando nella quale siamo stati subito colpiti dallo splendore delle sue meraviglie che non possono certo essere contemplate senza infinita ammirazione, sia per l'architettura così ben progettata ed ancor meglio costruita, che per l'insieme dei dipinti, delle sculture e delle altre preziose ricchezze ivi profuse; ma soprattutto per le sue colonne che sono come tappezzate di marmo, di porfido, di diaspro di Sicilia, di Corsergue e di altre pietre lavorate a figure di leoni, di uccelli e di fiori, in cui sono incastonate altre pietre rare, cosicché non si potrebbe vagheggiare né immaginare niente di più bello. Abbiamo avuto modo di ammirare all'interno della nave le cappelle, adorne dio squisite pitture e di sculture di bassorilievo, che sono altrettanti capolavori: risultano in particolare quelle affiancate all'altare maggiore, circondato da un elegante balaustra, ai due lati le belle colonne sono intervallate da varie statue, tra cui quelle dio sant'Ignazio e di San Francesco Saverio, scolpite in un marmo siciliano dei più pregevoli. Nè si può tacere del pavimento, da poter confrontare solo ad un tappeto orientale della Turchia. In una parola questa chiesa supera in bellezza tutte quelle da me visitate in Italia, e forse in Europa, senza eccentuare la cappella dedicata a San Lorenzo a Firenze.

Interno della Chiesa dei Gesuiti
-Palermo-
Non avrei potuto esprimermi diversamente, avendo qui voluto descrivere la quantità dei palazzi, la magnificenza delle chiese, il cui gran numero nulla toglie al loro splendore ed alla loro bellezza, le grandi vie, le piazze, i mercati, le belle passeggiate e gli altri luoghi di svago: ripeterò solamente che Palermo è un miracolo della natura e dell'arte, dove è possibile trovare quanto di più incantevole può essere immaginato e che per tutte queste qualità essa merita davvero di essere annoverata tra le prime e più insigne città non soltanto in Italia, ma di tutta Europa.

(Segue)

venerdì 8 aprile 2022

Noi gente del XXI secolo. Motivi per riflettere

Detti e Fatti

(ANSA) - PALERMO

 "Cosa nostra non rappresenta l'unica matrice criminale di tipo mafioso che opera in Sicilia.    Nel versante occidentale conserva un'immutata egemonia benché si registri la presenza molto attiva di gruppi criminali di etnia nigeriana operanti soprattutto nel capoluogo.

Nell'area orientale sono tuttora attive compagini storicamente radicate quali la "stidda" e altre numerose organizzazioni mafiose non inquadrabili nella struttura di cosa nostra". E' quanto riporta la relazione semestrale della Dia diretta da Maurizio Vallone.
    "La mafia nigeriana è ben radicata e particolarmente attiva in diversi settori criminali. I sodalizi centrafricani sembrano aver acquisito un vantaggio competitivo nel settore degli stupefacenti - si legge nella relazione - I cults nigeriani sono in grado di governare l'offerta e la domanda, i flussi di sostanze stupefacenti e soprattutto i cospicui proventi derivanti da un mercato che si conferma tuttora fiorente nonostante la pandemia". C'è una crisi di leadership nei vertici regionali e provinciali di cosa nostra. "Il ripianamento delle posizioni di vertice rimane ancora problematico nonostante il ritorno nei territori di competenza di "vecchi" uomini d'onore che hanno ottenuto la scarcerazione di recente. Difficoltà di dialogo, incomprensioni e differenza di vedute sono i sintomi di un "gap" generazionale che può diventare profondo e farsi critico. Il sistema delle reggenze ha consentito una inusuale flessibilità nella definizione delle "competenze territoriali" delle famiglie e dei mandamenti delineando nuovi equilibri di potere quale conseguenza di accordi "inter-mandamentali" volti a trovare utili sinergie per superare il momento di stallo determinato dalle operazioni di polizia sul territorio. I "vecchi" uomini d'onore che fanno ritorno nei propri territori di competenza ambiscono a manovrare nuovamente le leve del potere mafioso ma lo vogliono fare a modo loro a pieno titolo e senza condivisione con i reggenti". (ANSA).

 Zelensky, Presidente ucraino

«Comprare gas russo significa finanziare la guerra».

 «Smettete di alimentare la macchina militare russa»

Mario Draghi, premier italiano
 «Sanzioni indecenti? Di indecente ci sono solo i massacri che vediamo tutti i giorni».

Sergey Karaganov, già consigliere presidenziale per la politica estera sia con Boris Yeltsin che con Vladimir Putin.
«Putin ha detto che se l’Ucraina fosse entrata Nato, non ci sarebbe più stata l’Ucraina. Nel 2008 c’era un piano di rapida adesione. Fu bloccato dai nostri sforzi e da quelli di Germania e Francia, ma da allora l’Ucraina è stata integrata nella Nato. È stata riempita di armi e le sue truppe sono state addestrate dalla Nato, il loro esercito è diventato sempre più forte. Abbiamo assistito a un rapido aumento del sentimento neonazista in quel Paese. L’Ucraina stava diventando come la Germania intorno al 1936-‘37. La guerra era inevitabile, erano una punta di diamante della Nato. Abbiamo preso una decisione molto difficile: colpire per primi, prima che la minaccia diventasse ancora più letale».

Federico Rampini, giornalista
L’America trae vantaggio dalla guerra in Ucraina? Nel fronte italiano dei «pacifisti equidistanti», quelli che non vogliono stare né con la Russia né con la Nato, è scattata la sindrome abituale: bisogna trovare le colpe dell’Occidente in questo conflitto, quindi anzitutto denunciare i benefici che gli Stati Uniti ne ricavano. Sul versante economico: speculerebbero sulle vendite del loro gas all’Europa. Su quello militare: Joe Biden starebbe aizzando l’Ucraina in una «guerra per procura» contro la nemica Russia. Sono argomenti che meritano un esame attento.

L’America è diventata il primo produttore di gas naturale, la cui domanda era già esplosa prima della guerra. Lo stava esportando in Cina, Giappone, Corea. Ora la destinazione geografica di quelle vendite si riorienta in parte verso l’Europa (ma con dei limiti legati all’insufficienza di rigassificatori) e non c’è dubbio che ai prezzi attuali i margini di profitto sono notevoli. Chi ci guadagna davvero? Solo le aziende produttrici di gas, i loro azionisti e top manager. La vasta maggioranza degli americani — e degli elettori — subisce danni: l’inflazione è già all’8%, l’energia è un mercato mondiale e quando i prezzi salgono all’estero rincarano anche sul mercato interno. Il modesto recupero di popolarità di Biden — forse attribuibile alla guerra in Ucraina — sarà cancellato se continua la perdita di potere d’acquisto delle famiglie. Il disagio verrà accentuato dalla stretta monetaria: per combattere l’inflazione la Federal Reserve inasprisce i rialzi del costo del denaro. L’ex segretario al Tesoro Larry Summers, che fu il primo a denunciare il pericolo