StatCounter

Visualizzazione post con etichetta PIETRO GULLO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PIETRO GULLO. Mostra tutti i post

lunedì 13 dicembre 2021

Una foto alla settimana: La medicina parallela (2)

La malattia di Cavour

Una foto alla settimana: La medicina parallela (2)

Nell'intento di evidenziare i grandi passi raggiunti dalla Scienza, e dalla Medicina in particolare, nell'ultimo dopoguerra, riteniamo interessante riportare alcune pagine di Storia sul processo di "Unità del Paese" come lo aveva ideato Cavour. Questi, protagonista primo e fondamentale dell'unificazione, morira' pochi mesi dopo la proclamazione del Regno d'Italia. Vedremo come quel patriota venne  curato in periodo di ancora mancato decollo della scienza medica. Nostra fonte della narrazione saranno alcune pagine della Storia d'Italia di Arrigo Petacco, storico.

===   ^^^   ===

... Così, il 27 maggio 1861, spedisce a Parigi la minuta della lettera di Vittorio Emanuele, scritta di suo pugno, insieme alla bozza della lettera imperiale alla quale gli italiani hanno apportato solamente qualche leggero ritocco. Ma adesso, quando l'obiettivo pare vicino,  è il destino a mettersi di mezzo, con la malattia e la morte di Cavour.

 Ammalatosi il 29 maggio, Cavour  rimane a letto ad attendere con impazienza l'arrivo a Torino della lettera definitiva di Napoleone III. Ma l'imperatore dei francesi, appena venuto a conoscenza della malattia del primo ministro, ha sospeso l'invio della lettera. Di Cavour si fida: degli altri no. Con un uomo diverso alla testa dello Stato unitario italiano non ritiene, al momento, di poter assumere  alcun impegno. Vengono a galla i limiti della politica estera di Cavour, troppo fondata sul suo prestigio personale. La morte del primo ministro segnerà, per il momento, la fine di ogni trattativa franco-italiana, la sospensione di un sogno così lungamente  accarezzato, quello di un'Italia unita, riconosciuta dagli altri Paesi europei, con capitale Roma. Ma da che cosa è stato esattamente colpito Cavour? All'origine della sua malattia è proprio quella terra di Leri, nella bassa vercellese, che egli tanto predilige, Nell'Italia di quest'epoca infieriscono ancora la malaria  e la tubercolosi; i contadini vivono in case umide e malsane, con un nutrimento scarso, mentre sono i proprietari ad assumersi il compito di fornire le medicine ai contadini che ne abbiano bisogno. Difficile che un bracciante o persino un mezzadro si rechi dal medico o spenda denaro per la salute. La bassa vercellese, dall'inizio della primavera all'estate è infestata da quelli che il Cavour  stesso, in una lettera  a un amico, chiama i "moschini". Sappiamo adesso che non di moschini si trattava, ma di zanzare, e specialmente di quelle della specie  Anopheles, che trasmettono all'uomo la malaria. Già il 23 agosto 1836, dopo un soggiorno a Leri, Cavour  scriveva ad un amico, Emile de La Rue,  riferendogli di avere  sofferto di una brutta  infiammazione alla gola, e di essere poi entrato in convalescenza grazie ad un salasso, il rimedio principe di quegli anni  per ogni genere di malattia. Il 1836 è stato il primo anno di soggiorno di Cavour. In seguito, la sua attività politica, i suoi frequenti viaggi  all'estero lo hanno tenuto lontano dalla proprietà. Ma  dopo il 1843  ha cominciato a recarsi a Leri  più spesso e, all'incirca  dopo il 1850, i suoi disturbi  si sono acuiti.

  Le crisi malariche a cui era ormai periodicamente soggetto sono state definite da Cavour  con nomi riduttivi: "il mio solito disturbo", oppure "un attacco di sangue", o ancora "infiammazione di ventricolo". Sofferenze insomma  magari dolorose, ma comunque passeggere, nulla cui non fosse  possibile porre rimedio. Sorprende che nessuno abbia intuito  e lo abbia informato della gravità del male. Solo due volte i medicio  gli hanno suggerito  di cambiare aria., e Cavour, benchè assorbito dagli affari di Stato,  ha accettato di recarsi, anche se per alcuni giorni solamente, dapprima alla Certosa di Pesio, nel 1852, e un'altra volta in Svizzera, nek giugno 1854.

===

  In una successiva pagina, nei prossimi giorni, vedremo come ancora in quella metà dell'800 la Scienza non aveva ancora assunto il rilievo dei nostri giorni, e come allora veniva curato il primo ministro del neo-Stato italiano. 

  

lunedì 8 febbraio 2021

Imu ed Enti Locali. Da più parti ci vengono segnalate notifiche relative al 2015

 Avere a che fare con i tributi, che siano statali o degli enti locali, è sempre un affanno per i contribuenti. Qui a Contessa pare che il nostro Comune ancora in questi giorni sta procedendo alla notifiche di alcune "cartelle" Imu (2015. Si tratta di notifiche, in alcuni casi, piuttosto pesanti in quanto in quell'anno il governo in carica prorogò anche l'imposizione sui terreni agricoli già valida per il 2014.

Gli uffici comunali, come peraltro è loro dovere, stanno emettendo gli ultimi accertamenti a carico di chi non ha assolto a proprio tempo e ne stanno curando la notifica.

Ci viene, però, chiesto: "Trovandoci adesso nel 2021, non sono scaduti i termini per ancora procedere agli accertamenti sul 2015 ?".

 In linea generale ed ordinaria la risposta sarebbe stata "si, sono scaduti i termini". Ma ci troviamo in un periodo caratterizzato da situazioni particolari e la risposta adesso deve essere più articolata: "In periodi ordinari la prescrizione tributaria arriva dopo cinque anni; però per tutte le annualità accertabili nel 2020 (di norma le annualità dal 2015 al 2019) i termini non sono scadute al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione (e ciò in forza di un comma della L. 296/2006, applicabile in forza del rinvio operato dalla  L. 160/2019), ma 85 giorni dopo. Cosicchè il periodo d’imposta 2015  sarà  accertabile entro il 26 marzo 2021.

Per dirla in maniera semplice: In conseguenza della ricorrente disciplina Covid-19 il Governo ha operato sui termini di notifica degli atti impositivi e pertanto  deve considerarsi applicabile il differimento di 85 giorni previsto dall’articolo 67 D.L. 18/2020; pertanto la scadenza è stata fissata per la notifica degli atti impositivi 2015 al 26 marzo p.v.

mercoledì 20 gennaio 2021

Stati Uniti. Si insedia il nuovo Presidente

Con il controllo del Senato a cominciare da oggi 20 gennaio, i democratici avranno ampi spazi per guidare la grande potenza. 

Gli osservatori ritengono che dopo gli anni disastrosi di Trump adesso dovrebbe tornare la stabilità e la normalità. Biden ha dichiarato che la sua amministrazione rifletterà la diversità dell’America. E può sembrare un buon punto rispetto allo stretto conservatorismo di Trump.

Ha nominato fra i suoi collaboratori una varietà di razza, etnia, genere e anche di culture. Quasi la metà degli incarichi più importanti saranno occupati da donne fra le quali spiccano la vicepresidente Kamala Harris, Janet Yellen (Tesoro), e Deb Haaland (Interni),  La Yellen è anche la prima donna ad occupare il ruolo di segretario del Tesoro.

A differenza di Obama nel 2008 Biden ha fatto poco uso nell’incorporare i suoi avversari alle primarie democratiche. Obama, va ricordato, incluse Hillary Clinton, la sua grande rivale per la nomination nel 2008, come segretario di Stato. 
Biden, come si sapeva, è un centrista e la squadra scelta lo riflette, anche se la sua politica non consisterà di un ritorno ai tempi di Obama. I quattro anni di Trump hanno cambiato il Paese e il partito del presidente entrante è anche cambiato. 

La squadra è formata da professionisti con notevole esperienza. A differenza di Trump che ricevette da Obama una situazione facile da gestire, Biden dovrà fare fronte alla pandemia nella quale il presidente uscente ha completamente fallito. Dovrà anche cercare di unificare il Paese. Questo spiega perché non si è dimostrato entusiasta né all’invocazione del 25esimo per rimuovere Trump né al secondo impeachment del presidente uscente. 

domenica 3 gennaio 2021

Didattica a distanza. Dall'apprendimento vero ai banchi con le rotelle ... (2)

 I media ci riferiscono della scuola italiana in affanno. Fenomeno non di oggi, che però con la gestione a 5stelle rischia di trasformarsi in collasso. In tutta Europa la scuola è rimasta, durante il lungo periodo della pandemia Covid-19, il presidio da salvare ad ogni costo; da noi invece -a sentire i notiziari- abbiamo e ci siamo adoperati per ottenere una conquista strabiliante: "applicare le rotelle ai banchi" a prescindere se la didattica potesse proseguire o meno. 

E per intanto rischiamo di crescere una generazione di analfabeti. Una base elettorale idonea per gente populista.

==^^==

La scuola pubblica è conseguenza della Rivoluzione francese ossia dell'affermarsi del concetto di "cittadino" contrapposto a quello di suddito. Fu allora che avvenne la trasformazione degli individui da soggetti ad obblighi a titolari di diritti, appunto di cittadini.

L'istruzione pubblica, la scuola, è quindi ritenuta l'immediata conseguenza dell'avvenuta transizione dei sudditi in cittadini, in soggetti inseriti ed incaricati della conduzione dello Stato. Come in tutte le rivoluzioni vere, ossia quelle che incidono nei costumi dell'essere umano,  avvenne in quel periodo storico una netta separazione del potere ecclesiastico da quello temporale. Lo Stato liberale, figlio -appunto- della Rivoluzione francese, si incamminò -come abbiamo evidenziatro nella precedente pagina- sempre più su sentieri di laicismo fino al punto che nel diverso clima culturale e spirituale del 1773 fu un pò ovunque soppressa la Compagnia di Gesù, l'ordine dei gesuiti che fino ad allora erano stati i soli studiosi e custodi della "cultura" lungo i secoli della modernità.

Il bisogno di cultura per crescere

Secondo Remo Fornaca, pedagogista e storico dell'educazione italiano scomparso nel 2015 "la scuola pubblica nasce nell'ambito della società, quando nei soggetti sociali si avverte che l'educazione, l'istruzione, la trasmissione e l'apprendimento di abilità, di competenze, di saperi, di valori, di comportamenti richiedono la presenza e la mediazione di esperti" e Kant alla domanda su cosa differenziava il suddito dal cittadino affermò (1784) che si trattava dell'uscita dell'uomo dallo stato della minorità; minorità imputabile alla vicenda umana.

Grande è ancora oggi la responsabilità del corpo insegnante, e dei ministri dell'istruzione, quando non sanno cogliere lo spirito e le conseguenze che su di loro grava rispetto alle generazioni da in-formare. Dipende da questi ruoli infatti se oggi o domani avremo nella società e addirittura dentro le istituzioni soggetti consapevoli di essere cittadini capaci  per  ogni scelta -civica- da compiere consapevolmente o di "poveri diavoli", bisognosi in ogni circostanza di un padrino che decida per loro. E ovviamente deciderà dal suo punto di vista e nel proprio interesse.

Nel dopo Rivoluzione Francese, dal 22 agosto 1789, fu elaborata  la Costituzione del 1791 che -prima al mondo- sancì l'intento di creare l'istruzione pubblica, comune a tutti i cittadini e gratuita nelle parti di insegnamento indispensabile a tutti gli uomini.

Molto dello spirito della Parigi rivoluzionaria arriverà in Italia con decenni di ritardo, col Risorgimento. Fu allora che si impose la decisione di stabilire quale fosse il grado di alfabetizzazione -sia pure minima- per le masse. Prima mossa dei governi post-Unità fu quella di garantire una base minima linguistica per creare l'identità nazionale. E già da subito non fu opera facilissima quella di creare l'omogeneità culturale dalle Alpi a Lampedusa.

(segue)

mercoledì 21 ottobre 2020

Cose da conoscere. Storie, sinossi, tabelle e curiosità per non essere disorientati (26)

  Storia italiana in sintesi   

 1869

===In seguito all'apertura del Canale di Suez, la compagnia di navigazione "Rubattino", d'accordo con il Governo Italiano (presieduto da Giovanni Lanza che ha sostituito il 19 Novembre Menabrea) acquista la baia di Assab, sulle coste etiopiche del Mar Rosso, ufficialmente come scalo carbonifero per le navi dirette nell'Oceano Indiano, in realtà come base per future operazioni militari. Il Canale da aprire era un sogno coltivato per 3500 anni.
Nel 1869 fu realizzato da un francese visionario, con l'aiuto della nuova rivoluzionaria tecnologia e da due pascià e 600mila schiavi.
Il ministro delle Finanze Quintino Sella introduce la tassa sul macinato che provoca l'aumento del prezzo del pane ed inevitabilmente in tutta Italia si svolgono agitazioni e sommosse (i morti superano i 250 mentre i feriti sono varie centinaia). In dicembre è convocato a Roma (Basilica di San Pietro) il Concilio Ecumenico Vaticano I che definì il dogma dell'infallibilità del papa ex cathedra.
(segue)

1956

Prime interlocuzioni per un centro-sinistra

Il 23 Gennaio viene istituita la Corte Costituzionale. 

In seguito alle rivelazioni di Nikita Krusciev al XX Congresso del PCUS (16 Aprile) sui crimini di Stalin e all'invasione dell'Ungheria (24 Ottobre) da parte delle truppe sovietiche, il PCI attraversa un periodo di grave crisi, che si ripercuote sia nei confronti della CGIL sia al livello di iscritti con l'uscita dal partito di molti intellettuali che transitano nel Psi.

Nel PSI -in una sessione del Comitato Centrale- vengono svolte forti critiche sia nei confronti dello stalinismo che del pci che con esso era convissuto. Si riparla di riunificazione fra Psi e Psdi.

In settembre la linea di Nenni per la riunificazione col Psdi resta in minoranza e passa invece -in Ottobre- un patto di consultazione periodica col pci. Sul finire dell'anno Nenni condanna sia l'invasione dell'Ungheria che la linea maggioritaria del partito che ha sancito il patto di consultazione col pci.

sabato 5 settembre 2020

6 Settembre

 6 Settembre 1955 

Disordini di Istanbul: pogrom orchestrato dal Partito Democratico del primo ministro turco Adnan Menderes e dal Partito “Cipro è turca”. Una folla turca, precedentemente trasportata in città in camion, assalta la comunità greca di Istanbul per varie ore. 32 tra mutilati, feriti e donne stuprate, tra 13 e 16 morti durante e dopo il pogrom a causa delle bastonate e degli incendi intenzionalmente appiccati. Gravi danni alle proprietà greche (110 alberghi, 27 farmacie, 23 scuole, 21 fabbriche, 73 chiese e oltre un migliaio di abitazioni private di proprietà greca).

L'anima romano-greca
della città del Bosforo
è ai nostri giorno solamente
vicenda da studiare sui
libri di Storia.
Libri di Storia che ci lasciano
trasparire come gli anglo-americani
hanno acconsentito agli eventi
per non irritare in quegli anni
di guerra-fredda i turchi, fondamentale
alleato nello scacchiere Medio-Orientale
Secondo Speros Vryonis Jr., storico americano di origine greca e specialista in storia bizantina, balcanica e greca il Demokrat Parti ebbe un ruolo fondamentale nel reclutamento dei circa 300.000 rivoltosi, a cui fu promesso un compenso di 6$ (mai pagato), e che furono trasportati via treni, taxi e camion fino in città, dove le autorità distribuirono loro spranghe, vanghe, picozze ed altri strumenti per compiere il loro lavoro, sotto l’attenta osservazione dei leader politici e della polizia. Le violenze iniziarono alle cinque di pomeriggio, e l’esercito intervenne per mettervi fine solo dopo la mezzanotte.

Menderes e Zorlu saranno poi condannati e impiccati dopo il golpe militare del 1960 per atti incostituzionali, incluso il loro ruolo nel pogrom di Istanbul. Ma la memoria di quelle violenze, così come di tante altre, è rimasta sepolta per oltre mezzo secolo.

L'episodio ora riportato -ai nostri giorni- non può che ricordarci il destino ulteriormente segnato in questi giorni alla Chiesa di Santa Sofia.

sabato 22 agosto 2020

Alle radici del Cristianesimo

Guarigione della suocera di Pietro
  Oggi, quarta domenica di agosto 2020, nella Chiesa cattolica di rito  bizantina, si proclama il brano del Vangelo di Marco 1, 29 -35

    

Liberazione e Servizio
Il primo miracolo: una vecchia malata,
simbolo dell'intera umanità tormentata,
è liberata e da subito si adopera per gli altri.
NOTA correttiva
(in realtà Marco 1, 29-35
sarà proclamato il 20.09.2020)
Ci scusiamo con i lettori

====
====

Dal catechismo della
Chiesa Cattolica

 

I. Libertà e responsabilità

1731 La libertà è il potere, radicato nella ragione e nella volontà, di agire o di non agire, di fare questo o quello, di porre così da se stessi azioni deliberate. Grazie al libero arbitrio ciascuno dispone di sé. La libertà è nell'uomo una forza di crescita e di maturazione nella verità e nella bontà. La libertà raggiunge la sua perfezione quando è ordinata a Dio, nostra beatitudine.

1732 Finché non si è definitivamente fissata nel suo bene ultimo che è Dio, la libertà implica la possibilità di scegliere tra il bene e il male, e conseguentemente quella di avanzare nel cammino di perfezione oppure di venire meno e di peccare. Essa contraddistingue gli atti propriamente umani. Diventa sorgente di lode o di biasimo, di merito o di demerito.

1733 Quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi. Non c'è vera libertà se non al servizio del bene e della giustizia. La scelta della disobbedienza e del male è un abuso della libertà e conduce alla schiavitù del peccato.

1734 La libertà rende l'uomo responsabile dei suoi atti, nella misura in cui sono volontari. Il progresso nella virtù, la conoscenza del bene e l'ascesi accrescono il dominio della volontà sui propri atti.

1735 L'imputabilità e la responsabilità di un'azione possono essere sminuite o annullate dall'ignoranza, dall'inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali.

1736 Ogni atto voluto direttamente è da imputarsi a chi lo compie...

==^^^==

Dal testo
HO TROVATO UNA PAROLA
 padre Pietro Gullo
Comunità Trinità della Pace Edizioni
pag. 377

BRECCE
Impensabili le forme dell'amicizia
Dio ci sorprende dover ci attende l'amico,
traspare nella gioia dove si rinasce nell'amore

  Dopo tanti anni di sacerdozio, è la prima volta che partecipo  ad un matrimonio civile, divorziato lui. Comunitariamente presenti per amicizia. Siamo nel pieno dell'arena del mondo. Dentro,  senza appartenerghi. Tante le contraddizioni ed i conflitti non facilmente risolvibili, nè con le leggi nè con i decreti, soprattutto da parte della Chiesa, anche se dovrà farlo, tornare a chiarire,  a non declinare la Verità, a non mettere coperchi a pentole bollenti. E' certo che il mondo non è capace di aprire strade nuove, persegue strade che giustifica, buonizza, manipola e tutto diventa elegante, bello, accettabile, perchè no ?
  Grandi sfide ci attendono. Tirarci indietro non possiamo e non dobbiamo. Il Vangelo è il Vivente, di oggi. L'Apocalisse è sempre in opera. Se creativamente non iniziamo a dialogare -senza declinare o corrompere la Verità- , se non cominciamo ad inventare strade per veicolare dignità, senso e interpretazione della persona- ci troveremo a difendere scheletri di verità nei musei delle chiese, tra le mummificate santità incapaci di sconvolgere, provocare, osare.
  Ecco, più che attendere inerti e buonisti, dobbiamo osare noi provocare, distendere dovunque tovaglie di Verità, vertigini di valori, purezze di Bellezze anche se immersi nella battaglia, anche col pericolo di essere fraintesi ma non inquinati. Indifferenti, mai. La Verità senza persone che la fanno, resta inghiottita, perchè non si tratta di principi, ma di persone.
  In nome della persona abbiamo partecipato, coinvolgendoci nella celebrazione della vita che non vuol dire approvare o giustificare, ma esserci: quell'esserci della presenza inquietante, l'esserci di chi ti provoca, io ci sono, noi ci siamo! Testimonianza non indifferente l'esserci, valutando e discernendo l'evento e l'accadimento della vita. Anche se tutto fosse avvenuto religiosamente in Chiesa, ugualmente avrei coraggiosamente osato affermare che è in nome della vita che ci siamo, dell'indissolubilità dell'amicizia. Ci siamo perchè amici. Non possiamo separare Dio e l'amico, non posso scrollarmi il Dio che credo dall'amico. Non perchè rappresento Dio, la Chiesa, liturgie e tradizioni, celebro l'amicizia. Dio è l'amico!
  Ciò non porta a giustificare nulla delle intricate questioni contemporanee, nè le strade creative nuove devono essere scimiottate di religiosità anch'esse sepolte. Ma è immergendoci, osando, tentando, stando accanto, insieme, forse sbagliando,  chissà fallendo, che man mano si potrà trovare la forma migliore per la difesa della dignità di ogni persona, dell'amore dovunque accade: "Rinascere all'amore dove semini".
  Se Dio è amico dei poveri, è ai ricchi che bisogna annunciare la Buona Notizia, la Verità. La Beatitudine appartiene ai poveri e a coloro che lo diventano.Non in forma magica, nè con facili e superficiali conversioni. In mezzo c'è la Croce! Bisogna imparare la pazienza della Verità, chè è dare la vita.
  Al confine delle possibilità non bisogna scandalizzarsi di portare la Parola, di gridarla, affermarla, sussurrarla. Molti dei presenti ci hanno ringraziato per la nostra presenza. E' arrivato l'annuncio, la parola si è incarnata ? Non deve subito interessarci. E' la breccia, l'entrata, la possibilità del dialogo, che per adesso bisogna costruire, per innalzare un giorno ponti. Integri e non conformi al mondo. L'amicizia non deve essere confusa con il toccasana. Dolcezza della presenza, dell'accompagnamento, si.
  Ho compreso tante cose partecipando all' "amercicanata" di un matrimonio civile, in una bella villa di proprietà, dai paesaggi naturali non indifferenti. all'impeccabilità dell'organizzazione magnifica.
  La coppia nuziale resta integra nel rispetto e nell'accoglienza verso di me e della comunità. Per questo oso riflettere e abbiamo osato strade nuove nella trasparenza del nostro esserci. "Chi è pronto a supplicare dall'amore, ha per fontana lo sguardo di chi ama".
  Rifletto che i ricchi sono i poveri più poveri. Che non possiamo abbandonarli. Che qualcuno, senza inquinarsi e giustificare, deve farsi carico dei ricchi, poveri tra i poveri. Che bisogna aprire brecce, bussare, osare ai confini. Non è il Gesù del Vangelo vivente che tutti avvicina, chiama, e converte a nuove mense ?
  Che qualcuno abbia compassione dei poveri più poveri, ricchi atteggiati, depressi, non amati, desiderosi del respiro di una parola, superbi perchè da sempre abbandonati, prepotenti perchè chi avrebbe dovuto avvicinarli per amore e dignità, si è colluso e approfittato delle ricchezze.
  Di compassione mi si è inondato il cuore, non perchè ho smarrito la Verità della Giustizia, ma perchè la persona è degna dovunque e chiunque sia, soprattutto tra i ricchi, poveri tra i più poveri. Nella Verità, qualcuno deve iniziare a osare. "Nessuno riconosce la sua storia se non dopo la preghiera di chi si offre".

sabato 15 agosto 2020

Alle radici del Cristianesimo

1)  Oggi, terza domenica di agosto 2020, nella Chiesa cattolica di rito  bizantina, si proclama il brano del Vangelo di Matteo 18, 23-35


Non bisognava che anche tu avessi
compassione del tuo compagno
come anch'io ho avuto compassione di te ?

Il fondamento del mio rapporto con l'altro
è l'imitazione del rapporto che l'Altro ha con me.

====
====
2) 
Listino di borsa ? 
"E' meglio tenere il bilancio delle proprie azioni nei confronti degli altri che del proprio denaro".  San Gregorio di Nazianzo prosegue ancora la sua riflessione così: "Tendere al bene per se stesso, indipendentemente dai vantaggi che ci procura ".
==//==
3) 
Dal testo
HO TROVATO UNA PAROLA
 padre Pietro Gullo
Comunità Trinità della Pace Edizioni
pag. 370
ANCHE LE PORTE ATTENDONO      
Non tutte le persone hanno una porta.
Sono case murate, finestre con fili spinati, alcove senza occhi.
Senza porta nessuno verrà a visitarti. Non c'è esperienza.

   Le Porte raccolte in questo libro, sono Storie, per questo attendono. La storia ha la pretesa di segnare date e "ordinare" ogni cosa secondo criteri prestabiliti. Le Storie, invece, sono come semi, lievito, luce, scompaiono per ricomparire. Sono porte senza porte. Entrate, aperture, interpretazioni, senso; dove si attende, la porta è panorama, apocalisse.
  La copertina di queste Storie dell'attesa, porta porte e portali: dalla porta della Cappella Cristo Sigillo dell'Eremo Blu della Pace, al portale che spalanca visioni invidiabili. In questo luogo si approda " e l'angelo ci trasporta in spirito" (Apocalisse 21), poichè, anche se c'è molto da vedere, è da vedere solamente ciò che lo Spirito "mostra". Appunto, le porte, Dodici porte, il ritorno, il compimento, l'entrata unica possibile.
  Singolare storia quella delle porte, finchè non fai più caso ad essa e si trasforma in un "punto luce". Tale la vicenda con P. Ivan Fucek, guida e amico. Non la composizione di una storia dentro coordinate ordinate, quanto il travaso di ineffabili ricerche, inedite avventure e certezze conquistate a caro prezzo. L'impianto delle porte non è avvenuto cercando tra i mercati e le fiere adatte e le migliori, ma con l'impasto delle nostre esistenze, da modellare secondo le aperture che lo Spirito ha spalancato: ci ha "mostrato" qualcosa il cui splendore è "simile"... Tutta la vita a rincorrere il "simile" della pietra, dell'acqua sulle quali impiantare kla gemma della porta... "Come una voce che da tempo taceva o il vedersi improvviso in uno specchio d'acqua" (C. Pavese).
Da soli è impossibile. Se l'umanità arrivasse al punto dell'Apocalisse delle porte, comprenderebbe nella verità, che è vero e possibile solamente ciò che speriamo insieme, quello che insieme rendiamo possibile. Altrimenti non c'è attesa.
  Dalla possibilità, dallo sperare insieme, si aprono Porte, si attendono compimenti. Attraversare è la storia dell'essere. Non l'avere, il volere sempre di più, quanto il condividere. Le porte non attraversabili sono scheletri, senza gratuità aprono l'inferno.
  "Caro Pietro, si tratta di una storia assai lunga e profonda, la quale durante anni abbiamo scritto noi due insieme". Parole  e pietre, verbi e ricerche, sacrifici, prove, pazienze ... "Padre, vorrei essere il suo piccolo non abbandonato".
  E qui il segreto: continuare a sperare. Porte che attendono! Perchè, "i sassi e le terre, un giorno torneranno alla luce" e la porta che ci sembrava una strettoia, si trasformerà nella Porta degli Apostoli. A oriente tre porte, a settentrione tre porte,  a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.
  Profetico il saluto di P. Fuced visitando per la terza volta L'Eremo Blu: "Che la Santissima Trinità con i suoi Apostoli prenda questo posto". Ci ha aperto l'Apocalisse, l'attesa della "Sposa dell'Angelo". Da ogni parte porte. Ogni qual volta si vuol definire una parte di noi, è una porta che si apre, un'attesa che avanza.
  Porta da porte, porta delle porte..."Attraverso il cuore degli uomini come se fossero case" (E. Hillesum). Colui che è Porta (Giovanni 10) mi rivela che solo l'amico l'attraversa, si fa porta.
Così attendo.

 

sabato 8 agosto 2020

Alle radici del Cristianesimo

Oggi, seconda domenica di agosto 2020, nella Chiesa cattolica di rito  bizantina, si proclama il brano del Vangelo di Matteo 17, 14-23

Niente vi sarà impossibile !

Il tema è la non-fede e la poca-fede, causa di quell'impotenza.
Per la "fede" nulla è impossibile.
====
====
Dal testo
HO TROVATO UNA PAROLA
 padre Pietro Gullo
Comunità Trinità della Pace Edizioni
pag. 358

VELA
Ho paura del mare. Mai nella vita l'ho attraversato
senza rendermene conto. Rischi e prove dentro cui
avrei potuto per sempre annegare. Vela
o mani, mi hanno salvato

  Una comunità che con poco, con quasi nulla o con quello che può, riesce a fare festa, a ridere, a divertirsi, è una comunità matura, una comunità creativa, nella grazia, nella gioia non a fior di pelle, ma della profondità della scelta: dell'essere per gli altri, dell'essere per gli altri.

  In vocazione.

  Non solamente le ardenti preghiere, le programmate liturgie, le profonde intercessioni, ma lasciare che la nostra creatività fluisca, è anch'essa offerta, dono, preghiera e riparazione. E' sgorgare dal cuore della sorgente, pronti a chiunque vuol bere dalla fonte.

  A queste fonti, tra le pietre di questa fiducia, si abbevera la nostra comunità. Pietre della fiducia, acqua della fiducia, poiché senza fiducia non c’è speranza, e Pietro affonda.

  Fiducia e speranza la vita! Materia della creatività!  

  La Chiesa è l'immagine della fonte che siamo, qui, in questa solitudine per niente depressiva, in quest'aridità per niente inappetente: tante sedie, posti a sedere  e altri fuori. Qualcuno osserva che dovremmo ingrandire la Chiesa!  E' meglio che usciamo noi dalla Chiesa, con la semente piccola della Verità. 

  L'altare è preparato come una barca, la barca della comunità ormeggiata a Pizzillo -qui, il Cristo. L'albero dell'altare è la vela: l'Eremo blu che dal cuore della comunità, veleggia, prende il largo, dovunque comunioni e mani che lo Spirito prepara … 

  Immaginazione che è fonte di energia, poichè si tratta della vita in dono. 

  Dovunque: con quei 500 curdi che sono stati uccisi o con le donne e i bambini sepolti vivi nelle fosse comuni.... Quanta responsabilità! E noi ? Noi, insieme a papa Francesco e a tutti gli uomini che operano per la Pace... Solo una voce, la brezza insignificante della profezia ?

  Testimoni del disarmo, della forza della parola, della presenza.  Vogliamo esserci, nella forma che ci è concessa, nelle pazienti forme che man mano lo Spirito ci fa scoprire per offrirci ...

  PIETRO, NON DUBITARE...

  Grati verso coloro che ci accompagnano e credono in noi.  

domenica 5 aprile 2020

Alle radici del Cristianesimo

Lasciate che Lazzaro se ne vada,
congedate il defunto dal nostro modo di pensare la morte,
per essere anche noi riconciliati con la vita e la risurrezione.

Il suo luogo (di Lazzaro) non è il sepolcro, ma il Figlio. Anche i morti sono del Signore, suoi discepoli, chiamati per nome.
Lazzaro è chiamato ad uscire dal sepolcro, come noi ad uscire dal ricordo di morte. Ciò che avviene a Lazzaro è segno di ciò che avviene in noi: tolta la pietra che ci separa da quelli che ci hanno preceduto, è ristabilita la comunione piena tra i fratelli. Tutti infatti, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con il Signore: viviamo per Dio, che è un Dio dei vivi e non dei morti. Questa prospettiva di una morte per la vita ci toglie dall'incubo di una vita per la morte, che rende insensata e disperata la nostra esistenza, incapace di gioire e di amare pienamente.
...
La morte infatti non è più morte: è come quella di Gesù, che "se ne va" verso il Padre della vita. In quel giorno apriremo definitivamente gli occhi e non lo vedremo più come in uno specchio, in maniera confusa, ma faccia a faccia. E saremo simili a lui, perchè lo vedremo come egli è. Sarà il giorno della nostra nascita, in cui verremo alla luce piena della nostra realtà di figli di Dio.
Silvano Fausti 
-gesuita-
(1940-2015)

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Non conviene trinciare giudizi e nutrire dubbi sulle parole del Signore, ma occorre convincersi che ogni parola di Dio è vera e possibile, quantunque la nostra componente naturale recalcitri. Sì, perché qui entra in gioco la lotta della fede.
San Basilio di Cesarea
vescovo e teologo greco antico
(330-379)

domenica 29 marzo 2020

Alle radici del Cristianesimo

Solo l'ultimo può essere solidale con tutti,
in quanto sconta il male di tutti. E solo la
liberazione di questo ultimo è la liberazione di tutti:
liberato lui, tutti sono liberi dal loro negativo.
Lo scemo del villaggio è indispensabile per la sanità mentale del villaggio stesso: la rappresenta in negativo, portandone la stoltezza. Il giusto sofferente è indispensabile per la giustizia del mondo: la rappresenta in negativo, portandone l'ingiustizia. Questa figura del giusto sofferente non è un simbolo o un'allegoria: la realtà più profonda della situazione umana è che l'ingiustizia non è portata da chi la compie, ma proprio da chi non la compie, cioè dal giusto, che è in questo modo solidale con tutta l'ingiustizia che viene fatta. In questo caso il gatto è l'ultimo della catena che, senza avere fatto niente, è il punto d'arrivo del male compiuto, e tutti sono a posto! Se uno pulisce il balcone del piano superiore facendo cadere tutto su quello del piano inferiore, l'ultimo balcone in basso riceve tutta la spazzatura: gli altri sono puliti, e lui ha la sporcizia di tutti.
Così l'ultimo dei giusti porta l'ingiustizia di tutti: è uno per tutti, solidale con tutti, porta e toglie il male di tutti. E redime tutti, appunto perchè non compie alcun male e per questo lo porta tutto.
Silvano Fausti 
-gesuita-
(1940-2015)

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Il culmine del cristianesimo è l'imitazione di Cristo nella misura in cui la può raggiungere un uomo, secondo quanto si addice alla vocazione di ciascuno.

All'affamato appartiene il pane che metti in serbo; all'uomo nudo il mantello che tu conservi nei tuoi bauli; agli indigenti il denaro che tieni nascosto. Commetti tante ingiustizie quante sono le persone a cui potresti dare tutto ciò.
San Basilio di Cesarea
vescovo e teologo greco antico
(330-379)


domenica 22 marzo 2020

Alle radici del Cristianesimo

Che cosa si possa fare

Di solito quando accadono fatti che toccano, come la scomparsa improvvisa di una persona o una situazione drammatica imprevista che sconvolge l'esistenza di un individuo, è terribile l'imbarazzo di sentirsi chiamati in causa come credenti, quasi dovessimo fornire una spiegazione o una giustificazione, o addirittura,... rimedio. 
In questi casi, è normale che alla sottile accusa che passa nell'occhiata di chi ci interpella, corrisponda una colpevolezza da parte nostra: occhi bassi e autocommiserazione.
...
E' difficile dire che cosa si possa fare, come debba agire chi crede. Però se il credente non ha soluzioni prefabricate, se non pensa che gli sia passata sottobanco la soluzione appropriata, se non svende se stesso come credente, può intravedere come debba porsi di fronte ai problemi enormi, alle difficoltà e ai mali da esorcizzare.
Se non gli è detto che cosa lui possa dare, gli è indicato ciò che lui può e deve essere.
Di fronte a se stesso e come servizio agli altri gli si chiede di essere occhio lucido che vede il male, lo identifica e lo snida nell'uomo, anche in quel profondo che è la struttura sociale.
Silvano Fausti 
-gesuita-
(1940-2015)

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

II Signore nostro Gesù Cristo ha comandato: Ciò che vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce e ciò che avete udito all’orecchio, proclamatelo sulle terrazze, e l’Apostolo mostra quale terribile condanna meriti il silenzio, con ciò che dice ai presbiteri degli Efesini: Vi attesto oggi che sono puro dal sangue di tutti. Infatti non mi sono sottratto al compito di annunciarvi tutto il disegno di Dio. 
Lo stesso egli ordina a noi di fare, scrivendo: Ricorda queste cose, attestandole davanti a Dio.

San Basilio di Cesarea
vescovo e teologo greco antico
(330-379)

domenica 15 marzo 2020

Alle radici del Cristianesimo

Dare la vita

L'uomo non è ciò che ha, ma ciò che dà: solo chi dà totalmente se stesso, è veramente se stesso e si identifica con se stesso, salvando la propria vita.
La vera vita, anche sul piano terreno, naturale, si trova nel dono di se stesso. Proprio chi se la vuole tenere spasmodicamente stretta per sé solo, perde la possibilità di un'autentica vita che rende felice.
Silvano Fausti
gesuita (1940-2015)

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

La benedizione, cioè la forza di salvezza e di vita piena, scende da Dio e attraverso Abram si diffonde su tutta l'umanità. Abram è l'eletto e il benedetto da Dio affinchè la benedizione possa raggiungere nella storia tutti gli esseri umani.; Dio ama tutti, desidera che tutti abbiano la loro vita salvata e desidera comunicata questa sua volontà all'umanità intera tramite un uomo: Abram !

Enzo Bianchi
già priore di Bose

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Come il fuoco nel ferro: non per trasformazione, ma per partecipazione. 
Il fuoco, infatti, non passa nel ferro, ma rimanendo dov'è, gli comunica la sua virtù; né per questa comunicazione diminuisce, ma pervade di sé tutto quello a cui si comunica. Così il Dio-Verbo, senza mai separarsi da se stesso, «venne ad abitare in mezzo a noi»; senza subire alcun mutamento, «si fece carne»: il cielo che lo conteneva non rimase privo di lui mentre la terra lo accoglieva nel suo seno.
San Basilio
vescovo e teologo greco antico
(330-379)

domenica 8 marzo 2020

Alle radici del Cristianesimo

Dio, dove sei ?

Un giorno in cui riceveva degli ospiti eruditi, Rabbi Mendel di Kozk li stupì chiedendo loro a bruciapelo: "Dove abita Dio?". Quelli risero di lui: "Ma che vi prende ? Il mondo non è forse pieno della sua Gloria?". Ma il Rabbi diede lui stesso la risposta alla sua domanda: "Dio abita dove lo si lascia entrare".
Martin Buber,
filosofo, teologo e pedagogista ebreo
1878-1965
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

"Dio, dove sei?", noi gridiamo.
"Uomo, dove sei" grida Dio, ovvero a che punto sei della tua umanizzazione ?
In questo dialogo fatto di grida e di domande sta la nostra vera identità: siamo uomini chiamati a diventare Dio.
Enzo Bianchi
già priore di Bose
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Anche noi dunque, fratelli miei, che siamo paralitici e abbiamo le potenze dell’anima atrofizzate abbiamo la possibilità di guarire e di stare in piedi solo se abbiamo la volontà la buona predisposizione a questo. Perché anche ora si trova il Cristo nella sua città Cafarnao che significa in ebraico” la Casa della Consolazione”. Tale casa è la Chiesa, perché la Casa del Paraclito, del Consolatore è la Chiesa! Anche noi siamo spiritualmente paralitici atrofizzati e irremovibili verso il bene ma se la metania (conversione totale al Vangelo di Cristo, cambiamento di mente e di vita) e la confessione ci fanno risorgere e ci conducono al Signore, allora ascolteremo quella voce dolce e onnipotente che ci dirà: Figlio ti sono rimessi i tuoi peccati. 
Giovanni Crisostomo
vescovo e teologo greco antico.
 fu arcivescovo di Costantinopoli nel IV secolo

domenica 1 marzo 2020

Alle radici del Cristianesimo

Le Icone

All'uomo contemporaneo, qualche volta, può sembrare che la venerazione delle icone sia soltanto una particolarità del mondo ortodosso e della sua teologia. Il trionfo dell'Ortodossia è stato appunto la vittoria sull'eresia della lotta iconoclasta.
Era stato più volte affermato, dai sostenitori dell'iconoclastia, che Dio non può essere appresentato, ma i Padri, difendendo la tradizione della Chiesa, ponevano la venerazione delle sacre immagini in stretto collegamento con i fondamenti del cristianesimo. Si, Dio non è conoscibile, nè esprimibile, nè rappresentabile. E' così. Però Colui che è al di sopra di qualsiasi parola umana, volle venire al mondo come uomo. Colui che è invisibile, divenne visibile, accettando la natura umana e perciò "Quel che era fin da principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo veduto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e le nostre mani hanno toccato del Verbo di vita - sì la vita si è manifestata" (1 Giovanni 1,1-2) "... e il Verbo si è fatto carne !" (Giovanni 1,14) e l'incarnazione di Dio ha reso possibile l'icona.
Alessio II
(1928-2008)
E' stato Ptriarca della Chiesa Russa

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^


L'immagine è una memoria. Ciò che è il libro per coloro che conoscono la scrittura, questa è l'immagine per gli illetterati, e ciò che è la parola per l'udito, questa è l'immagine per la vista: e a lui noi pensiamo mentalmente.
Giovanni Damasceno
(676-749)
Teologo arbo

domenica 23 febbraio 2020

Alle radici del Cristianesimo

Quando digiuni, profumati il capo

Ognuno cerca di primeggiare, scegliendo l'ambito dove meglio riesce. Non importa se è la religione o lo sport, l'arte o l'economia, la pace o la guerra, la politica o la malavita: tutto serve per essere "qualcuno" davanti agli altri.
L'apparire agli occhi degli uomini è il DNA di ogni male, che ha la sua radice nel non sapere chi siamo agli occhi di Dio.  
Silvano Fausti, gesuita
(1940-2015), 
^^^^^^^^^^^^^

"La libertà di scelta  (proairesis), facoltà esente da schiavitù e libera, è fondata sull'indipendenza della nostra intelligenza".
Gregorio di Nissa
vescovo e teologo greco antico;
(335-394)


domenica 16 febbraio 2020

Alle radici del Cristianesimo

Cristianesimo Russo

L'idea fondamentale è la rappresentazione di un uomo veramnte bello e perfetto. E questo è più difficile che qualsiasi altra cosa nel mondo, oggi in particolare. Tutti i poeti, e non solo i nostri, ma anche gli stranieri, che hanno tentato la rappresentazione  del positivamente bello, non erano all'altezza del compito, perchè infinitamente difficile. Il bello è l'ideale; ma l'ideale da noi, come nell'Europa civilizzata da molto tempo, non è più fisso e sicuro. Esiste nel mondo una sola ed unica figura positivamente bella, Cristo. Questa figura infinitamente bella è senza dubbio un miracolo perpetuo (l'intero Vangelo di San Giovanni è pieno di quest'idea: Giovanni vede il miracolo dell'Incarnazione, nell'apparizione del bello). Sono andato troppo oltre in queste mie dichiarazioni. 
Così scrisse F. Dostoevskij 
nel Diario di Raskolnkov

^^^^^^

Si salva chi salva gli altri.

Vladimir Sergeevic Solov'ëv
Poeta, teologo, critico letterario, filosofo russo

sabato 8 febbraio 2020

Alle radici del Cristianesimo

..Persone e opere, realizzatesi nella pienezza del capolavoro artistico (niente a che vedere con il senso
razionalistico delle nostre perfezioni e realizzazioni, preconcetti che ci precludono la vita) attraversano la storia, la fecondano, diventano sorgente alla quale abbeverarsi,

E' questa la Bellezza: abbeverarsi!
Fontana alla quale tornare, non perchè scaturisce l'acqua per la sete ma perchè quest'acqua è invito che apre la possibilità di compiere la nostra sete ...
"Il pericolo consiste non nel fatto che l'anima dubiti se il pane c'è o no, ma che si persuada  con una menzogna di non avere fame. Può persuadersene soltanto con una menzogna, perchè la realtà della sua fame non è una credenza ma una certezza" (S. Weil).

La Verità non è una norma nè un codice. E' sempre personale, incarnazione che si compie artisticamente nell'amore. Quest'amore artistico -tutti diversi, assetati e dissetati dovunque c'è sete, molteplicità dell'unità- è opera dell'immaginazione.
Il nostro tempo di inappetenza ha sotterrato le fonti fresche dell'immaginazione e da ingannati abbiamo creato la prigione dorata di sistemi economici, finanziari ecc., oltre i quali non vogliamo vedere nulla; anzi, ingannati e convinti, affermiamo che non ci può essere nulla; come se la vita, l'amore e altre verità non imprigionabili dipendessero dal denaro o dalla quantità di ricchezza. Sì, dipendono nella misura in cui si è schiavi di sistemi che, posti come assoluto, paradossalmente rivelano l'inconsistenza, e si sciupa la vita per banalità. Nessuno tra quelli che sono dentro la prigione dorata vive; di conseguenza non potrà donare vita.
Dunque, a che pro sistemi economici assoluti, prepotenti finanziarie che tutto voglion risolvere ... se non fioriscono in vita, in favore dell'uomo concreto, contemporaneo ?
L'arte della vita, sempre pronta a spalancare la Bellezza dell'Immaginazione è aperta ai poveri, a quella "contaminazione" che costituisce l'amalgama, il magma degli umili e orgogliosi della Verità. A quest'arte ci si abbevera per dissetarsi e non per disperarsi o banalmente sopravvivere. Chi lo desidera trova la goccia artistica dentro la quale riconoscersi.
Sac. Pietro Gullo
Testo: Creazioni 
-Memorie, Sogni, Storie di Passioni-
Ed. Borla
^^^^^^^^^^^^^^

Le decisioni della vita devono confrontarsi con una misura che non deve eccedere in prodigalità: «è necessario che noi non abusiamo dei doni del Padre, vivendo da dissoluti come il figlio ricco di cui parla il Vangelo, ma che ne usiamo, dominandoli e non inchinandoci ad essi» 
Clemente Alessandrino
(Tito Flavio Clemente)
 è stato un teologo, filosofo, apologeta 
e scrittore cristiano greco antico del II secolo. 
È uno dei Padri della Chiesa.