StatCounter

Visualizzazione post con etichetta STORIA MODERNA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta STORIA MODERNA. Mostra tutti i post

domenica 12 luglio 2026

Vivere in Sicilia nel XVI secolo (1)

L'influenza spagnola ha lasciato un'impronta indelebile sulla cultura, sull'architettura e sulla società siciliana.Nel 1412, la Sicilia fu annessa al Regno di Aragona, avviando così il periodo di dominazione spagnola. La corona aragonese, che governava anche la Catalogna e altre regioni della penisola iberica, fuse il proprio potere con quello dei nobili siciliani, creando un'amministrazione condivisa che durò per secoli. Durante questo periodo, la Sicilia fu governata da una serie di vicere spagnoli, che agivano come rappresentanti del sovrano e avevano il compito di mantenere l'ordine e amministrare la giustizia.
Cosa possiamo tratteggiare ?

Non sappiamo molto di come fosse strutturata la popolazione europea nell'anno 1500. All'epoca si era  appena cominciato a registrare matrimoni e decessi, e solo in alcuni stati europei. Il registro più antico che sia giunto ai giorni nostri è probabilmente un registro riminese dei matrimoni dell'anno 1232. 

 Esistono poi una decina di registri italiani del XIV secolo e circa cinquanta registri del xv, provenienti dal resto dell'Europa occidentale.

I censimenti della popolazione sono stati effettuati fin dall'antichità per fini fiscali e militari, ma, con la caduta dell'Impero romano, in Europa occidentale tale pratica fu interrotta. Con l'avvento degli stati moderni si tentò, peraltro senza molta determinazione, di censire nuovamente la popolazione (capifamiglia, terreni, bestiame e diritti feudali); non si ha però notizia dei risultati di tali iniziative, a eccezione del Domesday Book (Inghilterra, 1086), dell'Etat des paroisses et des feux du royaume de France ("Lista delle parrocchie e novero delle famiglie del reame di Francia", del 1328) e del Catasto di Firenze per gli anni dal 1427 al 1430.


In Cina l'antica tradizione dei censimenti fu riportata in auge dagli imperatori Ming (1368-1644). La fase iniziale consisteva nel conteggiare la popolazione, casa per casa, e nell'annotare l'occupazione del capofamiglia e la composizione del nucleo familiare; in seguito vennero stilate delle liste (i cosiddetti " registri gialli") relative alle persone, ai loro beni e alle tasse che spettava loro pagare.


In Perú gli imperatori inca censivano con precisione i propri sudditi e i loro possedimenti usando i quipu, ovvero mazzetti di cordicelle, ognuna di colore diverso a seconda della categoria di oggetti che rappresentava e con nodi ad altezze diverse: i nodi in fondo alla cordicella erano le unità, quelli più in alto le decine, quelli ancora sopra le centinaia e così via.


Tutte le stime demografiche proposte da autori moderni per il xv secolo sono in buona sostanza  il risultato di estrapolazioni più o meno accorte, azzardate sulla base di dati di epoche successive o a partire dal calcolo dell'estensione delle aree abitate, a cui si applicano coefficienti diversi in base al tipo di attività economica principale: caccia, allevamento, agricoltura estensiva, coltivazione o altro.


Si ha qualche informazione in più, invece, riguardo ai fattori demografici veri e propri, come decessi e matrimoni, dato che questi mutavano a ritmi molto lenti, e i dati che ci sono giunti per il XVI, XVII e XVIII secolo, assieme ai calcoli degli "aritmetici politici" (i primi demografi) relativi all'Europa, permettono di formulare ipotesi ragionevoli sulle dinamiche demografiche del passato.

= = =

Nostro intento è di cogliere dati sul vivere nella Sicilia dei viceré (periodo spagnolo: 1412-1806).

venerdì 3 luglio 2026

Immaginiamo di vivere nel 1400

 

Re Alfonso fu uno dei monarchi
più potenti e influenti del
Rinascimento, capace di
unificare sotto la Corona
d'Aragona gran parte dei
territori del Mediterraneo
occidentale. E
reditò i titoli di
re di Aragona, Sardegna e Sicilia
 nel 1416. La sua impresa più
celebre fu la 
conquista del
Regno di Napoli
 nel 1442,
strappandolo alla dinastia francese
 degli Angiò dopo anni di duri
scontri militari. A Napoli
assunse il nome di 
Alfonso I.

Città, ceto dirigente e privilegi (1)


Il 30 maggio 1421, durante il suo viaggio in Sicilia, re Alfonso venne a Catania.

Direttosi, per entrare nella città, verso la porta di Aci, la trovò chiusa. Qui i giurati Niccolò d'Usina, Errico Tedeschi, Niccolaccio Migliarisi, Andrea Leone, Astasiello Taranto e Antoniello Paternò gli si presentarono dinanzi e gli chiesero di voler conservare i privilegi della città sottoscrivendo un atto pubblico che fu letto e confermato dal notaio Giovanni di Mina. Conclusasi la cerimonia, il sovrano poté entrare e soggiornare nel castello Ursino per due giorni. 


Ventisette anni prima un altro re, Martino I, si era trovato di fronte le porte chiuse di Catania, ma quella volta nessuno si presentò ad accoglierlo: per entrare dovette assediare la città per terra e per mare e combattere. Estenuati dalla fame e dalla sete, i catanesi alla fine trattarono la resa (6 agosto 1394) ed evitarono il saccheggio pagando 5.000 fiorini; il re confermò loro i privilegi e dichiarò di non volerli punire per devozione a Sant'Agata.


La città medioevale, anche se facente parte di un regno e riconoscendo l'autorità suprema di un sovrano, manifesta in siffatti episodi la sua radicale singolarità, la sacralità del suo territorio e il forte senso d'appartenenza dei suoi abitanti ad una comunità politico-religiosa caratterizzata da un particolare reggimento e dal particolare culto ad un santo protettore. Essa non è un semplice ente pubblico regolato da una legge generale ma una comunità civica che si regge su consuetudini, regolamenti, statuti, forme di tassazione, rapporti con il territorio, con le altre città e con lo Stato acquisiti nel corso del tempo e considerati patrimonio comune di tutti i cittadini, i quali peraltro non sono tali per il semplice fatto di risiedervi: della città tardo-medioevale e moderna si è cittadini come si è di uno stato e la cittadinanza è una qualità che non si perde trasferendosi altrove.

(Segue)


====

Nel lungo termine ci proponiamo di conoscere la Sicilia, quella anteriore all’insediamento degli arbereshe.

lunedì 29 giugno 2026

Storie singolari di Contessa Entellina

Mos harro kush je,
mos harro ka vjen,
mos harro se dhe ti erdhe
ka dejti,

mos harro …



  Ho letto, non in un solo giorno, il libro curato da Mimmo Cuccia che nei giorni scorsi è stato presentato in via ufficiale nell’Aula Consiliare del Comune. Si tratta di una interessante panoramica storica, etnica, socio-economica e in generale culturale della realtà che è stata Contessa Entellina nel tempo andato. Un lavoro di ricerca che sicuramente ha impegnato l’autore in termini di tempo e di dedizione. Conosciamo tutti, noi di Contessa, infatti l’essere scrupoloso ed esigente dell’autore del libro. 

  Ho seguito i lavori di presentazione di pochi giorni fa del libro svoltisi nell’aula consiliare di Contessa, a cui ha contribuito con interventi, oltre al sindaco, il prof. Matteo Mandala’. Con Mimmo, io che scrivo queste righe, ho condiviso decenni e decenni di impegni, aspettative e auspici nel campo politico, amministrativo ed in quello culturale pertinenti la realtà locale e non solo. So, quindi, quanto egli sia scrupoloso e puntuale nel ricorrere alle fonti.

 Valutare un libro sulla storia socio-economica-politica di un piccolo comune siciliano, dell’entroterra, dove si e’ avuta una delle più  ampie estensione della realtà latifondista (e quindi mafiosa) e nel contempo cogliere e mettere in risalto nel testo la realtà culturale arbereshe ha richiesto all’autore e richiederà ai lettori di doverlo analizzare su due livelli: sul rigore delle fonti e sopratutto sulla capacità di inserire la micro-storia locale nel contesto regionale e comunque in quello più  ampio della realtà locale.

  Con questo approccio conto di interpretare e di cogliere via via che rifletteremo, speriamo in tanti, sulle pagine del blog, la consistenza storica e culturale del libro. Conto inoltre che alla  traccia che potremo noi tutti contessioti cogliere dalle pagine del libro, venga suggerita, in prosieguo, dall’autore la lettura più utile sui capisaldi che egli, se vuole, potrà sviluppare sulle pagine del blog.

mercoledì 17 giugno 2026

Esploriamo il territorio

 

Rollo (o Rollum) di Monreale 
è un celebre documento redatto 
nel 1182. Si tratta di un registro 
catastale plurilingue (arabo, greco e 
latino) in cui Guglielmo II definiva 
e delimitava l'immenso patrimonio 
territoriale donato alla Chiesa 
arcivescovile di Monreale.

Il termine "platee" si riferisce 
invece agli inventari dei beni 
immobili, ai cabrei e alle planimetrie 
storiche compilate successivamente 
dall'Archidiocesi per mappare case, 
terreni e confini delle proprietà 
ecclesiastiche in Sicilia.



Nel primo Medioevo in Sicilia, il termine "diviseindicava specifici distretti territoriali o ricorrentemente circoscrizioni agrarie. Queste ripartizioni con finalità amministrative derivavano dall'eredità della dominazione bizantina e araba, per  poi evolvere nell'organizzazione feudale che faceva riferimento alla Chiesa e alla  Corona lungo l’intero Medio Evo.

Volendo sintetizzare il processo di evoluzione e le caratteristiche di massima del termine divise ci capita cogliere:
1) Un significato agrario e territoriale: Identificava frazioni di territorio siciliano, come dire macro-distretti rurali fino a costituire suddivisioni di più ampi possedimenti ecclesiastici o terrieri, che inglobavano villaggi (casali) e terre coltivate. 
2) La sopravvivenza nei secoli: In quanto ripartizione territoriale e amministrativa la divise rimase in uso attivo e documentata fino al Basso Medioevo e oltre, fino ad oltre l’alba della modernità, sopratutto nell’area occidentale dell’Isola e in specie su quelli che erano stati i vasti, anzi i vastissimi, feudi della Chiesa di Monreale. 
Nelle fonti storiche locali, attinenti l’attuale area territoriale di Contessa Entellinale, con "divise" vengono frequentemente riportate sugli inventari (detti platee o rolli) vaste aree feudali  mappate e organizzate per  la riscossione delle rendite e delle decime.
(Continua)

domenica 7 giugno 2026

Novità in libreria

 

Storie singolari di Contessa Entellina

 

e degli altri insediamenti Arbereshe della Sicilia

======== 

La novità in libreria di  Domenico Cuccia

======== 

E’ con grande curiosità e attenzione che ho iniziato a leggere, o meglio a studiare, la novità libraria che il caro amico Mimmo Cuccia ha consegnato in questi giorni alla valutazione dei contessioti e non solo di essi. Si tratta di un testo in qualche modo corposo, articolato e già esplicativo sin dal titolo “Storie singolari di Contessa Entellina e degli altri insediamenti Arbereshe della Sicilia”.

 Si tratta di quasi 250 pagine di descrizioni, vicende umane e sociali, strascichi e supposti primati cultural-religiosi, che tutti in qualche modo conosciamo a grandi linee, almeno localmente, e di cui Mimmo Cuccia ci offre origini, natura e contesti.

  Chi scrive queste righe non ha ancora letto per intero il libro e però riconosce sin dalle prime pagine l’accuratezza delle ricostruzioni e sopratutto delle fonti che Mimmo pone non solo sulla vicenda storica locale, ma anche sui singoli eventi e sulle singole vicende che intrecciano la “storia locale” e non solamente di Contessa Entellina.

  Per intanto ci fermiamo sull’apprezzamento complessiva all’iniziativa libresca portata avanti dall’amico di sempre Mimmo Cuccia, assicurando che sul blog riporteremo giudizi e valutazioni sui tanti aspetti che sono stati sviluppati e che trovano ragione nel titolo del libro “Storie singolari di Contessa Entellina e degli altri insediamenti Arbereshe della Sicilia”.

martedì 26 maggio 2026

Il lungo cammino della civiltà (6)

 Nino, studente universitario, sistematicamente scriverà per il blog brevi frasi storico-culturali, a cominciare dalla Grecia, Roma, e poi l’Occidente. Avranno taglio filosofico, cultural-democratico e punteranno a cogliere il cuore delle idee che ancora oggi rendono grande l’Occidente. Ci aiuteranno nel lungo tempo a comprendere il mondo di oggi, con i suoi successi e pure con le sue tante malvagità, nelle sottigliezze che lo caratterizzano e nella complessità dei sistemi di cui è improntato. Capiremo perché esistono i Putin ed i Trump ed anche perché sono esistiti i Matteotti o i Gramsci, come pure i fratelli Rosselli e varie altre decine e decine di grandi personaggi.

# # # # # 

Svelare il passato:
In archeologia, il terreno non è un
semplice contenitore di oggetti, ma
un vero e proprio documento
 storico strutturato in livelli
sovrapposti che gli scienziati
possono decifrare e leggere.
La lettura di questo "archivio" è il 
metodo stratigrafico:
Ogni strato di terreno corrisponde
 a un periodo preciso. Gli strati più
 profondi sono generalmente i
più antichi. Og
gi la lettura degli archivi
 del suolo non avviene solo tramite
lo scavo fisico. Tecnologie avanzate
 permettono di mappare ciò che si
trova sottoterra prima ancora di
toccare la terra.




Il lungo cammino della civiltà

PUNTI   FERMI   DA   RICORDARE: 

7) La scrittura. Circa cinquemila anni fa, in Egitto e in Mesopotamia furono inventati i primi sistemi di scrittura, mentre altre regioni della terra rimasero ancora a lungo allo stadio preistorico. La Cina conobbe la scrittura dopo oltre un millennio l’Egitto. Nell’Europa occidentale, nel nostro continente, i primi fondamenti di Storia, da fonti scritte, le abbiamo da poco prima dell’era cristiana. Nell’Europa orientale e settentrionale la scrittura arriverà addirittura un millennio dopo l’inizio dell’era cristiana. In Asia, Americhe e Oceania  le prime fonti scritte cominciano con la colonizzazione. Avremo modo, quindi, di imbattare, nel corso del cammino, con popoli privi di scrittura.

8) Gli archivi del suolo. Gli specialisti, in carenza di scrittura, riescono ai nostri giorni a ricostruire e scrivere la “storia”  pur senza disporre di fonti scritte. Essi sanno cogliere categorie di documenti via via decifrati e conservati nei -cosiddetti- archivi del suolo. Si tratta di tracce che gli uomini del passato hanno lasciato sul suolo: ossa (paleontologia umana) e prodotti della loro attività (archeologia preistorica). Negli archivi del suolo si colgono le informazioni sull’ambiente naturale nel quale vissero gli uomini preistorici, e si attingono dati che permettono di stabilire cronologie relative ed assolute della preistoria.

martedì 19 maggio 2026

Il lungo cammino della civiltà (5)

 Nino, studente universitario, sistematicamente scriverà per il blog brevi frasi storico-culturali, a cominciare dalla Grecia, Roma, e poi l’Occidente. Avranno taglio filosofico, cultural-democratico e punteranno a cogliere il cuore delle idee che ancora oggi rendono grande l’Occidente. Ci aiuteranno nel lungo tempo a comprendere il mondo di oggi, con i suoi successi e pure con le sue tante malvagità, nelle sottigliezze che lo caratterizzano e nella complessità dei sistemi di cui è improntato. Capiremo perché esistono i Putin ed i Trump ed anche perché sono esistiti i Matteotti o i Gramsci, come pure i fratelli Rosselli e varie altre decine e decine di grandi personaggi.

# # # # # 

Il lungo cammino della civiltà

PUNTI   FERMI   DA   RICORDARE: 

5) punti di premessa. Molti studiosi per il lungo periodo precedente all’uso della “scrittura” usano la denominazione di “preistoria” . Eppure gli studiosi più accorti asseriscono che questo termine è usato impropriamente in quanto esclude dallo spazio della “Storia” ben il 99,80% dell’esistenza sulla terra della umanità. In pratica agli storici toccherebbe narrare solamente lo 0,20% dell’esistezza dell’umanità su questa Terra (quella basata su fonti scritte). 

Questa circostanza viene ritenuta, da altri studiosi, una circostanza di lettura della vicenda umana peggiorativa perché viene affidata alla, relativamente recente, conoscenza della scrittura.

Certo, questo periodo anteriore all’invenzione della scrittura (preistorico) corrisponde alla nascita, infanzia e adolescenza dell’umanità. Si tratta del periodo/processo evolutivo biologico e culturale che ha portato all’origine, allo sviluppo e diffusione dell’essere umano moderno (Homo sapiens) a partire da antenati comuni, condivisi con le grandi scimmie antropomorfe. E’ quello il periodo che sta agli albori della “società di classe” che per millenni ha caratterizzato il periodo della “storia propriamente detta”.

Noi oggi non comprenderemmo gran parte delle caratteristiche essenziali della civiltà umana, che senza la conoscenza delle maggior parti dei tratti principali delle culture contemporanee, rimarrebbe incomprensibile.

6) preistoria. Il termine “preistoria”  è abbastanza recente, risale al XIX secolo e, in origine designava il periodo durante il quale l’uomo, i nostri antenati erano stati  contemporanei di specie animale estinte; le vestigia di quest’epoca erano state ritrovate dai geologi e dai paleontologi in livelli geologici molto antichi. Prova evidente che l’uomo aveva fatto la sua comparsa molto prima dei seimila anni riconosciuti dalla cronologia biblica.

L’aggettivo “antidiluviano” (=prima del diluvio) che fu utilizzato per identificare quel periodo, venne nel tempo sostituito, negli ambienti storico-scientifici dal termine “preistoria”, per identificare tutti i periodi antecedenti la scrittura.

(Segue)

mercoledì 6 maggio 2026

Il lungo cammino della civiltà (4)


L'Homo habilis e l'uomo 
del terzo millennio
 
rappresentano due estremi 
opposti del lungo percorso 
evolutivo umano, separati 
da circa 2 milioni di anni, 
ma accomunati dalla 
fondamentale capacità 
di modificare l'ambiente 
attraverso la tecnologia.

L’uomo del III millennio
 manipola non solo la pietra
o i materiali fisici, ma
l'informazione, il codice
genetico e la materia a
livello atomico.

Nonostante l'abisso tecnologico
 l'essenza dell'uomo è rimasta
la stessa: un essere che utilizza 
l'intelligenza e l'immaginazione 
per manipolare l'ambiente
circostante a proprio vantaggio.
Se l'Homo habilis ha iniziato
a "sfruttare" l'ambiente con
 il primo chopper, l'uomo
moderno ha portato questa
abilità all'estremo, creando
una "nuova natura" tecnologica








Brevi bagliori di cultura storica

Nino, studente universitario, sistematicamente scriverà per il blog brevi frasi storico-culturali, a cominciare dalla Grecia, Roma, e poi l’Occidente. Avranno taglio filosofico, cultural-democratico e punteranno a cogliere il cuore delle idee che ancora oggi rendono grande l’Occidente. Ci aiuteranno nel lungo tempo a comprendere il mondo di oggi, con i suoi successi e pure con le sue tante malvagità, nelle sottigliezze che lo caratterizzano e nella complessità dei sistemi di cui è improntato. Capiremo perché esistono i Putin ed i Trump ed anche perché sono esistiti i Matteotti o i Gramsci, come pure i fratelli Rosselli e varie altre decine e decine di grandi personaggi.

# # # # # 


Il lungo cammino della 
civiltà

PUNTI   FERMI   DA   RICORDARE: 

4) Punti di premessa: I tanti centri di studio (prevalentemente Istituti Universitari) che si sono dedicati alla Storia dello Sviluppo  Scientifico e Culturale dell’Umanita’ coprono un periodo che dalla comparsa, all’interno degli ominidi, del primo essere classificabile del genere Homo si estende fino all’invenzione della scrittura e la nascita dei primi Stati, circa cinquemila anni fa. Questa fase “preistorica” è durata da due a tre milioni di anni.

Se comparassimo la durata totale dell’esistenza umana a una giornata di 24 ore: in questo caso, Homo abilis avrebbe fatto la sua comparsa alla mezzanotte e un secondo, e ogni secondo corrisponderebbe a 3 secondi e 465 millesimi  di secondo. Secondo questa ipotesi, l’invenzione della scrittura e la nascita dei primi Stati si situerebbero a meno di tre minuti prima di mezzanotte, mentre la scoperta dell’America  sarebbe avvenuta poco più di 17 secondi prima della fine del giorno.

(Segue)

martedì 5 maggio 2026

Il lungo cammino della civiltà (3)


il lungo cammino della
civiltà" si riferisce
al 
processo
evolutivo, sociale e
culturale dell'umanità
attraverso i millenni.
Brevi bagliori di cultura storica

Nino, studente universitario, sistematicamente scriverà per il blog brevi frasi storico-culturali, a cominciare dalla Grecia, Roma, e poi l’Occidente. Avranno taglio filosofico, cultural-democratico e punteranno a cogliere il cuore delle idee che ancora oggi rendono grande l’Occidente. Ci aiuteranno nel lungo tempo a comprendere il mondo di oggi, con i suoi successi e pure con le sue tante malvagità, nelle sottigliezze che lo caratterizzano e nella complessità dei sistemi di cui è improntato. Capiremo perché esistono i Putin ed i Trump ed anche perché sono esistiti i Matteotti o i Gramsci, come pure i fratelli Rosselli e varie altre decine e decine di grandi personaggi.

# # # # # 

Il lungo cammino della civiltà

PUNTI   FERMI   DA   RICORDARE: 


3) Punti di premessa: L’essere umano (homo sapiens sapiens) comparve nel Paleolitico (40 mila anni fa). Gli archeologi e la paletnologia ci fanno sapere che nel Paleolitico  medio (100 mila anni fa) c’era già l’uomo di Neanderthal e che, persino nel Paleolitico inferiore  (500 mila e 250 mila anni dai nostri giorni) esisteva l’homo erectus  e quindi l’homo habilis.

Le prime forme di scrittura, da cui possiamo cominciare a cogliere i primi spunti veri e propri di storia cominciano però appena 3.000 anni prima di Cristo, ossia nella forma degli ideogrammi 5000 anni fa. La scrittura vera e propria, con i Fenici, nel 1500 a.C.  Ma e’ con i Greci, nel IX secolo a.C. che disponiamo per la prima volta di un alfabeto che diventa strumento per tramandare la vicenda storica dell’umanità. La certezza storica cominciamo a disporla a decorrere dal V secolo a.C. grazie alle figure di Erodoto e di Tucidide. Prima di essi disponiamo di notizie vaghe ed approssimative.

lunedì 4 maggio 2026

Il lungo cammino della civiltà (2)

 

Il principio di eguaglianza è
sancito dall'
articolo 3 della
Costituzione italiana, che
definisce i pilastri della democrazia
italiana. Esso si divide in due
 componenti fondamentali:
l'
uguaglianza formale
 (comma 1), che garantisce la
parità di tutti i cittadini di fronte
alla legge senza distinzioni, e
l'
uguaglianza sostanziale
 (comma 2), che impegna lo Stato
a rimuovere gli ostacoli
economici e sociali che
limitano la libertà e l'effettiva
partecipazione dei cittadini
alla vita collettiva.




Brevi bagliori di cultura storica

Nino, studente universitario, sistematicamente scriverà per il blog brevi frasi storico-culturali, a cominciare dalla Grecia, Roma, e poi l’Occidente. Avranno taglio filosofico, cultural-democratico e punteranno a cogliere il cuore delle idee che ancora oggi rendono grande l’Occidente. Ci aiuteranno nel lungo tempo a comprendere il mondo di oggi, con i suoi successi e pure con le sue tante malvagità, nelle sottigliezze che lo caratterizzano e nella complessità dei sistemi di cui è improntato. Capiremo perché esistono i Putin ed i Trump ed anche perché sono esistiti i Matteotti o i Gramsci, come pure i fratelli Rosselli e varie altre decine e decine di grandi personaggi.

# # # # # 

Il lungo cammino della civiltà 

PUNTI   FERMI   DA   RICORDARE: 

2) Tutti siamo diversi, tutti siamo uguali davanti alla legge. Sembrerebbe che qualcosa non funzioni in questo essere uguali, o diversi, su una miriade di aspetti: economici, sessuali, sociali, culturali… Si tratta di una relazione pienamente politica, che nei secoli non ha mai smesso di interrogare l’ umanità? 

L’Uguaglianza, quell’idea sfuggente inseguita dai socialisti di ogni parte del pianeta. Persino nel passato remotissimo, addirittura preistorico gli esseri umani cominciarono a porsi le stesse domande. La tensione degli esseri umani tra la gerarchia e il suo rifiuto, tra l’uguaglianza e la stessa, tra identità e la differenza si sono intensamente sviluppati nella gerarchia, eppure incredibilmente in ciascun uomo esiste una sorta di resistenza alla gerarchia e al dominio. 

Per tanti autori quella dell’eguaglianza e’ un’idea ingenua che vive, non esaminata, non completamente vagliata dentro ognuno di noi. Per Aristotele si può essere uguali solo quando si è simili (homoioi kai isoi), e per il nazista Carl Schmitt che porta alle estreme conseguenze questo concetto (eminentemente democratico, socialista), l’uguaglianza e’ valevole per il Volk, il popolo tedesco, e la disuguaglianza — terribile e tirannica — per tutti gli altri.

 Per Karl Marx, fiero oppositore dell’uguaglianza, dato che aveva riconosciuto con chiarezza «le tendenze di omologazione e standardizzazione proprie della modernità, e in particolare del capitalismo» per essere uguali dobbiamo essere soldati in uniforme, allievi omologati di una boarding school britannica. McMahon riduce l’uguaglianza a tautologia: si è eguali se si è uguali, soldatini identici gli uni agli altri: per razza, cultura, ricchezza… 

E però: «Significa che non dobbiamo essere per forza identici per essere uguali come cittadini: possiamo, dobbiamo differire in tantissimi aspetti, ma l’uguaglianza di diritti ci dev’essere garantita». Eppure proprio qui si cela uno dei segreti nascosti (McMahon li chiama dirty secrets) della retorica egualitaria: «Quando si ha a che fare con una popolazione estremamente globalizzata ed etnicamente eterogenea, per le persone diventa sempre più difficile tollerare questa uguaglianza-nella-differenza. Troppe differenze ci mettono a disagio, anche se l’idea dell’uguaglianza continua ad affascinarci».

 Per Martin Luther King (nel celebre discorso I have a dream del 1963, ndr), quella dell’eguaglianza si tratta di una nota promissoria, una promessa di piena attuazione futura».

 McMahon, autore di un interessante, recente libro, resta ottimista: «L’uguaglianza è stata immaginata in molti modi nel corso della storia. E può essere immaginata ancora».

mercoledì 29 aprile 2026

Il lungo cammino della civiltà (1)

Grandi figure del Novecento
repubblicano italiano che hanno
guidato la transizione dal
fascismo alla democrazia, 
definendo l’assetto
 istituzionale, sono stati:
Alcide De Gasperi, Pietro
Nenni ed altri.
  Brevi bagliori di cultura storica

Nino, studente universitario, sistematicamente scriverà per il blog brevi frasi storico-culturali, a cominciare dalla Grecia, Roma, e poi l’Occidente. Avranno taglio filosofico, cultural-democratico e punteranno a cogliere il cuore delle idee che ancora oggi rendono grande l’Occidente. Ci aiuteranno nel lungo tempo a comprendere il mondo di oggi, con i suoi successi e pure con le sue tante malvagità, nelle sottigliezze che lo caratterizzano e nella complessità dei sistemi di cui è improntato. Capiremo perché esistono i Putin ed i Trump ed anche perché sono esistiti i Matteotti o i Gramsci, come pure i fratelli Rosselli e varie altre decine e decine di grandi personaggi.

# # # # # 


Il lungo cammino della civiltà 

PUNTI   FERMI   DA   RICORDARE: 

1) Il nostro modo di pensare, quello che oggi definiamo alla occidentale, origina dagli antichi greci e dai romani. Ricordiamoci però che greci e romani attinsero idee e visioni di vita, sia pure riadattandole, dai codici di leggi e letteratura della Mesopotamia, dalla scultura dell’Egitto, dai sistemi idraulici dell’Assiria, e dall’alfabeto Medio Orientale.

E però ne’ i greci ne’ i romani oggi condividerebbero con noi quelli che definiamo valori occidentali odierni. La democrazia greca era riservata solamente agli uomini, le donne non avevano diritto di parola in pubblico e (in pubblico) dovevano portare sciarpe e veli. I romani, da parte loro, gestivano i mercati degli schiavi e assistevano alle esecuzioni capitali per divertimento.



venerdì 24 aprile 2026

Avvenne il 24 Aprile

 1607

Sicilia nostra

Viene fondata la città di Vittoria nel 1607 ( nell’area del ragusano), così  chiamata in onore della sua fondatrice, principessa Vittoria Colonna de Cabrera, figlia del viceré di Sicilia Marc’Antonio Colonna e vedova di Luigi E Raquez Cabrera, conte di Modica.  La città di Vittoria si volle fondarla con l'obiettivo specifico di promuovere la coltivazione della vite e il commercio del vino, che ancora oggi caratterizza la zona.

Esiste una certa connessione tra la famiglia Cardona (e la loro signoria, sulla nascente Contessa all’alba del 1500) e Marc’Antonio Colonna, viceré di Sicilia, che si articola principalmente attraverso intrecci matrimoniali e passaggi di feudi siciliani nel corso dei  secoli feudali successivi. Ma su questo contiamo di aver tempo per cogliere.

Contessa Entellina e la vicenda storica (7)

 Quando non sapevamo dei telefonini 

Kuntisa nel pre sisma
Contessa Entellina (Kuntisa in
arbëreshe) 
era un caratteristico
centro agricolo della Valle del
Belice, con un forte legame
con la cultura Arbëreshe
 (albanese) e un’economia
basata sul post latifondo.
Il paese era caratterizzato da
case contadine, spesso con
pavimenti in terra battuta,
che rispecchiavano le
condizioni di vita dell'epoca.












Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale e prima degli eventi sismici del gennaio 1968 come si comunicava a Contessa Entellina fra parenti, amici, conoscenti che abitavano gli uni nei pressi dello Spiazzo Greco e gli altri in Via Marsala? O fra chi abitava nella zona Giarruso e chi abitava nel quartiere Santa Rosalia?

 Come circolavano le informazioni 

nella realtà contadina di Contessa Entellina?

Ancora all’inizio della seconda metà del Novecento l’unica forma di comunicazione diretta, immediata, in tutte le realtà a prevalente economia contadina dell’Isola, e quindi di Contessa Entellina, erano i gruppi comunitari di “vicinato”. Questa circostanza riguardava sostanzialmente tutte le realtà paesane dell’interno della Sicilia. Per comunicare con il mondo esterno, oltre alla possibilità del telegramma da curare presso l’Ufficio Postale, si poteva fruire presso il  Bar di don Ciccio Schiró, nei pressi della piazza, del centralino telefonico.

All’interno dell’abitato erano centri di diffusione delle notizie le sedi dei partiti (avevano localmente sedi: la Dc, il PCI, il PSI, e per qualche tempo il PLI, il MSI e i cosiddetti Milazziani). Tutte, più o meno, situate nei pressi della piazza.   Erano pure luoghi di incontro e quindi di acquisizioni di notizie le Chiese dove giornalmente, sia al mattino che nelle ore serali, si svolgevano riti abbastanza frequentati dai parrocchiani. Tutte strutture e centri funzionali del territorio e di accrescimento sia di saperi che di fatti comunitari giornalieri..

Il quadro relazionale umano e paesano, sia pure a dimensione più articolata, non cambiava a Bisacquino o negli altri paesi prossimi. Va però colto che più era ristretta l’area comunitaria, tanto più alta era la velocità di circolazione delle notizie col “passa parola”, col face to face, che avveniva da vicolo a vicolo, o -sempre in quegli anni cinquanta- presso le fontane della Favara, di Canale, di Giarruso e le altre fontane pubbliche piazzate in più  zone del paese.

===

  Sul mondo contadino, quello pre-sisma 1968, contiamo di doverci intrattenere per cogliere aspetti sociali, e sopratutto umani, di cui conserviamo più tratti del vivere di allora.

giovedì 23 aprile 2026

Avvenne il 23 Aprile

Stazioni e fermate: Palermo S. Erasmo,
Bandita, Palermo Acqua dei Corsari,
Villabate Paese, Portella di Mare,
Misilmeri, Bolognetta-Marineo, Mulinazzo,
Baucina-Ciminna, Villafrati-Cefalà
Diana, Mezzoiuso, Godrano, Ficuzza,
 Bifarera, Scalilli, Donna Beatrice,
Corleone, Censiti, Ridocco,
Campofiorito, Tarucco, Contessa
 Entellina, Bisacquino, Chiusa Sclafani,
S. Carlo, Burgio
1863

Sicilia nostra. 

Viene inaugurata la prima ferrovia in Sicilia: la Palermo-Bagheria, di 13 chilometri.

Passeranno ancora ventitré anni perché la ferrovia Palermo Sant'Erasmo-Corleone-Contessa Entellina-San Carlo-Burgio, linea a scartamento ridotto (950 mm) di 112,29 km, divenisse operativa tra il 1886 e il 1959

Questa collegava Palermo con l'entroterra, passando per MisilmeriCorleone, stazione Contessa E. c/o c.da Batellaro, BisacquinoChiusa Sclafani e terminando a Burgio, rivestendo un ruolo chiave per il trasporto merci e passeggeri. Fu costruita in varie fasi tra il 1886 e il 1931, e  fu chiusa definitivamente tra il 1954 e il 1959 a causa della concorrenza del trasporto su gomma e dei costi di gestione. Era una linea a scartamento ridotto (950 mm), tipico di molte ferrovie secondarie siciliane dell'epoca. La linea era nota anche per aver collegato l'entroterra siciliano al capoluogo siciliano, facilitando commercio e pure connessione sociale prima del corrente sviluppo della rete stradale.