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martedì 30 giugno 2026

Per chi ama la Storia

La Restaurazione è il periodo
della storia europea che va dal 
1814 al 1830, caratterizzato dal
tentativo delle potenze continentali
di ripristinare l'Antico Regime
dopo la sconfitta di Napoleone


Pagine di cronologia 

1816 In tutti gli Stati italiani il ritorno sul trono degli antichi sovrani porta alla liquidazione della gran parte dell’eredità bonapartista. Ritornano in vigore gli antichi ordinamenti prerivoluzionari e, in diversi Stati, la classe dirigente napoleonica e’ sostituita almeno in parte, dai legittimisti. Grazie all’opera di alcuni ministri illuminati, come il cardinale Ercole Consalvi a Roma, Luigi de Medici a Napoli, Vittorio Frossombroni in Toscana, il generale Adam Neipperg a Parma, la reazione non assume ovunque quel volto poliziesco  che era nei voti della cultura più intransigente della Restaurazione e riesce talvolta a ritrovare una continuità con il riformismo settecentesco. Ma censura, repressione di antichi privilegi diffondono un profondo malcontento negli ambienti liberali, nostalgici dell’età napoleonica, costituzionalisti, rivoluzionari “giacobini” e “comunisti” buonarottiani si organizzano in società segrete. Una grave crisi economica, provocata dalla carestia che investe tutta l’Europa, fa sentire le sue conseguenze in diverse parti d’Italia, suscitando manifestazioni  di malcontento popolare prontamente represse dalle autorità.


«Restaurazione» 

Restaurazione è un concetto che indica il ritorno a condizioni politiche antecedenti a un rivolgimento sociale o a una rivoluzione.

Come categoria storiografica fu coniata nell'Ottocento dagli storici francesi con l'intento di designare il periodo segnato dal ritorno in Francia dei sovrani borbonici (1814-1830). Successivamente il suo significato si è esteso sino a definire un ciclo della storia europea segnato dal ritorno dei sovrani spodestati da Napoleone e dalla volontà di ripristinare l'assolutismo, impedire la ricomparsa delle rivoluzioni, stabilizzare l'Europa intorno alle grandi monarchie. Tuttavia il  concreto svolgimento degli avvenimenti dimostrò l'impossibilità di restaurare compiutamente l'antico ordine. Infatti, se sul piano della giustificazione teorica l'azione dei re fu accompagnata da ideali controrivoluzionari, nella realtà  dei comportamenti molti di loro scelsero una linea di compromesso, accettando alcune riforme realizzate da Napoleone e servendosi di personale militare e amministrativo formatosi in età napoleonica. In alcuni casi, come in Francia, il compromesso finì con l'accogliere, seppure con forti limitazioni, il principio della Costituzione e della rappresentanza della nazione tramite il parlamento.



lunedì 29 giugno 2026

Per chi ama la Storia

Il Congresso di Vienna
 (1814-1815) fu una 
conferenza internazionale
che riunì le principali
potenze europee dopo
la sconfitta di Napoleone
.
Il suo obiettivo principale
era ridisegnare la mappa
del continente e ripristinare
l'
Ancien Régime
,
inaugurando l'epoca storica
nota come la Restaurazione
.

Pagine di cronologia

 1815 è uno degli anni più cruciali della storia moderna: segna la fine dell'era napoleonica, la definitiva sconfitta di Napoleone a Waterloo e l'inizio del periodo della Restaurazione sancito dal Congresso di Vienna. Le monarchie europee ripristinarono l' Ancien Régime, ed in Italia torna la Restaurazione.

Il Congresso di Vienna sancisce la nuova organizzazione politica dell’Italia divisa in 10 Stati.  

Vano si rivela il tentativo del re di Napoli, Gioacchino Murat, di sollevare le popolazioni italiche con la promessa  di un regno unito e indipendente. 

L’Austria si conferma come il guardiano della Restaurazione in Italia: sconfigge i murattiani, reprime i fermenti filo napoleonici, ma impedisce anche alle forze più reazionarie  di scatenare spietate reazioni che provocherebbero nuove spirali di violenza.

Nuovi equilibri sociali

Occorreva poi creare un sistema politico-territoriale che - dinanzi all'eventuale minaccia di una revanche militare francese - fosse in grado di meglio difendersi di quanto avevano saputo fare i vari Staterelli tedeschi e italiani dell'epoca prerivoluzionaria.

Durante la Rivoluzione e l'impero erano state abolite in Francia e nei territori da essa occupati e negli Stati satelliti, le proprietà ecclesiastiche (e nei primi anni della Rivoluzione anche le proprietà nobiliari); quelle terre erano poi state in larga misura vendute e si era così creata una nuova, numerosa e potente borghesia terriera. 

Che si doveva fare? Distruggere tutte queste move proprietà per restituirle agli antichi possessori? Si sarebbe corso il rischio di provocare una sollevazione generale in mezza Europa da parte di un ceto ormai economicamente fortissimo e che aveva acquistato una grande influenza negli organismi politici e amministrativi dei Paesi in cui i Francesi  erano arrivati. Si convenne su una politica di compromesso rinunciando alla “restaurazione”  e cercando di riequilibrare le diverse esigenze sopra accennate.


lunedì 8 giugno 2026

Capita in Italia

 

Sono scattati presidi e
manifestazioni di solidarietà
e di protesta in diverse città
italiane per denunciare le
condizioni limite del
 caporalato agricolo.



Bruciati vivi quattro braccianti agricoli

La fine tragica di Amin Khogyani, Ullah Qiemi, Amjad Safi e Waseem Khan, quattro braccianti agricoli bruciati vivi da due assassini venuti da lontano al pari di loro loro, ci appare appartenente ad una realtà  sociale ed umana lontana da noi, eppure quella tragedia è stata consumata sotto il nostro naso, in una realtà agricola italiana dove nel terzo millennio esistono figure di caporali e braccianti, pachistani e afghani. 

  Nella società italiana, nelle maglie delle strutture economiche pare che esistano tuttora spazi e gangli dove i più furbi e i malvagi possono sfruttare e persino ammazzare i più deboli ed i più indifesi dei loro. 

===

La strage di quattro braccianti agricoli bruciati vivi è avvenuta a Amendolara, in provincia di Cosenza (Calabria), in questi primi giorni di giugno 2026. Le quattro vittime, tre cittadini afghani e un pakistano, sono state intrappolate all'interno di un monovolume a cui è stato dato fuoco. Un quinto lavoratore è riuscito a scappare e a salvarsi.

Le vittime avevano semplicemente protestato per le condizioni di lavoro e richiesto la paga spettante dopo la raccolta delle fragole. Tra i motivi di scontro emersi dalle indagini figura anche il rifiuto dei lavoratori di vivere ammassati in dieci persone dentro una sola stanza.

Le indagini condotte dalla Procura di Castrovillari e dalla Squadra Mobile di Cosenza hanno portato al fermo di due caporali di nazionalità pakistana.

La Coldiretti ha espresso ferma condanna definendo l'episodio un orrore intollerabile. Diverse associazioni ed enti come la Comunità di Sant'Egidio e la CEI hanno chiesto di spezzare l'omertà e rafforzare severamente i controlli contro lo sfruttamento del lavoro nei campi.

giovedì 26 marzo 2026

Riflessioni sulla società (2)

I cambiamenti mettono in luce
come la famiglia sia un'istituzione
in continua evoluzione, capace
di adattarsi alle trasformazioni
della società complessa in cui
viviamo.

Non si parla più di un unico
modello, ma di "famiglie", con
una varietà di strutture
(monogenitoriali, ricostituite,
 coppie di fatto, ecc.) che
rispondono a nuove esigenze
sociali.





2026: La famiglia 

La famiglia del terzo millennio è caratterizzata da una profonda evoluzione e diversificazione, superando il modello tradizionale per abbracciare molteplici nuove forme e strutture. Questo contesto è segnato da una continua riorganizzazione e da una crisi funzionale, dove i legami e le aspettative sono in costante cambiamento. Ai nostri giorni, nella parte occidentale del pianeta, non si parla più di un unico modello, ma di "famiglie", con una varietà di strutture (monogenitoriali, ricostituite, coppie di fatto, ecc.) che rispondono a nuove esigenze sociali.

Ed allora: la famiglia è una società naturale? I dati dell’antropologia dimostrano che in realtà la famiglia è una costruzione sociale, e la moderna famiglia occidentale è solo uno dei possibili modelli. Anche la famiglia europea ha subito profonde  trasformazioni: dalle grandi famiglie allargate  alle famiglie nucleari con sempre meno componenti.

Cosa sta alla base della formazione della famiglia? A leggere i libri degli antropologi ci sono le motivazioni economiche, socioculturali e quelle generazionali. Ai nostri giorni, almeno nella parte occidentale del pianeta si assiste al progressivo rinvio della decisione di formare una famiglia e all’aumento delle convivenze. In crescita viene rilevata la questione delle coppie omosessuali.

Specificatamente i sociologi e pure i dati ISTAT ci fanno rilevare un crescente ritardo, di anno in anno, dell’età dei matrimoni, come pure dei matrimoni civili. Sempre i dati ISTAT mettono in evidenza, via via lungo il tempo, il sempre più basso numero di figli e il persistere di forti legami con le famiglie di origine. Nel contempo non sono sporadiche le separazioni, i divorzi e le famiglie con un unico genitore.

  Su tutte queste problematiche contiamo con relativa frequenza di dedicare pagine sul blog.

mercoledì 31 dicembre 2025

Italia 2026

I giovani laureati (e non) emigrano
sempre più, spinti da retribuzioni 
basse, precarietà, scarsità di
opportunità e un ambiente
lavorativo percepito come
tossico, preferendo paesi
come Germania, Francia
e Spagna per migliori
condizioni e qualità 
della vita, mentre la 
politica osserva il fenomeno
ma interviene con misure
assolutamente insufficienti,
mancando di una strategia
organica per valorizzare
i talenti in Italia, 
nonostante  la 
perdita di capitale
umano sia enorme.










 I dati demografici — che costituiscono le fondamenta dell’Italia di domani — sono impietosi. 

===Solo 340mila nascite nel 2025, un terzo di quelle del 1965. 

===Quei 340mila giovani rappresentano un quarto della popolazione italiana con più di 65 anni, a cui si erogano pensioni sempre più contratte dall’inflazione.

===Aumentano gli  ultraottantenni (4,6 milioni) mentre i bambini sotto i dieci anni sono (4,3 milioni). 

E noi (elettori, politici e politicanti) cosa facciamo? Abbiamo assistito nel 2024 e nel 2025 ad un fiume di giovani – 150mila nel 2024 e quest’anno 2025 saranno altrettanti – che si trasferiscono all’estero, dopo aver studiato in Italia.

In questi giorni di fine anno, in queste ore,  molti di questi giovani rientrano in Italia per vedere le famiglie. Ci spiegano che non sono soltanto  le retribuzioni insufficienti ad averli spinti all’espatrio; ma il senso di stanchezza e rinuncia che emana dalla vita pubblica italiana. Non si parla ne’ in Sicilia, ne’ nel resto della penisola, di futuro, ma qui in tanti parlano ed evocano il passato. 

Sempre i giovani, laureati e non, che rientrano in ferie per le feste natalizie, ci ricordano che qui sono rari i discorsi sull’impegno e la responsabilità individuale. I politici che siano locali o nazionali non hanno idee, non fanno progetti. Sanno essere compiacenti nei discorsi e nei colloqui e non sanno completamente impegnarsi sulle salite che il futuro riserva.

giovedì 19 giugno 2025

Parole ricorrenti sui media

welfare state


La Costituzione Italiana sancisce il 
principio di solidarietà sociale,
riconoscendo
 i 
diritti fondamentali dei cittadini
al lavoro,
alla
salute, e all'istruzione che
costituiscono la base legale per
 consentire lo sviluppo del
Welfare State
italiano.


Il welfare state, o stato sociale, è
un sistema in cui lo Stato assume
la responsabilità di garantire il benessere
economico e sociale dei suoi cittadini
attraverso politiche e servizi pubblici

Questo include la fornitura di servizi
come assistenza sanitaria, istruzione,
previdenza sociale e altri benefici
che mirano a ridurre le disuguaglianze
e proteggere i cittadini dai rischi
della vita.

Il sistema e’ nato negli anni
quaranta del Novecento in risposta
alle catastrofi della Grande Depressione
e della Seconda Guerra Mondiale.
John Maynard Keynes e’ stato
testimone di entrambi i disastri ed
ha posto le basi teoriche che hanno
reso attuabile il welfare state.
La sua difesa dell’intervento pubblico
in economia ha fatto scuola e ha
permesso al welfare state
di passare dalla culla all’età 
matura.

 giornali non mancano con frequenza di segnalarci che nei paesi occidentali, ad economia di mercato, va diventando sempre più difficile generare ricchezza per mantenere l’onnipresenza del welfare state nella vita quotidiana dei cittadini. I quali cittadini generalmente beneficiano di vari programmi pubblici di carattere sociale che vanno dal sistema sanitario pubblico, a quello pensionistico, al sostegno della disoccupazione etc.

   E’ più che ovvio che mettere in discussione questi pilastri di welfare state significherebbe mettere in discussione il futuro della forma di vita all’occidentale.

  Comunque, e’ bene parlarne e coglierne le fondamenta perché si tratta di questioni socio-economiche che in uno stato democratico tutti dovrebbero conoscere, almeno negli assetti essenziali su cui a modo di conseguenza si regge lo stile di vita all’occidentale. Stilea quanto pare, con i suoi mille difetti e motivi di critica che giornalmente cogliamo, esterniamo e veniamo informati dai media, finora ha garantito -ove più  ed ove meno, e a chi più e a chi meno- livelli di vita mediamente superiori ad altri sistemi.

  Cosa i sociologi e gli economisti mettono come prospettive negative del sistema?

  1. la prima sfida sta nel grave processo medio di invecchiamento della popolazione, conseguenza adì più circostanze a- l’aumento della speranza di vita b- il basso indice di natalità (che provoca la riduzione del numero dei contribuenti per ogni beneficiario di aiuti pubblici).
  2. L’internazionalizzazione dell’economia che sta comportando competizione non solo fra aree geografiche ma anche fra lavoratori, evidenziate dalla circostanza ormai frequente di delocalizzazione di attività (fabbriche…) nei luoghi (paesi … poveri) dove la manod’opera costa meno. Da qui meno contributi versati agli enti previdenziali che dovranno pagare le pensioni.


L’argomento investe il futuro delle generazioni oggi ancora giovani. Sul tema pertanto torneremo perché tantissime sono le sfaccettature che incideranno proprio su chi oggi e’ giovane e che ritiene per acquisite situazioni che ove non rimodulate in tempo dai governi produrranno peggioramenti in quello che è il Welfare State.

mercoledì 15 gennaio 2025

Calendario della Parrocchia di San Demetrio

 

Abbiamo ricevuto il Calendario 2025   scritto in albanese a cura dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana congiuntamente alla Cattedrale di San Demetrio

  Iniziativa apprezzabile, però …

  L’Assessorato e la stessa Cattedrale  saranno (riteniamo) sicuramente a conoscenza che a Contessa E. conosciamo discretamente l’arbreshe, ma ... non più di tre o quattro persone sono qui in grado di conoscere approfonditamente  (scrivere, leggere, tradurre) l’albanese.

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Proveremo comunque di tanto in tanto a tradurre brevi tratti dei testi riportati sulla prima pagina:

Janar 2025 = Gennaio 2025


Andai isht ai gjah drudi i shkulur e i  ven

nd’aneze nd’aneze te

vijet me une, i cili jep prementi e ti te moti

i tij, e fleta e tij s’ le e cdo ben i vere mbarre

Beato e’ colui che come un albero piantato presso corsi d’acqua,

il cui fogliame non appassisce,

ogni cosa che farà riuscirà (gli andrà bene).

lunedì 16 dicembre 2024

Dalle misure di superficie agrarie feudali a quelle correnti

 TAVOLE DI RAGGUAGLIO DELLE MISURE LOCALI DI ORIGINE FEUDALE

(Contessa Entellina)

PER LE SUPERFICI AGRARIE

Come da decreto reale 20 maggio 1877, n. 3836


martedì 22 ottobre 2024

Chi siamo ? Da dove veniamo ? (1)

Il cammino dell'uomo

  Sul Blog sono parecchie le pagine dedicate ai due interrogativi che abbiamo posto come titoli della pagina finalizzata verso ulteriori e sempre pressanti desideri di capire, di conoscere...   Abbiamo cercato risposte nelle versioni a sfondo religioso e le abbiamo cercate, pure, nel contesto scientifico-archeologico. I nostri sono quesiti stuzicanti la curiosità umana sin dalla lontanissima antichità. L'uomo ha iniziato ad interrogarsi e rivolgersi inizialmente ai miti, alle leggende, desideroso sempre di risposte.

  Nel Popol Vub traducibile in Raccolta delle foglie scritte, i popoli maya del Centro America immaginavano un mondo nebuloso al principio dei tempi, dominio incontrastato di dei ornati di piume di quetzal azzurro-verdi, a cui si doveva la creazione dei primi esseri umani.

   La mitologia egizia identificava l'entità creatrice superiore in Ra, il dio del sole derivato dall'oceano  primordiale Nun, che generò un complesso di divinità tra cui il dio Khnun dalla testa di ariete. Fu proprio quest'ultimo a modellarre il primo uomo dall'argilla, con una ruota da vasaio. Questi miti fornivano risposte all'anelito di conoscenza del proprio passato su cui sia i maya che gli antichi egizi non avevano informazioni: sarebbero certamente rimasti sorpresi, come lo furono i nostri predecessori nel secolo scorso, nell'apprendere l'intera storia dell'evoluzione umana.

 ===

 Con questa pagina riprendiamo l'ennesima iniziativa per cercare di capire di più.

sabato 21 settembre 2024

Ricorrenze

 Oggi 21 Settembre

Giornata Internazionale della Pace- Giornata Internazionale della Pace

La Giornata Internazionale della Pace è stata istituita dall’Assemblea Generale (A.G.) delle Nazioni Unite nel 1981, con Risoluzione A/RES/36/67, con l’obiettivo di rafforzare la volontà di pace tra le nazioni e i popoli. Dal 2001 le celebrazioni per la pace sono state fissate per il giorno 21 Settembre di ogni anno, tramite la Risoluzione A/RES/55/282, ed è stato convenuto che questa sarebbe stata la giornata in cui sospendere tutte le ostilità e la violenza nel mondo.

Una risoluzione ONU che esorta gli Stati membri, le organizzazioni governative e non e gli individui a concentrarsi in questo giorno nella promozione di azioni educative per fare sensibilizzazione sul tema della pace globale.

martedì 3 settembre 2024

Parole ricorrenti sui media

 autonomia differenziata


Attualmente le Regioni trasferiscono allo Stato gran
parte delle risorse generate sul proprio territorio
e lo Stato le spende per politiche uguali su tutto
il Paese consentendo una redistribuzione dalle
Regioni più ricche a quelle meno ricche. 
















Il 19 giugno il centrodestra ha approvato in via definitiva l’Autonomia differenziata: le Regioni a statuto ordinario possono chiedere al governo competenze su 23 materie. Il 5 luglio la Cgil e i partiti d’opposizione (tranne Azione) hanno presentato in Cassazione il quesito per il referendum abrogativo. Intanto Puglia, Sardegna, Toscana e Campania hanno fatto ricorso alla Consulta contro la riforma.

L’autonomia differenziata, fortemente sostenuto dal presidente leghista del Veneto Luca Zaia, è stato definito da alcuni organi di stampa come la secessione dei ricchi, perché potrebbe assicurare molti più finanziamenti alle regioni del Nord, che già dispongono di maggiori risorse rispetto a quelle del Sud.

giovedì 25 aprile 2024

Cardinali e vescovi romani a Piana degli Albanesi (III)

Parole e fatti 

 La (eparchiale?) Chiesa cattolica di rito bizantino di Piana degli Albanesi e’  una Chiesa con delle particolarità storiche e liturgiche proprie, e, nello stesso tempo e’ in piena comunione con la Chiesa di Roma. Essa sostanzialmente conserva le proprie storiche tradizioni cristiano-bizantine in merito alla spiritualità, alla liturgia e persino su qualche sottolineatura teologica, e alla normativa canonica e disciplinare, che la distinguono rispetto alle Chiese di tradizione romana -per dire-  di Monreale o di Agrigento.

 -Eppure, il Vaticano preferisce ormai da oltre un decennio, inviare e persino insediare -con motivazioni e codicilli canonici verosimilmente appropriati- a farla reggere da clero formato secondo il rito romano e magari con qualche adattamento al bisogno. Nessuno dubita che il tutto avvenga nel rispetto delle regole canoniche, ma quel tutto capita proponendosi di voler ignorare lo spirito e gli intenti che portarono all’istituzione eparchiale di Piana degli Albanesi negli anni trenta del Novecento e soprattutto ignorando il sentimento dei fedeli sulla cui base l’eparchia sarebbe stata evidentemente istituita.

 -Eppure (ancora), in tanti ricordano Papa Francesco che nel suo primo discorso successivo alla elezione, da un balcone vaticano, salutava la folla adunatasi a piazza San Pietro ed esprimeva fratellanza, rispetto e apprezzamento  per i cattolici bizantini, che egli aveva avuto possibilità di conoscere e seguire nella sua arcidiocesi Argentina.

venerdì 12 aprile 2024

Cardinali e vescovi romani a Piana degli Albanesi (II)

 Ci piace riportare un breve stralcio a sfondo storico di un lungo testo pubblicato dal portale Jemi.it, curato dall’Associazione Culturale Italo Greco Albanese (ACIGA) dell’Eparchia di Lungro 


Il Rito Greco-Bizantino e gli albanesi in Italia

….     ….

La giurisdizione religiosa sugli albanesi d’Italia

… “In questo clima l’Arcivescovo di Ocrida nomina Pafnuzio metropolita d’Italia. Una volta nominato lo invia dal Papa, il quale aveva la giurisdizione su tutta l’Italia, affinchè comandasse agli albanesi d’Italia di obbedire a Pafnuzio. Il Papa Giulio III accettò l’invito, nominò Pafnuzio Arcivescovo di Agrigento ed in un Breve che gli consegnò affermava che il nuovo metropolita poteva liberamente esercitare il suo ministero e che nessuno doveva impedirglielo. In pratica le attività che poteva svolgere Pafnuzio erano la celebrazione, l’amministrazione dei sacramenti secondo i riti, i costumi, le tradizioni e le osservanze della Chiesa Orientale, con l’unico limite di non generare il pericolo negli animi e di non derogare dalla rettitudine ecclesiastica. Questo caso esprime una situazione di comunione tra due tradizioni ecclesiali che vivono integrate sullo stesso territorio in pieno accordo gerarchico. Prima di Pafnuzio il metropolita per gli albanesi d’Italia fu Giacomo, che visse fino al 1543, il secondo fu Pafnuzio, che come si è detto fu nominato direttamente dall’arcivescovo di Ocrida, e che morì nel 1566; poi venne Timoteo, già vescovo di Corizza; infine Acacio Casnesio, ultimo metropolita di Agrigento, ma che di fatto non potè mai esercitare le sue prerogative. Tale situazione, che si basava sullo spirito di unione stabilito a Firenze, rese possibile l’emanazione di alcune decisioni papali. Il documento più esplicito è il Breve di Leone X “Accepimus nuper” del 18 maggio 1521. In questo documento il papa confermava il libero esercizio delle proprie tradizioni per tutti i fedeli di rito greco, permetteva la celebrazione dei sacramenti per i fedeli orientali anche nel territorio di un vescovo latino ed imponeva ai vescovi latini di avere un vicario generale orientale in caso di presenza di fedeli orientali nei territori sottoposti alla loro cura spirituale. Nulla mutò fino al Concilio di Trento”.

.. . . 

.. . .

martedì 2 aprile 2024

Cardinali e vescovi romani a Piana degli Albanesi (I)

Nell’avviare il primo di altri contributi che contiamo di riportare sul quadro eparchiale di Piana degli Albanesi ci pare il caso di iniziare dal testo curato da

Associazione Italiana dei Professori di Storia della Chiesa
Dizionario Storico Tematico La Chiesa in Italia
Dopo l'Unità Nazionale
Roma 2015 - Curatore del testo  Giovanni Coco

 Gli italo-albanesi. 

Le conseguenze del Risorgimento si fecero percepire anche nel risveglio della coscienza «nazionale» delle comunità italo-albanesi di Calabria e Sicilia, cattoliche di rito bizantino, da secoli identificate equivocamente come «greche»; questo sentimento ben presto rinforzò l’antica richiesta di avere finalmente diocesi e vescovi ordinari del proprio rito per non sottostare più alla giurisdizione dei locali vescovi “latini”, ponendo fine ad una forzata e subalterna convivenza che, in ossequio alla preastantia romani ritus, era stata spesso costellata da equivoci ed incomprensioni. 

 Questo sentimento, cresciuto negli anni dell’unionismo leonino, si fece sentire più forte nei primi decenni del ‘900 ed ottenne il suo primo tangibile risultato nel 1919, allorquando Benedetto XV istituì l’eparchia greco-albanese di Lungro in Calabria, a cui sarebbero state aggregate le residue parrocchie greche di Lecce e Villa Badessa (Pescara), e nel contempo veniva nominato il suo primo ordinario, mons. Giovanni Mele. La positiva esperienza dei confratelli di Lungro indusse i siculo-albanesi ad insistere con maggiore forza nel perseguire il medesimo risultato, al quale tuttavia si opponeva la diversa distribuzione territoriale delle parrocchie: mentre infatti in Calabria i paesi e le parrocchie albanesi erano compatti e reciprocamente confinanti, in Sicilia le parrocchie greche erano disperse su un territorio più vasto, erano frammiste a quelle latine e, in più di un caso, nello stesso luogo coesistevano greci e latini. 

  Tali ostacoli vennero superati per diretto intervento di Pio XI e del cardinale Eugène Tisserant, segretario della Congregazione Orientale, che vollero trasformare il caso dei siculo-albanesi in un manifesto programmatico dell’unionismo cattolico: nel 1937 venne eretta l’eparchia di Piana dei Greci (poi detta degli Albanesi), con co-cattedrale a Palermo (S. Nicolò dei Greci alla Maratorna), al cui ordinario greco sarebbero state sottomesse sia le parrocchie greche che quelle latine di Piana, S. Cristina Gela, Mezzojuso, Contessa Entellina e Palazzo Adriano. Inoltre, per ovviare alle proteste dei fedeli latini, come ordinario pro tempore fu nominato l’arcivescovo di Palermo, a cui venne affiancato un ausiliare di rito greco nella persona di papás Giuseppe Perniciaro, creato vescovo titolare d’Arbano, che solo nel 1967 avrebbe assunto la guida diretta dell’eparchia. Da quel momento il vescovo greco sarebbe stato l’unico ordinario per i due riti, perpetuando sotto diversa luce una convivenza che non ha cancellato diversi aspetti del suo antico retaggio.

mercoledì 14 febbraio 2024

Un Personaggio

 

Giuseppe Oddo: già sindacalista e poi consulente di Turismo Verde nazionale, ha pubblicato varie libri sulla Sicilia Occidentale a sfondo storico-sociale. E’ stato dirigente della CGIL Sicilia. Ha insegnato Cultura del territorio all’Istituto professionale di Stato per l’agricoltura e l’ambiente di Partinico e all’Ipsct “Saverio Friscia” di Sciacca. Autore di diversi libri a contenuto scientifico e di due romanzi.

Nascita: Villafrati 1940



Quel 1850 a

Contessa e …


In quella realtà si registrarono

sommosse per il pane e assalti

ai “Circoli dei Civili”. A Villafrati

il 23 gennaio Stefano Scaccia, alla

testa di una folla inferocita costrinse

il sindaco, il cancelliere e il percettore

delle imposte a consegnare i registri

del catasto e del regio erario, per 

bruciarli subito in un pubblico falò,

 con l’illusoria speranza, forse, di

 poter restituire ai comunisti le terre

usurpate e cancellare le iniquità fiscali.

Fatti analoghi si registrarono negli 

stessi giorni, o poco dopo,  a Cefalù,

Contessa, Isnello,  Castelbuono, Carini, 

Capaci, Bagheria, Solanto, Misilmeri,

Marineo, Trabia, Torretta, Parco, 

 Elmonte, Monreale, Altavilla.

venerdì 15 dicembre 2023

Su richiesta di contessioti emigrati


La  zona
Rahjo-Canale-Biveri
Rispetto a quasi un settantennio fa l’intera area 
di cui alla  foto e’ stata ampiamente bonificata.
Segnaliamo all’amico emigrato l’edificio municipale, sul lato dx, in alto.

Su invito di un lettore che vive in un continente lontano da parecchi decenni, stiamo curando la pubblicazione di alcune foto su siti contessioti che egli non ha più  visto da quando,  ancora ragazzo, è emigrato al seguito dei genitori e di cui però conserva nostalgica memoria.  Ci ha inviato un elenco di luoghi e quartieri di sua memoria (siti dove, con altri ragazzi, giocava e trascorreva più ore della giornata).

sabato 9 dicembre 2023

Su richiesta di emigrati contessioti

 

Panorama di Contessa Entellina
-ripreso dalla c.da Cascia- 


Un anziano lettore che vive da parecchi decenni all'estero ci ha chiesto di pubblicare le foto di alcuni siti di Contessa che egli non ha più rivisto da quando,  ancora ragazzo, è emigrato al seguito dei genitori e di cui conserva nostalgica memoria.  Dei siti  della sua memoria ha inviato un preciso elenco alla posta elettronica  del blog. Per intanto abbiamo, per lui, curato la panoramica dell’intero centro abitato, che dal post terremoto ‘68, risulta parecchio più dilatato rispetto al tempo di sua memoria. Persino Brjgnet appaiono ridimensionate rispetto a come apparivano nelle antiche cartoline del secondo dopo-guerra.

 È con grande piacere che nei prossimi giorni cureremo -via via- la pubblicazione degli altri siti richiestici.

giovedì 7 dicembre 2023

Su richiesta di emigrati contessioti


 
Un tratto dello Spiazzo Greco e l'Edificio del
già Collegio Suore Basiliane che ospito' l'asilo,
dietro a cui si coglie il campanile della Chiesa Madre

Un anziano lettore che vive all'estero ci ha chiesto di pubblicare le foto di alcuni siti di Contessa che egli non ha più rivisto da quando,  ancora ragazzo, è emigrato al seguito dei genitori e di cui conserva nostalgica memoria.  Dei siti  ha inviato un preciso elenco alla posta elettronica  del blog.
 È con grande piacere che nei prossimi giorni cureremo -via via- quanto segnalato.


mercoledì 6 dicembre 2023

Su richiesta di emigrati contessioti

 

Il Bevaio “Canale” e l’inizio della Via San Nicolò, strada
intestata al protettore del paese, di cui oggi -6 dicembre- cade
la ricorrenza della festività.

Un anziano lettore che vive all'estero ci ha chiesto
di pubblicare le foto di alcuni siti di Contessa che
egli non ha più rivisto da quando,  ancora ragazzo,
è emigrato al seguito dei genitori ma di cui conserva 
nostalgica memoria riportandoli in un preciso elenco
per il blog.